Fotoritocco: realtà ed immagine
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In copertina vedete due foto dello stesso paesaggio prese in due momenti diversi.
La prima è di un fotografo molto quotato, mentre la seconda appartiene ad una fotoamatore che ha provato a ripetere il medesimo scatto. A parte l’errore di essere andato prima della fioritura una volta arrivato ha potuto notare molte differenze fra la realtà e la foto.
Come potete vedere dal raffronto sono spariti alberi più bassi dalla cima del colle ed uno stagno dal lato destro della foto. Con Photoshop è stato persino cambiato l’andamento dei colli accentuandolo. Cosa pensate di situazioni come questa in cui si trasforma la realtà ?
Via | JoeMamerPhotography
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6 settembre 2009 alle 6:25 pm
Penso che se l’autore non deve rispondere a nessuno della sua vena creativa, a meno che la foto non debba essere presentata come parte di un reportage teso a documentare la realtà di un territorio. In tutti gli altri casi credo che la manipolazione orientata alla realizzazione di un prodotto artistico sia più che lecita e insita nella facoltà di ogni artista di utilizzare qualsiasi mezzo per creare la propria visione del mondo.
6 settembre 2009 alle 7:00 pm
questo fenomeno si è accentuato grazie alla fotografia digitale…Diversi puristi che arrivano dall’analogico sono contrari alla clonazione e al fotoritocco….per quelli che si sono adeguati o passati al digitale lavorare in “Camera chiara” è il naturale passaggio successivo obbligato per eliminare gli elementi di disturbo che in fase di scatto era inevitabile escludere….
Fra le due foto messe a confronto è stato usato photoshop in entrambi i casi…..solo che il “fotografo più quotato” ha avuto una visione più pulita durante la fase di post produzione rispetto al fotoamatore meno famoso…………..
Così come negli scatti glamour,da copertina e ritratti ..anche nel paesaggio e negli altri stili ci sarà spesso incongruenza tra originale e quello proposto………l’importante è saperlo fare nel migliore dei modi ed in funzione a quello che si vuole rapppresentare…..
6 settembre 2009 alle 7:02 pm
questo fenomeno si è accentuato grazie alla fotografia digitale…Diversi puristi che arrivano dall’analogico sono contrari alla clonazione e al fotoritocco….per quelli che si sono adeguati o passati al digitale lavorare in “Camera chiara” è il naturale passaggio successivo obbligato per eliminare gli elementi di disturbo che in fase di scatto era inevitabile escludere….
Fra le due foto messe a confronto è stato usato photoshop in entrambi i casi…..solo che il “fotografo più quotato” ha avuto una visione più pulita durante la fase di post produzione rispetto al fotoamatore meno famoso…………..
Così come negli scatti glamour,da copertina e ritratti ..anche nel paesaggio e negli altri stili ci sarà spesso incongruenza tra originale e quello proposto………l’importante è saperlo fare nel migliore dei modi ed in funzione a quello che si vuole rappresentare…..
6 settembre 2009 alle 11:30 pm
si deve specificare per quale motivo o per che occasione viene utilizzata la foto.
Photoshoppare una foto per creare un’opera artistica che può o no avere attinenza con la realtà è una cosa. Farlo e dichiarare di aver fatto uno scatto formidabile….è un’altra.
Stiamo parlando di foto…in pratica di aria…di pensiero… non penso che possa esserci molta discussione. Ognuno e libero di fare quello che vuole.
La sincerità è un’altra storia..
7 settembre 2009 alle 3:22 pm
a priori per conto mio non c’è nessun male, purchè l’utilizzo del fotoritocco sia funzionale allo scopo della foto. infatti qualora lo scopo di una fotografia sia quella di documentare una realtà (come ad esempio nel caso di fotografie \giornalistiche\), un’elaborazione come quella proposta non sarebbe accettabile dal punto di vista dell’informazione. viceversa nel caso in cui lo scopo di una fotografia sia quella di interpretare la realtà l’elaborazione è non solo accettabile, ma spesso e volentieri anche necessaria.
7 settembre 2009 alle 3:26 pm
a priori per conto mio non c’è nessun male, purchè l’utilizzo del fotoritocco sia funzionale allo scopo della foto stessa. infatti qualora lo scopo di una fotografia sia quella di documentare una realtà (come ad esempio nel caso di fotografie “giornalistiche”), un’elaborazione come quella proposta non sarebbe accettabile dal punto di vista dell’informazione. viceversa nel caso in cui lo scopo di una fotografia sia quella di interpretare la realtà , l’elaborazione è non solo accettabile, ma spesso e volentieri anche necessaria.
7 settembre 2009 alle 6:18 pm
In alcuni casi, vedi uno spot pubblicitario, si adatta una fotografia o un filmato alle esigenze dello spot: quindi tutto bene.
Ma una fotografia che resta una FOTO, quindi specchio di un momento, non deve essere corrotta.
Certo si può accettare un certo lavoro di postproduzione (toni, contrasto, bilanciamento del bianco) o un intervento MASSICCIO atto a creare magari lavori di ‘ASTRATTISMO’.
Ma il lavoro in questione è sicuramente una bufala. Da non imitare!!!
8 settembre 2009 alle 11:23 am
Nella versione del fotografo quotato, le curve del colle sono, inoltre, accentuati. La mia impressione è che, poiché per ragioni oggettive e storiche, tutti noi siamo abituati a considerare vero e reale quello che una foto riproduce, allora questo genere di manipolazione, se ad uso artistico, forse andrebbero dichiarati e quindi considerati come “quadri su base foto”, ma non rispondenti alla realtà . Nel caso di manipolazione ad uso giornalistico (aggiunta di dramma, apparizioni e sparizioni di soldati etc.), lì è decisamente delicato e sicuramente va dichiarato. Hai fuso due foto in una? Allora diciamo che va considerata un’elaborazione grafica al pari del vignettista dei processi americani.
14 settembre 2009 alle 9:10 pm
io penso che con il digitale si aprono nuove frontierecome e’ successo nella pittura con l’arrivo dell’impressionismo in cui i colori e le pennellate avvumevano nuovi significati.
dunque l’utilizzo di photoshop o simili diventa comunque una forma d’arte al pari(o quasi)dello scatto vero e proprio.
ne e’ una prova l’hdr in cui l’immagine viene elaborata e assume nuovi significati.
Naturalmente il tutto dipende comunque da una buona idea e dal sapere aspettare il momento giusto per fare lo scatto.
ne sa qualcosa il nostro amico dell’esempio che nella stessa posizione ha scattato una foto priva di quel significato che da all’immagine il fotografo piu esperto.
naturalmente la mia e’ solo la mia idea della moderna fotografia.
http://www.flickr.com/photos/margall69/
29 dicembre 2009 alle 3:25 pm
Penso che la cosa importante sia nn spaciare una foto finta con una reale, poi ci sono diversi modi per modificare una foto; in questo caso in particolare penso nn si possa più chiamare fotografia così come la intendiamo ma arte digitale