Gli “iper-poteri” del fuoco manuale – fonte www.fotoup.net
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Se parliamo di tecnica, l’iperfocale è uno degli argomenti più interessanti. Una soluzione d’emergenza per quando l’autofocus è fuori gioco e la messa a fuoco manuale è impossibile
di Francesco Varano
Possiamo avere in mano una reflex digitale di ultimissima generazione, con un autofocus a centinaia di zone e l’intelligenza di un super-computer, ma in certe situazioni la messa a fuoco automatica resta al palo. I motivi possono essere diversi, quasi sempre legati a una bassa luminosità della scena che stiamo inquadrando. Poca luce significa poco contrasto, ed è proprio sul contrasto che si basa il sistema autofocus delle moderne reflex, digitali e non. La risposta è banalmente mettere a fuoco a mano? Non sempre. Certe che nessuno abbandonerà mai l’autofocus, le case produttrici ci danno (quasi sempre) mirini poco luminosi, in cui è difficile capire se una scena un po’ scura è perfettamente a fuoco, e obiettivi con meccaniche di messa a fuoco manuale a dir poco carenti.
Altre volte, invece, l’autofocus sarebbe in grado di fare il suo dovere, ma siamo noi a scegliere di farne a meno per non perdere lo scatto che stiamo cercando. Capita di perdere l’attimo fuggente perché la reflex ha deciso di mettere a fuoco là dove non volevamo (no, non tutti hanno la cura di attivare un solo sensore AF a seconda dell’inquadratura).
Questa lunga introduzione per dimostrare che è utile essere un po’ preparati e sapere come muoversi senza messa a fuoco automatica e in quelle condizioni in cui anche mettere a fuoco manualmente non si può o non conviene.
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Tags: al palo, attimo fuggente, case produttrici, contrasto, emergenza, poca luce, quelle, scatto, sensore, varanoPost correlati
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