Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza…
fino al 7.VII.2009
Guy Tillim
Roma, Extraspazio
Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza…
pubblicato venerdì 26 giugno 2009
Tuttavia, quello che generalmente può sembrare un limite, nel suo fare fotografico è un punto di forza. La staticità degli scatti che immortalano la Capitale non è certo dovuta a una sua mancanza d’“ispirazioneâ€, piuttosto a un effetto esplicitamente ricercato.
Sul risultato di Avenue Patrice Lumumba, invece, non vi sono dubbi di sorta. Da quelle fotografie si rende palpabile sia l’intuizione che l’occhio dell’ex fotoreporter di guerra. Un silenzio, questo, che si fa carico soprattutto della situazione politica e sociale africana, dello sfacelo in atto e delle speranze violate. Un passato che poteva voler dire libertà , ma le cui tracce, ora, sono visibili unicamente nelle statue lasciate alle ortiche.

La critica di Guy Tillim è silenziosa; il fotografo non punta il dito, non cerca escamotage tecnici per gonfiare l’immagine d’un significato già strabordante. In tal senso, è ben riuscita la resa con pigmenti d’archivio su carta cotone, leggera sottigliezza che dà risalto una volta di più all’aura sacra degli scatti.
Fondamentalmente, ciò che Tillim si trova a fotografare nel suo “cammino attraverso strade di sogno†non sono i luoghi, né tanto meno le persone, ma il vuoto e il silenzio che scaturiscono sia dagli uni che dalle altre. L’oppressione che si prova davanti al muro di carteggi e documenti giudiziari in un ufficio del Congo; la sensazione d’impotenza e rassegnazione negli sguardi di tre impiegati; il grigiore e la decadenza di quello che era il Grand Hotel in Mozambico.

Magicamente, il fotografo sudafricano riesce a ritrarre, oltre all’immagine in sé, anche la sua valenza sensibile. La maestosità in rovina del terrazzo dell’hotel si rende emblema della sua arte fotografica. Un’immagine che rappresenta sia lo stato delle cose che il sentimento di disfacimento in essa insito.
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Extraspazio
Via di San Francesco di Sales, 16/a (zona Trastevere) – 00165 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668210655; info@extraspazio.it; www.extraspazio.it




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