2° Mostra Fotografica / Meeting Canon Club Italia, Roseto degli Abruzzi 22 e 23 ottobre 2011…
giovedì, 25 agosto 2011
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non poteva certo mancare la seconda edizione ancora più ricca di premi e scoppiettante di novità.
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Un Team di Professionisti, in collaborazione con CameraService, terrà un Workshop di fotografia di nudo “in movimento”, saper cogliere l’attimo, gestire la luce, inquadrare e postprodurre.
Una giornata di full Immersion.
La descrizione completa al link: http://www.alternativephotography.it/1/upl…e_locandina.pdf
Se posso essere blasfemo vi racconto la mia esperienza con due obbiettivi di serie L: il 24-70 F2.8 ed il 17-35 F2.8.
La sera della vigilia, come ogni anno ci si riunisce in famiglia, e io ho la fortuna di avere un parente che può vantare un’attrezzatura di tutto rispetto sia sul fronte del parco ottiche che su quello dei corpi che non manca mai all’appuntamento.
per farla breve dalla borsa esce la sua 5d mkII con il 24-70 e la poggia accanto la mia 500d col sigma 18-125… e io rosico…
poi si avvicina col sorrisetto e mi fa: “tieni, divertiti!” e mi consegna il 17-35… immaginatevi come mi sono sentito… felice come un bambino col giocattolo nuovo…
una serie L penso, ora come farò a tornare indietro al sigma?
monto, metto priorità di diaframmi, e inizio, una… due…cinque…dieci foto…
ma più scattavo e più c’era qualcosa che non mi convinceva…
passo allora a Tv, scatto e non mi convinceva neppure così….
metto in AUTOMATICO…
bah, pensavo, sarò io che non conosco la resa dell’obbiettivo e le foto non rendono…
pallide, slavate, con una sorta di velo bianchiccio davanti… sovraesposte, sottoesposte, insomma se ne salvavano pochissime.
provo con il 24.70 e la situazione cambia in meglio, ma di poco, sempre la stessa sensazione di “slavatura cromatica”…
poi ho compiuto la blasfemia (perdonatemi o sacri custodi delle serie L)…
in un attimo stacco il 17-35, monto il mio sigma, setto la macchina su diaframmi e via la prima, la seconda, la cinquantacinquesima…
non c’era paragone. un altro mondo…
che cosa è successo allora?
non so spiegarmelo, ma davvero non riuscivo ad ottenere una che sia una foto decente (parlo soprattutto dei colori).
magari sarà dettato dalla mia inesperienza, ma ho ringraziato lo zio e riposto il suo L in borsa e ho continuato a scattare.
col sigma.
e con il cinquantino zeiss (contax)…
ripeto, non so darmi una spiegazione, ma (come disse Pirandello) “così è, se vi pare”…
non voglio assolutamente dire che il sigma da 350 euro sia migliore dei mostri canon, non mi sognerei mai, perchè è evidente il contrario, ne sono più che consapevole…la qualità realizzativa, l’autofocus fulmineo e precisissimo, l’apertura massima costante a tutte le focali dei canon sono fiori all’occhiello della casa nipponica, ma purtroppo mi hanno lasciato con molti dubbi e a mia prova sul campo si è dimostrata, purtroppo, al di sotto delle aspettative (magari, e lo ripeto ancora una volta, a causa della mia inesperienza, ma scattando in condizioni identiche -luce ambientale, tempo-diaframma- gli errori si sarebbero dovuti reiterare).
ciauZ e buone Feste!
ciao ragazzi…
spero di non aver toppato la sezione.
Chi di voi si è mai dedicato a questo genere di foto?
C’è bisogno, oltre che del flash, anche di un trimmer elettronico, solitamente autocostruito che faccia scattare il flash nell’attimo esatto in cui sente un rumore:
ad es.
lo scoppio di un palloncino
una goccia d’acqua
una pallottola che buca un frutto… e così via, molti altri esempi.
Mi piacerebbe costruire il trimmer… ma in rete trovo solo schemi elettronici e MAI un disegno del PCB bello e pronto da stampare su basetta di rame.
Sono negato allo sbroglio del disegno per fare il pcb, un pò meno a creare direttamente questo circuito stampato di rame, quindi vorrei trovare un disegno già pronto.
Qualcuno ha notizie in merito?
grazie
Salve a tutti, chiedo a qualche esperto un consiglio visto che ho un problema con la gestione dei file RAW.
Premetto che ho tolto tutte le impostazioni di scatto personalizzate e ho tutti i valori neutri.
Quando vado ad aprire le foto con LIGHTROOM, per un attimo vedo il file “originale”, ma appena caricata la foto mi da il messaggio “rendering anteprima” e mi cambia alcuni valori dello scatto (in particolare mi sembra che la sottoesponga).
Se apro i file con DIGITAL PHOTO PROFESSIONAL non cambia alcun valore e mi lascia il fila tal quale.
Come mai lightroom, ma anche photoshp cs5 mi cambiano i parametri della foto appena la vado ad aprire??? certo potrei usare anche un altro software, ma ormai mi ero abituato con lightroom e incominciavo ad avere una certa padronanza delle opzioni.
Grazie in anticipo a chiunque sapra darmi qualche informazione.
Ciao a tutti
Visto che nel forum se ne dibatte parecchio, visto che ho avuto sia 5DII che 7D e considerato che le ho utilizzate parecchio per foto sportive… apro questo topic per riportare le mie impressioni di uso pratico della due macchine
Premesso che la fotografia “action” ha davvero molte sfaccettature, parlerò degli sport in cui ho esperienza, cercando di fare qualche analogia…
Cominciamo dal modulo AF…
…vediamo com’è fatto:
- la 5DII ha il punto centrale a croce (legge sia le linee verticali che orizzontali) ed ha gli 8 laterali che leggono le sole linee verticali. L’unico punto “assistito” è il centrale che ha intorno 6 punti (invisibili) che leggono le sole linee verticali.
- la 7D ha 19 punti, tutti a croce e si può scegliere per qualsiasi punto di farlo lavorare da solo o con l’assistenza dei punti circostanti. Inoltre ha la possibilità d’impostare diverse variabili come la sensibilità dell’inseguimento e la priorità alla velocità o al fuoco.
…e a che serve nella foto d’azione:
anche nella fotografia d’azione la composizione dell’immagine è un elemento essenziale per uno scatto ben riuscito e a differenza di generi fotografici più “statici” come paesaggi, ritratti o still life, è davvero raro che si possa mettere a fuoco e poi ricomporre. Per cui le opzioni sono due… fuocheggiare a mano o sfruttare i diversi punti dell’AF in modalità “AI Servo”
Fuoco a mano:
Quando un soggetto ha una traiettoria prevedibile o comunque obbligata si usa la tecnica del pre-fuoco, cioè si mette a fuoco il punto in cui passerà il soggetto e si scatterà nel momento esatto in cui il soggetto passerà in quel punto… per avere un margine d’errore potremo impostare un diaframma più chiuso per controllare la PDC oppure utilizzare lenti corte che garantiscono molta PDC anche a diaframmi aperti…
In questa condizione la 5DII va alla grande e dona alle immagini tutta la qualità di cui è capace… con una considerazione: la PDC del FF è di uno stop in meno e quindi , per avere la stessa PDC (a parità di scena inquadrata) se con l’APS-C fossimo ad f/4 e 1/1000 di sec., con il FF dovremo essere ad f/5,6 ed 1/500 di sec.; il che potrebbe risultare in un tempo troppo lento per congelare l’azione. In tal caso dovremmo alzare gli ISO del FF di uno stop, perdendo parte del suo vantaggio sul rumore.
Ecco un paio di esempi di fuoco a mano:
In questo primo esempio una focale corta, 15mm ad f/8, ha permesso di avere una grande PDC

In questo secondo esempio, l’utilizzo dei flash risolve il probelema di un eventuale tempo troppo lento

Utilizzo dell’Auto Focus (in modalità AI Servo):
in altre situazioni l’utilizzo del fuoco manuale è, almeno per i comuni mortali, impossibile e ci si deve affidare all’AF. Quindi decideremo, ai fini della composizione, la posizione che il nostro sogetto dovrà avere nel fotogramma ed imposteremo il punto Af più adatto… Quì la 5D inizia a mostrare concretamente tutti i suoi limiti perchè i punti esterni sono poco lontani dal centro (problema per la composizione), usano solo le linee verticali (quindi molto meno precisi, in particolare su superfici uniformi o lisce), non sono assistiti dai punti contigui (il nostro soggetto non sempre si muoverà in modo prevedibile) e non possiamo regolare la sensibilità dell’inseguimento (che fine fa la messa a fuoco se s’interpone un altro elemento, anche solo per un attimo, tra noi ed il soggetto?)… LA 7D, dal canto suo, ha una risposta a tutte queste esigenze… a patto di impostarla nel modo giusto 
Partiamo dal punto AF… negli scatti quì sotto vediamo come si comportano le due macchine in un panning (ci muoviamo con il soggetto e scattiamo al momento opportuno):
Con la 7D inquadreremo il nostro soggetto nel punto di riferimento (rosso) e saremo anche tranquilli che se si dovesse inclinare in modo non previsto, avremmo gli altri punti ad assisterci
AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
Nel caso della 5DII, invece avremo un solo punto (non a croce) e per evitare di tagliare l’ombra del rider, saremo costretti a fuocheggiare su un area molto difficile come il portatarga o la forcella, il che potrebbe mettere in crisi l’AF e darci una lettura errata (fuori fuoco) o peggio perdere il fuoco (AF hunting) e quindi anche la possibilità di scattare… scatto perso!! Inoltre, l’area in questione è anche su di un piano più lontano dal busto ed il casco, il che ci obbligherà a chiudere di più il diaframma per avere maggior PDC ed il tempo, di conseguenza, sarà più lento… bene per un panning, meno bene se volessimo congelare l’azione.
AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
Passiamo alla regolazione della regolazione della sensibilità dell’inseguimento che è molto utile nelle situazioni in cui qualcosa (un giocatore diverso dal nostro soggetto, un palo, del fango o altro) s’interpone tra noi ed il nostro soggetto.
In questo scatto d’esempio le gocce avvolgono il soggetto ed un AF settato in modo standard potrebbe mettere a fuoco sull’acqua invece che sul soggetto (o peggio perdere il fuoco) facendoci, anche in questo caso, perdere lo scatto.
In questo particolare esempio, visto che le gocce sono abbastanza vicine al rider, un rimedio semplice potrebbe essere quello di aumentare la PDC chiudendo il diaframma, con le conseguenze già descritte e la perdita di parte della sfocatura dello sfondo. Ma se l’ostacolo fosse più grande o vicino, non potremmo fare molto… In queste circostanze l’AF della 7D ci viene decisamente in contro e ci permette di regolare la sensibilità dell’inseguimento (per non perdere il fuoco) e la priorità allo scatto vs l’aggancio della messa a fuoco (per scattare anche con una MAF non perfetta, ma scattare e portare a casa la foto comunque)
AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
ed ecco la stessa immagine con la 5DII… il puto cade in un’area molto difficile ed il mantenimento della MAF diventa più che altro una questione di fortuna.
AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
Ecco un altro esempio dove l’atleta ha alzato la tavola e quindi assunto una posizione più raccolta del previsto…
Con la 5DII il rider sarebbe uscito dalla zona coperta dall’AF ed avremmo messo a fuoco lo sfondo o peggio non avremmo potuto scattare per la perdita totale del fuoco
AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
Al contrario, con la 7D riusciremmo a mantenere la messa a fuoco e la composizione che avevamo progettato
AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
Per ora abbiamo parlato solo di messa a fuoco ma, anche nel caso di messa a fuoco a mano, la 5DII potrebbe darci del filo da torcere anche nalla situazioni in cui serve velocità di scatto o raffica…
Velocità di scatto… la 5DII ha un tempo di oscuramento del mirino al momento dello scatto di circa 150ms. In questo lasso di tempo noi non vediamo nulla e, se ci aggiungiamo che stamo seguendo il nostro soggetto con un solo punto AF (senza assistenza dei laterali), potremmo perdere il controllo della scena inquadrata.
La 7D ha un buio di circa 100ms e l’assistenza dei punti contigui il che ci permette di avere maggior controllo sullo svolgersi dell’azione.
La raffica… i 4 fps scarsi della 5DII sono un po’ pochini per registrare una sequenza o trovare l’attimo perfetto in cui il gesto atletico è all’apice. Poter contare su 8fps, ci da la possibilità di catturare il momento migliore o sequenze come questa…

Per concludere… la 5DII, se conosciuta a fondo e se ci si adatta ai suoi limiti, permette di spaziare anche nel campo della fotografia d’azione ma non pùo essere lo stumento primario per un fotografo che annovera questo genere tra i suoi preferiti.
Lunghetta eh?? …spero almeno possa essere utile a qualcuno
Salve a tutti.
Fino ad oggi ho utilizzato il flash integrato, ma i risultati non sono un gran che, colori poco naturali, le persone davanti assomigliano sempre a dracula, e ciò che è appena dietro risulta scuro.
Ma verso che flash mi indirizzo? E’ consigliabile prenderne subito uno di fascia alta o no? I prezzi vanno dai 50 ai 500€ e sono un attimo spiazzato.
Per fare un esempio un nissin 622 andrebbe bene?
Grazie in anticipo per le eventuali risposte.

Vivere la natura a 360°, saper cogliere spunti sia dalla grandezza dell’ambiente sia dalle piccole cose dal microcosmo. In una settimana di ferie o in un breve weekend questo è possibile. Sia che si sia esperti o che neofiti di fotografia un corso all’aperto, un trekking posso essere una valida soluzione per imparare a cogliere “l’attimo†o semplicemente passare del tempo a diretto contatto con chi del vivere nella natura ne ha fatto un mestiere. Il Fotografo naturalistica come molti altre professioni, il botanico, il guardia caccia, offrono molte emozioni, la continua frequentazione di luoghi preservati e la conoscenza dei “posti giustiâ€, regala la possibilità di capire e conoscere fenomeni, colori, animali, paesaggi altrimenti non fruibili. Per chi non è abituato questo può risultare difficile se non impossibile, ma con l’ausilio di una guida, di un fotografo questo diventa più semplice. Per chi invece conosce già l’ambiente il frequentare fotografi di professione non può far altro che arricchire il suo bagaglio naturalistico e fotografico.

Dal 5 al 11 Ottobre 2009
Con Massimiliano Dorigo e Christian Patrick Ricci
E’ il parco nazionale italiano più conosciuto nel mondo ed è l’unico nel nostro Paese che conserva ancora ben quattro grandi predatori: lupo, orso, aquila e lince. Inoltre l’autunno è davvero una delle stagioni migliori per la sua scoperta: oltre ai caldi colori del bosco che si trasforma, sarà infatti possibile appostarsi per vedere i cervi nel periodo dei corteggiamenti quando, sia di giorno che di notte, i maschi dai palchi imponenti cercano le femmine emettendo i loro suggestivi bramiti e si scontrano per affermare la loro dominanza. I mantelli degli animali si fanno più belli e più folti in attesa dei rigori dell’inverno e anche gli orsi sono molto più attivi nella ricerca di cibo per accumulare le riserve di lipidi necessari a superare i rigori invernali e dunque si hanno più chance di un loro avvistamento. Si tratteranno diversi generi fotografici, dalla ripresa di paesaggio alla macro, dalle trappole fotografiche all’uso dei teleobbiettivi, dagli appostamenti alle tecniche digitali avanzate. Un workshop completo dunque, in un ambiente di ineguagliabile fascino.

Più di un safari fotografico, una spedizione guidati da esperte guide, l’intento di questo viaggio è quello di realizzare un vero reportage sulle orche il loro ambiente e comportamento.Lungo le coste dei fiordi delle isole Lofoten da novembre a gennaio, le orche si concentrano nel tratto di mare del Vestfjorden e del Ofotfjorden, seguendo le migrazioni delle aringhe, loro cibo preferito, fenomeno in riduzione a causa della diminuzione di questi pesci. Al contrario delle crociere classiche, noi proponiamo un approccio più intimo ed avventuroso a questi straordinari animali, tramite l’utilizzo di gommoni, mezzo che per la sua discrezione e la sua rapidità meglio si addice alle esigenze della fotografia. In inverno le ore di luce sono poche, tuttavia offrono al fotografo opportunità di immagini eccezionali. Nelle ore serali e con le condizioni favorevoli si potrà ammirare e fotografare lo spettacolo dell’aurora boreale.
La luce sempre radente, il crepuscolo molto lungo offre paesaggi da fiaba, le Lofoten offrono profili degni dei racconti di Tolkien.

Nel Parco dell’Aveto alla scoperta dei segni lasciati dai ghiacciai dall’aspetto alpino attorniati da una ricca varietà di piante che colorano questo parco di tonalità molto calde. Il bosco di faggio è casa per molti animali, non è difficile osservare molti rapaci che popolano questa valle. Le facili escursioni ci porteranno alla scoperta dell’Agoraie e il Monte Aiona, conosciuto per le sue particolari rocce. Un ambiente molto vario che passa dal bosco di latifoglie ai pascoli in quota da dove si può nelle belle giornate osservare buona parte dell’appennino Ligure.
Info: info@alpinfoto.it – http://www.alpinfoto.it – info@photofarm.it – http://www.photofarm.it

Una foresta magica. Un santuario di alberi come il faggio, l’abete bianco, l’acero. Un luogo dal sapore antico, preservato nei secoli. Le foreste Casentinesi conosciute per la loro bellezza nei secoli, già Dante le citava nei suoi scritti, un fascino millenario di cui ancora oggi possiamo godere. L’autunno è il mese più opportuno per vivere l’atmosfera della foresta, le piante caducifoglie, si colorano con tinte pastello, il giallo, rosso, marrone. Per il fotografo non c’è momento migliore per dedicarsi alla realizzazione di immagini di paesaggio, in autunno oltre al colore, il clima cambia spesso e regala interessanti fenomeni come le nebbie che se osservate nella foresta portano la nostra mente a pensare ai folletti e gli gnomi.
Info: fabio@photofarm.it – info@photofarm.it http://www.photofarm.it
Questa iniziativa nasce grazie alla nuova collaborazione tra Oltrelamontagna e Photo Farm school of photography, con l’intento di dare uno spunto in più agli appassionati di montagna e fotografia. Gite studiate appositamente per fotografare nel modo migliore i luoghi visitati, corsi base per chi è alle prime armi ma anche spunti per chi già fotografa in montagna. I trekking fotografici sono una buona idea per un giorno/weekend di trekking con tempi basati sulla fotografia, dove viene dato il tempo giusto all’esecuzione degli scatti. Filosofia dei Trekking Fotografici è il cogliere l’attimo, respirare il luogo, conoscere gli aspetti, naturalistici, storici, leggendari, lo spirito del reportage giusto per poi rendere le fotografie uniche e comunicative.
Parco del Gigante – 13 Settembre 2009
Piccole Dolomiti – Pasubio -. Dal 25 al 27 Settembre 2009
Per conoscere gli altri appuntamenti di photofarm segui il calendario sul sito o iscriviti alla newsletter.
info@photofarm.it – www.photofarm.it
Photofarm è anche su virgilio Blog con news fotografiche aggiornate e backstage dei corsi http://photofarm.myblog.it
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Partners e organizzatori tecnici:
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pubblicato da Alessandro Lucarelli in: Mostre e gallerie 
Si intitola “L’attimo neorealista – Fotogrammi 1941-1952†la mostra fotografica che si terrà al Centro culturale Candiani a partire dal 19 Febbraio. L’evento è stato già presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma e ancora una volta focalizza l’attenzione su alcuni dei più intensi fotogrammi tratti da 32 pellicole neorealiste. Le 84 fotografie o fotogrammi, di cui si compone la mostra sono estrapolati da scene di celebri film che rendono omaggio a quel filone cinematografico che ha saputo descrivere al meglio le drammatiche realtà di un paese come l’Italia. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. L’ingresso è assolutamente libero, mentre gli orari li trovate qui in basso.
da Lunedì a Venerdì 15.00 – 19.00
Sabato e Domenica: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00
sala Paolo Costantini terzo piano