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La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà , senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)â€
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità , assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensivaâ€
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agireâ€
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 â€
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà , uguaglianza, sicurezza e dignità ; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.â€
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.â€
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. â€
A volte può capitare di voler scaricare le foto di momenti insieme ad amici caricate su Flickr o Facebook, ma prendere una foto alla volta può diventare un compito molto tedioso.
Fotobounce serve ad evitare questo problema consentendovi di scaricare con facilità le immagini da queste due grosse reti sociali. Il programma supporta anche il riconoscimento facciale.
Il programma è gratuito e funziona sia su piattaforma mac os x sia windows.
Saranno in più di 1000 (incluse alcune tv e radio private) a seguire su Facebook in diretta la prossima avventura di Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto.
Dopo Australia, Alaska, Tibet, Nepal, la meta ora è il Botswana , in Africa. Partenza domenica 23 agosto.
“Pochissimi viaggiatori hanno affrontato quelle zone in solitaria (Okavango, Kalahari, Limpopo) e molto probabilmente sono l’unica donna” dice Raffaella Milandri.
Abbiamo chiesto come è la preparazione per un viaggio in solitaria, ecco i dettagli.
Mappe e guide alla mano, Raffaella Milandri ha valutato un percorso di massima, temperatura e condizioni climatiche, condizioni delle strade, eventuali pericoli, equipaggiamento e mezzi di trasporto.
Solito check up dei vaccini con la aggiunta di quello per la febbre gialla e profilassi antimalarica , sotto il consiglio dell’utilissimo Centro Medicina del Viaggiatore offerto dal SSN.
Ha prenotato solo il volo e noleggiato un fuoristrada con GPS, contattato l’Ambasciata Italiana competente per le emergenze. In valigia: borsa di medicinali ampia e generosa, repellente per insetti ed energetici a rilascio immediato. Kit di pronto soccorso.
” Il mio bagaglio più importante è costituito da tre cose: il sorriso, un profilo basso e il mio sesto senso ” dice la Milandri. “Il mio viaggio, oltre ad essere una spedizione in fuoristrada di 5000 km, ha anche il fine di raccogliere immagini e testimonianze a fini umanitari. La fotografia è per me soprattutto uno strumento sociale, che evidenzi realtà distrutte da una globalizzazione avida di denaro e povera di Progresso. La fotografia è anche uno strumento di aiuto economico e umanitario:
ringrazio la ANFFAS Onlus di Varese che, chiedendomi alcune foto in dono per una mostra fotografica con asta di beneficenza che si terrà ad ottobre, mi ha dato modo di contribuire in modo fattivo alla loro causa. ”
La Milandri ha già al suo attivo una mostra sul lavoro minorile in India, e una su Nepal e Tibet, con asta di beneficenza, in favore di un centro di anziani nepalesi senzatetto.
Al rientro dal viaggio la viaggiatrice annuncerà una mostra su alcune tematiche sociali e umanitarie.
Tiny Prints in associazione con gli esperti in libri fotografici, MyCanvas, ha annunciato un nuovo servizio professionale di stampa.
I clienti potranno raccogliere le foto più belle e disporle all’interno della pubblicazione utilizzando template moderni, rinnovati ed esclusivi realizzati dagli artisti di Tiny Prints.
Si possono aggiungere molti tipi di bordi ed abbellimenti in generale.
L’ultima passeggiata in libreria mi ha fruttato un bel viaggio tra le pagine di A Certain Alchemy edito dalla University of Texas Press, l’ultimo libro fotografico di Keith Carter, bello e coinvolgente come i precedenti, forse anche più completo e ricco di sfumature.
Il fotografo americano apprezzato per quello che qualcuno ha definito “realismo trascendente†e altri “poetica dell’ordinarioâ€, che di “Poesia Visiva†tiene dei veri e propri Workshop e non teme l’uso di termini definiti poco adatti alla fotografia, ha raccolto una sorta di antologia di osservazioni imperfette del rapporto che abbiamo con le idee di tempo, spazio, memoria, desiderio e rimpianto.
Partendo da un omaggio al calotype di Fox-Talbot fino alle foto della madre affetta da Alzheimer, A Certain Alchemy, riflette l’arco di una vita e di storia condivisa, mentre i soggetti provenienti dal mondo animale, da quello religioso, popolare e folcloristico, esplorano i rapporti mitologici, enigmatici, senza tempo, per spingersi a caccia di tutti quei significati nascosti nel mondo reale.
Le immagini sono accompagnate dall’introduzione dell’amico e collega Bill Wittliff, che mette a fuoco sperimentazioni e percorso artistico, oltre alle intuizioni della moglie e musa Patricia Carter. Un piccolo universo di alchimie della fotografia da esplorare e dal quale lasciarsi sedurre.
Per guardare New York da un punto di vista diverso, diciamo pure senza veli, Blurb ha appena pubblicato The Naked City e la selezione di scatti in bianco e nero che Gary Breckheimer ha dedicato per tredici anni alle passioni per la sua città , le donne, il nudo artistico e il bianco e nero.
Una ‘città delle donne’ quanto mai desiderabile ma anche metafora della metropoli e degli stati d’animo che genera, nella quale i corpi nudi di modelle bellissime hanno volti invisibili, trascinano serbatoi di ossigeno, si occupano dei rifiuti o contemplano con i loro corpi esposti gli scorci di una città affascinante, tentacolare e pericolosa…
In questo filmato potete vedere una Canon 5D mark II montata su un elmetto.
La segnalazione arriva direttamente Rodney Charters, direttore della fotografia, in serie televisive come 24. L’accessorio è stato sviluppato per le scene di combattimento o per quelle in cui serve una visione ravvicinata.
Questa nuova versione consente come prima di estrarre il preset utilizzato per realizzare l’immagine pubblicata, ma viene limitato alle immagini Creative Commons, Pubblico dominio o appartenenti al gruppo Lightroom Preset Extractor.
È presente un bookmarklet per poter scaricare il preset per Lightroom direttamente dalla pagina che pubblica l’immagine.
Con un ebook potete dare alle vostre foto un tono più professionali e mostrare il vostro lavoro ad un pubblico più vasto.
I vantaggi del formato ebook sono la possibilità di raccontare una storia che si sussegue con le immagini disposte con cura e che guidano l’occhio del lettore. L’essere una piccola collezione invoglia gli utenti a sfogliarlo e condividerlo più facilmente fra loro.
Inoltre rimane più impresso un lavoro omogeneo come questo rispetto all’indirizzo del vostro account Flickr. Il formato elettronico, inoltre, vi slega dai problemi e costi della stampa e vi da la possibilità di introdurre link ad altre risorse, come ad esempio il vostro sito web.
L’acqua, elemento dominante tanto della crosta terrestre quanto della nostra esistenza, sembra esserlo anche della fotografia paesaggistica di Michael Levin. Immense distese d’acqua plasmate dalla luce, che forniscono equilibrio simmetrico agli altri elementi del paesaggio, surreale, incredibilmente intrigante, quasi misterioso, debitore delle suggestioni paesaggistiche di Michael Kenna e di Hiroshimi Sigimoto, quanto dell’espressionismo astratto di Mark Rothko.
Mondi quasi astratti, in bianco e nero, emersi o sommersi dalle acque, ma anche proiettati in ordinate geometrie paesaggistiche, apparentemente deserte anche se tradiscono la presenza umana con strade, percorsi e pontili che attraversano il panorama, sono i paesaggi ‘realizzati’ dal fotografo canadese, molto apprezzati, esibiti, premiati e recentemente anche raccolti nel libro Zebrato, edito da Dewi Lewis Publishing (UK).
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EUR 574,00 Data di scadenza: venerdì set-24-2010 11:35:09 CESTCompralo Subito per soli: EUR 574,00Compralo Subito | Aggiungi all'elenco degli oggetti che osservi […]
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