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Articoli marcati con tag ‘cala’

EOS 5 scala esposimetrica

venerdì, 17 dicembre 2010
listen it it EOS 5 scala esposimetrica

Ho cercato nel manuale in inglese senza trovare risposta, ma questa macchina ha solo la scala con incrementi di mezzo stop o anche con incrementi di 1/3?

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Luna al calar del sole

mercoledì, 15 dicembre 2010
listen it it Luna al calar del sole

Oggi ho fatto qualche altro scatto al nostro satellite, appena prima del tramonto.
Questa volta ho usato il cavalletto ( 2d970 nogrin Luna al calar del sole ), però purtroppo c’era un po’ di foschia; il risultato, comunque, non mi dispiace.
Quello postato è il crop al 100%, questi i dati di scatto:

50D + 70-200 f/4 L IS @ 200mm, f/4, 1/100 sec., ISO 100, messa a fuoco in live view 10x, sollevamento specchio, cavalletto e telecomando per scatto remoto.

http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a255198-Luna-15-12-2010.jpg.html

C&C graditi
2d970 saluti Luna al calar del sole

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MODEL SHARING BOLOGNA

martedì, 30 novembre 2010
listen it it MODEL SHARING BOLOGNA

77261 76418 177061355653994 100000503922391 565159 7060329 n MODEL SHARING BOLOGNA

ATTENZIONE sono aperte le iscrizioni al nuovo evento fotografico del 19 dicembre 2010 Titolo WOMAN AT WORK

In una suggestionante location decadente dove la ruggine, il grasso e i macchinari d’epoca
la fanno da padrone, verranno organizzate apposite location con tema la donna e il lavoro.

Prima sessione ore 11:00
Seconsa sessione ore 15:30

location: Capannone edile, località Budrio (BO)

a disposizione per ulteriori info
Saluti

BC Photography STAFF

http://www.bcworkshop.it/bcworkshop/Events.html

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Dove sbaglio?

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Dove sbaglio?

Ciao a tutti,
sono nuovo del forum anche se vi seguo da settembre circa quando ho acquistato una 40D +(nei mesi successivi) Tokina 12-24 f4 Pro DX II + Sigma 24-70 f2.8 EX DG.
Da subito ho notato errori giganteschi perchè mi dimenticavo delle regole basilari del gestire l’esposizione, mi sforzavo di non usare il cavalletto (”tanto non mi serve”.. si è visto poi 21bab dry Dove sbaglio?) e tante altre cose banali. Ora sto migliorando anche se ho ancora qualche perplessità.
Questo weekend sono andato in montagna e mi sono sforzato di concentrarmi sull’accoppiata diaframma/tempo. Non avendo il cavalletto, ho cercato di tenere tempi non superiori all’inverso della focale (non c’era molta luce ma era accettabile) e di usare diaframmi che fosserò all’incirca a metà della scala (tra 4 – 5,6 – 8). Devo dire che è migliorato molto il risultato, però per esempio in questa foto paesaggistica fatta con il tokina non sono soddisfatto per nulla della pdc e della nitidezza (neanche PS ha potuto niente).
Voi che dite? Dove ho sbagliato?

http://i55.tinypic.com/33li7px.jpg

Grazie anticipatamente!

Gianluca

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EF 17-40 su 5Dmk2 o altre macchine FF

domenica, 28 novembre 2010
listen it it EF 17 40 su 5Dmk2 o altre macchine FF

Ciao a tutti d4d47 laugh EF 17 40 su 5Dmk2 o altre macchine FF
sono interessato all’acquisto del suddetto obiettivo, e, forte di tutti i commenti positivi che si leggono qui sul forum su questa lente, ho pensato, vado sul sicuro…ma mi sono accorto che forse non è così d4d47 huh EF 17 40 su 5Dmk2 o altre macchine FF

La persona che vende il 17-40 (gentilissimo) mi ha inviato dei raw (in realtà sraw ma poco cambia) a f/4 e f/8 di foto fatte con questa lente sulla 5dmk2 e, abituato su aps-c con il canon 10-22, pensavo non si discostasse molto come qualità, invece negli angoli la qualità della foto cala, non vistosamente, di più! E anche al centro mi aspettavo qualcosa di meglio, ma vabè lì si può sistemare…sono gli angoli che + mi turbano d4d47 huh EF 17 40 su 5Dmk2 o altre macchine FF

Al chè ho pensato che per avere una foto decente dovrei croppare quando agli angoli inizia il calo…ma così perdo il grandangolo…

Il canon 16-35 è fuori questione xchè costa troppo e poi un diametro di 82 della lente frontale è decisamente troppo e se dopvessi montarci dei filtri costerebbero quasi come la lente d4d47 laugh EF 17 40 su 5Dmk2 o altre macchine FF

Chi usa il 17-40 su ff può confermare questa cosa?
Quello che vorrei sapere è: è il comportamento normale del 17-40 e sono io che mi aspetto troppo, oppure la lente ha qualcosa che non va?

Grazie a tutti!

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(bozza di) Recensione Tamron SP 70-300mm f/4-5.6 Di VC USD

domenica, 28 novembre 2010
listen it it (bozza di) Recensione Tamron SP 70 300mm f/4 5.6 Di VC USD

Ho atteso per diversi mesi l’uscita di questo obiettivo, primo perché decisamente soddisfatto del suo fratellino minore, il 28-75, secondo perché ero sguarnito di teleobiettivo da quando mi ero disfatto dello zoomone tuttofare di casa Canon e del macro Sigma.
Questo zoom tele ha il solito nome lunghissimo tipico dei Tamron e per parlare delle sue caratteristiche principali un buon spunto di partenza puó essere quello di analizzare i vari acronimi che lo compongono.

Allora, SP sta per Superior Performance, che sarebbe – con le dovute distanze – la serie L della casa nipponica. Niente tropicalizzazione o costruzione a prova di scud iracheno, ma l’impressione che dá é in ogni caso quella di un signor obiettivo per fotoamatori evoluti, che poi é il target cui si rivolge.

La focale é 70-300, quindi si va dal medio tele al tele. Sul sito della Tamron dicono che vada da dio per cogliere animali allo stato brado, sport ed eventi. Dicono pure che é eccellente per “dramatic portraits” e paesaggi. Se lo dicono loro io ci credo, eh. Per ora ho realizzato ritratti (non so se erano drammatici) e fatto qualche scatto senza senso fuori dalla finestra.

L’apertura massima di diaframma é f/4.0 e rimane fino a prima dei 135 mm dove passa a f/4.5, per risultare f/5.6 sopra i 200 mm.

Di é il corrispondente della sigla EF per Canon, cioé indica che si tratta di un obiettivo per full frame, che va naturalmente anche su APS-C. Sulla mia carretta (450D) col dovuto fattore di crop risulta un 112-480, niente male, quasi quasi vado a immortalare uccelli (intendo i pennuti).

VC sta per Vibration Compensation, soluzione adottata giá su altre lenti di casa. Trattasi di un sistema a basso attrito molto rapido e basato su un sistema a tre assi (tre attuatori elettromeccanici che in base al segnale ricevuto da due giroscopi, orizzontale e verticale) che fanno traslare il gruppo ottico stabilizzatore su tre sfere in acciaio) molto rapido ed efficace. Gli scienziati di casa Tamron dicono che si possa arrivare fino a 1/20 di secondo (rapido calcolo: 4 stop)
Negli scatti di prova ho contenuto il micromosso a 300 mm con uno stop e mezzo in meno (1/8 s), ma bisogna anche dire che pur nella mia pochezza fotografica ho se non altro la mano abbastanza ferma.
Lo stabilizzatore fa decisamente comodo considerando la non eclatante luminositá data da uno schema ottico di 17 lenti raggruppati in 12 gruppi. In tutta questa accozzaglia di vetro fanno bella mostra una lente XLD (una sorta di fluorite dei poveri) e una LD per contenere al minimo le aberrazione cromatiche. La lente frontale é da 62 mm (c’avessi un filtro uguale all’altro).
Il diaframma é a 9 lamelle e garantisce uno sfocato gradevole.

USD significa Ultrasonic Silent Drive ossia la motorizzazione a ultrasuoni installata per garantire una messa a fuoco rapida e silenziosa (primo obiettivo Tamron ad esserne dotato).
Giusto ieri sera mi sono trovato in studio con un amico e anche in condizioni di scarsissima luminositá devo ammettere che il nuovo Tammy s’é comportato benone, andando in fico solo nell’occasione in cui si provava una silhouette veramente oscura.
La distanza minima di messa a fuoco é 1,5 con un rapporto d’ingrandimento di 1:4 tale da non meritarsi l’appellativo Macro che Tamron e Sigma piazzano allegramente a diversi loro prodotti.
L’obiettivo e’ IF, cioé con messa a fuoco interna. Non ruotano né la ghiera sul barilotto né la lente frontale, permettendo cosí l’utilizzo del paraluce a petalo fornito in dotazione e di eventuali filtri polarizzatori (vi ho mai detto che non ho due obiettivi con lo stesso diametro di filtro?).

La nitidezza, che é una roba che sta a cuore a davvero tanti qua dentro, mi pare – per i miei canoni – ottima. Test specializzati hanno rilevato una resa molto alta fino a 212 mm con buone prestazioni a TA, alla focale massima la nitidezza cala, ma sempre entro limiti accettabili.

Purtroppo non ho ancora avuto modo di spremerlo alla luce del giorno, sabato spero di spremerlo abbastanza e di riuscire a postare qualche scatto (che dice piú delle mille parole che ho usato).

1995b saluti (bozza di) Recensione Tamron SP 70 300mm f/4 5.6 Di VC USD

http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a250381-IMG-0575.JPG.html

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foto "dall’alto"

domenica, 28 novembre 2010
listen it it foto "dallalto"

Ciao,
mi è stato chiesto di fare alcune foto di famiglia, con tanto di bambino piccolo.
La madre ha già in mente una fotografia e si tratta di un ritratto di loro 3 distesi, teste vicine, ripresi dall’alto.

Non ho mai fatto niente di simile ed ho qualche idea, se qualcuno ha già esperienze però mi può evitare inutili sperimentazioni 46835 wink foto "dallalto"

Pensavo di utilizzare una scala/scaleo o qualcosa per non far comparire i miei piedi nella foto ed evitare ombre, 1-2 flash wireless, come obiettivo credo andrà bene il 18-55IS diaframmato.

Come “sfondo” sentirò la padrona di casa, ma pensavo ad un telo/plaid per avere uno sfondo omogeneo e non invadente

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Prova della 7D

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Prova della 7D

Ho appena acquistato la 7D e ne sono proprio soddisfatto ef554 wink Prova della 7D

Per quanto riguarda tutte le discussioni che ho letto su rumore e morbidezza volevo dirvi della prova che ho fatto.

Ho impostato ISO 12800 ed ho fatto una foto in casa alla sera con la sola luce di casa.
Ho impostato la riduzione rumore ad alti ISO al massimo e poi su disattivata.

Quindi ho scaricato le foto e ne ho copiato un pezzettino in una parte scura che ho poi incollato su di un’immagine a 300 dpi ed su una a 150 dpi senza scalare l’immagine originale ma utilizzando i pixel dell’originale mettendoli a 300 dpi o 150 dpi ottenendo quindi due immagini una il doppio dell’altra come dimensioni fisiche.
Ho messo nella parte alta dell’immagine la foro scattata a 12800 ISO senza riduzione rumore e sotto quella con riduzione rumore.
Quindi ho stampato le due immagini su carta fotografica lucida in formato 10×15.

In pratica sulle due stampe ho una parte dell’immagine completa a 300dpi e a 150dpi corrispondenti ad una dimensione di tutta la foto pari a:

1) 5184 x 3456 pixel che a 300dpi portano a 5184:300×2,54 = 43,98 cm x 3456:300×2,54 = 29,26 cm

2) 5184 x 3456 pixel che a 150dpi portano a 5184:150×2,54 = 87,78 cm x 3456:150×2,54 = 58,52 cm

Prese in mano le due stampe si nota subito che la parte senza riduzione del rumore è molto ben dettagliata mentre quella con riduzione rumore impostata su massimo è morbida anche in stampa.
Per quanto riguarda il rumore, lo si nota se si guarda da vicino la foto, ma ponendosi alla distanza di visione della foto totale a dimensione reale di stampa il rumore praticamente non si vede e si vede una foto con un buon dettaglio.

Tenendo presente che ho scattato a 12800 ISO il risultato mi sembra veramente ottimo anche tenendo presente che quando scattavo con la pellicola le stampe 13×18 a soli 400 ISO erano visibilmente rumorose molto di più di quello che adesso posso ottenere a 12800 ISO.

Altra cosa che ho notato rispetto alla mia precedente 350D e 500D è che il bilanciamento del bianco in automatico dà risultati ottimi senza necessità di impostare un bilanciamento personalizzato ed inoltre la grana del rumore della 7D mi sembra migliore rispetto alle precedenti reflex che ho usato.

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Recensione Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Recensione Sigma 8 16mm f/4.5 5.6 HSM

http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248961-IMG-6013.jpg.html
Ci sono ancora poche cose che si possono solo fare con una reflex full frame.
Arrivare ad una focale minima di 12mm effettivi non è più una di queste da quando Sigma ha presentato il grandangolare estremo con focale 8-16mm, uno zoom destinato a fotocamere con sensore ridotto e che equivale su queste a un 12-24mm circa (a seconda se si usi Canon che ha un fattore di moltiplicazione di 1,6x oppure Nikon che invece ha un fattore di 1,5x).
Un grande merito va riconosciuto a questa azienda, leader nel campo delle ottiche universali, ed è quello di presentare ancora oggi nuovi obiettivi proprio in quei campi in cui i grandi sembrano sonnecchiare. Ineguagliato rimane infatti anche il 12-24mm che copre il formato pieno ed è attualmente lo zoom più corto disponibile sul mercato per sensori a formato pieno e pellicola 35mm, oppure il nuovo 30mm f/1.4, obiettivo fisso dedicato ai corpi APS-C.

Costruzione e dotazione

Ma veniamo al dunque: l’8-16mm si presenta come al solito nella scatola di cartone nera in cui troviamo una buona quantità di manuali d’uso, foglietti di garanzie oltre alla notevolissima custodia imbottita in Nylon a cui Sigma ci ha abituati da tempo. La sua fattura è ottima ed essendo dotata di passante può essere attaccata alla cintura dei pantaloni oppure ad uno zainetto offrendo comodità e protezione allo stesso tempo.
Di solito anche il paraluce fa parte della dotazione di casa Sigma (a differenza di Canon che lo fa pagare a parte se non si compra un serie L) ma in questo caso esso è integrato nell’obiettivo e quindi non si può staccare. Troviamo invece un curioso anello adattatore in metallo che si innesta proprio sul paraluce fisso e consente così di usare sia filtri da 72mm che i agganciare il tappo frontale.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248963-IMG-6017.jpg.html
Sul fatto che tale adattatore fosse necessario per consentire l’aggancio del tappo non c’è dubbio, meno invece è chiara la sua utilità con i filtri. L’anello infatti entra prepotentemente nel campo inquadrato fino alla focale massima e le immagini scattate hanno una specie di effetto fisheye circolare.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248964-IMG-5429.jpg.html
Comunque, sempre meglio averlo e poter usare i filtri almeno a 16mm che nulla proprio.
E già, il fatto è che la filettatura frontale non è presente proprio su questo obiettivo e questo in virtù del fatto che la lente frontale è molto sporgente.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248966-IMG-6016.jpg.html
Per il resto la costruzione è quella tipica dei Sigma della linea EX: finitura superficiale satinata e gommata, materiali molto buoni e assemblaggio senza difetti evidenti. Le dimensioni dell’obiettivo e il suo pesa trasmettono solidità e la lunghezza complessiva sorprende un po’, perché con i suoi 106mm è piu lungo di quasi 20mm rispetto al 10-22mm Canon.
Da segnalare che l’obiettivo non si allunga né zoomando né durante la messa a fuoco.
La ghiera dello zoom oppone una resistenza consistente ma costante, probabilmente perché l’esemplare da me provato è nuovo di zecca e sarà quindi destinata ad allentarsi un po’ con l’uso.
La ghiera della messa a fuoco non ha un movimento particolarmente fluido, ma per l’uso che se potrà mai fare direi che va benissimo.

Qualità ottica

Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 non è particolarmente luminoso, però la sua focale estrema mi ha fatto temere per le prestazioni ottiche, invece è stato una grande sorpresa.
La nitidezza è eccellente a qualsiasi focale ed è quasi perfetta già ai diaframmi più aperti. Chiudere a f/8 diventa inoltre quasi superfluo per via della profondità di campo a dir poco immensa già a tutta apertura e questo non potrà che far piacere a tutti i possessori di reflex digitali di ultima generazione che grazie ai loro pixel sempre più minuscoli iniziano a soffrire del calo di nitidezza, dovuto alla diffrazione, già a diaframmi intermedi.
L’omogeneità tra centro del fotogramma e bordi è notevole e basta chiudere anche di un solo stop per rendere tutto il fotogramma nitidissimo.
Buona anche la resa cromatica anche se io noto ancora quella tipica tendenza al giallo di Sigma, molto meno evidente che in passato ma ancora presente.
Sorprendente anche la resistenza ai controluce!
Avendo avuto il 10-20mm f/4-5.6 mi aspettavo un mezzo diastro nelle inquadrature in cui il sole è all’interno del campo inquadrato e appena fuori e invece i trattamenti antiriflesso sono stati curati molto bene. Da un confronto con il 17-40mm di Canon, montato su 5D, direi che siamo quasi alla pari. Il Sigma 8-16mm ha esibito solo qualche piccolissimo riflesso indesiderato che non è mai arrivato a rendere minimamente inutilizzabile le foto.
La distanza di messa a fuoco di soli 24cm rende poi possibile scattare fotografie inusuali e da prospettive molto creative.
La velocità di messa a fuoco non è quello che io chiamerei un fulmine, però è un aspetto poco rilevante per un grandangolo così spinto. Il motore ultrasonico di Sigma non si dimostra nemmeno silenziosissimo come quello di Canon, ma stiamo davvero a cercare il pelo nell’uovo.
Strana invece una certa incertezza nella messa a fuoco se manualmente la si porta alla distanza minima e poi di inquadra un oggetto lontanissimo, come le nuvole, facendo partire l’AF.
A volte la scala delle distanze finisce correttamente su infinito, come dovrebbe, mentre certe altre volte si ferma anche a 0,8 metri.
Ora probabilmente la differenza in questi due casi sarà difficilmente percepibile poiché la profondità di campo è sempre enorme, però voglio comunque segnalare questo fatto.

Si ma su Full Frame?

La sigla DC nel nome di questo 8-16mm suggerisce che si tratta di un’ottica progettata esclusivamente per l’uso su fotocamere a sensore ridotto tuttavia l’innesto non presenta la tipica protuberanza degli obiettivi EF-S di Canon che ne impedisce fisicamente il montaggio su Full Frame e corpi analogici.
E allora perché non provare questo strepitoso grandangolo anche su EOS 5D?
Alla focale minima la vignettatura è evidente almeno quanto è divertente. Grazie al paraluce integrato infatti i bordi neri avranno una forma che ricorda molto una cornice e potrebbe tutto sommato essere usata anche come espediente creativo. Ritagliandola fino a far sparire le parti nere otterremo un inquadratura equivalente a quella di un 12mm e questo vuol dire che non avremo guadagnato nulla rispetto all’uso su una fotocamera con sensore APS-C.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248965-IMG-5988.jpg.html
Zoomando le parti nere si assottigliano sempre di più fino a sparire completamente a 16mm, focale in cui il Sigma copre tutto il fotogramma 35mm.
Questo vuol dire insomma che l’uso su Full frame non è completamente escluso.

Considerazioni finali

Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM è sicuramente un’ottica specialistica di cui non tutti sentiranno la necessità e consente oggi di godere di focali cortissime senza aver bisogno di usare un corpo con sensore a formato pieno. Il suo prezzo (tra i 650€ e gli 800€) non è certo basso, però il rapporto qualità prezzo è sicuramente a suo favore considerando anche il fatto che al momento non ci sono modelli equivalenti di nessun altro marchio.
Le qualità ottiche ci sono tutte e se non è un problema rinunciare all’uso dei filtri non ci sono altre controindicazioni.

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Microregolazione AF

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Microregolazione AF

Ciao a tutti
Oggi ho perso un po di tempo a controllare i miei obiettivi
e mi sono reso conto che due avevano alcuni problemi di Front e Back Focus
Grazie alla funzione della 7D sono riuscito a migliorare le cose ,
Al Canon 24-105 ho dovuto aumentare a +8
mentre al Canon 10-22 ho diminuito a -3 .
Volevo sapere se è una cosa abbastanza normale o se mi consigliate di
far controllare gli obbiettivi.
Secondo voi quale è la tolleranza ammissibile di errore basandosi
sulla scala della microregolazione AF.
Saluti
Alberto

Fonte Google News


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