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Articoli marcati con tag ‘carriera’

Dopo la G11..consiglio!

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Dopo la G11..consiglio!

Ciao a tutti! è la prima volta che scrivo qui, ma devo dire che è già diversi mesi che vi leggo e cerco di imparare il più possibile!

Dopo quasi due anni di onorata carriera f86c5 tongue Dopo la G11..consiglio! ho deciso di passare dalla G11 ad una reflex che ampli i miei orizzonti perchè mi sento ormai molto limitato con questa compatta..
Premetto che scatto quasi sempre in manuale Raw e che ho raggiunto una certa dimestichezza con i settaggi ed i vari parametri della macchinetta..

Ora, a voi esperti ed utilizzatori f86c5 cool Dopo la G11..consiglio! vorrei chiedere un consiglio sulla reflex giusta da acquistare. Sarei molto orientato verso la 7d adesso in vendita col 15-85 IS (che come primo obiettivo tuttofare potrebbe andare più ke bene..)
Il mio dubbio si pone dopo la lettura delle tante discussioni sulla 7d dove spesso leggo di tanti e complicati settaggi che l’utilizzo di questa reflex comporta. è veramente così? Ci vorranno mesi prima di avere risultati accettabili nonostante sia già un minimo in grado di giostrarmi con la G11 in manuale?

Nel caso fosse così, la 550d o la 60d risultano di più facile utilizzo? O è meglio impegnarsi un pò di più, provare molto e avere tra le mani un corpo macchina migliore degli altri due?
Non sarebbe un grosso problema il budget..

Mi piace fotografare durante i miei viaggi soprattutto, città, spiagge, foto notturne.. Anche la fotografia macro mi attira molto!

Grazie in anticipo a chi vorrà darmi un aiuto condividendo le proprio esperienze! f86c5 biggrin Dopo la G11..consiglio!

Fonte Google News

Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità. Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità” della visione…

domenica, 5 luglio 2009
listen it it Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità. Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità” della visione...

fino al 31.VII.2009
Gabriele Basilico
Roma, A.A.M.

Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità. Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità” della visione…


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pubblicato giovedì 21 maggio 2009

Omaggiato a MiArt con una selezione personale delle fotografie più rappresentative della sua carriera, Gabriele Basilico (Milano, 1944) torna dopo trent’anni nella sede di Architettura Arte Moderna e, tanto per non smentire la commemorazione in suo onore, sono proprio le immagini dei palazzi di Milano e i suoi angoli più noti ad accogliere il visitatore nella sala d’ingresso.
La bella architettura tra attonite sospensioni e stupite fissità testimonia la costruzione razionalista urbana degli anni ‘30, grazie al nome di un artista che non si è mai scostato dal suo modo di osservare il mondo: quel suo fotografare sembra poetizzare il luogo, fissandolo nel tempo di uno scatto che si compiace di un unico oggetto d’immagine e d’indagine. Che siano gli angoli dei palazzi di Milano, le strade di Firenze o i ponti sul Tevere, Basilico non muta il suo approccio al paesaggio e la sua ricerca fotografica resta la stessa: il romanticismo della visione, in grado di esaltare una semplicissima parte di quartiere, è focalizzato sull’attenzione di quella porzione d’immagine e regala allo scatto un carattere distinto, peculiare.
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Il lavoro memoriale della A.A.M. porta così a termine un percorso espositivo che “approfitta” del dialogo di Basilico con le sue città per ricordare Giuseppe Vaccaro, Giuseppe Terragni, Adalberto Libera, Aldo Andreani, e ancora Angiolo Mazzoni, Franco Albini e Giovanni Muzio. Dunque, ciò che più si accosta al criterio espositivo adottato è espresso in una sorta di “revival” anni ‘70-’30; anni, i primi, in cui Basilico dava vita a queste immagini, concrete edificazioni urbane sorte nell’immediato dopoguerra, lungo un ventennio che si protrae dal 1919 al 1939.
La mostra diviene così quasi una sorta di rievocazione, capace d’invitare il pubblico al silenzio proprio dell’osservatore, suggerito dal consueto bianco e nero delle immagini. Sì, perché l’estetica di Basilico si fa forza della posa di ripresa e dei suoi attenti contrasti, ammaliando la città in questione con quel bianconero addomesticatore. Le sue fotografie sembrano diventare una sorta di cimelio ossequioso, in bilico fra la semplicità di ciò che si osserva – immagini/ritratto di un angolo urbano – e la semplicità con cui egli riesce sempre a far raccontare di sé.
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Non resta dunque che passeggiare cautamente nelle tre sale espositive, scorgendo come quella semplicità risieda nella complessa diversità d’ogni singola architettura fotografica. Proprio da questa diversità prende forza la concezione ritrattistica di Basilico: la descrizione in soggettiva di un luogo, priva di un’assoluta connotazione propagandistica o sociale.

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Basilico alla Fondazione Merz

flavia montecchi
mostra visitata il 10 aprile 2009


dal 3 aprile al 31 luglio 2009
Gabriele Basilico – Ritratti di Architettura
a cura di Francesco Moschini
A.A.M. – Architettura Arte Moderna
Via dei Banchi Vecchi, 61 – 00186 Roma
Orario: tutti i giorni ore 16-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 0668307537; fax +39 064815807; info@aamgalleria.it; www.aamgalleria.it

12.02.09 – Padova Aprile Fotografia 2009

domenica, 15 febbraio 2009
listen it it 12.02.09   Padova Aprile Fotografia 2009

È giunta alla quinta edizione la rassegna internazionale Padova Aprile Fotografia che quest’anno ha come titolo Forme dell’Identità, e che risulta centrata su di una serie di mostre che scandagliano, appunto, un’idea d’identità e le diverse relazioni che questa assume con il mondo e la realtà.

La manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e curata da Enrico Gusella e Alessandra De Lucia, comprende un percorso di tre esposizioni: una collettiva dal titolo “10 Fotografi d’oro” e due personali, di cui una dedicata a Douglas Kirkland e l’altra all’opera del fotografo Peter Feldstein e dello scrittore Stephen G. Bloom intitolata “The Oxford Project”.

La kermesse padovana si apre nel Museo Civico di Piazza del Santo venerdì 3 aprile con la mostra Douglas Kirkland. Portraits (inaugurazione ore 17,00). Curata da Elena Ceratti per l’agenzia Grazia Neri e Enrico Gusella, l’esposizione presenta una galleria di ritratti di singolare qualità ed efficacia che sottolineano la capacità dell’autore di scavare in profondità nell’identità del soggetto. Infatti, una sessantina di opere  a colori e in bianco e nero ripropongono lo straordinario percorso dell’artista costituito da rapporti, amicizie e complicità all’interno dei set cinematografici, dello show biz ma anche della realtà quotidiana con cui entra in contatto. Al celebre fotografo, che si tratti di una grande stella di Hollywood o di un passante per strada, non fa alcuna differenza, in quanto egli è teso a scandagliare volti e fisionomie dei soggetti per fissare un sentimento o un’emozione, cercando la componente umana o la spontaneità. “I ritratti di Douglas Kirkland vanno al di là dell’apparenza fisica dei suoi soggetti; egli cattura la vera essenza del loro essere con una disarmante onestà e sensualità.”
Kirkland ha iniziato la sua carriera tra gli anni ’60 e ’70, ha collaborato con importanti riviste americane, ma noti sono soprattutto i suoi ritratti di celebrità e star dello spettacolo, tra cui Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Sean Connery, Robert De Niro, e di uomini della scienza, come Stephen Hawking. “Complice” e singolare autore che ha vissuto accanto ai personaggi – attori, registi, produttori, direttori della fotografia – più importanti dell’industria cinematografica di Hollywood e Cinecittà, passati alla storia e diventati oramai leggende.

The Oxford Project è un lavoro ideato dal fotografo Peter Feldstein e dallo scrittore Stephen G. Bloom. La mostra, curata da Amy Worthen e Enrico Gusella, che si inaugura venerdì 3 aprile (ore 17,45) nella Galleria Sottopasso della Stua, presenta una ventina di opere tese a descrivere una sorta di racconto americano fatto di immagini. I primi scatti di questo progetto risalgono al 1984: sono ritratti di ogni singolo residente (676 gli abitanti della piccola comunità) della città di Oxford realizzati in uno studio improvvisato lungo la strada principale del paese. Nel 2004, a distanza di vent’anni, Feldstein fotografa nuovamente le stesse persone incontrate nel 1984: i bambini sono diventati adulti, magari padri o madri di famiglia, e gli adulti di allora sono oramai vecchi. Qualcosa però accomuna gli scatti recenti con quelli storici: non si tratta di elementi tangibili, quanto del senso di appartenenza che mette in relazione tutti. questi individui, ciò che li lega alla loro città e che fa di questo lavoro una sorta di descrizione dell’archetipo di comunità americana. The Oxford Project rivela un’analisi quasi antropologica sul concetto di identità.

Conclude il percorso della rassegna 10 Fotografi d’oro, curata da Enrico Gusella e Italo Zannier (inaugurazione alle ore 18,30) alla Galleria Civica Cavour e, a seguire (alle ore 19,15) al Museo Diocesano. Si tratta di un’originale collettiva con fotografie di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Paolo Gioli, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Fulvio Roiter, Marco Zanta. Oltre un centinaio di opere che costituiscono la prima di una serie di mostre dedicate ai più grandi fotografi italiani, il cui obiettivo è una ricognizione organica sulla fotografia italiana contemporanea. I fotografi coinvolti indagano, ognuno a proprio modo, il concetto di identità. Così Gabriele Basilico presenta un lavoro intitolato Milano. Ritratti di fabbriche: una sequenza di immagini della periferia milanese, risultato di una lunga indagine fotografica compiuta tra il 1978 e il 1980. Gianni Berengo Gardin, da sempre attratto dalla semplicità dei luoghi e dei contesti di fusione culturale, propone alcuni significativi scatti relativi alla realtà delle comunità di nomadi e zingari che popolano le città italiane. I sei grandi lavori di Luca Campigotto sono dedicati ai notturni de Il Cairo: fotografie in bianco e nero che aprono la visione a minareti, piramidi e architetture egiziane. Le immagini di Giovanni Chiaramonte riguardano invece l’itinerario, attraverso il territorio lombardo, del fiume Olona, inteso come metafora della propria vita. Mario Cresci presenta i due tipi di ricerca che hanno segnato il suo percorso artistico: i lavori sulle avanguardie storiche e in particolare sul design, e l’indagine sugli aspetti etnografici e antropologici delle regioni del Mezzogiorno d’Italia. De Biasi presenterà una selezione di fotografie tratta dal reportage storico dedicato a Budapest del 1956. Le fotografie di Franco Fontana esprimono chiaramente la ricerca storica dell’artista sul colore, realizzata mediante un costante interesse per il paesaggio urbano, in particolar modo americano, e la composizione astratta. Mimmo Jodice presenta dieci scatti in bianco e nero che rivelano uno studio profondo e appassionato sulle impronte del passato, sul presente e sulle radici lontane della cultura mediterranea. Infine Marco Zanta con i suoi scatti percorre gli ambienti industriali, luoghi fatiscenti che diventano manifestazione nel silenzio dell’inoperosità.

Padova Aprile Fotografia 2009 si dimostra essere così una vetrina di singolare attualità del panorama fotografico contemporaneo, un quadro del tempo e delle complessità, tra cui, appunto, l’identità.

Forme dell’Identità
5ª edizione
4 aprile – 20 giugno 2009

Inaugurazione venerdì 3 aprile, dalle ore 17,00

Dal 27 al 30 novembre la fotografia che conta si sposta Milano per fotografica 08, un’irrinunciabile full immersion di quattro giorni organizzata da Canon e aperta gratuitamente a tutti

martedì, 11 novembre 2008
listen it it Dal 27 al 30 novembre la fotografia che conta si sposta Milano per fotografica 08, unirrinunciabile full immersion di quattro giorni organizzata da Canon e aperta gratuitamente a tutti

c89a037cdfae8bb0cc6157c678819bee Dal 27 al 30 novembre la fotografia che conta si sposta Milano per fotografica 08, unirrinunciabile full immersion di quattro giorni organizzata da Canon e aperta gratuitamente a tuttiScritto da Davide Cerruto

Dal 27 al 30 novembre la fotografia che conta si sposta Milano per fotografica 08, un’irrinunciabile full immersion di quattro giorni organizzata da Canon e aperta gratuitamente a tutti

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Di Davide Cerruto – Sagoma

Fotografica 08 è uno degli appuntamenti must per individuare i trend, definire lo stato dell’arte e diffondere la cultura fotografica e delle arti ‘visual’ nel nostro paese. Un evento che Canon inaugurerà a Milano il 27 novembre e che sarà rivolto a tutti, dai professionisti ai semplici amatori, con un programma a tutto campo che si articolerà in una serie di incontri, mostre, eventi, workshop e iniziative che coinvolgeranno in prima persona appassionati, addetti ai lavori, persone dello spettacolo e fotografi di fama mondiale.

A titolo di esempio elenchiamo qui di seguito solo alcuni dei momenti che caratterizzeranno la settimana della fotografia di quest’anno: Tim Hetherington, vincitore del World Press Photo 2007, aprirà la rassegna Profili d’Autore per raccontare la sua carriera di fotogiornalista attraverso i suoi scatti; Camila Raznovich parlerà della sua lunga esperienza di sperimentazioni fotografiche all’interno del dibattito “Camminando – Fotografie di viaggio”; il fotografo professionista Alberto Novelli parteciperà al ciclo di seminari gratuiti “Eos Discovery” destinata ai fotoamatori che vogliono approfondire il mondo delle reflex Canon; la mostra CliCiak dedicata ai fotografi di scena e il premio Canon Giovani Fotografi che metterà in mostra i progetti dei vincitori dell’edizione 2007: Daniele Tamagni, Alice Pavesi, Albertina D’Urso, Chiara Gioia, Raffaella Gentile (vedi gallery). Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale Canon.

Fotografica 08 si terrà dal 27 al 30 novembre presso due location distinte, entrambe a Milano: oltre alla sede Spazio Forma – Centro Internazionale di Fotografia (in piazza Tito Lucrezio Caro) quest’anno è stata allestita anche un’area satellite (in via Pietro Custodi 6) dedicata allo shooting, ai corsi tecnici e alle letture dei propri portfolio ad opera di critici esperti . Uno sforzo organizzativo che consentirà di accogliere un numero superiore alle quattromila presenze registrate lo scorso anno. Saranno presenti gli spazi Touch & Try e Canon Info Point per visionare e provare la ultime attrezzature e incontrare personale esperto che risponderà alle domande e fornirà consigli espiegazioni tecniche.

Milano
27 Novembre – 30 Novembre
Forma – Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
Sede satellite: Via Pietro Custodi, 6

Orari
27 e 28 Novembre ore 18-22
29 e 30 Novembre ore 10-22


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