Articoli marcati con tag ‘colto’
Chiedo la cancellazione dell’account
domenica, 28 novembre 2010
Scusate se sto sbagliando sezione. Chiedo la cancellazione dell’utente Zara, ossia io.
Potete vedere qui la discussione, degenerata – aggettivo pure esagerato – a causa di un altro:
http://www.canonclubitalia.com/public/foru…la-t289436.html
E data la vostra arroganza, forse vi credete dei piccoli Nani, chiedo di cancellare il mio account (Zara) dato che con quello non mi fate accedere più. Altrimenti non mi sarei scomodata a creare pure questo, di account. E poi se mi fate la cortesia di cancellare anche questo. Se posso farlo io, magari mi spiegate cortesemente come si fa, e lo faccio io. Se volete le prove che siamo la stessa persona, chiedetemi le password in privato, non so. Fate voi. Chiedo solo di essere cancellata. Posso chiedere solo questo, Vostra Maestà? Mi è permesso, anche se non scrivo in blu? Cancellate per favore Zara e andrò via. Questo è quanto.
Se avete la professionalità di farlo, vi ringrazio anticipatamente. Volevo salutare gli altri che mi hanno accolto bene, che sono stati simpatici ed anche contenti quando hanno saputo che ho aggiustato l’obiettivo
Ciao ragazzi.
cercasi file raw di una 5d2 per testare velocita del mio imac
domenica, 28 novembre 2010
salve a tutti, per natale vorrei regalarmi la mia prima ff. pensavo alla 5d old, ma un pensierino alla 5d2 lo sto proprio facendo. magari in quel caso non arriverebbe proprio a natale ma quando le finanze lo permetterebbero…. cio che mi blocca un pochino pero è questo: un file di una 5d2 quanto “graverebbe” sul mio mac? tanti, leggo, si lamentano della pesantezza dei suoi file. io posseggo un imac 20″, ultima serie bianca, quindi un 2.16ghz intel core 2 duo + 3gb di ram. c’e’ qualche anima pia che mi permetterebbe di scaricare un file raw di una 5d2 cosi da provare a postprodurlo per vedere quanto incide sul mio vecchio caro mac? perche a quel punto se fosse difficoltoso, opterei sulla old….
grazie a tutti
Dilemma sul terzo obiettivo
domenica, 28 novembre 2010
Ciao ragazzi, volevo chiedervi un consiglio riguardo degli obiettivi.
Sono in possesso di una 450d 50mm 1.8 e un vecchio 28-70mm 3.5-4.5 (provato poco era su un’analogica di mio padre)
ora sto mettendo da parte i soldi per un nuovo obiettivo e rimanendo in casa canon hanno raccolto la mia attenzione 3 obiettivi:
50mm 1.4
17-40mm 4.0 L
24-70mm 2.8 L
vorrei iniziare a fotografare figura intera in “studio” e all’aperto ma anche qualche paesaggio,
quale elemento secondo voi posso aggiungere al corredino ?
La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169
martedì, 22 settembre 2009
La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà , senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)â€
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità , assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensivaâ€
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agireâ€
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 â€
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà , uguaglianza, sicurezza e dignità ; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.â€
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.â€
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. â€

La mano di Raffaella e di una donna boscimane
A Certain Alchemy di Keith Carter
sabato, 8 agosto 2009
pubblicato da Cut-tv in: In libreria
L’ultima passeggiata in libreria mi ha fruttato un bel viaggio tra le pagine di A Certain Alchemy edito dalla University of Texas Press, l’ultimo libro fotografico di Keith Carter, bello e coinvolgente come i precedenti, forse anche più completo e ricco di sfumature.
Il fotografo americano apprezzato per quello che qualcuno ha definito “realismo trascendente†e altri “poetica dell’ordinarioâ€, che di “Poesia Visiva†tiene dei veri e propri Workshop e non teme l’uso di termini definiti poco adatti alla fotografia, ha raccolto una sorta di antologia di osservazioni imperfette del rapporto che abbiamo con le idee di tempo, spazio, memoria, desiderio e rimpianto.
Partendo da un omaggio al calotype di Fox-Talbot fino alle foto della madre affetta da Alzheimer, A Certain Alchemy, riflette l’arco di una vita e di storia condivisa, mentre i soggetti provenienti dal mondo animale, da quello religioso, popolare e folcloristico, esplorano i rapporti mitologici, enigmatici, senza tempo, per spingersi a caccia di tutti quei significati nascosti nel mondo reale.
Le immagini sono accompagnate dall’introduzione dell’amico e collega Bill Wittliff, che mette a fuoco sperimentazioni e percorso artistico, oltre alle intuizioni della moglie e musa Patricia Carter. Un piccolo universo di alchimie della fotografia da esplorare e dal quale lasciarsi sedurre.
AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” CON ASTA DI BENEFICENZA
venerdì, 29 maggio 2009
La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero.
La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto , con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci.
Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San Benedetto del Tronto al SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal.
E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o abbandonati. Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale . Associazioni di volontariato internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani. Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri, sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: all’interno di esso gli anziani possono pregare, ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari sostanziosi.
Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni. “Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità . Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta, conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.”
IL RIENTRO DAL TIBET
“Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere tutto: bagaglio e salute. I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi, carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista. Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore della generosità tibetana, e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) . La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i gestori tibetani dell’albergo mi hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si sono mobilitate pronte a spedirmi soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti, dal profondo del mio cuore”
“Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il governo nepalese e mi sono trovata tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.”

L’AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale. «Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.» “La mia è street photography, pura fotografia di strada.
Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia. L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi.
Per comunicazioni e contatti 335 6126630
email info@europrinters.it
Work-Shop di fotografia sociale Brasile di Giulio Di Meo
venerdì, 22 maggio 2009

Le immagini con cui continuiamo, nel nostro immaginario collettivo, a rappresentare il Brasile spesso nascono e allo stesso tempo alimentano un gran numero di stereotipi. È cosi ad esempio se pensiamo al caffé, al carnevale, al calcio, alle proverbiali bellezze femminili o alla grande diffusione della violenza e della criminalità . Questi luoghi comuni, o meglio queste rappresentazioni, oggi sempre più veicolate proprio attraverso le immagini, se pur reali, altro non sono che delle semplificazioni che rischiano di frapporsi, come densi filtri, alla comprensione di una realtà culturale, economica e sociale ben più complessa. Da qui nasce quindi l’esigenza di avvicinarsi anche attraverso la fotografia a quegli scorci della società brasiliana che facilmente ci possono apparire meno consueti, perché spesso solo sfiorati dalle grandi vie della comunicazione. E’ in questo modo che i volti dei contadini, la gioia dei bambini, i ritmi delle giornate di lavoro scandite dal sole e dal caldo, la terra aspra e rossa, le feste, i canti, la nostra “bella ciao”, il riso e fagioli, la birra e la cachaça acquistano una dimensione diversa, reale.
WorkShop di fotografia sociale di Giulio Di Meo
martedì, 12 maggio 2009

Presentati i Corsi di Fotografia Sociale per l’estate 2009. Oltre al Workshop che sarà realizzato in Maranaho in collaborazione con il Movimento Sem Terra – giunto ormai alla terza edizione – da quest’anno è prevista una nuova esperienza in Bolivia tra Potosì e Cochabamba. Entrambe le proposte riguardano il mese di agosto (le date precise dipenderanno dalla disponibilità dei voli) e saranno della durata di 10/12 giorni.
Bolivia – Potosì/Cochabamba – prima metà di agosto
Brasile – Maranhao – seconda metà di agosto
I corsi sono destinati a coloro che vogliono conoscere da vicino questo genere fotografico che ha come fantastico teatro le persone, la strada, la quotidianità . E’ una “fotografia in camminoâ€, perché solo per strade, vicoli e strettoie ci si immerge nella società e si può cercare di descriverla, raccontarla, interpretarla e quindi viverla.
Il corso in Brasile sarà svolto in collaborazione con il Movimento Sem Terra Brasiliano e avrà come protagonisti gli accampamenti del MST, i visi dei contadini, i ritmi delle giornate di lavoro scandite dal sole e dal caldo, in uno splendido scenario naturale nel nord del Brasile nello stato del Maranhao.
Il programma prevede la visita di diversi accampamenti e assientamentos del MST, ospiti delle famiglie di agricoltori così da avere una visione globale, ma ravvicinata, di questo grande movimento sociale. MST è partner dell’Arci nel cammino verso un mondo migliore.
Il corso in Bolivia sarà svolto in collaborazione con l’Associazione Yanapakuna che si occupa di Sostegno a Distanza a beneficio dei bambini poveri che vivono nei quartieri emarginati di Potosì.
La maggior parte del corso riguarderà proprio la storica città di Potosi – la più povera della Bolivia – che si trova a 4000 metri sul livello del mare. Qui sorgono le leggendarie miniere del Cerro Rico, in passato fonte di ricchezza per i conquistadores spagnoli ed oggi unica alternativa di lavoro per molte famiglie potosine. Le condizioni attuali di lavoro dei minatori sono drammatiche e i salari insufficienti a garantire alle loro famiglie condizioni di vita dignitose. I bambini spesso sono obbligati a lasciare la scuola per andare in miniera a lavorare. Con questo corso cercheremo di documentare il loro vivere: dal lavoro nelle miniere alla situazione della famiglie, dalla vita dei contadini alla fragile condizione dei minori, spesso costretti ai lavori più duri. Per ragioni organizzative si prega di manifestare il proprio intento a partecipare e di confermare l’adesione per la prima settimana di giugno al fine di avere il tempo necessario per la realizzazione puntuale del programma di lavoro.
Il costo per la partecipazione è di 2.500 euro a persona che comprende:
volo internazionale
spostamenti interni
vitto e alloggio quando necessario
assicurazione volontari esteri
quota di sostegno ai partner locali
accompagnamento e formazione
Per qualsiasi informazione potete scrivere a:
campidilavoro@arci.it
giuliodimeo@yahoo.it
workshop@giuliodimeo.it

12.02.09 – Naturalmente Foto
domenica, 15 febbraio 2009
Prende il via il progetto Naturalmente Foto con il primo Workout di Fotografia Naturalistica in programma il 21 febbraio prossimo alle Oasi di Sant’Alessio con Vialone (PV), una delle strutture più attive e interessanti tra quelle impegnate nella conservazione e nel ripopolamento faunistico nel nord Italia.
L’iniziativa è nata da un’idea di Claudia Rocchini, appassionata di fotografia naturalistica e collaboratrice di FotoUp e del mensile Fotografia Reflex, che ha raccolto le sollecitazioni di numerosi appassionati di fotografia naturalistica presenti in Rete e in particolare dei Gruppi Oasi di Sant’Alessio e NGI – National Geographic by Italian People.
Il workout è una via di mezzo tra il workshop classico e il fotoshooting ed è la formula emersa dall’incontro con i responsabili delle Oasi che si sono resi disponibili, oltreché ad ospitare l’iniziativa, a contribuire alla formazione “biologica” del fotografo, come spiega Harry Salamon, fondatore delle Oasi di Sant’Alessio: “La formazione del fotografo naturalista a mio avviso non può comprendere il solo lato tecnico e non può prescindere anche da una preparazione culturale più ampia che gli permetta di raccontare meglio non solo le specie ma anche il contesto un cui vivono, sia che si tratti di un’oasi come al nostra, sia della natura selvaggia. I nostri animali non sono qui per farsi fotografare ma per partecipare “inconsapevolmente†a progetti finalizzati alla reintroduzione in natura. Argomenti che a mio avviso offrono anche nuove opportunità per raccontare la natura al di fuori di schemi che, anche da un punto di vista iconografico, rischiano con il tempo di diventare veri e propri cliché, cartoline”.
Nel programma delle attività , oltre ai diversi contributi da parte dei biologi dell’Oasi che spiegheranno sia l’approccio corretto, ossia quello meno invasivo, sia le nozioni fondamentali di etologia delle principali specie, è prevista ovviamente una parte di natura più strettamente fotografica e mirata all’apprendimento di una serie di tecniche e consigli, sia di carattere generale, sia di carattere specifico nelle aree tematiche del reportage e della foto naturalistica.
Infine, oltre alle nozioni tecniche, Stefano Meluni (La Presse) e Amedeo Novelli (FotoUp) si occuperanno di spiegare altri aspetti molto importanti nella realizzazione di un servizio e che riguardano sia la post-produzione sia il montaggio analogico delle sequenze ritratte.









