Articoli marcati con tag ‘concetto’
domenica, 28 novembre 2010
Ciao a tutti,
sono un fotografo alle prime armi, ma grazie al sito ho già imparato molta teoria ;D
Il problema è solo applicarla 
Vi spiego il problema: ho una 500D con il 18-55 IS… Spesso uso la macchina per i
compleanni, e quindi al chiuso. Utilizzando la modalità “EV”.
Al di là dei miei errori, spesso le foto risultano sfuocate… pur fotografando con la massima apertura
(3,6) le foto vengono scattate con una velocità variabile tra 1/15 ed 1/40 di sec…
Ovviamente la soluzione è: “prendi il 24-70 2.8 L USM”… il problema è che i soldi attualmente non
sono sufficienti
la mia domanda è: quanto deve essere luminoso l’obiettivo per evitare lo sfuocato nelle medesime (più o meno) condizioni? Intenderei arrivare ad 1/125 almeno…
Se passassi ad un 2.8, quanto potrei guadagnare? Mi è chiaro il concetto di stop (in teoria), ma non
riesco ancora a farmi un idea precisa di quanti ne guadagnerei
Ringrazio tutti anticipatamente…
IlBrilli
Fonte Google News
Tag:ada, Anni, apertura, applica, armi, arriva, Casa, chiaro, China, concetto, Di Se, E Passa, Farmi, Ff, foto, fotografa, fotografo, Imp, Impara, Imparato, Isa, iva, loc, Mac, macchina, Nda, News, Nn, obiettivo, passa, Pl, Precisa, riesco, sas, Sita, sito, Sol, Soldi, Solo, soluzione, Teo, teoria, Uffici, usm, Uso, Utili, Varia, velo, Veloc, Vita
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domenica, 28 novembre 2010
Ciao a tutti,
ho da 2 settimane una 7d. La fotocamera la uso abbastanza anche per fotografie sportive (partite calcio) ma la 7d, non avendo ancora avuto l’occasione, non l’ho ancora provata per questa tipologia di scatti.
Ho preso un pò di dimestichezza con i vari menu e le varie personalizzazioni (o almeno così credo), quindi non apro l’ennesimo post per chiedere come si imposta una cosa o come si imposta l’altra perchè avrei risposte già girando in rete.
Per tutte le altre foto (salvo rarissimi casi eccezionali) utilizzo il solo punto centrale per la messa a fuoco, quindi nessuna novità rilevante.
Le possibilità di personalizzazione e utilizzo, quindi novità visto che provengo da una 500d, riguardano appunto le foto di azione.
Quello che vorrei chiedere a chi utilizza questa macchina (o macchine con AF simile….sulla 1D il concetto dell’AF dovrebbe essere simile, no?) è come di solito utilizzate l’AF in situazioni sportive.
Per adesso, per quelle pseudo-prove di movimento che ho fatto, mi pare che la modalità di utilizzo che fa per me è la seguente:
- mod. AI SERVO
- Priorità 1°/2° AI SERVO: AF/INSEGUIMENTO(C.Fn IV – funzione n.2)
- Punto centrale con espansione dei 4 punti circostanti
Che dite? Sbaglio qualcosa? Qualche consiglio per migliorare l’AF per casi sportivi?
Mi viene il dubbio che utilizzare l’intera zona centrale dell’AF (9 punti af totali) possa essere forse meglio…..che dite?
Ogni testimonianza e consiglio sono ben accetti?
Grazie in anticipo per le risposte.
Fonte Google News
Tag:1d, 7d, Abb, appunto, Apro, Art, Arti, asta, atto, autofocus, azioni, Calcio, casio, China, concetto, consiglio, costa, Cr, Dano, Dov, dubbi, E Meglio, eva, eventi, eventi sportivi, fn, Focus, foto, fotocamera, Fotografi, fotografie, fuoco, Gia, Imp, Impost, intera, Ira, irc, Le Con, Leva, lito, Mac, macchina, macchine, messa a fuoco, Mov, movimento, nessuna, News, Nn, occasione, orti, Ossa, Parti, Partite, polo, porti, post, posta, prova, prove, Pseudo, Quell, Quelle, Quello Che, Rand, Reso, rete, segue, Servo, settima, simile, Sol, solito, Solo, Sport, stanza, Tali, tanti, test, testi, testimoni, Tipologia, Totali, Uso, Utili, venti, vr, Zona Centrale
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domenica, 28 novembre 2010
Ciao a tutti ragazzi!
Sto facendo delle prove con il blocco esposizione ma non so se sono io che non ho capito il concetto del suo funzionamento e sbaglio qualcosa oppure se non mi funziona!
Praticamente se volessi riprendere un videowall ad esempio e zoommo appunto sul video facendo calcolare l’esposizione alla macchina, premo il pulsante di scatto a metà e schiaccio il pulsante AE dovrebbe memorizzare l’esposizione giusto?
A questo punto esco dallo zoom sempre tenendo premuto a metà il pulsante di scatto e quando arrivo all’inquadratura desiderata schiaccio il pulsante di scatto.
E’ corretto?
Perchè non mi funziona! Nel momento in cui torno indietro con lo zoom vedo i valori di tempo e diaframma che cambiano e appunto non li mantiene!
HELP!
Fonte Google News
Tag:50d, Ae, Api, appunto, atto, Azz, Capi, Capito, Cci, China, concetto, Corre, Dia, Dov, eos, eos 5, Essi, Fr, funziona, giusto, inquadratura, loc, Mac, macchina, mmo, Mu, News, Prati, pratica, prove, Quad, Raga, Ragazzi, Ram, scatto, Torno, Tutti Ragazzi, video, vr, zoom
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domenica, 28 novembre 2010
non mi è molto chiaro il concetto della differenza di queste due modifiche in postproduzione.
a livello pratico su cosa agiscono i cursori x esempio in LR o camera raw?
Fonte Google News
Tag:Camera Raw, chiaro, concetto, Ff, liv, Lr, modi, News, post, Prati, Raw, Scon, Urso
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domenica, 21 novembre 2010
Ecco la classifica finale del 36° Concorso del CCI intitolato “Il Freddo”.
Sono presenti tutte e solo le foto che hanno ricevuto voti dalla giuria composta dai membri dello Staff.
Il topic verrà aperto alla discussione pubblica tra pochi giorni, dopo che il nostro Direttore Artistico avrà postato le sue valutazioni riguardo il Contest e la classifica.
I link sono stati controllati e funzionano.
E’ noto un bug del forum che non permette la giusta visualizzazione dei link nel caso adottiate il numero di messaggi visualizzati di default. Si consiglia di provare a variare il numero di messaggi visualizzati per pagina.
Un caloroso augurio al vincitore e a tutti gli altri partecipanti. 
EDIT:
questo il Commento Critico alle tre foto sul podio redatto dal Direttore Artistico del CCI Gianclaudio Romano col contributo degli altri votanti:
Prima dei commenti alle singole foto sul podio, vorrei esprimere la soddisfazione, con ciò facendomi portavoce di un sentimento comune a tutto lo Staff, per il podio nel suo insieme che rappresenta in un colpo solo interpretazioni del tema proposto differenti eppure egualmente veritiere: “Freddo” in senso figurato, come sensazione fisica, come manifestazione naturale. E con ciò il podio può quindi a buon diritto intendersi riassuntivo del lavoro di tutti: dei partecipanti ma anche, lasciatecelo dire, di noi che abbiamo proposto il tema e ci siamo avvicinati alla votazione con aspettative ampie e varie.
1°
La palma della vittoria ad una fotografia che ha scelto la strada interpretativa meno scontata tra quelle possibili, esplicando poi il concetto in una “forma” che forse pecca di perfezione tecnica, ma certo mostra la forza emotiva in modo diretto, senza “sconti” al lettore sul piano comunicativo: volutamente cruda e sapientemente coniugata in questo col suo aspetto estetico a cominciare dalla scelta di un BiancoNero secco ma completo… una ulteriore metafora del concetto espresso.. che interpreta metaforicamente l’assunto proposto. Del resto, riassumere (e con successo!) l’idea dell’incomunicabiltà in un mezzo comunicativo privo, quale è la Fotografia, della forma logica del pensiero verbale, è una meritevolissima acrobazia espressiva che non può non valere un plauso all’Autrice!
2°
Una foto certo perfettibile sul piano tecnico/compositivo ma che ben dimostra come la capacità evocativa di questo stupendo mezzo di comunicazione che è la Fotografia possa prescindere da tali aspetti ove la pregnanza comunicativa sia tale da assalire empaticamente il lettore. Uno splendido quadro di una giornata qualunque dove solo l’occhio attento del fotografo poteva scovare, e narrare, questo microcosmo tutto espresso nella generosa cura che qualcuno ha rivolto al suo migliore amico a quattro zampe, offrendo non solo il riparo dal freddo materiale, ma anche il calore di un gesto affettuoso.
3°
Una splendida rappresentazione della manifestazione materiale/naturale del tema proposto, condita con una “forma” impeccabile dalla composizione al superbo BiancoNero perfettamente congruo con l’immagine! Tra le molte fotografie di scene invernali, questa risulta particolarmente comunicativa per l’abilità con cui l’evento atmosferico è stato coniugato con una realtà antropica che, tra l’altro, è situazione afferente il quotidiano dei più e ciò conferisce all’immagine un potere evocativo enorme tutto centrato appieno sul tema oggetto del concorso!
Gianclaudio Romano
___________________________________________
Fonte Google News
Tag:aperto, Cci, Colpo, composta, concetto, Ecco, finale, fotografia, freddo, La Palma, La Strada, lavoro, Membri, metafora, Vittoria, voti
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martedì, 22 settembre 2009
La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà , senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)â€
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità , assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensivaâ€
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agireâ€
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 â€
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà , uguaglianza, sicurezza e dignità ; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.â€
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.â€
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. â€

La mano di Raffaella e di una donna boscimane
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domenica, 5 luglio 2009
fino al 15.VII.2009
Ileana Florescu
Roma, Pino Casagrande
Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta…
pubblicato lunedì 8 giugno 2009
Ritorna l’acqua. In questo nuovo ciclo, l’elemento preferito da
Ileana Florescu (Eritrea, 1960; vive a Roma) ricorre non come protagonista, ma come splendida e vibrante cornice delle opere in mostra, o forse sarebbe meglio dire del “concetto†in mostra.
L’artista ha provocatoriamente gettato in mare dei libri “
con la consapevolezza della casualità â€, come spiega lei stessa; libri scelti tra i grandi autori come Dante e Shakespeare, fino agli scrittori contemporanei come Roberto Saviano, senza negarsi una vena ironica e giocosa, come in
Orto, manuale pratico della semina e della raccolta o nei
Ristoranti d’Italia delle guide “L’Espressoâ€.
Si potrebbe pensare che il destino abbia agito curiosamente nell’accoppiare un libro con il rispettivo effetto di luce e ombra che appare in fotografia, tanta è la sorprendente attinenza e piena realizzazione del significato dell’uno nell’apparenza delle seconde; invece sono le parole di Diego Mormorio, storico della fotografia e curatore della mostra, a mettere in luce i propositi dell’autrice: “
Non ha proceduto seguendo l’accidentalità , ma cercando la forma. Ha cioè, per ogni libro e per ogni frase che aveva in mente, cercato di ritrovare nell’acqua una forma appropriataâ€.

L’effetto finale non è orientato a un’estetica delle forme puramente westoniana; anzi, nell’opera di Florescu c’e sicuramente la volontà di ricreare la realtà attraverso un occhio poetico, sospingendo l’immaginazione sul limitare di un mondo fiabesco. La scelta dell’elemento acquatico ha in quest’ultimo una grande partecipazione, poiché è in grado di distruggere le frasi e le illustrazioni, ma allo stesso tempo può anche fungere da lente d’ingrandimento, dando risalto a singole parole, restituendone tutta la pregnanza o, al contrario, la futilità .
Si compone così, pagina dopo pagina, il diario intimo della vita dell’artista o, meglio, dell’umanità stessa: riunendo testi arabi, cinesi, europei, americani si dispiega un breve compendio dello scibile umano che, nei 149 scatti in mostra, riesce a offrire una straniante panoramica del nostro vivere moderno. Magari non sarebbero proprio questi i titoli che vorremmo fossero salvati da un ipotetico incendio, ma non farebbe differenza, perché quello di Florescu può essere anche un gesto provocatorio per richiamare l’attenzione sul fatto che la società , il mondo, si sta inabissando.

A chiudere la molteplicità di livelli di lettura di una mostra che rappresenta una vera sorpresa per la ricchezza delle riflessioni che sa suscitare, al centro della sala si trovano quattro teche con altrettanti volumi-scultura recuperati dalle acque del mare e fatti asciugare. Resi ormai illeggibili, è il loro status di classici a parlare, oltre alla loro forma così particolare e casuale, che li rende simili a strani anemoni o stelle marine. Come creature degli abissi tratte dal loro ambiente naturale.
articoli correlati
La precedente mostra nello Studio Casagrande
chiara ciolfi
mostra visitata il 15 maggio 2009
dall’undici maggio al 15 luglio 2009
Ileana Florescu – L’umana sintesi
a cura di Diego Mormorio
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande
Via degli Ausoni, 7/a (zona San Lorenzo) – 00185 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 17-20
Ingresso libero
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel./fax +39 064463480; gallcasagrande@alice.it
Tag:5d, 6x, a4, acqua, ambiente, ambiente naturale, americani, amica, appare, apparenza, arte, arte contemporanea, attenzione, autori, aveva, azioni, canon, chiara, concetto, contempora, cornice, Cultura, curiosa, e digital, editoria, elemento, enzo, esce, europe, eva, exibart, f9, filo, filosofia, finale, florescu, forme, foto, Fotografi, fotografia, frasi, funge, fungere, gesto, gioco, guida, il destino, illustrazioni, images, incendio, ingresso libero, intera, l espresso, la fotografia, la mostra, la vita, lati, lente, libero, libri, libro, luce e ombra, mail, mare, mmo, montata, mostra, natura, News, notizia, occhi, occhio, ombra, opera, opere, orto, pace, piena, pino, pino casagrande, poeti, proposta, protagonista, provo, raccolta, realizzazione, renzo, resa, resi, riflessi, ristoranti, roberto saviano, roni, salvati, san lorenzo, scoperta, scultura, segue, semina, shak, simili, sintesi, sorpresa, spiega, studi, tanti, test, testi, tito, titoli, vena
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giovedì, 21 maggio 2009
pubblicato da Cut-tv in: Mostre e gallerie Photobucket

L’Australian Centre for Photography di Sydney continua a promuove Phantasia, una mostra itinerante sulla dimensione fotografica del favoloso, che riunisce ed esplora punti di vista e stimoli tanto diversi su questo concetto proposto da Aristotele per descrivere il modo in cui la mente materializza immagini, quanti sono i fotografi (originari o adottati dall’Australia), protagonisti dell’esposizione.
Il progetto attraversa la visione surreale delle fantasmagorie di Andrew Mamo, dei ‘set da favola’ di Magdalena Bors, i paesaggi fantastici di Mark Kimber, la dimensione onirica allucinata di Simon Strong, fino alle regali interpretazioni storiche in costume di Alexia Sinclair, è sua la Maria Antoinetta, regina stravagante della foto.
Fino al 24 luglio Phantasia sarà ospitata dall’Anne & Gordon Samstag Museum of Art di Adelaide, quindi tutti quelli che non risiedono nei paraggi ma hanno previsto di andarci in vacanza sono avvertiti.
Via | Fringebenefits.com.au
Phantasia Gallery

Tag:3D, a3, antoinetta, asia, australia, australian centre, azioni, blog, canon, cina, concetto, conti, dimensione, dono, esplora, fantasma, fantasmagorie, favola, foto, Fotografi, gallerie, grafica, hp, images, immagini, luci, mamo, mostra, mostre, nata, News, onirica, paesaggi, phantasia, photo, photobucket, photography, posto, progetto, punti di vista, reale, regali, regina, rive, saggi, sydney, visione
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venerdì, 1 maggio 2009
Spettabile redazione,
Con preghiera di pubblicazione tra news ed eventi dei vostri periodici di Giugno, o come proposta per la realizzazione di un articolo vi invio il seguente comunicato stampa relativo alla nuova edizione del Rosae Photo Day, evento dedicato alla fotografia nella meravigliosa cornice dei giardini di Castello Quistini a Rovato (Bs) che si terrà Sabato 20 Giugno.
In allegato 2 fotografie a bassa risoluzione, il comunicato stampa in PDF e il logo dell’evento.
Può trovare tutte le informazioni dettagliate sul sito ufficiale dell’evento: www.rosaephotoday.com
Sperando in una vostra collaborazione porgo distinti saluti.
Rimango in attesa di un vostro gentile riscontro e a vostra disposizione per domande o ulteriori informazioni.
Rosae Photo Day, Sabato 20 Giugno giornata dedicata alla fotografia a Castello Quistini
Sabato 20 Giugno si terrà la terza edizione dell’evento dedicato alla fotografia nella meravigliosa cornice dei giardini di Castello Quistini a Rovato (Bs).
Il programma della giornata, suddiviso in due sessioni prevede:
1-ROSAE PHOTO DAY Events:
Dalle ore 12,00 alle 16,00 si terranno una serie di incontri, proiezioni e dimostrazioni tenuti dai migliori fotografi del momento in collaborazione con le aziende più importanti del settore fotografico.
Apple, in collaborazione con il nuovo negozio White Store di Brescia terrà seminari gratuiti riguardanti i sofware più utilizzati dai fotografi;
Gli appassionati e i curiosi potranno assistere gratuitamente a workshop di Final Cut, software creato da Apple e rivolto al montaggio di filmati digitali e Aperture, potente strumento di gestione, catalogazione e presentazione delle immagini
Saranno ospiti inoltre le migliori aziende del settore fotografico che, in collaborazione con il negozio Vigasio di Brescia, metteranno a disposizione attrezzature fotografiche per prove, test e dimostrazioni.
Il programma della giornata si arricchisce di novità costantemente, potrai trovarlo all’interno del sito internet del Rosae Photo Day www.rosaephotoday.com.
INGRESSO LIBERO a chi verrà accompagnato da una macchina fotografica.
2-ROSAE PHOTO DAY Workshop:
Dall’alba al tramonto si terranno quattro workshop diversi tra loro:
WORKSHOP MACRONATURA: Dopo il successo della scorsa edizione torna Manuel Presti, fotografo romano eletto miglior fotografo di natura del mondo dal prestigioso concorso “Wildlife Photographer of the Year†edito dalla BBC (2005), e pubblicato sulle più importanti riviste italiane e internazionali dedicate al mondo della fotografia tra le quali il National Geographic che affronterà le tecniche e i segreti della macrofotografia naturalistica.
Per tutte le info: www.rosaephotoday.com
WORKSHOP VIDEONATURA: Workshop video, dalle tecniche di ripresa al montaggio video, che si svolgerà in parte alle Torbiere del Sebino e in parte a Castello Quistini con il famoso videomaker Paolo Costa, autore di oltre 60 documentari realizzati per numerosi programmi televisivi RAI come Geo&Geo, Alle falde del Kilimangiaro, ect..
Per tutte le info: www.rosaephotoday.com
STAGE AMBIENTEFIGURA: Tra i giardini e le sale di Castello Quistini, una giornata a fianco del famoso e innovativo fotografo Emanuele Sironi per la realizzazione di un progetto fotografico comune in cui i partecipanti vivranno in prima persona l’esperienza di lavorare con l’artista, la sua modella ed i suoi collaboratori: assistente, stylist, parrucchiere, truccatore; dalla progettazione alla realizzazione dei set fotografici fino alla fase degli scatti e concludendo con un confronto sulle immagini realizzate.
Per tutte le info: www.rosaephotoday.com
WORKSHOP STILL-LIFE: L’esperto Ludovico Fossà affronterà il concetto di Still life con analisi ed esempi, per passare alla realizzazione di una fotografia di un oggetto, fino alla fase di post-produzione.
Per concludere i partecipanti svolgeranno un esercizio finalizzato a prendere coscienza attiva delle procedure apprese durante il workshop.
Per tutte le info: www.rosaephotoday.com
Per ricevere ulteriore materiale la preghiamo di contattarci.
Segreteria organizzativa:
www.rosaephotoday.com
Andrea Mazza
tel. 339 1351913
info@andreamazza.com
Organizzazione tecnica:
www.rosaephotoday.com
Carla Cinelli
tel. 339 5656777
carla@carlacinelli.com
Tag:al mondo, alba, ambiente, andrea, aperture, apple, arte, articolo, attesa, attrezzature, autore, aziende, azioni, Brescia, comunicato stampa, concetto, concorso, confronto, conta, cornice, dedicato, del mondo, dimostra, disposizione, documenta, emanuele, eventi, evento, fianco, Filmati, final cut, foto, Fotografi, fotografia, fotografia naturalistica, fotografico, fotografie, fotografo, fronte, ghiera, giornata, grafica, grammi, gratuita, immagini, informazioni, ingresso libero, interno del, invio, la fotografia, la terza, lati, letto, libero, macchina, macchina fotografica, modella, montaggio, mostra, nata, national geographic, natura, News, ngi, nuova edizione, oggetto, passa, passi, pd, Periodici, photo, photographer, presentazione, progettazione, progetto, programma, programmi, proposta, realizzazione, resa, rete, Riviste, rivolto, roni, rovato brescia franciacorta fotografia workshop stage eventi gratis sironi presti costa fossà video, sara, segreteria, segue, semina, Seminari, sito, sito ufficiale, Software, soluzione, successo, tanti, tecniche di ripresa, terza edizione, test, tramonto, ulteriori informazioni, venti, video, viso, volto, wildlife photographer, Workshop
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domenica, 15 febbraio 2009
È giunta alla quinta edizione la rassegna internazionale Padova Aprile Fotografia che quest’anno ha come titolo Forme dell’Identità , e che risulta centrata su di una serie di mostre che scandagliano, appunto, un’idea d’identità e le diverse relazioni che questa assume con il mondo e la realtà .
La manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e curata da Enrico Gusella e Alessandra De Lucia, comprende un percorso di tre esposizioni: una collettiva dal titolo “10 Fotografi d’oro†e due personali, di cui una dedicata a Douglas Kirkland e l’altra all’opera del fotografo Peter Feldstein e dello scrittore Stephen G. Bloom intitolata “The Oxford Projectâ€.
La kermesse padovana si apre nel Museo Civico di Piazza del Santo venerdì 3 aprile con la mostra Douglas Kirkland. Portraits (inaugurazione ore 17,00). Curata da Elena Ceratti per l’agenzia Grazia Neri e Enrico Gusella, l’esposizione presenta una galleria di ritratti di singolare qualità ed efficacia che sottolineano la capacità dell’autore di scavare in profondità nell’identità del soggetto. Infatti, una sessantina di opere a colori e in bianco e nero ripropongono lo straordinario percorso dell’artista costituito da rapporti, amicizie e complicità all’interno dei set cinematografici, dello show biz ma anche della realtà quotidiana con cui entra in contatto. Al celebre fotografo, che si tratti di una grande stella di Hollywood o di un passante per strada, non fa alcuna differenza, in quanto egli è teso a scandagliare volti e fisionomie dei soggetti per fissare un sentimento o un’emozione, cercando la componente umana o la spontaneità . “I ritratti di Douglas Kirkland vanno al di là dell’apparenza fisica dei suoi soggetti; egli cattura la vera essenza del loro essere con una disarmante onestà e sensualità .â€
Kirkland ha iniziato la sua carriera tra gli anni ’60 e ’70, ha collaborato con importanti riviste americane, ma noti sono soprattutto i suoi ritratti di celebrità e star dello spettacolo, tra cui Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Sean Connery, Robert De Niro, e di uomini della scienza, come Stephen Hawking. “Complice†e singolare autore che ha vissuto accanto ai personaggi – attori, registi, produttori, direttori della fotografia – più importanti dell’industria cinematografica di Hollywood e Cinecittà , passati alla storia e diventati oramai leggende.
The Oxford Project è un lavoro ideato dal fotografo Peter Feldstein e dallo scrittore Stephen G. Bloom. La mostra, curata da Amy Worthen e Enrico Gusella, che si inaugura venerdì 3 aprile (ore 17,45) nella Galleria Sottopasso della Stua, presenta una ventina di opere tese a descrivere una sorta di racconto americano fatto di immagini. I primi scatti di questo progetto risalgono al 1984: sono ritratti di ogni singolo residente (676 gli abitanti della piccola comunità ) della città di Oxford realizzati in uno studio improvvisato lungo la strada principale del paese. Nel 2004, a distanza di vent’anni, Feldstein fotografa nuovamente le stesse persone incontrate nel 1984: i bambini sono diventati adulti, magari padri o madri di famiglia, e gli adulti di allora sono oramai vecchi. Qualcosa però accomuna gli scatti recenti con quelli storici: non si tratta di elementi tangibili, quanto del senso di appartenenza che mette in relazione tutti. questi individui, ciò che li lega alla loro città e che fa di questo lavoro una sorta di descrizione dell’archetipo di comunità americana. The Oxford Project rivela un’analisi quasi antropologica sul concetto di identità .
Conclude il percorso della rassegna 10 Fotografi d’oro, curata da Enrico Gusella e Italo Zannier (inaugurazione alle ore 18,30) alla Galleria Civica Cavour e, a seguire (alle ore 19,15) al Museo Diocesano. Si tratta di un’originale collettiva con fotografie di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Paolo Gioli, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Fulvio Roiter, Marco Zanta. Oltre un centinaio di opere che costituiscono la prima di una serie di mostre dedicate ai più grandi fotografi italiani, il cui obiettivo è una ricognizione organica sulla fotografia italiana contemporanea. I fotografi coinvolti indagano, ognuno a proprio modo, il concetto di identità . Così Gabriele Basilico presenta un lavoro intitolato Milano. Ritratti di fabbriche: una sequenza di immagini della periferia milanese, risultato di una lunga indagine fotografica compiuta tra il 1978 e il 1980. Gianni Berengo Gardin, da sempre attratto dalla semplicità dei luoghi e dei contesti di fusione culturale, propone alcuni significativi scatti relativi alla realtà delle comunità di nomadi e zingari che popolano le città italiane. I sei grandi lavori di Luca Campigotto sono dedicati ai notturni de Il Cairo: fotografie in bianco e nero che aprono la visione a minareti, piramidi e architetture egiziane. Le immagini di Giovanni Chiaramonte riguardano invece l’itinerario, attraverso il territorio lombardo, del fiume Olona, inteso come metafora della propria vita. Mario Cresci presenta i due tipi di ricerca che hanno segnato il suo percorso artistico: i lavori sulle avanguardie storiche e in particolare sul design, e l’indagine sugli aspetti etnografici e antropologici delle regioni del Mezzogiorno d’Italia. De Biasi presenterà una selezione di fotografie tratta dal reportage storico dedicato a Budapest del 1956. Le fotografie di Franco Fontana esprimono chiaramente la ricerca storica dell’artista sul colore, realizzata mediante un costante interesse per il paesaggio urbano, in particolar modo americano, e la composizione astratta. Mimmo Jodice presenta dieci scatti in bianco e nero che rivelano uno studio profondo e appassionato sulle impronte del passato, sul presente e sulle radici lontane della cultura mediterranea. Infine Marco Zanta con i suoi scatti percorre gli ambienti industriali, luoghi fatiscenti che diventano manifestazione nel silenzio dell’inoperosità .
Padova Aprile Fotografia 2009 si dimostra essere così una vetrina di singolare attualità del panorama fotografico contemporaneo, un quadro del tempo e delle complessità , tra cui, appunto, l’identità .
Forme dell’IdentitÃ
5ª edizione
4 aprile – 20 giugno 2009
Inaugurazione venerdì 3 aprile, dalle ore 17,00
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