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La data dell’undicesima edizione di PhotoShow si avvicina, attesa come ogni anno da professionisti e appassionati, curiosi e fotografi alle prime armi, che non vedono l’ora di immergersi in una tre giorni piena di novità e preziose rarità.
L’edizione PhotoShow 2010, ospitata alla Fiera di Roma dal 27 al 29 marzo, promette interessanti sorprese per tutti, con set e mostre fotografiche, workshop e seminari, le ultime novità del settore dell’imaging e delle nuove tecnologie digitali, ma anche una borsa dell’antiquariato fotografico ricca di rarità e curiosità dall’inizio del 900 agli anni ’70.
Se come recita la locandina di questa edizione ogni scatto merita una passione, con “Un gesto d’amore” in uno scatto saranno esposte in fiera le migliori immagini del concorso fotografico dedicato ai malati di sclerosi multipla, inoltre i visitatori che effettuano la preregistrazione online sul sito dell’evento avranno diritto all’ingresso in Fiera al costo di 1.00€ anziché 8.00€. Piccolo particolare che rende la cosa ancora più interesante.
Il popolare sito giapponese DC.watch.impress ha chiesto ai suoi lettori di votare le migliori fotocamere dell’anno.
A vincere, come si vede in copertina, è stata la Olympus E-P1 seguita da vicino da Canon 7D, Pentax K7 e Panasonic GF1. Da notare che nonostante l’apprezzamento del sistema micro quattro terzi le vendite non vanno meglio dei sistemi tradizionali. L’imputato principale secondo quasi tutti è il costo troppo elevato.
Nel reparto delle compatte a spuntarla di misura è la Canon S90 sulla Ricoh GR digital III. Bronzo per la Sigma DP2. Dopo il salto tutte le altre posizioni.
Calendario “Obiettivo Sahrawi” foto di Giulio Di Meo
Il calendario è stato realizzato con l’intento di raccogliere fondi per riattivare l’arena cinematografica e per completare il laboratorio di fotografia digitale; entrambi situati nel campo di El Ayoun. La realizzazione di questi due progetti rientra nell’ambito delle nuove forme di cooperazione che l’Arcs, negli ultimi anni, sta cercando di portare avanti con il popolo Sahrawi, promuovendo “progetti di formazione” rivolti soprattutto ai giovani e destinati alla conoscenza e alla crescita nei settori delle arti visuali e della musica. Dalla volontà di realizzare un luogo di aggregazione e di far conoscere una forma di arte visuale ignota alla gran parte dei Sahrawi che vivono nella regione di Tindouf, nel 2004 è nata l’idea progettuale di costruire, nella zona adiacente al centro culturale della Wilaya di El Ayoun, un’arena cinematografica rivolta a tutta la popolazione. L’arena, finanziata dall’Arci e dalla provincia di Roma, è stata realizzata nell’estate del 2005 ed è dedicata alla memoria di Tom Benetollo e Otello Urso. Il successo di questo “cinema nel deserto” è stato immediato: un grande schermo diventato la finestra sul mondo per centinaia di sahrawi, giovani e adulti. A seguito di violenti temporali e all’usura inevitabilmente prodotta dalle difficili condizioni ambientali, il muro che fungeva da schermo si è deteriorato in maniera definitiva e il progetto si è purtroppo interrotto. Vista l’importanza che riveste per la popolazione saharawi, l’Unione Circoli Cinematografici Arci ha deciso di destinare un contributo significativo per rimettere in piedi l’arena cinematografica. L’altro progetto, legato alla fotografia e denominato “Deserto Rosa”, è nato da una collaborazione tra il fotografo Giulio Di Meo e l’Arcs, ed è stato avviato nell’Aprile 2009. Questo progetto prevedeva non solo la fornitura dell’attrezzatura utile a realizzare un laboratorio di stampa all’interno del centro di cultura Olof Palme, nella wilaya di El Ayoun, ma anche un breve corso rivolto ad un gruppo di donne degli accampamenti. L’intento era duplice: quello di dare ad un gruppo di ragazze sahrawi uno strumento per raccontare e denunciare le difficili realtà di vita nei campi profughi e nello stesso tempo dare la possibilità agli abitanti della wilaya di stampare le foto formato-tessera necessarie per i loro documenti, evitando di percorrere chilometri di deserto. Nei villaggi non ci sono infatti studi fotografici e l’unica soluzione rimane quella di recarsi nella città più vicina (il tempo necessario può variare da una a tre ore). Ciò comporta costi tali (taxi, stampa delle foto) che anche una banale fotografia rappresenta un problema diventando quasi un miraggio irraggiungibile. I fondi raccolti con la vendita del calendario saranno utilizzati per il completamento dei due progetti. Questo è il nostro intento, questo è il nostro “Obiettivo Sahrawi”.
Programma
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’immagini la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. La quota di partecipazione è di 1.500 euro e comprende viaggio, vitto e alloggio, assicurazione e spostamenti interni e ogni altro costo riferito alla realizzazione del corso in loco (sono esclusi i materiali dei singoli partecipanti mentre sono compresi tutti i materiali di gruppo). Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.
Progetto “Deserto Rosaâ€
Una parte della quota sarà utilizzata per la seconda parte del progetto “Deserto Rosaâ€, con il completamento del laboratorio di fotografia digitale nella Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun.
Contenuti del Corso:
Lezioni Teoriche (2 lezioni di due ore):
o Introduzione al reportage; definizione e distinzione delle forme in cui si sviluppa il reportage, cenni di storia del reportage, sviluppo della fotografia documentaria in Europa e in USA;
o Il reportage del quotidiano, il “fattore umanoâ€, la fotografia di strada, il reportage delle piccole cose, il fotografo delle situazioni “normali†della gente “normaleâ€;
o Il comportamento del fotografo, il rispetto di chi si fotografa, il dialogo e la socializzazione con i soggetti, la spontaneità dei soggetti;
o La costruzione della storia, la soggettività sociale e politica, l’oggettività ;
Editing (4 lezioni di due ore):
• Sedute di critica e selezione.
Lezione Pratiche:
Uscite fotografiche giornaliere dalla mattina al tramonto.
Periodo: 26 Dicembre 2009- 03 Gennaio 2010
(date da confermare)
Vi è inoltre la possibilità di portare con noi memory card per rivedere a casa i risultati delle nostre prove.
Nei giorni successivi sarà possibile stampare presso Ottica Universitaria alcune foto senza alcun costo fino ad un massimo di 10-15 scatti ognuno.
Sono previsti infine gadget Canon.
E’ possibile scaricare l’invito su www.otticauniversitaria.it
Ti aspettiamo!
L’università di Stanford ha deciso di entrare nel mondo della fotografia con una piccola rivoluzione: una fotocamera open source.
L’idea è quello di realizzare una piattaforma in cui chiunque possa espandere le funzionalità semplicemente modificando il programma o scaricando aggiornamenti dalla rete come accade già oggi per sistemi come l’iPhone.
Attualmente stanno lavorando con un sistema che sfrutta linux, una scheda madre texas instruments, il modulo fotografico di un Nokia N95 ed obiettivi Canon.
L’obiettivo è arrivare ad utilizzare sensori simili a quelli delle reflex attuali e proporli ad un prezzo sotto i 1000$. A studenti e ricercatori queste fotocamere verranno vendute al prezzo di costo.
Imatronics ha annunciato il lancio della versione 3.0 di Panorama Express.
Il software consente, a chiunque, di creare, gestire e pubblicare tour virtuali. Gli utenti dell’applicazione devono solamente importare le proprie foto, sia standard sia panoramiche, ed il programma gestirà tutte le transizioni.
Il costo del software va, a seconda delle versioni, dai 200$ ai 1000$, ma è presente una versione demo scaricabile.
Athentech Imaging Inc. ha annunciato di aver portato il proprio software Perfectly Clear anche sulla piattaforma iPhone.
L’applicazione serve ad ottimizzare l’esposizione, l’accuratezza dei colori, la nitidezza e la profondità delle foto scattate con un solo click. Il programma è utilizzato anche in molte realtà come siti online, minilaboratori ed altro.
Per chi ritiene che le normali tracolle siano particolarmente scomode potrà trovare utile quest’idea d’oltralpe.
Si tratta di una tracolla che si veste come uno zaino e su cui si aggancia la vostra fotocamera sfruttando i passanti per le normali fibbie. Nel video si vede come il sistema si possa adattare a tutti e sia anche comodo da utilizzare. Il costo è di 30€.
Sigma potrebbe essere al lavoro sul Sigma 85 f/1.4 HSM?
Un obiettivo che potrebbe destare molto interesse già solo a partire dal nome. Tra i migliori obiettivi da 85mm il Canon f/1,2 è sicuramente uno dei migliori, ma con un costo che per molti è proibitivo.
Riuscirà Sigma a tirare fuori qualcosa con un rapporto prezzo/prestazioni in grado di far venire l’acqua alla gola a chi sta per prendere un f/1,8? Speriamo di scoprirlo presto.