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Articoli marcati con tag ‘detto’

workshop con il DIR. ARTISTICO CCI Firenze 17 aprile BACKSTAGE

domenica, 1 maggio 2011
listen it it workshop con il DIR. ARTISTICO CCI Firenze 17 aprile BACKSTAGE

Amici, come sapete lo scorso 17 aprile si è tenuto un WORKSHOP CCI a Firenze (qui) con la docenza del sottoscritto e con grande piacere e soddisfazione personale l’evento ha riscosso un tale successo da risultare sold out e anzi mi spiace per quanti si sono fatti avanti tardivamente e si sono visti esclusi dalla cosa..ma come già detto loro.. seguirà quanto prima il bis! 3d6d6 wink workshop con il DIR. ARTISTICO CCI Firenze 17 aprile BACKSTAGE

In questo topic mi farà piacere condividere con tutta la community alcune immagini di backstage realizzate dal sottoscritto e dagli altri, ma prima ci tengo a ringraziare tutti i corsisti che ci hanno onorato della loro fiducia e tutto lo staff che ha fatto sì che l’evento avesse luogo nel migliore dei modi:

Docente GIANCLAUDIO ROMANO CCI ART DIRECTOR (www.fotograficamenteonline.it)
Co docente CLAUDIO CANNETI – Godhammer (http://ccanneti.blogspot.com/): una risorsa impagabile per tutti con la sua disponibilità a dispensare saperi e consigli!
Location STUDIO CLAMP di ANDREA GRANDONI (www.studioclamp.it) uno studio alle porte di Firenze dalle dimensioni generose e dalla funzionalità impeccabile, il che è solo l’inizio…vista l’insostituibilità del supporto che Andrea ha saputo darci..a cominciare dall’organizzare un pranzo in convenzione in una gustosissima trattoria del luogo…e scusate se è poco! 3d6d6 wink workshop con il DIR. ARTISTICO CCI Firenze 17 aprile BACKSTAGE
MakeUpArtis IRENE DI BIAGIO (iredib2005@libero.it) di cui non è facile capire se sia maggiore la competenza o la simpatia… 3d6d6 wink workshop con il DIR. ARTISTICO CCI Firenze 17 aprile BACKSTAGE
Special Guest Model: NINA RED GIRL (http://www.ninaredgirl.com) bellezza e professionalità coniugate alla capacità di mettere a proprio agio anche il fotografo piu neofita!
Home Model: NINA SEVER (http://flavors.me/ninasever ) professionista di altissimo livello capace di coniugare fascino e semplicità

>>>se vuoi promuovere il tuo studio, hotel, locale, resort, ecc ospitando un CCI AD Workshop scrivi una mail a gianclaudio.romano@canonclubitalia.com e scopri i vantaggi di una partnership<<<

ecco a voi qualche immagine di questa bella giornata trascorsa tra allegria, didattica, briosa compagnia e bei “quadri” all’interno dei quali si è cercato di mettere ognuno nella condizione di sviluppare immagini proprie anziche limitarsi a “riprodurre” la scena allestita dal master come spesso invece avviene. La nostra idea infatti è che un Workshop sia un momento di formazione e confronto e non solo un’occasione “facilitata” per fare belle immagini preconfezionate: ci fa piacere che i corsisti escano con delle belle immagini, ma ci inorgoglisce che i corsisti escano con delle capacità in più!

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http://www.canonclubitalia.com/public/forum/index.php?act=attach&type=post&id=272856

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http://www.canonclubitalia.com/public/forum/index.php?act=attach&type=post&id=272858

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http://www.canonclubitalia.com/public/forum/index.php?act=attach&type=post&id=272859

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http://www.canonclubitalia.com/public/forum/index.php?act=attach&type=post&id=272863

adesso a voi! e ci vediamo al prossimo CCI AD WS!
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I miei amici Pigmei non sono su Facebook -di Raffaella Milandri ©

lunedì, 11 aprile 2011
listen it it I miei amici Pigmei non sono su Facebook       di Raffaella Milandri ©

I popoli indigeni non sono un argomento di attualità.Sono anacronistici.
Non vivono all’insegna del consumismo, sono immuni al “Progresso”,
non producono rifiuti tossici, non risentono del caro-benzina.
Non emigrano: sono, appunto, indigeni, e quindi legati alle loro terre ancestrali da sempre.
Pur se oggetti di soprusi inimmaginabili, non chiedono visti e permessi di soggiorno in altri Paesi.
I miei amici Pigmei non sono su Facebook: non sanno nemmeno cosa è un computer.

Ben 300 milioni di persone nel mondo appartengono a popoli indigeni:
Pigmei, Boscimani, Adivasi, Aborigeni australiani, Indios, Maori, Indiani d’America.
E tanti altri popoli dai nomi semi-sconosciuti, che insieme alle loro culture, tradizioni, linguaggi,
sono un patrimonio unico per la storia dell’Umanità.
Come dinosauri umani, molte etnie sono a rischio di estinzione. Senza tutela e protezione.
Anzi, sono oggetto di attacchi mirati nel nome del vangelo Denaro; un vangelo che predica la legge del più forte, in terre dimenticate fino a quando si scoprono risorse preziose e intoccate: petrolio, foreste, diamanti, oro. E’ incredibile come in tutti gli ultimi paradisi terrestri arrivati ai giorni nostri
coesistano risorse naturali e popoli indigeni.
Eppure lo stile di vita dei popoli indigeni, a contatto con la natura, ha fatto sì che, nelle loro terre, non si siano estinti come altrove animali e piante. Guardiani della natura. Ambientalisti , ecologisti perfetti. Poichè sempre vale il detto “homo homini lupus” sono proprio altri uomini che distruggono e mettono in pericolo l’esistenza di queste razze umane, di queste etnie. E molti popoli indigeni sono a rischio di estinzione.

In alcuni Paesi, come in Camerun, i popoli indigeni come i Pigmei non sono nemmeno censiti: sono esseri umani che non esistono. Privati delle loro terre, dei diritti umani più elementari, della propria dignità e spirito semplice e libero. Non esiste paese dove non vi sia discriminazione. Le leggi internazionali adeguate non esistono o, come nel caso del Forest Right Act in India, sono fatte per essere violate. Il diritto alla propria terra, alla propria religione, alla propria lingua , al proprio nome
e alla propria esistenza è stato violato prima ed è violato ORA. ” I nostri nomi originali sono stati cambiati, storpiati e poi cancellati nell’ultimo secolo. Ed ora stiamo lottando per ricomprare la nostra stessa terra, a prezzi salatissimi” mi racconta Marie della tribù dei Salish, negli Stati Uniti.

Non esiste altro posto dove i popoli indigeni vogliano nascere, vivere e morire: la terra dei padri.
“Datemi un carro, un asino: voglio tornare a casa” dice una donna boscimane durante una mia intervista in Botswana. Non desidera altro: deportata dal deserto, strappata da ” casa”, a causa del ritrovamento di un ricco giacimento di diamanti, non vuole soldi o una casa o un lavoro: vuole tornare a casa.

“La nostra vita è molto peggiore di quella dei nostri padri. Fuori dalla foresta non sappiamo come vivere. Siamo vittime di soprusi e violenze” mi dice una donna pigmea in Camerun.

“Dopo averci arrestato e torturato, ci hanno detto : adesso toglietevi di mezzo o spariamo su tutti.”
racconta un adivasi dell’Orissa, dove è in atto una lotta spietata di una multinazionale per un ricco giacimento di bauxite, che causa deportazioni di interi villaggi (in campi di “riabilitazione”, come li chiamano) nonchè un terribile inquinamento dalle conseguenze mortali su flora, fauna e esseri umani.

Le testimonianze che raccolgo sono un pesante fardello che porto con me, per condividerlo sotto forma di foto e filmati -in preziosa lingua originale- in conferenze-reportage che sono un appello umanitario ed un importante documento. Perchè vado in Paesi lontani, a rimestare nel fango, a testa bassa? Per poter girare a testa alta in nome di un allarme da lanciare. “Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , contenuto in un appello che ho diffuso su sua esplicita richiesta.All’interno dIMG 1619low+ 200x300 I miei amici Pigmei non sono su Facebook       di Raffaella Milandri © ella conferenza-reportage “Scomode Verità” , itinerante in diverse città italiane.

Oggi si è tutti adirati e pronti a far la voce grossa per ripulire la propria fetta di mondo. Ma globalizzazione, attenzione, vuol dire che la nostra fetta di mondo non è più limitata al quartiere, alla città, al Paese. Ciò che accade in Giappone arriva a toccarci in un attimo. I mercati finanziari sono soggetti all’effetto domino immediato. Il mondo è di tutti.
La cultura dei popoli indigeni è un tesoro che appartiene a tutti e va salvaguardato prima che scompaia. Dice Gyani, donna della tribù dei Kusunda in Nepal: “sono l’ultima rimasta, dopo di me nessuno parlerà più la mia lingua.”

Fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, Raffaella Milandri, nei suoi viaggi in solitaria, si dedica alla fotografia intesa come strumento di sensibilizzazione, denuncia e comunicazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali . Con particolare attenzione ai popoli indigeni. Dice la fotografa : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”
Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e di denuncia attraverso foto, filmati e interviste . Attraverso mezzi di comunicazione e social network lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Organizzazioni internazionali, Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui Sonia Gandhi e il Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici.

CRASH TAYLOR – The Imperial Workshop

martedì, 25 gennaio 2011
listen it it CRASH TAYLOR   The Imperial Workshop

Ciao Ragazzi!!
Mi sento in dovere di segnalare un evento senza precedenti per fotografi professionisti ma anche e soprattutto per chi si è stantacato di fare i matrimoni gratis agli amici!! 61f05 laugh CRASH TAYLOR   The Imperial Workshop

Ad ogni modo sarà una spettacolare esperienza fotografica ricca di emozioni in una delle più sensazionali città del pianeta, ROMA!

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PANORAMICA SUL WORKSHOP
..vedrete il talentuoso Crash in azione e capirete come sfruttare location, luci e attrezzatura per realizzare scatti sorprendenti.
Imparerete a comunicare, interagire e carpire emozioni genuine dalle vostre immagini.
Scoprirete i segreti delle tecniche di scatto e post-produzione di Crash per creare album artistici di altissimo livello.
Capirete l’importanza di trovare uno stile unico e sviluppare pratiche strategie commerciali per ottenere il Massimo profitto dalla vostra attività di fotografi.
Applicherete le nuove capacità acquisite in location storiche e nei quartieri antichi e moderni della città, con l’aiuto di 12 straordinari modelli italiani, che vi
accompagneranno in gruppi organizzati per 4 giorni, in cui sarete seguiti personalmente da Crash e dal team di JayStudio.
Il Gran Finale rappresenterà un’opportunità unica per scattare altre foto da inserire nel proprio PORTFOLIO, con modelli di alto livello e una location di
matrimoni tra le più ricercate di tutta Italia, il noto Castello Odescalchi, uno scenario in cui personaggi celebri del calibro di Tom Cruise e Jessica Parker hanno detto il loro Sì.
Link ufficiale del Castello Odescalchi: http://www.odescalchi.it/

22150 w1 CRASH TAYLOR   The Imperial Workshop

SEDE PRINCIPALE DEL WORKSHOP
Le lezioni si terranno nella sala conferenze dell’Hotel NAPOLEON (cat. 4 stelle) di Roma. Il sito della struttura è http://www.napoleon.it/.

OBIETTIVI DEL WORKSHOP
Questo workshop è concepito per i fotografi professionisti o per i veri appassionati del settore che intendono entrare a far parte del mercato della fotografia di
matrimonio di alto livello, acquisendo le competenze che solo i migliori fotografi di fama mondiale possono fornire e portando a casa un ampio portfolio di immagini
da inserire nel proprio sito Web per aggiornarlo e renderlo più appetibile ai clienti.

Per richiedere ulteriori info sul workshop e per ricevere la brochure in PDF, inviateci una e-mail all’indirizzo info@j-studio.it

Affrettatevi! Il numero massimo di partecipanti è limitato!

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Il mio sito

giovedì, 13 gennaio 2011
listen it it Il mio sito

Ho da poco messo on-line il sito con i miei scatti, se vi va di visitarlo e di lasciare critiche e commenti ne sarei molto felice! 5443c biggrin Il mio sito
Per quanto riguarda la fotografia mi ritengo alle prime armi, mi sono fatto il sito perchè mi piace creare siti web, quindi mi sono detto perchè non farne un altro per tenere ordinate le mie foto? 5443c tongue Il mio sito

Ecco il link: SimoShot.com

5443c rolleyes Il mio sito 5443c rolleyes Il mio sito 5443c rolleyes Il mio sito

 Il mio sito

 Il mio sito

 Il mio sito

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Utilizzo luce di rimbalzo su flash EX

lunedì, 10 gennaio 2011
listen it it Utilizzo luce di rimbalzo su flash EX

Vorrei condividere un mio cruccio con chi è più esperto di me.
Premessa:
fotografo da circa 20 anni, ho all’attivo circa 50 matrimoni nei quali ovviamente ho imparato a gestire la luce flash.
Per la luce flash, anche con l’avvento del digitale e delle nuove tecnologie, ho continuato ad operare come in passato visto i soddisfacenti risultati raggiunti.
Ho sempre quindi utilizzato i flash a torcia Metz (45 CT1 e 60 CT4) rigorosamente in automatico (senza adattatore SCA).
Da un po’ non li utilizzo e il dryfit (batteria ricaricabile) non tiene più la carica e inoltre la comodità dell’E-TTL nella tecnica fill-in mi ha ‘spinto’ verso i flash EX.
Detto questo, posseggo un 430EX che a questo punto, oltre al fill-in in esterni, lo utilizzerei anche all’interno.
Ed ecco il cruccio sull’utilizzo con la luce di rimbalzo, che quasi sempre uso in interni.
Per ottenere una corretta esposizione devo utilizzare la macchina in <P>, e quindi affidarmi al tempo/diaframma che sceglie lei.
Io invece (come ho sempre fatto) voglio usare la macchina in <M> per dedicere le mie impostazioni e le immagini risultano sempre sottoesposte.
Come se la macchina comunicasse al flash le coordinate per un lampo diretto mentre invece il flash è impostato per un rimbalzo.
Il manuale del 430EX infatti dice che per il flash in rimbalzo occorre utilizzare la macchina in <P>.
Cosa significa ??
Scusate, magari mi scappa qualcosa, ma come utilizzare il flash di rimbalzo con tempi e diaframmi che voglio ????
Vi ringrazio anticipatamente per i vs consigli.
Pierluigi.

 Utilizzo luce di rimbalzo su flash EX

 Utilizzo luce di rimbalzo su flash EX

 Utilizzo luce di rimbalzo su flash EX

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Riprendere dei mobili

domenica, 9 gennaio 2011
listen it it Riprendere dei mobili

Il falegname che mi ha fatto dei lavori in casa deve aggiorare il proprio sito e ha bisogno di qualche scatto che ha chiesto a me di fare.
Chiarendo di principio che nessun risultato è assicurato e che sono in difficoltà con le luci (ho solo un flash) ho accettato per puro divertimento personale.
A quanto mi ha detto un paio di lampade le ha lui (non ho idea di che roba si tratta, immagino luci da cantiere).
Ora sto provando in casa e, come già immaginavo, il problema sono proprio le luci, ovvero come illuminare decentemente un manufatto di grandi dimensioni.
Con quel poco che ho a disposizione, ovvero un flash sicuro e una o due lampade, come mi consigliate di muovermi?

 Riprendere dei mobili

 Riprendere dei mobili

 Riprendere dei mobili

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Un consiglio spassionato, Tamron 17-50 vc o canon 15-85

lunedì, 3 gennaio 2011
listen it it Un consiglio spassionato, Tamron 17 50 vc o canon 15 85

vi ringrazio in anticipo per le risposte, ho una 50d, con vicino adesso un tamron 17-50 liscio, e devo dire che non è male, e visto che mi capitano spesso foto di sera mi trovo bene con f2.8 a tutte le focali, detto questo, ho un grande dubbio, propio per le foto che faccio a volte mi avvicino troppo ai tempi limite di scatto e mi vengono delle foto mosse, per questo vorrei cambiare ottica e prenderne una stabilizzata, il meglio sarebbe il canon 17-55 ma costa troppo, e le uniche alternative a mio modo di vedere sono il tamron vc che su internet su questo obiettivo, se ne leggono di cotte e di crude, con pareri discordanti, oppure il canon 15-85 che ho avuto già e che mi è piaciuto per quel 15mm, lo stabilizzatore, e l’incredibile nitidezza, però di negativo è che è un pò buio, secondo voi quale dovrei prendere?? a me servirebbe una buona nitidezza, il tamron vale o è troppo morbido, o meglio scegliere il canon e andare sul sicuro anche se meno luminoso???

 Un consiglio spassionato, Tamron 17 50 vc o canon 15 85

 Un consiglio spassionato, Tamron 17 50 vc o canon 15 85

 Un consiglio spassionato, Tamron 17 50 vc o canon 15 85

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Imac al ritorno dallo "stop" si blocca…

venerdì, 31 dicembre 2010
listen it it Imac al ritorno dallo "stop" si blocca...

Chiedo gentilmente un consiglio…

Per natale mi è stato regalato un Imac 21,5 pollici 3,06 gh, 500 MB, processore i3… ovviamente nuovo, e comprato da Mediaworld.

Il compiuter ha quindi 5 giorni di vita, ma solo da 3 lo utilizzo.
Fin da subito però, al ritorno dallo “stop” si blocca!
Ma come? Me lo hanno venduto dicendo “vai tranquillo questi non si bloccano mai!”…e in 3 giorni non ha fatto altro che bloccarsi!

Non è stato installato nulla, nemmeno ho creato una cartella.
Però dopo lo “stop”, o al ritorno dal risparmio energetico, sulle pagine aperte compare “l’arcobaleno” del caricamento…che carica ad oltranza, e che mi impedisce qualsiasi operazione, costringendomi a spegnere dal pulsante posteriore e riavviare.

E’ capitato anche che la tastiera wirless perdesse la connessione, stampandomi sullo schermo la classica lettera che si ripete (es pppppppppppppppppppp… e mentre scrivo ora è capitato).
Altre volte è capitato pure che il classico “bip” lo ripetesse fastidiosamente più e più volte.

Ora è probabile che sia colpa della mia grande inesperienza in campo MAC…
All’inizio mettevo in stop sfiorando il tasto posteriore di spegnimento, e mi sembra di aver capito che non va fatto…anche se tutto ciò non giustifica i malfunzionamenti.

Ora ho avvisato mediaworld, e per telefono mi hanno detto di passare da loro domani, che vogliono fare un ripristino o un aggiornamento, alche son rimasto un pò deluso…
Ma io per legge, entro 8 giorni non posso farmelo sostituire con uno nuovo”???

Il Mac è nuovo, nuovissimo, com’è possibile fare un ripristino, o un aggiornamento, in più dicono che potrebbero impiegarci parecchie ore, o giorni!
Ma a mè il computer serve!
Devo fare voce grossa?

Grazie, accetto qualsiasi consiglio.

 Imac al ritorno dallo "stop" si blocca...

 Imac al ritorno dallo "stop" si blocca...

 Imac al ritorno dallo "stop" si blocca...

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Stampanti fotografiche a sublimazione

mercoledì, 29 dicembre 2010
listen it it Stampanti fotografiche a sublimazione

Ciao a tutti,
lo so che suona come un’eresia, ma oggi facendo un giro da mediaworld per una batteria per cellulare, mi sono trovato daanti agli occhi delle stampanti a sublimazione…..in passato le avevo uardate con curiosità per le loro ridotte dimensioni ma le avevo sempre “snobbate” in quanto pensavo non facessero al caso mio…..però stavolta ho iniziato a are alcune considerazioni.
Stampo sempre tramie i servizi on-line, ma siccome l’operazione non è proprio immediata (bisogna uploadare tutte le foto che si desidera stampare, aspettare di avere un numero di fotografie considerevole per ammortizzare le spese di spedizione, ecc.), e mettendoci dentro anche che la fotografia è un hobby che coltivo nei momenti che il lavoro e tutto il resto mi lasciano liberi, mi accorgo che spesso attendo mesi prima di mandare in stampa le foto.
Quindi mi chiedevo….non pretendendo qualità eccelsa e per foto in formato 10×15 da mettere in qualche cornice sparsa qua e là in giro oer casa o sotto al vetro del tavolino da salotto come elemento d’arredo, non potrebbe andare bene una stampante a sublimazione???
Almeno quando devo stampare solo qualche foto senza pretese non aspetterei di averne altre 50 o 100 prima di manarle in stampa ma le stamperei subito. Poi ovvio che se voglio stampe di qualità eccelsa stampo via internet o vado da un fotografo (anche se da questi ultimi cerco di non andare primo perchè ormai offrono qualità scadente e poi perchè sono cari rabbiosi).
Immagino già che il problema di queste stampanti sia il costo medio di stampa unitario, ma per lo stesso motivo, come ho già detto, la utilizzerei solo per poche stampe veloci e senza pretese, quindi l’aspetto costo di stampa unitario non mi interessa granchè.

Ho visto una Canon Selphy CP800 e una CP780 (rispettivamente a 90 e 75 euro) che mi sembrano identiche per operatività e diverse solamente esteticamente, e una Canon Selphy ES-40 (a 145 euro).

Che dite? E’ un’idea così malsana?
Qualcuno che ha avuto modo di provarle o di vederle all’opera mi da info e consigli?
Grazie anticipatamente a tutti.

 Stampanti fotografiche a sublimazione

 Stampanti fotografiche a sublimazione

 Stampanti fotografiche a sublimazione

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Arrivato Nuovo Canon 15-85 IS USM

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it Arrivato Nuovo Canon 15 85 IS USM

Colgo l’occasione di condividere con voi l’entusiasmo per la nuova lente.
Era da tempo che puntavo il 15-85 IS. Ne avevo sentito parlare molto bene ma come si sa per arrivare a fare certi acquisti, occorre sacrificio e moooolta pazienza.

Ovviamente il nuovo 15-85 IS sostituisce il vecchio 17-85 IS di cui non posso che parlarne assolutamente bene. Ho più volte detto come due esemplari di 24-105 L che ho posseduto le prendessero forte in testa dal mio vecchio e buon 17-85 IS. Con questo si evince quante soddisfazioni mi può aver dato questo obiettivo la cui unica e grave pecca resta la forte e facile aberrazione cromatica, ma per me che scatto solo in Raw non è un problema.
Il 17-85 IS ha sempre prodotto foto assolutamente nitide, con una certa distorsione a 17mm e con una ottima resistenza al flare (anche qui la vinceva alla grande contro i 24-105 L che avevo) considrato che è una lente che costa circa 400 euro.

Ma come si sa, per appassionati, il sex appeal di una nuova lente non si fa attendere a lungo. Soprattutto passando per qualche megastore e avendo la possibilità di fare qualche prova.
La sensazione di robustezza della lente è immediata. Il 17-85 IS si presenta più plasticoso e con una netta inferiore sensazione di solidità. L’allungamento spontaneo dello zoom con la macchina rivolta verso il basso era una cosa che mi infastidiva parecchio perchè mi dava la sensazione che prima o poi si sarebbe scassato o allentato. Questo 15-85 è assai compatto, robusto, solido…la butto lì…”professionale”. Non ha giochi, è tutto perfetto e lo zoom non ha la possibilità di andarsene per fatti suoi perchè ha una resistenza e una durezza molto superiore. Col 17-85 IS se tornavi di colpo indietro con lo zoom a 17mm, si udiva un colpo secco del barilotto che sbatteva sulla parte retrostante. Così da 17mm a 85mm. La lente sbatteva se si era un attimo più “cruenti” nello zoomare. Nel 15-85 IS questo non accade uno perchè c’è bisogno di maggiore forza per zoomare e poi perchè la costruzione interna del barilotto che contiene il movimento dello zoom sembra in qualche modo ammortizzato o accompagnato alla fine e all’inizio dello zoom da guarnizioni che non permettono alla lente di sbattere a fine corsa se uno è un pò più “violento” nel movimento dello zoom. Spero di essermi spiegato bene.

L’IS è pazzesco. Sul 17-85 IS faceva già un lavoro egregio. Sul 15-85 IS scatto con tempi di 1/8 e la foto è perfetta. Sul 17-85 l’IS che entra in funzione lo senti con quel classico “friggere” che si ode dall’interno dell’obiettivo. Sul 15-85 IS non senti nulla. L’Autofocus sempre perfetto, velocissimo e silenzioso come il 17-85 IS.

Quello che stupisce però a mio avviso è la nitidezza. Impressionante. Il 17-85 IS perdeva molto ai bordi e negli angoli.
Questo obiettivo è davvero “tagliente”, le foto sono molto incise sia a 15mm che ad 85mm.
Resistenza al Flare non posso ancora dire nulla perchè devo uscire alla luce del sole così come eventuale aberrazione cromatica.

Per ora sembra promettere molto bene. La costruzione della lente secondo me è professionale.
Ho avuto tra le mani il 17-55 f/2,8 e mi permetto di dire che questo 15-85 IS si ponne una spanna sopra.
I feedback trovati in rete confermano la bontà di questa lente acquistata nuova in Italia alla modica cifra di € 599,00 spedito.

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