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Articoli marcati con tag ‘diventa’

CANON 500D NON REGISTRA FOTO/VIDEO SU MEMORY CARD

domenica, 28 novembre 2010
listen it it CANON 500D NON REGISTRA FOTO/VIDEO SU MEMORY CARD

Ciao a tutti!
La mia Canon Eos 500D mi permette di scattare foto ma dopo lo scatto la fotocamera è occupata nella registrazione per un tempo illimitato (si accende la luce rossa e lampeggia il numero di foto rimanenti) fino a che non la spengo. Dopo averla spenta e riaccesa la foto non risulta salvata sulla Memory Card. Inoltre durante il Live View e dopo la registrazione di un video lo schermo diventa bianco a righe nere e il video non si registra sulla Memory esattamente come le fotografie.
Sapete dirmi perchè succede questo?
La reflex non ha mai subito urti ma questo problema si è verificato all’improvviso mentre registravo un video.
Vi ringrazio in anticipo fc9e0 happy CANON 500D NON REGISTRA FOTO/VIDEO SU MEMORY CARD

Fonte Google News

Canon 5D mkII e 7D… nello sport

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Visto che nel forum se ne dibatte parecchio, visto che ho avuto sia 5DII che 7D e considerato che le ho utilizzate parecchio per foto sportive… apro questo topic per riportare le mie impressioni di uso pratico della due macchine

Premesso che la fotografia “action” ha davvero molte sfaccettature, parlerò degli sport in cui ho esperienza, cercando di fare qualche analogia…

Cominciamo dal modulo AF…
…vediamo com’è fatto:
- la 5DII ha il punto centrale a croce (legge sia le linee verticali che orizzontali) ed ha gli 8 laterali che leggono le sole linee verticali. L’unico punto “assistito” è il centrale che ha intorno 6 punti (invisibili) che leggono le sole linee verticali.

- la 7D ha 19 punti, tutti a croce e si può scegliere per qualsiasi punto di farlo lavorare da solo o con l’assistenza dei punti circostanti. Inoltre ha la possibilità d’impostare diverse variabili come la sensibilità dell’inseguimento e la priorità alla velocità o al fuoco.

…e a che serve nella foto d’azione:
anche nella fotografia d’azione la composizione dell’immagine è un elemento essenziale per uno scatto ben riuscito e a differenza di generi fotografici più “statici” come paesaggi, ritratti o still life, è davvero raro che si possa mettere a fuoco e poi ricomporre. Per cui le opzioni sono due… fuocheggiare a mano o sfruttare i diversi punti dell’AF in modalità “AI Servo”

Fuoco a mano:
Quando un soggetto ha una traiettoria prevedibile o comunque obbligata si usa la tecnica del pre-fuoco, cioè si mette a fuoco il punto in cui passerà il soggetto e si scatterà nel momento esatto in cui il soggetto passerà in quel punto… per avere un margine d’errore potremo impostare un diaframma più chiuso per controllare la PDC oppure utilizzare lenti corte che garantiscono molta PDC anche a diaframmi aperti…
In questa condizione la 5DII va alla grande e dona alle immagini tutta la qualità di cui è capace… con una considerazione: la PDC del FF è di uno stop in meno e quindi , per avere la stessa PDC (a parità di scena inquadrata) se con l’APS-C fossimo ad f/4 e 1/1000 di sec., con il FF dovremo essere ad f/5,6 ed 1/500 di sec.; il che potrebbe risultare in un tempo troppo lento per congelare l’azione. In tal caso dovremmo alzare gli ISO del FF di uno stop, perdendo parte del suo vantaggio sul rumore.

Ecco un paio di esempi di fuoco a mano:
In questo primo esempio una focale corta, 15mm ad f/8, ha permesso di avere una grande PDC

c4045 MX2 Canon 5D mkII e 7D... nello sport

In questo secondo esempio, l’utilizzo dei flash risolve il probelema di un eventuale tempo troppo lento

c4045 MTB 1 Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Utilizzo dell’Auto Focus (in modalità AI Servo):
in altre situazioni l’utilizzo del fuoco manuale è, almeno per i comuni mortali, impossibile e ci si deve affidare all’AF. Quindi decideremo, ai fini della composizione, la posizione che il nostro sogetto dovrà avere nel fotogramma ed imposteremo il punto Af più adatto… Quì la 5D inizia a mostrare concretamente tutti i suoi limiti perchè i punti esterni sono poco lontani dal centro (problema per la composizione), usano solo le linee verticali (quindi molto meno precisi, in particolare su superfici uniformi o lisce), non sono assistiti dai punti contigui (il nostro soggetto non sempre si muoverà in modo prevedibile) e non possiamo regolare la sensibilità dell’inseguimento (che fine fa la messa a fuoco se s’interpone un altro elemento, anche solo per un attimo, tra noi ed il soggetto?)… LA 7D, dal canto suo, ha una risposta a tutte queste esigenze… a patto di impostarla nel modo giusto c4045 wink Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Partiamo dal punto AF… negli scatti quì sotto vediamo come si comportano le due macchine in un panning (ci muoviamo con il soggetto e scattiamo al momento opportuno):

Con la 7D inquadreremo il nostro soggetto nel punto di riferimento (rosso) e saremo anche tranquilli che se si dovesse inclinare in modo non previsto, avremmo gli altri punti ad assisterci

AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
c4045 MX1 7D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Nel caso della 5DII, invece avremo un solo punto (non a croce) e per evitare di tagliare l’ombra del rider, saremo costretti a fuocheggiare su un area molto difficile come il portatarga o la forcella, il che potrebbe mettere in crisi l’AF e darci una lettura errata (fuori fuoco) o peggio perdere il fuoco (AF hunting) e quindi anche la possibilità di scattare… scatto perso!! Inoltre, l’area in questione è anche su di un piano più lontano dal busto ed il casco, il che ci obbligherà a chiudere di più il diaframma per avere maggior PDC ed il tempo, di conseguenza, sarà più lento… bene per un panning, meno bene se volessimo congelare l’azione.

AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
c4045 MX1 5D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Passiamo alla regolazione della regolazione della sensibilità dell’inseguimento che è molto utile nelle situazioni in cui qualcosa (un giocatore diverso dal nostro soggetto, un palo, del fango o altro) s’interpone tra noi ed il nostro soggetto.

In questo scatto d’esempio le gocce avvolgono il soggetto ed un AF settato in modo standard potrebbe mettere a fuoco sull’acqua invece che sul soggetto (o peggio perdere il fuoco) facendoci, anche in questo caso, perdere lo scatto.
In questo particolare esempio, visto che le gocce sono abbastanza vicine al rider, un rimedio semplice potrebbe essere quello di aumentare la PDC chiudendo il diaframma, con le conseguenze già descritte e la perdita di parte della sfocatura dello sfondo. Ma se l’ostacolo fosse più grande o vicino, non potremmo fare molto… In queste circostanze l’AF della 7D ci viene decisamente in contro e ci permette di regolare la sensibilità dell’inseguimento (per non perdere il fuoco) e la priorità allo scatto vs l’aggancio della messa a fuoco (per scattare anche con una MAF non perfetta, ma scattare e portare a casa la foto comunque)

AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
c4045 Wake3 7D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

ed ecco la stessa immagine con la 5DII… il puto cade in un’area molto difficile ed il mantenimento della MAF diventa più che altro una questione di fortuna.

AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
525b2 Wake3 5D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Ecco un altro esempio dove l’atleta ha alzato la tavola e quindi assunto una posizione più raccolta del previsto…

Con la 5DII il rider sarebbe uscito dalla zona coperta dall’AF ed avremmo messo a fuoco lo sfondo o peggio non avremmo potuto scattare per la perdita totale del fuoco

AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
525b2 Wake1 5D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Al contrario, con la 7D riusciremmo a mantenere la messa a fuoco e la composizione che avevamo progettato

AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
525b2 Wake1 7D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Per ora abbiamo parlato solo di messa a fuoco ma, anche nel caso di messa a fuoco a mano, la 5DII potrebbe darci del filo da torcere anche nalla situazioni in cui serve velocità di scatto o raffica…

Velocità di scatto… la 5DII ha un tempo di oscuramento del mirino al momento dello scatto di circa 150ms. In questo lasso di tempo noi non vediamo nulla e, se ci aggiungiamo che stamo seguendo il nostro soggetto con un solo punto AF (senza assistenza dei laterali), potremmo perdere il controllo della scena inquadrata.
La 7D ha un buio di circa 100ms e l’assistenza dei punti contigui il che ci permette di avere maggior controllo sullo svolgersi dell’azione.

La raffica… i 4 fps scarsi della 5DII sono un po’ pochini per registrare una sequenza o trovare l’attimo perfetto in cui il gesto atletico è all’apice. Poter contare su 8fps, ci da la possibilità di catturare il momento migliore o sequenze come questa…

525b2 Sequence Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Per concludere… la 5DII, se conosciuta a fondo e se ci si adatta ai suoi limiti, permette di spaziare anche nel campo della fotografia d’azione ma non pùo essere lo stumento primario per un fotografo che annovera questo genere tra i suoi preferiti.

Lunghetta eh?? …spero almeno possa essere utile a qualcuno c4045 wink Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Fonte Google News

Canon 18-55 II è da buttare senza pensarci?

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Canon 18 55 II è da buttare senza pensarci?

Ciao a tutti, sono nuovo del forum e colgo l’occasione per ri-presentarmi.
Mi chiamo Franco e nella vita mi occupo di internet (sono socio di una web agency).

Da poco ho coronato il mio sogno di comprare una macchina fotografica reflex, ovviamente entry level, per capire se questa mia “voglia” può diventare effettivamente una passione.

La mia macchina è una Canon EOS 500D, comprata in kit con un EF-S 18-55 II (non IS).
Mi sono informato un po’ negli altri topic del forum e ho notato che non si parla per niente bene di questo obiettivo.

Quello che vorrei sapere, è se questo obiettivo sia un freno a mano tirato oppure se sia semplicemente una cilindrata bassa. Mi spiego: imparare a fotografare con questo obiettivo ha senso, oppure ha più senso passare direttamente alla versione stabilizzata (che ho letto essere decisamente migilore in tutto) già dall’inizio?

Ho escluso una focale fissa perché il mio budget mi permette di acquistare il meno possibile, vorrei qualcosa di versatile almeno per i primi mesi.

Inoltre scatta un altra domanda: ho visto in giro per la rete dei tutorial su come costruirsi un tilt-shift (che mi ha da subito appassionato). Il mio attuale 18-55 può essere usato per costruirlo?

Fonte Google News

Regolazione fine AF 50D

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Regolazione fine AF 50D

Salve a tutti,visto che da poco sono diventato un felice possessore di una splendida 50d volevo approfittare della micro regolazione AF per “affilare” ulteriormente il mio tamron 28-75.

Allora,mi sono già procurato la focus-chart e l’ ho posiziona in linea e a 45° rispetto al mio obiettivo,a questo punto però a che distanza devo posizionare la macchina??
O trovato una descrizione sul web che parla del doppio della distanza minima di messa a fuoco (33cmx2 nel mio caso) e un’altra che dice di moltiplicare per 50 la distanza focale sulla quale si vuole fare la taratura,ne caso di 75mm sarebbe 3,7m.

visto che le due distanze variano (e di parecchio) qualcuno sa dirmi quale delle due è più corretta?

Grazie a tutti

Fonte Google News

tubi macro

domenica, 28 novembre 2010
listen it it tubi macro

Salve,
gironzolando stamane mi è preso voglia di fare fotografie alla rugiada ecc.
Avevo dietro un paio di obiettivi 50mm e 100m, su una 450D.
Purtroppo non sono lenti da close up e ho ripensato a prendere qualche tubo macro, anche solo per diminuire un pò la distanza di messa a fuoco, senza pretendere un 1:1 e una nitidezza eccelsa.
Questo vale anche per i ritratti ed altri casi.

Come sempre la domanda è stessa: qual’è la differenza tra i tubi di prolunga Canon, Kenko e Phottix, ordinati in ordine decrescente di prezzo?

il Canon Ef 25 rispetto al corrispettivo Phottix come giustifica il prezzo più elevato? Rubustezza o c’è altro?

Ultima domanda, una volta paizzato un tubo da 25mm su un 100mm quanto diventa utilizzabile per foto “normali” ? O avvicina troppo al messa a fuoco?

ps: mi riferisco a questi: http://www.fotogilberti.com/vm?page=shop.p…category_id=154

Fonte Google News

Domandona per me, probabile banalità per molti altri

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Domandona per me, probabile banalità per molti altri

Buonasera a tutti,

ecco la mia domanda: ho appena fatto due scatti notturni con due lenti diverse ma c’è una cosa che non capisco e cioè il tempo si apertura dell’otturatore.

Facciamo chiarezza.

Macchina utilizzata:

  • Canon EOS 50D

Obiettivi utilizzati:

  • Canon EF 50 mm f/1.8 II
  • Sigma 17-70 mm f/2.8-4 DC Marco OS HSM

Modalità di scatto:

  • Priorità apertura (AV)

essendo uno dei due fisso ho scattato con entrambi a 50 mm f/22 e tutte le impostazioni della fotocamera identiche su entrambi gli obiettivi.

Ora mi spiegate perché col Sigma ho un tempo di posa di 10 secondi, mentre con il Canon 3.2 secondi ottenendo una esposizione praticamente identica?

Oltretutto per il famoso fattore di conversione 1.6 di canon, mettendo tutti e due gli obiettivi a 50 mm (in teoria il canon diventa un 80 mm sulla mia APSC) l’immagina ottenuta con il canon non avrebbe dovuto essere una croppata del Sigma a 50 mm??? Lo chiedo perché ho ottenuto una foto praticamente identica come angolo di visuale. Forse perché i 50 mm del sigma in realtà sono indicati già con moltiplicazione 1.6x sull’obiettivo essendo uno della serie DC?

Ecco le foto, non state a guardare cosa ho fotografo, è solo una foto test schifosa.

SIGMA

4fc80 img22100136399 Domandona per me, probabile banalità per molti altri

Canon

00871 img22090119157 Domandona per me, probabile banalità per molti altri

Fonte Google News

I quadratini Rossi…

domenica, 28 novembre 2010
listen it it I quadratini Rossi...

Ciao ragazzi scusate la domanda veramente da nubbino sono un po confuso…

Non ho fatto caso se lo fanno tutti le mie lenti ma su di una ho fatto particolarmente caso a quanto segue: Quando scatto la conferma di messa a fuoco sulla mia fotocamera Canon 7D emette un segnale acustico ed in più nel mirino il “quadratino” dei punti focali diventa per un secondo di colore rosso. Ora questo colore non cambia sempre, diviene rosso solo quando punto e quindi miro colori scuri, se miro qualcosa di chiaro si avverte il solito segnale acustico di avvenuta messa a fuoco ma non si illumina di rosso…

è tutto nella norma? non ho avuto modo di provare le mie altri lenti. Quindi chiedo a voi.

Grazie come sempre per l’attenzione e scusate la mia ignoranza.

Fonte Google News

Recensione Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Recensione Sigma 8 16mm f/4.5 5.6 HSM

http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248961-IMG-6013.jpg.html
Ci sono ancora poche cose che si possono solo fare con una reflex full frame.
Arrivare ad una focale minima di 12mm effettivi non è più una di queste da quando Sigma ha presentato il grandangolare estremo con focale 8-16mm, uno zoom destinato a fotocamere con sensore ridotto e che equivale su queste a un 12-24mm circa (a seconda se si usi Canon che ha un fattore di moltiplicazione di 1,6x oppure Nikon che invece ha un fattore di 1,5x).
Un grande merito va riconosciuto a questa azienda, leader nel campo delle ottiche universali, ed è quello di presentare ancora oggi nuovi obiettivi proprio in quei campi in cui i grandi sembrano sonnecchiare. Ineguagliato rimane infatti anche il 12-24mm che copre il formato pieno ed è attualmente lo zoom più corto disponibile sul mercato per sensori a formato pieno e pellicola 35mm, oppure il nuovo 30mm f/1.4, obiettivo fisso dedicato ai corpi APS-C.

Costruzione e dotazione

Ma veniamo al dunque: l’8-16mm si presenta come al solito nella scatola di cartone nera in cui troviamo una buona quantità di manuali d’uso, foglietti di garanzie oltre alla notevolissima custodia imbottita in Nylon a cui Sigma ci ha abituati da tempo. La sua fattura è ottima ed essendo dotata di passante può essere attaccata alla cintura dei pantaloni oppure ad uno zainetto offrendo comodità e protezione allo stesso tempo.
Di solito anche il paraluce fa parte della dotazione di casa Sigma (a differenza di Canon che lo fa pagare a parte se non si compra un serie L) ma in questo caso esso è integrato nell’obiettivo e quindi non si può staccare. Troviamo invece un curioso anello adattatore in metallo che si innesta proprio sul paraluce fisso e consente così di usare sia filtri da 72mm che i agganciare il tappo frontale.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248963-IMG-6017.jpg.html
Sul fatto che tale adattatore fosse necessario per consentire l’aggancio del tappo non c’è dubbio, meno invece è chiara la sua utilità con i filtri. L’anello infatti entra prepotentemente nel campo inquadrato fino alla focale massima e le immagini scattate hanno una specie di effetto fisheye circolare.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248964-IMG-5429.jpg.html
Comunque, sempre meglio averlo e poter usare i filtri almeno a 16mm che nulla proprio.
E già, il fatto è che la filettatura frontale non è presente proprio su questo obiettivo e questo in virtù del fatto che la lente frontale è molto sporgente.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248966-IMG-6016.jpg.html
Per il resto la costruzione è quella tipica dei Sigma della linea EX: finitura superficiale satinata e gommata, materiali molto buoni e assemblaggio senza difetti evidenti. Le dimensioni dell’obiettivo e il suo pesa trasmettono solidità e la lunghezza complessiva sorprende un po’, perché con i suoi 106mm è piu lungo di quasi 20mm rispetto al 10-22mm Canon.
Da segnalare che l’obiettivo non si allunga né zoomando né durante la messa a fuoco.
La ghiera dello zoom oppone una resistenza consistente ma costante, probabilmente perché l’esemplare da me provato è nuovo di zecca e sarà quindi destinata ad allentarsi un po’ con l’uso.
La ghiera della messa a fuoco non ha un movimento particolarmente fluido, ma per l’uso che se potrà mai fare direi che va benissimo.

Qualità ottica

Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 non è particolarmente luminoso, però la sua focale estrema mi ha fatto temere per le prestazioni ottiche, invece è stato una grande sorpresa.
La nitidezza è eccellente a qualsiasi focale ed è quasi perfetta già ai diaframmi più aperti. Chiudere a f/8 diventa inoltre quasi superfluo per via della profondità di campo a dir poco immensa già a tutta apertura e questo non potrà che far piacere a tutti i possessori di reflex digitali di ultima generazione che grazie ai loro pixel sempre più minuscoli iniziano a soffrire del calo di nitidezza, dovuto alla diffrazione, già a diaframmi intermedi.
L’omogeneità tra centro del fotogramma e bordi è notevole e basta chiudere anche di un solo stop per rendere tutto il fotogramma nitidissimo.
Buona anche la resa cromatica anche se io noto ancora quella tipica tendenza al giallo di Sigma, molto meno evidente che in passato ma ancora presente.
Sorprendente anche la resistenza ai controluce!
Avendo avuto il 10-20mm f/4-5.6 mi aspettavo un mezzo diastro nelle inquadrature in cui il sole è all’interno del campo inquadrato e appena fuori e invece i trattamenti antiriflesso sono stati curati molto bene. Da un confronto con il 17-40mm di Canon, montato su 5D, direi che siamo quasi alla pari. Il Sigma 8-16mm ha esibito solo qualche piccolissimo riflesso indesiderato che non è mai arrivato a rendere minimamente inutilizzabile le foto.
La distanza di messa a fuoco di soli 24cm rende poi possibile scattare fotografie inusuali e da prospettive molto creative.
La velocità di messa a fuoco non è quello che io chiamerei un fulmine, però è un aspetto poco rilevante per un grandangolo così spinto. Il motore ultrasonico di Sigma non si dimostra nemmeno silenziosissimo come quello di Canon, ma stiamo davvero a cercare il pelo nell’uovo.
Strana invece una certa incertezza nella messa a fuoco se manualmente la si porta alla distanza minima e poi di inquadra un oggetto lontanissimo, come le nuvole, facendo partire l’AF.
A volte la scala delle distanze finisce correttamente su infinito, come dovrebbe, mentre certe altre volte si ferma anche a 0,8 metri.
Ora probabilmente la differenza in questi due casi sarà difficilmente percepibile poiché la profondità di campo è sempre enorme, però voglio comunque segnalare questo fatto.

Si ma su Full Frame?

La sigla DC nel nome di questo 8-16mm suggerisce che si tratta di un’ottica progettata esclusivamente per l’uso su fotocamere a sensore ridotto tuttavia l’innesto non presenta la tipica protuberanza degli obiettivi EF-S di Canon che ne impedisce fisicamente il montaggio su Full Frame e corpi analogici.
E allora perché non provare questo strepitoso grandangolo anche su EOS 5D?
Alla focale minima la vignettatura è evidente almeno quanto è divertente. Grazie al paraluce integrato infatti i bordi neri avranno una forma che ricorda molto una cornice e potrebbe tutto sommato essere usata anche come espediente creativo. Ritagliandola fino a far sparire le parti nere otterremo un inquadratura equivalente a quella di un 12mm e questo vuol dire che non avremo guadagnato nulla rispetto all’uso su una fotocamera con sensore APS-C.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248965-IMG-5988.jpg.html
Zoomando le parti nere si assottigliano sempre di più fino a sparire completamente a 16mm, focale in cui il Sigma copre tutto il fotogramma 35mm.
Questo vuol dire insomma che l’uso su Full frame non è completamente escluso.

Considerazioni finali

Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM è sicuramente un’ottica specialistica di cui non tutti sentiranno la necessità e consente oggi di godere di focali cortissime senza aver bisogno di usare un corpo con sensore a formato pieno. Il suo prezzo (tra i 650€ e gli 800€) non è certo basso, però il rapporto qualità prezzo è sicuramente a suo favore considerando anche il fatto che al momento non ci sono modelli equivalenti di nessun altro marchio.
Le qualità ottiche ci sono tutte e se non è un problema rinunciare all’uso dei filtri non ci sono altre controindicazioni.

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problema autofucus su ef-s 55-250 tra i 200 e 250mm

domenica, 28 novembre 2010
listen it it problema autofucus su ef s 55 250 tra i 200 e 250mm

Ho un problema sul mio canon ef-s 55-250, la’utofocus diventa molto lento, tra le focali 200 e 250mm, proprio puntato uin punto di messa a fuoco infinito, ci mette un eternita a muovere il motore….. scendendo sotto i 20mm funzaioina perfettamente e velocemnte. L’obbiettivo non ha mai preso colpi o botte ed ha cominicato a farlo dal nulla.

Qualche idea ? Se si porta in assistenza, che costo dovrei sostenere ?

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pivello chiede consigli

domenica, 28 novembre 2010
listen it it pivello chiede consigli

Salve ragazzi!!
Sono un neo iscritto e chiedo subito il vostro aiuto!! c0e33 smile pivello chiede consigli
Sono molto indeciso su che digitale prendere dopo la mia SD300 che ormai è diventata un po’ antiquata.,… c0e33 smile pivello chiede consigli
Guardando nella galassia delle digitali ho visto molti modelli e mi è balzata all’occhio la Canon SX210!!
Leggendo la scheda tecnica mi sembra una ottima digitale che coniuga la praticità di una compatta con uno zoom ottimo 14x….
Io utlizzo la digitale x immortalare “scene di vita” e qualche volta vado a vedermi qualche rally essendo molto appassionato di motori!!
con la mia vecchia digitale che aveva uno zoom ottimo 3x , velocità iso max 400 sono molto limitato e x far delle foto “decenti” devo far i salti mortali c0e33 biggrin pivello chiede consigli
secondo voi con una compatta come la SX 210 soggetti in movimento si riescono a immortalare senza che vengano sfocati??
Avete esperienze con questo prodotto??
ringrazio tutti gli appassionati che sapranno darmi qualche dritta!!
Grazieeeeeeeeeee c0e33 wink pivello chiede consigli

Fonte Google News


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