domenica, 28 novembre 2010
Partiamo dal presupposto che sono un fotografo di moda e pubblicità. Il budget non è illimitato ma se spalmato su di un periodo di tempo abbastanza lungo può coprire questa spesa. Mi servono sia fissi luminosi per immagini piu’ tridimensionali e con bassa profondità di campo, che uso principalmente a tutta apertura o poco meno, sia obiettivi molto nitidi per le foto in studio. Per quanto riguarda il mio modo di lavorare, di autofocus, tropicalizzazione, costruzione, distorsione etc me ne faccio ben poco. Al momento il corpo macchina è una 5D mkII, affiancata da 30D come riserva e per i backstage. Noleggio Hasselblad H4D quando ho bisogno di “piu’”, ma non stiamo parlando di questo. La mia wish-list, segnati con (p) quelli già in mio possesso:
Fissi:
(p) Samyang 14 f2.8
Canon EF 35 f/1.4L
(p) Canon EF 50 f/1.4
(p) Canon EF 85 f/1.2L
Canon EF 135 f/2L
Canon EF 200 f/2.8L
Zoom:
(p) Canon EF 17-40 f/4L
(p) Canon EF 24-70 f/2.8L
(p) Canon EF 70-200 f/4L
Outsider:
Zenitar 15 f/2.8 fisheye
(p) Canon EF-S 18-55 f/3.5-5.6 IS
(p) Canon EF 50 f/2.5 CM
Allora, il mio corredo ideale, dopo anni di utilizzo, sarebbe questo.
Vedo di spiegare bene le scelte:
1. Samyang 14: provato spesso, va davvero bene per il suo costo, ed i vantaggi del 14L Canon sono solo sulla distorsione (il Samyang è pure piu’ nitido), del quale me ne frego altamente nel mio genere di fotografia, come già detto.
2. 35-50-85-135-200 mi servono per le riprese (a luce controllata, quindi flash+bank) in esterna, oppure quando voglio una esigua profondità di campo. 35 e 50 per l’ambientato, 85 per i mezzibusti, 135 e 200 per i ritratti.
3. Gli zoom. Usati in studio, ben diaframmati (da f/5.6 a f/16).
4. Zenitar: fisheye economico e molto nitido. Non credo la differenza di resa valga la differenza di costo con il Canon.
5. 18-55IS: nitido, stabilizzato, ottimo per i backstage ed i timelapse su 30D.
6. Canon 50 compact macro: ottimo per piccoli still-life che occasionalmente mi capita di fare, soprattutto gioielli e pelletteria.
Ora, ecco le mie domandine (che preferirei rivolgere a chi possiede gli obiettivi in questione e che ci lavora):
a. Uno dei miei problemi con questo corredo sono i close-up in studio. Solitamente per i beauty uso il 70-200 f/4L che è nitidissimo, ma il rapporto di riproduzione è troppo basso. Stavo pensando di affiancare al corredo un Canon 180macro o Sigma 150 macro; una spesa in più però, e dato che non ho neanche lontanamente bisogno dell’1:1, stavo pensando di usare i tubi di prolunga (ho già un piccolo kit, ma senza contatti elettrici; la spesa sarebbe quindi sui 100 euro). C’è molta differenza di resa tra un 180 macro (ad esempio) ed un 70-200 f/4L con tubi, per un close-up del viso? Qualche toscano od emiliano ha un macro di quel genere (Sigma-Tamron-Canon 150-180) e gli va di perdere un pomeriggio a fare prove con mire ottiche e cavalletto in studio?
b. Nitidezza del 70-200 f/4L in riferimento al nuovo 2.8LII; pensate che acquistando il 2.8L IS II avrei almeno la stessa nitidezza del 70-200 f/4L tra le focali 135 e 200? E riguardo allo sfocato del 200 f/2.8, c’è differenza? Perchè, se la qualità fosse almeno equivalente, potrei razionalizzare il corredo vendendo il 200 fisso ed il 70-200 f/4 per il 70-200 2.8II.
Ribadisco alcuni concetti: gli obiettivi da usare in studio (principalmente gli zoom) devon esser taglienti. Un macro va benissimo per i ritratti che devo fare, non c’è problema se è “troppo nitido e contrastato”. L’IS non mi interessa per nessun obiettivo, ne’ mi interessa la distorsione, né la resa cromatica, insomma, tutto ciò che può esser corretto in postproduzione.
Ribadisco anche che le altre scelte come obiettivi son state ponderate bene e mi trovo ottimamente con ciò che ho relativamente ai miei “bisogni”, quindi per favore evitate di mettere carne al fuoco tipo “invece del 17-40 prendi il 16-35″, o roba così. Le domande son relative alla questione close-up ed alla questione 70-200 f/2.8L IS II.
Tocca a voi, grazie
Nicola.
Fonte Google News
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venerdì, 1 ottobre 2010
PhotoFarm
Scuola di Fotografia naturalistica e reportage www.photofarm.it

Organizza per il mese di Ottobre 2 corsi di fotografia in natura alla scoperta dei colori autunnali dei nostri boschi e uno esclusivo in grotta in Liguria.
Seguono i corsi e i link su programmi, costi e altre infomazioni.
Nel Parco dell’Aveto alla scoperta dei segni lasciati dai ghiacciai. Quassù in questo angolo di entroterra ligure troviamo laghi dall’aspetto alpino attorniati da una ricca varietà di piante che colorano questo parco di tonalità molto calde. Il bosco di faggio è casa per molti animali, non è difficile osservare molti rapaci e anfibi. Le facili escursioni ci porteranno alla scoperta dell’Agoraie e il Monte Aiona, conosciuto per le sue particolari rocce. Un ambiente molto vario che passa dal bosco di latifoglie ai pascoli in quota da dove si può nelle belle giornate osservare buona parte dell’appennino Ligure. Il programma del corso prevede facili camminate per realizzare immagini di paesaggio il primo giorno e anfibi, funghi e sottobosco il secondo.
Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci
Quota di partecipazione: 240 euro
Supp.Singola: 50,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 160,00 euro
INFO e ISCRIZIONI – DETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Siamo da sempre abituati a pensare alla fotografia in esterno, al più subacquea, ma esiste anche una fotografia degli inferi della terra. Le grotte possono sembrare un posto ostile e buio, ma anche qui la natura è riuscita a intervenire, con microrganismi, sopratutto alghe, piccoli insetti, ragni e vertebrati. Molti abitanti delle grotte presentano adattamenti assai marcati: la riduzione degli occhi, lo sviluppo di altri organi sensibili e la depigmentazione. All’ingresso delle grotte, troviamo invece, animali che vivono all’esterno come i pipistrelli. Esplorare questo mondo non è facile; ecco perchè abbiamo scelto un luogo messo in sicurezza, aperto al pubblico e gestito dalle guide. Un’occasione per imparare le tecniche di ripresa senza le difficoltà della speleologia, quindi con calma e senza la necessaria, esperienza che richiederebbero cunicoli e caverne in grotte non attrezzate. La grotta di Valdemino a Borgio Verezzi (in Liguria) è conosciuta come la grotta più colorata d’Italia, un paesaggio sotto il paesaggio terrestre, una cattedrale fiabesca costruita dal lento processo delle piogge e non da fiumi sotterranei. Un’itinerario di 800m con 30m di dislivello verso il basso, un‘atmosfera irreale, a volte nebbiosa, 16°c di temperatura e il 90% di umidità. Quest’ultime rientrano tra le difficoltà tecniche che verranno risolte nell’ambito del nostro corso, in aggiunta a quelle compositive e alla complessa illuminazione dei contorti paesaggi sotterranei.
Il nostro corso prevede due uscite mattutine di 4h dentro le grotte, riservato esclusivamente al nostro gruppo fotografico. Il pomeriggio, dopo la pausa pranzo, si prevedono percorsi in auto o a piedi della parte superiore, lungo i paesaggi a macchia mediterranea della costa ligure. Fino a sera avremo modo di visitare i borghi medioevali, di cui è ricca questa regione. Nel dopocena del primo giorno si prevede la visione degli scatti effettuati in grotta la mattina, per risolvere gli errori e ripetere la sessione il giorno successivo.
Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani
Quota di partecipazione: 290 euro
Supp.Singola: 90,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 170,00 euro
INFO e ISCRIZIONI – DETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – PRENOTA (MAIL)
Una foresta magica. Un santuario di alberi come il faggio, l’abete bianco, l’acero. Un luogo dal sapore antico, preservato nei secoli. Le foreste Casentinesi conosciute per la loro bellezza nei secoli, già Dante le citava nei suoi scritti, un fascino millenario di cui ancora oggi possiamo godere. L’autunno è il mese più opportuno per vivere l’atmosfera della foresta, le piante caducifoglie, si colorano con tinte pastello, il giallo, rosso, marrone. Per il fotografo non c’è momento migliore per dedicarsi alla realizzazione di immagini di paesaggio, in autunno oltre al colore, il clima cambia spesso e regala interessanti fenomeni come le nebbie che se osservate nella foresta portano la nostra mente a pensare ai folletti e gli gnomi.
Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani
Quota di partecipazione: 350,00 euro
Supp.Singola: 20,00 euro
Rid. 3° e 4° letto: 10,00 euro
INFO e ISCRIZIONI – DETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY
Per altre informazioni visita il nostro sito.
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giovedì, 16 ottobre 2008
FotoLeggendo presenta la mostra fotografica “Terre di Sudâ€, fotografie di Emiliano Mancuso – Grazia Neri.
Nell’ottobre del 2002 scoppia la crisi della Fiat. L’azienda torinese comunica i numeri della cassa integrazione e l’elenco degli stabilimenti destinati alla chiusura, tra questi quello di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Inizia la protesta. Da questa vicenda nasce l’idea di un progetto fotografico sul Mezzogiorno che nell’epoca della “globalizzazione†si trova ancora a fare i conti con i vecchi termini della “questione meridionaleâ€: l’eterno essere in bilico fra sviluppo e sottosviluppo, voglia di rivalsa e rassegnazione.
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Emiliano Mancuso nasce a Roma nel 1971, dove vive tutt’ora. Dal 2002 è membro dell’Agenzia Grazia Neri. Nel 2004, è vincitore del Premio Canon Giovani Fotografi, nella sezione Miglior Progetto. Nel 2005, vince il Premio FNAC Attenzione Talento Fotografico.Â
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“Terre di Sud†– Emiliano Mancuso
ISA, Istituto Superiore Antincendi
via del Commercio, 13 Roma
Dal 3 fino al 18 ottobre 2008
Tutti i giorni (domenica esclusa) dalle ore 16.30 alle ore 20.00
Ingresso libero
Info. www.fotoleggendo.it
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