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Articoli marcati con tag ‘ingresso libero’

Mostra fotografica di Ernesto Fantozzi a Brescia

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Mostra fotografica di Ernesto Fantozzi a Brescia

Come ogni anno, il circolo fotografico Lambda, organizza la mostra fotografica di primavera con Grandi Autori, giunta al suo 8° anno.
Quest’anno abbiamo il piacere di ospitare Ernesto Fantozzi con 2 mostre fotografiche dal titolo, “WESTERN LOMBARDO” e “I RAGAZZI DELLA CORSIA DEI SERVI”.
La mostra rimane aperta dal 3 al 17 Aprile, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Inaugurazione mostra Domenica 3 Aprile alle ore 11.00 con la presenza dell’autore.
Introduzione e presentazione a cura della Prof.ssa Milena Moneta

Ingresso Libero

www.cf-lambda.it

Fonte Notizia

Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità. Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità” della visione…

domenica, 5 luglio 2009
listen it it Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità. Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità” della visione...

fino al 31.VII.2009
Gabriele Basilico
Roma, A.A.M.

Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità. Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità” della visione…


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pubblicato giovedì 21 maggio 2009

Omaggiato a MiArt con una selezione personale delle fotografie più rappresentative della sua carriera, Gabriele Basilico (Milano, 1944) torna dopo trent’anni nella sede di Architettura Arte Moderna e, tanto per non smentire la commemorazione in suo onore, sono proprio le immagini dei palazzi di Milano e i suoi angoli più noti ad accogliere il visitatore nella sala d’ingresso.
La bella architettura tra attonite sospensioni e stupite fissità testimonia la costruzione razionalista urbana degli anni ‘30, grazie al nome di un artista che non si è mai scostato dal suo modo di osservare il mondo: quel suo fotografare sembra poetizzare il luogo, fissandolo nel tempo di uno scatto che si compiace di un unico oggetto d’immagine e d’indagine. Che siano gli angoli dei palazzi di Milano, le strade di Firenze o i ponti sul Tevere, Basilico non muta il suo approccio al paesaggio e la sua ricerca fotografica resta la stessa: il romanticismo della visione, in grado di esaltare una semplicissima parte di quartiere, è focalizzato sull’attenzione di quella porzione d’immagine e regala allo scatto un carattere distinto, peculiare.
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Il lavoro memoriale della A.A.M. porta così a termine un percorso espositivo che “approfitta” del dialogo di Basilico con le sue città per ricordare Giuseppe Vaccaro, Giuseppe Terragni, Adalberto Libera, Aldo Andreani, e ancora Angiolo Mazzoni, Franco Albini e Giovanni Muzio. Dunque, ciò che più si accosta al criterio espositivo adottato è espresso in una sorta di “revival” anni ‘70-’30; anni, i primi, in cui Basilico dava vita a queste immagini, concrete edificazioni urbane sorte nell’immediato dopoguerra, lungo un ventennio che si protrae dal 1919 al 1939.
La mostra diviene così quasi una sorta di rievocazione, capace d’invitare il pubblico al silenzio proprio dell’osservatore, suggerito dal consueto bianco e nero delle immagini. Sì, perché l’estetica di Basilico si fa forza della posa di ripresa e dei suoi attenti contrasti, ammaliando la città in questione con quel bianconero addomesticatore. Le sue fotografie sembrano diventare una sorta di cimelio ossequioso, in bilico fra la semplicità di ciò che si osserva – immagini/ritratto di un angolo urbano – e la semplicità con cui egli riesce sempre a far raccontare di sé.
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Non resta dunque che passeggiare cautamente nelle tre sale espositive, scorgendo come quella semplicità risieda nella complessa diversità d’ogni singola architettura fotografica. Proprio da questa diversità prende forza la concezione ritrattistica di Basilico: la descrizione in soggettiva di un luogo, priva di un’assoluta connotazione propagandistica o sociale.

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mostra visitata il 10 aprile 2009


dal 3 aprile al 31 luglio 2009
Gabriele Basilico – Ritratti di Architettura
a cura di Francesco Moschini
A.A.M. – Architettura Arte Moderna
Via dei Banchi Vecchi, 61 – 00186 Roma
Orario: tutti i giorni ore 16-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 0668307537; fax +39 064815807; info@aamgalleria.it; www.aamgalleria.it

Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta…

domenica, 5 luglio 2009
listen it it Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta...

fino al 15.VII.2009
Ileana Florescu
Roma, Pino Casagrande

Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta…


e91c2a235cede13ecdb924195aa174e1 Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta...

pubblicato lunedì 8 giugno 2009

Ritorna l’acqua. In questo nuovo ciclo, l’elemento preferito da Ileana Florescu (Eritrea, 1960; vive a Roma) ricorre non come protagonista, ma come splendida e vibrante cornice delle opere in mostra, o forse sarebbe meglio dire del “concetto” in mostra.
L’artista ha provocatoriamente gettato in mare dei libri “con la consapevolezza della casualità”, come spiega lei stessa; libri scelti tra i grandi autori come Dante e Shakespeare, fino agli scrittori contemporanei come Roberto Saviano, senza negarsi una vena ironica e giocosa, come in Orto, manuale pratico della semina e della raccolta o nei Ristoranti d’Italia delle guide “L’Espresso”.
Si potrebbe pensare che il destino abbia agito curiosamente nell’accoppiare un libro con il rispettivo effetto di luce e ombra che appare in fotografia, tanta è la sorprendente attinenza e piena realizzazione del significato dell’uno nell’apparenza delle seconde; invece sono le parole di Diego Mormorio, storico della fotografia e curatore della mostra, a mettere in luce i propositi dell’autrice: “Non ha proceduto seguendo l’accidentalità, ma cercando la forma. Ha cioè, per ogni libro e per ogni frase che aveva in mente, cercato di ritrovare nell’acqua una forma appropriata”.
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L’effetto finale non è orientato a un’estetica delle forme puramente westoniana; anzi, nell’opera di Florescu c’e sicuramente la volontà di ricreare la realtà attraverso un occhio poetico, sospingendo l’immaginazione sul limitare di un mondo fiabesco. La scelta dell’elemento acquatico ha in quest’ultimo una grande partecipazione, poiché è in grado di distruggere le frasi e le illustrazioni, ma allo stesso tempo può anche fungere da lente d’ingrandimento, dando risalto a singole parole, restituendone tutta la pregnanza o, al contrario, la futilità.
Si compone così, pagina dopo pagina, il diario intimo della vita dell’artista o, meglio, dell’umanità stessa: riunendo testi arabi, cinesi, europei, americani si dispiega un breve compendio dello scibile umano che, nei 149 scatti in mostra, riesce a offrire una straniante panoramica del nostro vivere moderno. Magari non sarebbero proprio questi i titoli che vorremmo fossero salvati da un ipotetico incendio, ma non farebbe differenza, perché quello di Florescu può essere anche un gesto provocatorio per richiamare l’attenzione sul fatto che la società, il mondo, si sta inabissando.
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A chiudere la molteplicità di livelli di lettura di una mostra che rappresenta una vera sorpresa per la ricchezza delle riflessioni che sa suscitare, al centro della sala si trovano quattro teche con altrettanti volumi-scultura recuperati dalle acque del mare e fatti asciugare. Resi ormai illeggibili, è il loro status di classici a parlare, oltre alla loro forma così particolare e casuale, che li rende simili a strani anemoni o stelle marine. Come creature degli abissi tratte dal loro ambiente naturale.

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mostra visitata il 15 maggio 2009


dall’undici maggio al 15 luglio 2009
Ileana Florescu – L’umana sintesi
a cura di Diego Mormorio
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande
Via degli Ausoni, 7/a (zona San Lorenzo) – 00185 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 17-20
Ingresso libero
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel./fax +39 064463480; gallcasagrande@alice.it

Un dialogo tra acquarelli colorati e fotografie in bianco e nero. Per raccontare l’oscurità dell’uomo, facendo parlare il bosco e la guerra. Cinema e storia s’intrecciano, per mano d’una studiata ricerca visuale…

domenica, 5 luglio 2009
listen it it Un dialogo tra acquarelli colorati e fotografie in bianco e nero. Per raccontare l’oscurità dell’uomo, facendo parlare il bosco e la guerra. Cinema e storia s’intrecciano, per mano d’una studiata ricerca visuale...

fino al 10.VII.2009
Astrid Nippoldt
Roma, The Gallery Apart

Un dialogo tra acquarelli colorati e fotografie in bianco e nero. Per raccontare l’oscurità dell’uomo, facendo parlare il bosco e la guerra. Cinema e storia s’intrecciano, per mano d’una studiata ricerca visuale…


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pubblicato giovedì 2 luglio 2009

Sei nuvole di napalm si nascondono dietro origami di acquarello colorato e sfilano in coppia nella piccola nicchia della The Gallery Apart; non sembra, eppure quelle macchie gioiose esprimono suggestioni belliche del ricordo infantile di Platoon, diretto da Oliver Stone nel 1986.
Intorno a loro, frame del bosco in bianco e nero di Es geschah am hellichten Tag rivelano, contrariamente ai disegni, un espressionismo rielaborato in analogico, inquieto e silenzioso: è così che Astrid Nippoldt (Giesse, 1973; vive a Berlino) racconta i suoi boschi malvagi, fermando il tempo e immortalando il ricordo visivo che la storia del cinema le ha regalato.
Mentre gli acquarelli si delineano in tutta la loro semplice chiarezza, manifestando nell’esplosione del gesto grafico l’amarezza della guerra, le fotografie si crogiolano nella loro oscurità originaria, rendendo nitido quell’alone di mistero proprio del bosco, che diviene il principale protagonista dell’immagine. Ancora una volta, Nippoldt si lascia ispirare dal film di Vajda del 1958; ma se per la trilogia video presentata alla Fondazione Olivetti nel 2006 di quella pellicola aveva sfruttato l’inquietudine della colonna sonora, per la galleria romana immobilizza il terrore sospeso del frame, catturando tronchi e massi rocciosi informi, fotografando nuovamente quel bosco per sfruttarne l’immagine e non più il suono.
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Le foto in mostra lasciano esplicitamente da parte la figura umana; perdono la trama a cui erano legate, per mostrare una natura silenziosa e osservante, che conosce i misfatti dell’uomo – omicidi loschi e rituali macabri – senza nascondere allo stesso tempo quella qualità attrattiva che la rende affascinante e fascinosamente crudele.
La stampa a getto d’inchiostro piezoelectric permette inoltre alla carta fotografica di trattenere il nero e rendere quasi palpabile e ben distinta la parte più scura dell’immagine; il contrasto con la sfocatura opaca in secondo piano del frame catturato si allontana e si nasconde dallo sguardo del fruitore, che si perde nella ricerca vana del misfatto. Il nero, in primo piano, risalta e invade l’occhio, e se inizialmente si erige a ostacolo visivo, subito dopo lascia spazio al sentiero sconosciuto della sfocatura.
Nippoldt però si concentra anche sul particolare e, laddove ha lasciato visibile la vegetazione totalizzante intrisa d’oscurità, in alcuni scatti avvicina l’obiettivo alla fisicità di un tronco o di un masso, lasciando che pulviscoli uniformi si distinguano nell’opacità del soggetto ripreso, ora poco riconoscibile.
b9a3dacda12438a74b001943af6268bb Un dialogo tra acquarelli colorati e fotografie in bianco e nero. Per raccontare l’oscurità dell’uomo, facendo parlare il bosco e la guerra. Cinema e storia s’intrecciano, per mano d’una studiata ricerca visuale...
“L’artista considera la condizione di suspense – sapientemente elaborata nella storia dal linguaggio cinematografico – un metodo efficace per scuotere/confondere i parametri del familiare, per restituire l’icona nel suo stato di potenzialità e irripetibilità”, scrive Ilaria Gianni presentandola per la prima volta all’Italia nel 2006 con Grutas. Scuotere e confondere è ciò che si nota anche nei lavori dei suoi boschi, dove l’acquarello si confonde con l’acido naftenico e il bosco con la bellezza dell’ignoto.

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mostra visitata il 24 giugno 2009


dall’otto maggio al 10 luglio 2009
Astrid Nippoldt – Böse Gehölze (Boschi malvagi)
The Gallery Apart
Via della Barchetta, 11 (zona campo de’ Fiori) – 00186 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 16-20 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668809863; info@thegalleryapart.it; www.thegalleryapart.it

Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza…

domenica, 5 luglio 2009
listen it it Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza...

fino al 7.VII.2009
Guy Tillim
Roma, Extraspazio

Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza…


cd5c4ddb5bec0e49f84770edbb9b8d39 Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza...

pubblicato venerdì 26 giugno 2009

Un silenzio doppio per Guy Tillim (Johannesburg, 1962; vive a Città del Capo). Quello che scaturisce dalle foto fatte per la Commissione su Roma nell’ambito del Festival di Fotografia e quello, invece, che si percepisce dai suoi scatti esposti da Extraspazio. Negli scenari che inquadra, sembra sempre tutto profondamente fermo. La fissità dell’immagine diviene così una costante.
Tuttavia, quello che generalmente può sembrare un limite, nel suo fare fotografico è un punto di forza. La staticità degli scatti che immortalano la Capitale non è certo dovuta a una sua mancanza d’“ispirazione”, piuttosto a un effetto esplicitamente ricercato.
Sul risultato di Avenue Patrice Lumumba, invece, non vi sono dubbi di sorta. Da quelle fotografie si rende palpabile sia l’intuizione che l’occhio dell’ex fotoreporter di guerra. Un silenzio, questo, che si fa carico soprattutto della situazione politica e sociale africana, dello sfacelo in atto e delle speranze violate. Un passato che poteva voler dire libertà, ma le cui tracce, ora, sono visibili unicamente nelle statue lasciate alle ortiche.
b06df8d8b9c13064ebbe2201e52d6de7 Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza...
La critica di Guy Tillim è silenziosa; il fotografo non punta il dito, non cerca escamotage tecnici per gonfiare l’immagine d’un significato già strabordante. In tal senso, è ben riuscita la resa con pigmenti d’archivio su carta cotone, leggera sottigliezza che dà risalto una volta di più all’aura sacra degli scatti.
Fondamentalmente, ciò che Tillim si trova a fotografare nel suo “cammino attraverso strade di sogno” non sono i luoghi, né tanto meno le persone, ma il vuoto e il silenzio che scaturiscono sia dagli uni che dalle altre. L’oppressione che si prova davanti al muro di carteggi e documenti giudiziari in un ufficio del Congo; la sensazione d’impotenza e rassegnazione negli sguardi di tre impiegati; il grigiore e la decadenza di quello che era il Grand Hotel in Mozambico.
d4e020f24c9ba1e285b9cacde46cf7ed Il sudafricano punta l’obiettivo sulla sua terra, facendone sentire la voce nei toni meno acuti e più profondi. Alternando foto di spazi e persone. Mettendone però a fuoco non la forma, ma l’essenza...
Magicamente, il fotografo sudafricano riesce a ritrarre, oltre all’immagine in sé, anche la sua valenza sensibile. La maestosità in rovina del terrazzo dell’hotel si rende emblema della sua arte fotografica. Un’immagine che rappresenta sia lo stato delle cose che il sentimento di disfacimento in essa insito.

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mostra visitata il 16 giugno 2009


dal 14 maggio al 17 luglio 2009
Guy Tillim – Avenue Patrice Lumumba
Extraspazio
Via di San Francesco di Sales, 16/a (zona Trastevere) – 00165 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668210655; info@extraspazio.it; www.extraspazio.it

AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” CON ASTA DI BENEFICENZA

venerdì, 29 maggio 2009
listen it it AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZA

b46c3cf388642593ff23e1ce542415cc AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZALa viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero.
La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto , con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci.
Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San Benedetto del Tronto al SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal.
E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o abbandonati. Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale . Associazioni di volontariato internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani. Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri, sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: all’interno di esso gli anziani possono pregare, ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari sostanziosi.
Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni. “Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità . Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta, conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.”

IL RIENTRO DAL TIBET
“Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere tutto: bagaglio e salute. I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi, carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista. Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore della generosità tibetana, e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) . La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i gestori tibetani dell’albergo mi hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si sono mobilitate pronte a spedirmi soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti, dal profondo del mio cuore”
“Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il governo nepalese e mi sono trovata tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.”

997198ba431c6fcba856258dc760bcd9 AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZA

L’AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale. «Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.» “La mia è street photography, pura fotografia di strada.
Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia. L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi.

Per comunicazioni e contatti 335 6126630
email info@europrinters.it

Rosae Photo Day

venerdì, 1 maggio 2009
listen it it Rosae Photo Day

Spettabile redazione,

Con preghiera di pubblicazione tra news ed eventi dei vostri periodici di Giugno, o come proposta per la realizzazione di un articolo vi invio il seguente comunicato stampa relativo alla nuova edizione del Rosae Photo Day, evento dedicato alla fotografia nella meravigliosa cornice dei giardini di Castello Quistini a Rovato (Bs) che si terrà Sabato 20 Giugno.
In allegato 2 fotografie a bassa risoluzione, il comunicato stampa in PDF e il logo dell’evento.
Può trovare tutte le informazioni dettagliate sul sito ufficiale dell’evento: www.rosaephotoday.com

Sperando in una vostra collaborazione porgo distinti saluti.
Rimango in attesa di un vostro gentile riscontro e a vostra disposizione per domande o ulteriori informazioni.

Rosae Photo Day, Sabato 20 Giugno giornata dedicata alla fotografia a Castello Quistini

Sabato 20 Giugno si terrà la terza edizione dell’evento dedicato alla fotografia nella meravigliosa cornice dei giardini di Castello Quistini a Rovato (Bs).

Il programma della giornata, suddiviso in due sessioni prevede:

1-ROSAE PHOTO DAY Events:

Dalle ore 12,00 alle 16,00 si terranno una serie di incontri, proiezioni e dimostrazioni tenuti dai migliori fotografi del momento in collaborazione con le aziende più importanti del settore fotografico.

Apple, in collaborazione con il nuovo negozio White Store di Brescia terrà seminari gratuiti riguardanti i sofware più utilizzati dai fotografi;

Gli appassionati e i curiosi potranno assistere gratuitamente a workshop di Final Cut, software creato da Apple e rivolto al montaggio di filmati digitali e Aperture, potente strumento di gestione, catalogazione e presentazione delle immagini

Saranno ospiti inoltre le migliori aziende del settore fotografico che, in collaborazione con il negozio Vigasio di Brescia, metteranno a disposizione attrezzature fotografiche per prove, test e dimostrazioni.

Il programma della giornata si arricchisce di novità costantemente, potrai trovarlo all’interno del sito internet del Rosae Photo Day www.rosaephotoday.com.

INGRESSO LIBERO a chi verrà accompagnato da una macchina fotografica.

2-ROSAE PHOTO DAY Workshop:

Dall’alba al tramonto si terranno quattro workshop diversi tra loro:

WORKSHOP MACRONATURA: Dopo il successo della scorsa edizione torna Manuel Presti, fotografo romano eletto miglior fotografo di natura del mondo dal prestigioso concorso “Wildlife Photographer of the Year” edito dalla BBC (2005), e pubblicato sulle più importanti riviste italiane e internazionali dedicate al mondo della fotografia tra le quali il National Geographic che affronterà le tecniche e i segreti della macrofotografia naturalistica.

Per tutte le info: www.rosaephotoday.com

WORKSHOP VIDEONATURA: Workshop video, dalle tecniche di ripresa al montaggio video, che si svolgerà in parte alle Torbiere del Sebino e in parte a Castello Quistini con il famoso videomaker Paolo Costa, autore di oltre 60 documentari realizzati per numerosi programmi televisivi RAI come Geo&Geo, Alle falde del Kilimangiaro, ect..

Per tutte le info: www.rosaephotoday.com

STAGE AMBIENTEFIGURA: Tra i giardini e le sale di Castello Quistini, una giornata a fianco del famoso e innovativo fotografo Emanuele Sironi per la realizzazione di un progetto fotografico comune in cui i partecipanti vivranno in prima persona l’esperienza di lavorare con l’artista, la sua modella ed i suoi collaboratori: assistente, stylist, parrucchiere, truccatore; dalla progettazione alla realizzazione dei set fotografici fino alla fase degli scatti e concludendo con un confronto sulle immagini realizzate.

Per tutte le info: www.rosaephotoday.com

WORKSHOP STILL-LIFE: L’esperto Ludovico Fossà affronterà il concetto di Still life con analisi ed esempi, per passare alla realizzazione di una fotografia di un oggetto, fino alla fase di post-produzione.

Per concludere i partecipanti svolgeranno un esercizio finalizzato a prendere coscienza attiva delle procedure apprese durante il workshop.

Per tutte le info: www.rosaephotoday.com

Per ricevere ulteriore materiale la preghiamo di contattarci.

Segreteria organizzativa:

www.rosaephotoday.com

Andrea Mazza

tel. 339 1351913

info@andreamazza.com

Organizzazione tecnica:

www.rosaephotoday.com

Carla Cinelli

tel. 339 5656777

carla@carlacinelli.com

Alessandro Lanzetta – In assenza

venerdì, 27 marzo 2009
listen it it Alessandro Lanzetta   In assenza

d1b1494c42f11a7d10f22148425f5819 Alessandro Lanzetta   In assenza

Vernissage venerdì 3 aprile 2009 alle ore 18.30
Visitabile fino all’8 maggio 2009

Laboratorio Fotografico Corsetti
Via dei Piceni 5/7
00185 Roma

Il sacrificio restituisce al mondo sacro ciò che l’uso servile ha degradato. (Georges Bataille)

In assenza è frutto di una lunga ricerca antropologica e architettonica. Il lavoro di Alessandro Lanzetta si sviluppa dall’osservazione del paesaggio urbano e del suo rapporto con le persone, i suoi abitanti, attraverso i quali la vera natura dei luoghi viene svelata e realizzata. L’autore, fotografo e architetto, si è mosso alla ricerca di tracce antropiche nel territorio metropolitano e si è soffermato proprio dove l’umano è assente. È l’assenza, infatti, che consente al rimosso di tornare alla luce, come durante una seduta di psicoanalisi.

Come sottolineava Bataille, ogni cosa ha un doppio uso, un uso alto, nobile, idealista, formale e un uso basso, informale e a volte disgustoso. È questa seconda natura che è indispensabile, quella che nelle necessità stringenti ha più peso, che trascina l’altra metà nella sua caduta liberatoria. Questa degradazione è come il sacrificio, che attraverso una alterazione allucinata della realtà conduce cruentamente al suo opposto: il Sacro.
La mostra è composta di undici immagini b/n e di una immagine a colori.

Alessandro Lanzetta, architetto e fotografo, nasce a Roma nel 1970. È docente in Progettazione architettonica e Progettazione del Paesaggio presso la facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università La Sapienza di Roma. È redattore delle riviste Gomorra-Territori e culture della metropoli contemporanea e del magazine digitale Archphoto. Dal 2004 fa parte dell’associazione culturale Plug-in. Ha svolto attività di collaborazione con vari studi professionali e gruppi di ricerca tra cui Stalker, Altro_studio, Massimo Ilardi. È stato membro del Mo’ studio di Roma con il quale ha allestito la mostra “La grande ét@gère” a cura di Yves Nacher e Gaelle Lissillour alla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo 1998-1999, e attualmente fa parte dello studio AAvv creative engineering con il quale svolge attività di progettazione architettonica. Come fotografo lavora sul paesaggio e sull’architettura. Sue fotografie sono state pubblicate su riviste di architettura e pubblicazioni inerenti il tema della metropoli. Tra le sue mostre, la personale Litorali Opachi alla Galleria Studio Lipoli & Lopez e le collettive Residential Area in Kivelänränta, Jyväskylä presso il Museum of Central Finland di Jyväskylä, Finlandia e L’Utopia Praticabile – 6 Ipertesti Metropolitani al Museo Hans Christian Andersen di Roma.

Il Laboratorio Fotografico Corsetti rappresenta la naturale prosecuzione del Laboratorio Fotografico Bassi e Corsetti, fondato nel 1971, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i professionisti italiani e stranieri. Il laboratorio è anche uno spazio espositivo e polifunzionale dove vecchie e nuove generazioni della fotografia possono incontrarsi e confrontarsi con workshop, mostre e conferenze.

CONTATTI

Laboratorio Fotografico Corsetti
Tel. 06 64503493
info@corsettilab.com
www.corsettilab.com

Orari: lunedì – venerdì 8,30 – 12,30 / 15 – 19

Ingresso libero

Proiezione di Denis Palbiani – Photoclub Eyes BFI

venerdì, 6 febbraio 2009
listen it it Proiezione di Denis Palbiani   Photoclub Eyes BFI
Giovedì 19 Febbraio, ore 21.00
Teatro Comunale di San Felice sul Panaro (Mo)
proiezione fotografica di Denis Palbiani
(Campione del Mondo di fotografia subacquea)
LA MAGIA DELLE TERRE E DELLE ACQUE

Ph. Denis Palbiani
b213c1d72a635445b9298281c7e0be6d Proiezione di Denis Palbiani   Photoclub Eyes BFI

Ingresso libero
www.denispalbiani.com
www.fotoincontri.net

Duchamp e la fotografia (SISF)

lunedì, 24 novembre 2008
listen it it Duchamp e la fotografia (SISF)

27 novembre 2008, ore 17.30 Elio Grazioli – Università degli Studi di Bergamo Duchamp e la fotografia Sala consultazione del Civico Archivio Fotografico Milano, Castello Sforzesco INGRESSO LIBERO SINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI L’incontro rientra nell’ambito dell’iniziativa: STORIE DI FOTOGRAFIA DIALOGHI TRA LE ARTI (2° ciclo) La sperimentazione fotografica nelle…

Fonte : SISF (abbonati)

Tag : Bergamo, Cultura, Italia, Milano, Verona

Fonte Wikio


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