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Articoli marcati con tag ‘lavori’

Un dialogo tra acquarelli colorati e fotografie in bianco e nero. Per raccontare l’oscurità dell’uomo, facendo parlare il bosco e la guerra. Cinema e storia s’intrecciano, per mano d’una studiata ricerca visuale…

domenica, 5 luglio 2009
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fino al 10.VII.2009
Astrid Nippoldt
Roma, The Gallery Apart

Un dialogo tra acquarelli colorati e fotografie in bianco e nero. Per raccontare l’oscurità dell’uomo, facendo parlare il bosco e la guerra. Cinema e storia s’intrecciano, per mano d’una studiata ricerca visuale…


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pubblicato giovedì 2 luglio 2009

Sei nuvole di napalm si nascondono dietro origami di acquarello colorato e sfilano in coppia nella piccola nicchia della The Gallery Apart; non sembra, eppure quelle macchie gioiose esprimono suggestioni belliche del ricordo infantile di Platoon, diretto da Oliver Stone nel 1986.
Intorno a loro, frame del bosco in bianco e nero di Es geschah am hellichten Tag rivelano, contrariamente ai disegni, un espressionismo rielaborato in analogico, inquieto e silenzioso: è così che Astrid Nippoldt (Giesse, 1973; vive a Berlino) racconta i suoi boschi malvagi, fermando il tempo e immortalando il ricordo visivo che la storia del cinema le ha regalato.
Mentre gli acquarelli si delineano in tutta la loro semplice chiarezza, manifestando nell’esplosione del gesto grafico l’amarezza della guerra, le fotografie si crogiolano nella loro oscurità originaria, rendendo nitido quell’alone di mistero proprio del bosco, che diviene il principale protagonista dell’immagine. Ancora una volta, Nippoldt si lascia ispirare dal film di Vajda del 1958; ma se per la trilogia video presentata alla Fondazione Olivetti nel 2006 di quella pellicola aveva sfruttato l’inquietudine della colonna sonora, per la galleria romana immobilizza il terrore sospeso del frame, catturando tronchi e massi rocciosi informi, fotografando nuovamente quel bosco per sfruttarne l’immagine e non più il suono.
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Le foto in mostra lasciano esplicitamente da parte la figura umana; perdono la trama a cui erano legate, per mostrare una natura silenziosa e osservante, che conosce i misfatti dell’uomo – omicidi loschi e rituali macabri – senza nascondere allo stesso tempo quella qualità attrattiva che la rende affascinante e fascinosamente crudele.
La stampa a getto d’inchiostro piezoelectric permette inoltre alla carta fotografica di trattenere il nero e rendere quasi palpabile e ben distinta la parte più scura dell’immagine; il contrasto con la sfocatura opaca in secondo piano del frame catturato si allontana e si nasconde dallo sguardo del fruitore, che si perde nella ricerca vana del misfatto. Il nero, in primo piano, risalta e invade l’occhio, e se inizialmente si erige a ostacolo visivo, subito dopo lascia spazio al sentiero sconosciuto della sfocatura.
Nippoldt però si concentra anche sul particolare e, laddove ha lasciato visibile la vegetazione totalizzante intrisa d’oscurità, in alcuni scatti avvicina l’obiettivo alla fisicità di un tronco o di un masso, lasciando che pulviscoli uniformi si distinguano nell’opacità del soggetto ripreso, ora poco riconoscibile.
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“L’artista considera la condizione di suspense – sapientemente elaborata nella storia dal linguaggio cinematografico – un metodo efficace per scuotere/confondere i parametri del familiare, per restituire l’icona nel suo stato di potenzialità e irripetibilità”, scrive Ilaria Gianni presentandola per la prima volta all’Italia nel 2006 con Grutas. Scuotere e confondere è ciò che si nota anche nei lavori dei suoi boschi, dove l’acquarello si confonde con l’acido naftenico e il bosco con la bellezza dell’ignoto.

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Astrid Nippoldt a Villa Massimo

flavia montecchi
mostra visitata il 24 giugno 2009


dall’otto maggio al 10 luglio 2009
Astrid Nippoldt – Böse Gehölze (Boschi malvagi)
The Gallery Apart
Via della Barchetta, 11 (zona campo de’ Fiori) – 00186 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 16-20 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668809863; info@thegalleryapart.it; www.thegalleryapart.it

Nudo Fotografico dal Festival di Arles

sabato, 4 luglio 2009
listen it it Nudo Fotografico dal Festival di Arles

pubblicato da Cut-tv in: Siti e risorse utili

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A tutti gli appassionati e curiosi di nudo fotografico segnalo una notevole fonte di spunti e punti di vista sull’argomento. Il Festival Europée de la Photo de nu Regards dur le corps di Arles.

Tra le edizioni passate e la recente di maggio 2009, il sito del Festival di Nudo della Provenza, offre una ragguardevole panoramica di fotografi e mini gallery corredate di link e informazioni, tutte da sbirciare.

Con un po’ di pazienza, facendo un viaggetto a ritroso nel corso delle varie edizioni si possono apprezzare oltre alla varietà di approcci, stili e tecniche, anche quelle di gusto e tendenze, di un genere fotografico relegato a circuiti e ambienti riservati e per addetti ai lavori.

Nell’immagine, Le bestiaire (anche locandina dell’edizione 2009) di Ève Morcrette, ospite d’onore di questa ultima edizione e L’atelier di Philippe Oddoart.

Premio Arte Laguna, il futuro dell’arte fotografica

martedì, 23 giugno 2009
listen it it Premio Arte Laguna, il futuro dell’arte fotografica

Aperte ufficialmente le iscrizioni al Premio Arte Laguna 2009, il concorso che sta rivoluzionando l’approccio verso l’arte contemporanea, dando uno sguardo originale e inedito sulle opere della nuova generazione di giovani artisti, i “maestri” di domani. La 4a edizione si apre con importanti novità e prospettive di ampio respiro, che rendono questo concorso uno stimolante scenario aperto al futuro dell’Arte.

Studio Arte Laguna e l’Associazione Culturale MoCA hanno aperto ufficialmente le iscrizioni alla quarta edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, patrocinato tra gli altri dal Ministero degli Esteri, dalla Regione del Veneto, dall’Istituto Europeo di Design, e da Nikon, un premio che, a partire dalle proprie origini nel 2006, è in costante evoluzione verso l’internazionalità, ma che continua a credere nelle proprie origini e fondamenti: la forte identità veneziana e la propensione verso le espressioni artistiche giovani, innovative, in grado di spronare il mondo dell’arte, dando nuova linfa al panorama mondiale e dando voce alle “new generations” che attendono solo di farsi scoprire.

Il Premio Arte Laguna si suddivide – come nelle precedenti edizioni – in tre sezioni: Pittura, Scultura e Arte Fotografica, ognuna delle quali presieduta da un quotato critico e curatore italiano. Una giuria volutamente giovane e aperta alle nuove proposte, tecniche e modalità espressive, curiosa e stimolante, che si prefigge l’obiettivo di rendere questo concorso peculiare e mai banale.

Quest’anno Igor Zanti per Scultura, Viviana Siviero per Pittura, e Alessandro Trabucco per Arte Fotografica, affiancati dai giurati eccellenti Stefano Coletto, curatore della Fondazione Bevilaqua La Masa di Venezia, Lorenzo Respi, curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, e Rossella Bertolazzi, direttrice dell’Istituto Europeo di Design, si impegneranno a partire dalla chiusura delle iscrizioni (il 15 novembre per le iscrizioni via posta e il 26 novembre per le iscrizioni on-line) nella selezione dei 90 finalisti – 30 per sezione – che esporranno i propri lavori dal 6 al 27 marzo 2010 nell’Arsenale di Venezia, a seguito dell’evento di premiazione ufficiale che si svolgerà proprio in quegli immensi spazi che negli ultimi anni hanno assistito allo sfilare incessante di lavori dei più grandi artisti e architetti contemporanei.

L’interesse che questo premio riesce a scaturire nel mondo dell’arte contemporanea è incredibile, ed è dovuto innanzitutto all’impostazione innovativa che l’ha reso un concorso realmente accessibile a qualunque categoria di artista – basti pensare che nella scorsa edizione tra gli iscritti è apparso un cavallo – ma è dovuto soprattutto alla novità proposte quest’anno dagli organizzatori del Premio.

30128ae4e94bd3207c9456caf87df216 Premio Arte Laguna, il futuro dell’arte fotograficaLa principale: da quest’anno le 90 opere finaliste verranno esposte in una grande mostra collettiva che si svolgerà a marzo 2010 in una location d’eccezione, le Tese dell’Arsenale di Venezia, un vero e proprio contenitore d’arte in un contesto unico al mondo.

Ma il Premio Arte Laguna 2009 rivela altri notevoli cambiamenti rispetto alle precedenti edizioni, tra cui la decisione di lasciare la proprietà delle opere premiate all’artista stesso, che potrà quindi beneficiare dell’aumento di quotazione del proprio lavoro in conseguenza alla vincita del premio.

La dotazione della 4° edizione del Premio Arte Laguna si arricchisce dal punto di vista economico, con l’aumento della cifra complessiva in palio a € 50.000,00, ma anche per il rilevante circuito di gallerie e spazi espositivi nazionali ed estere coinvolti nella promozione degli artisti vincitori, presso i quali saranno organizzate mostre personali e collettive nel corso dell’anno 2010, sempre aggiornate nella sezione “To be continued” del portale Arte Laguna.

La più recente novità riguarda il premio speciale “Collezione Tenuta S.Anna – Business for Art”, che offre la possibilità a tutti gli artisti che si iscrivono alla sezione Pittura del Premio Arte Laguna con due opere, di partecipare gratuitamente anche a questo concorso, con il tema: “I Colori della Terra”. Le iscrizioni a questo premio “enologico” sono aperte fino al 30 settembre 2009 per un motivo ben preciso: l’autore delle due opere vincitrici riceverà non solo un premio in denaro di € 5.000,00, ma soprattutto la possibilità di vedere le proprie creazioni riprodotte sulle etichette dei vini più prestigiosi di Tenuta S.Anna, in tiratura limitata e presentati in anteprima in occasione di Vinitaly 2010, la più importante esposizione internazionale del settore.

John Clang

lunedì, 22 giugno 2009
listen it it John Clang

bcaf28930d8cfa172ccaca1d7473e382 John Clang

Sarebbe riduttivo parlare solo di una serie di questo artista, o mettere in luce solo una parte del suo lavoro, dato che il suo modo di sperimentare in campo fotografico è davvero molto interessante e sempre differente. John Clang è un artista-fotografo di origine cinese trapiantato ormai da tanti anni a New York, dove vive e lavora sia su commissione in ambito commerciale, sia con progetti più personali e sperimentali.

Entrambe le sezioni vedono lavori ben realizzati sia dal punto di vista tecnico che di contenuti, ma ovviamente un occhio di riguardo in più meritano i suoi progetti personali, presenti nella sezione Project del sito. Ogni serie che vediamo affronta un modo nuovo e del tutto personale di vedere la fotografia, dove Clang mescola sapientemente ambientazioni e soggetti, attraverso dei montaggi in post produzione, oppure con piccoli interventi fatti al momento dello scatto.

Il fotografo gioca ad esempio con montaggi di soggetti da lui ritratti in contesti urbani che poi vengono ri-inseriti in altri completamente differenti, come ad esempio dei luoghi desolati e sperduti. In un altro lavoro abbiamo invece una panoramica “temporale” di uno stesso scorcio cittadino, dove il montaggio riguarda le persone che passano in quella zona. Ogni scatto viene montato come un collage, dove ogni “striscia” fotografica sembra strappata da una immagine e utilizzata per creare una nuova e personale visione dello stesso posto.

Continua a leggere: John Clang

L’arte di Gottfried Helnwein

domenica, 7 giugno 2009
listen it it Larte di Gottfried Helnwein

pubblicato da naomi in: Grandi fotografi Società

beaa9d1185a5c0986735b83dd497b206 Larte di Gottfried Helnwein

Le capacità e la qualità del lavoro di questo artista austriaco sono indiscutibili, e la varietà dei prodotti artistici che ha svolto fino ad ora possono solo confermare le sue spiccate capacità di comunicare e provocare. Sto parlando di Gottfried Helnwein, che ora vive e lavora tra l’Irlanda e Los Angeles, in California.

Helnwein è un pittore, un fotografo, un performer e scenografo, e in tutti i suoi lavori possiamo apprezzare il “tocco” inconfondibile, quella firma che tanto racconta di ogni bravo artista che si rispetti. Le sue installazioni fotografiche sono a dir poco sensazionali, sia per la resa e l’impatto comunicativo, sia per le dimensioni mastodontiche in cui si inseriscono.

Questi lavori infatti vedono (soprattutto una delle ultime serie intitolata The Last Child) una presenza costante e irrompente di ritratti in primissimo piano di bambini, i quali sono immortalati in immagini molto provocatorie, spesso anche poco ortodosse. Il fatto di rendere queste immagini grandi quanto dei manifesti pubblicitari inseriti in una realtà cittadina, fanno del suo percorso artistico qualcosa che di certo non passa inosservato.

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Canon, nuovi piani per la fabbrica di Nagasaki

domenica, 7 giugno 2009
listen it it Canon, nuovi piani per la fabbrica di Nagasaki

pubblicato da Derfy in: Canon Curiosità

bce579adb8fc2d98cf104c7672b1b788 Canon, nuovi piani per la fabbrica di Nagasaki

Canon ha in progetto di riprendere la costruzione della fabbrica sospesa all’inizio dell’anno..

I lavori dovrebbero ripartire a luglio e le motivazioni dietro a questa scelta, nonostante la crisi, sarebbero l’incremento di richieste per reflex ed il lieve calo di domanda negli obiettivi.

La fabbrica, come pianificato precedentemente, avrà un produzione di 4 milioni di fotocamera all’anno.

Via | Reuters

Rifare paesaggi – La Valle centrale di Lisbona

martedì, 2 giugno 2009
listen it it Rifare paesaggi   La Valle centrale di Lisbona

966d2a127c12542a9b99ff5d7d97cc99 Rifare paesaggi   La Valle centrale di Lisbona

Lisbona, 27 luglio – 6 agosto 2009

Tra la città storica consolidata di Lisbona e la periferia sviluppatasi tra gli anni ’40 e gli anni ’70 si è formata una fascia su cui insistono le principali infrastrutture di distribuzione urbana. Disponibile ad ospitare le ansie speculative del mercato immobiliare degli ultimi lustri, l”Arco di Lisbona” risulta ora strategico nella politica urbana messa in atto dalla nuova amministrazione che punta a densificare la periferia e a connettere le parti urbane attraverso attrezzature e spazi pubblici. Come trasformare una caotica “terra di nessuno” in uno spazio ordinato ed economicamente sostenibile? come fare coesistere la presenza di ingombranti infrastrutture centrali per l’accessibilità dell’area metropolitana e le funzioni residenziali e per il tempo libero necessarie a rilanciare la qualità della vita? come fare riemergere gli elementi di naturalità che tuttora presiedono alla morfologia del luogo attraverso un ri-disegno del suolo legato alle nuove esigenze di connessione provenienti dalla diversa vocazione di tale area? Queste sono alcune delle sfide lanciate all’architettura del paesaggio dal programma del nuovo Piano per il destino della Valle centrale di Lisbona.

ATTIVITA’/ PROGRAMMA

Il laboratorio sarà strutturato in quattro fasi: conoscenza del territorio e più specificatamente dell’area di progetto; approfondimento degli aspetti tecnici e teorici della problematica in questione; laboratorio di progettazione in gruppi di studio e discussioni generali; esposizione dei lavori e comunicazione dei risultati al pubblico. Le attività dei laboratori si svolgeranno prevalentemente presso le strutture delle locali istituzioni coinvolte. Lingue ufficiali del seminario: italiano e portoghese.

ISCRIZIONI

Il seminario è destinato principalmente a neolaureati e studenti in architettura ma proposto anche a tecnici e professionisti come momento di aggiornamento professionale. Il seminario di 100 ore fa parte del programma di Formazione Continua della UPC di Barcellona. La sua frequenza prevede il conseguimento di 10 crediti ECTS spendibili anche all’interno del programma del Master in Architettura del Paesaggio della UPC di Barcellona che ACMA organizza a partire dal 2009 a Milano. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.

Per informazioni e iscrizioni:

ACMA Centro di Architettura
via Antonio Grossich 16, 20131 Milano

Tel. +39 02.70639293 Fax.+39 02. 70639761
acma@acmaweb.com
www.acmaweb.com

WorkShop di fotografia sociale di Giulio Di Meo

martedì, 12 maggio 2009
listen it it WorkShop di fotografia sociale di Giulio Di Meo

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Presentati i Corsi di Fotografia Sociale per l’estate 2009. Oltre al Workshop che sarà realizzato in Maranaho in collaborazione con il Movimento Sem Terra – giunto ormai alla terza edizione – da quest’anno è prevista una nuova esperienza in Bolivia tra Potosì e Cochabamba. Entrambe le proposte riguardano il mese di agosto (le date precise dipenderanno dalla disponibilità dei voli) e saranno della durata di 10/12 giorni.
Bolivia – Potosì/Cochabamba – prima metà di agosto
Brasile – Maranhao – seconda metà di agosto

I corsi sono destinati a coloro che vogliono conoscere da vicino questo genere fotografico che ha come fantastico teatro le persone, la strada, la quotidianità. E’ una “fotografia in cammino”, perché solo per strade, vicoli e strettoie ci si immerge nella società e si può cercare di descriverla, raccontarla, interpretarla e quindi viverla.

Il corso in Brasile sarà svolto in collaborazione con il Movimento Sem Terra Brasiliano e avrà come protagonisti gli accampamenti del MST, i visi dei contadini, i ritmi delle giornate di lavoro scandite dal sole e dal caldo, in uno splendido scenario naturale nel nord del Brasile nello stato del Maranhao.
Il programma prevede la visita di diversi accampamenti e assientamentos del MST, ospiti delle famiglie di agricoltori così da avere una visione globale, ma ravvicinata, di questo grande movimento sociale. MST è partner dell’Arci nel cammino verso un mondo migliore.

Il corso in Bolivia sarà svolto in collaborazione con l’Associazione Yanapakuna che si occupa di Sostegno a Distanza a beneficio dei bambini poveri che vivono nei quartieri emarginati di Potosì.
La maggior parte del corso riguarderà proprio la storica città di Potosi – la più povera della Bolivia – che si trova a 4000 metri sul livello del mare. Qui sorgono le leggendarie miniere del Cerro Rico, in passato fonte di ricchezza per i conquistadores spagnoli ed oggi unica alternativa di lavoro per molte famiglie potosine. Le condizioni attuali di lavoro dei minatori sono drammatiche e i salari insufficienti a garantire alle loro famiglie condizioni di vita dignitose. I bambini spesso sono obbligati a lasciare la scuola per andare in miniera a lavorare. Con questo corso cercheremo di documentare il loro vivere: dal lavoro nelle miniere alla situazione della famiglie, dalla vita dei contadini alla fragile condizione dei minori, spesso costretti ai lavori più duri. Per ragioni organizzative si prega di manifestare il proprio intento a partecipare e di confermare l’adesione per la prima settimana di giugno al fine di avere il tempo necessario per la realizzazione puntuale del programma di lavoro.

Il costo per la partecipazione è di 2.500 euro a persona che comprende:
volo internazionale
spostamenti interni
vitto e alloggio quando necessario
assicurazione volontari esteri
quota di sostegno ai partner locali
accompagnamento e formazione

Per qualsiasi informazione potete scrivere a:
campidilavoro@arci.it
giuliodimeo@yahoo.it
workshop@giuliodimeo.it
bb854e5bbc7f1cb71bfaea133a02d5a0 WorkShop di fotografia sociale di Giulio Di Meo

12.02.09 – Padova Aprile Fotografia 2009

domenica, 15 febbraio 2009
listen it it 12.02.09   Padova Aprile Fotografia 2009

È giunta alla quinta edizione la rassegna internazionale Padova Aprile Fotografia che quest’anno ha come titolo Forme dell’Identità, e che risulta centrata su di una serie di mostre che scandagliano, appunto, un’idea d’identità e le diverse relazioni che questa assume con il mondo e la realtà.

La manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e curata da Enrico Gusella e Alessandra De Lucia, comprende un percorso di tre esposizioni: una collettiva dal titolo “10 Fotografi d’oro” e due personali, di cui una dedicata a Douglas Kirkland e l’altra all’opera del fotografo Peter Feldstein e dello scrittore Stephen G. Bloom intitolata “The Oxford Project”.

La kermesse padovana si apre nel Museo Civico di Piazza del Santo venerdì 3 aprile con la mostra Douglas Kirkland. Portraits (inaugurazione ore 17,00). Curata da Elena Ceratti per l’agenzia Grazia Neri e Enrico Gusella, l’esposizione presenta una galleria di ritratti di singolare qualità ed efficacia che sottolineano la capacità dell’autore di scavare in profondità nell’identità del soggetto. Infatti, una sessantina di opere  a colori e in bianco e nero ripropongono lo straordinario percorso dell’artista costituito da rapporti, amicizie e complicità all’interno dei set cinematografici, dello show biz ma anche della realtà quotidiana con cui entra in contatto. Al celebre fotografo, che si tratti di una grande stella di Hollywood o di un passante per strada, non fa alcuna differenza, in quanto egli è teso a scandagliare volti e fisionomie dei soggetti per fissare un sentimento o un’emozione, cercando la componente umana o la spontaneità. “I ritratti di Douglas Kirkland vanno al di là dell’apparenza fisica dei suoi soggetti; egli cattura la vera essenza del loro essere con una disarmante onestà e sensualità.”
Kirkland ha iniziato la sua carriera tra gli anni ’60 e ’70, ha collaborato con importanti riviste americane, ma noti sono soprattutto i suoi ritratti di celebrità e star dello spettacolo, tra cui Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Sean Connery, Robert De Niro, e di uomini della scienza, come Stephen Hawking. “Complice” e singolare autore che ha vissuto accanto ai personaggi – attori, registi, produttori, direttori della fotografia – più importanti dell’industria cinematografica di Hollywood e Cinecittà, passati alla storia e diventati oramai leggende.

The Oxford Project è un lavoro ideato dal fotografo Peter Feldstein e dallo scrittore Stephen G. Bloom. La mostra, curata da Amy Worthen e Enrico Gusella, che si inaugura venerdì 3 aprile (ore 17,45) nella Galleria Sottopasso della Stua, presenta una ventina di opere tese a descrivere una sorta di racconto americano fatto di immagini. I primi scatti di questo progetto risalgono al 1984: sono ritratti di ogni singolo residente (676 gli abitanti della piccola comunità) della città di Oxford realizzati in uno studio improvvisato lungo la strada principale del paese. Nel 2004, a distanza di vent’anni, Feldstein fotografa nuovamente le stesse persone incontrate nel 1984: i bambini sono diventati adulti, magari padri o madri di famiglia, e gli adulti di allora sono oramai vecchi. Qualcosa però accomuna gli scatti recenti con quelli storici: non si tratta di elementi tangibili, quanto del senso di appartenenza che mette in relazione tutti. questi individui, ciò che li lega alla loro città e che fa di questo lavoro una sorta di descrizione dell’archetipo di comunità americana. The Oxford Project rivela un’analisi quasi antropologica sul concetto di identità.

Conclude il percorso della rassegna 10 Fotografi d’oro, curata da Enrico Gusella e Italo Zannier (inaugurazione alle ore 18,30) alla Galleria Civica Cavour e, a seguire (alle ore 19,15) al Museo Diocesano. Si tratta di un’originale collettiva con fotografie di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Paolo Gioli, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Fulvio Roiter, Marco Zanta. Oltre un centinaio di opere che costituiscono la prima di una serie di mostre dedicate ai più grandi fotografi italiani, il cui obiettivo è una ricognizione organica sulla fotografia italiana contemporanea. I fotografi coinvolti indagano, ognuno a proprio modo, il concetto di identità. Così Gabriele Basilico presenta un lavoro intitolato Milano. Ritratti di fabbriche: una sequenza di immagini della periferia milanese, risultato di una lunga indagine fotografica compiuta tra il 1978 e il 1980. Gianni Berengo Gardin, da sempre attratto dalla semplicità dei luoghi e dei contesti di fusione culturale, propone alcuni significativi scatti relativi alla realtà delle comunità di nomadi e zingari che popolano le città italiane. I sei grandi lavori di Luca Campigotto sono dedicati ai notturni de Il Cairo: fotografie in bianco e nero che aprono la visione a minareti, piramidi e architetture egiziane. Le immagini di Giovanni Chiaramonte riguardano invece l’itinerario, attraverso il territorio lombardo, del fiume Olona, inteso come metafora della propria vita. Mario Cresci presenta i due tipi di ricerca che hanno segnato il suo percorso artistico: i lavori sulle avanguardie storiche e in particolare sul design, e l’indagine sugli aspetti etnografici e antropologici delle regioni del Mezzogiorno d’Italia. De Biasi presenterà una selezione di fotografie tratta dal reportage storico dedicato a Budapest del 1956. Le fotografie di Franco Fontana esprimono chiaramente la ricerca storica dell’artista sul colore, realizzata mediante un costante interesse per il paesaggio urbano, in particolar modo americano, e la composizione astratta. Mimmo Jodice presenta dieci scatti in bianco e nero che rivelano uno studio profondo e appassionato sulle impronte del passato, sul presente e sulle radici lontane della cultura mediterranea. Infine Marco Zanta con i suoi scatti percorre gli ambienti industriali, luoghi fatiscenti che diventano manifestazione nel silenzio dell’inoperosità.

Padova Aprile Fotografia 2009 si dimostra essere così una vetrina di singolare attualità del panorama fotografico contemporaneo, un quadro del tempo e delle complessità, tra cui, appunto, l’identità.

Forme dell’Identità
5ª edizione
4 aprile – 20 giugno 2009

Inaugurazione venerdì 3 aprile, dalle ore 17,00

Flickr: dorellana

mercoledì, 10 dicembre 2008
listen it it Flickr: dorellana

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L’amicizia e i gusti comuni portano a trovare in passioni come la fotografia un momento di incontro e confronto. Mai come in questo caso la cosa è stata possibile. Mi sono imbattuta nella gallery su Flickr di questa giovane fotografa americana, la quale ha attirato la mia attenzione per due ragioni.

Dorellana è una giovane studentessa, la sua gallery è ancora povera di immagini, ma nonostante tutto si denota un tocco già attento e intrigante nella proposta fotografica.

Inoltre è amica e collaboratrice di un’altra utente di cui avevo già parlato, cioè di Eleanor Hardwick (è presente come modella in alcuni suoi scatti), la quale ha una competenza di tutto rispetto nonostante la giovane età.

Anche in questo caso non possiamo fare altro che ammirare le fotografie della sua compagna di avventure fotografiche, con immagini evocatiche e poetiche, dove delle giovani donne giocano a fare le grandi e si destreggiano in composizioni e lavori fotografici interessanti e tutti da ammirare.

 Flickr: dorellana

 Flickr: dorellana  Flickr: dorellana

 Flickr: dorellana


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