Articoli marcati con tag ‘raccolta’
domenica, 28 novembre 2010
Non so se qualcuno si fosse già imbattuto in questa raccolta della Canon e avesse pubblicato il link. Ho dato una sfogliata veloce e mi sembra interessante. Ovviamente è gratis ma in inglese.
Qua il link
http://www.canon-europe.com/Support/Docume…work_iii_en.asp
Buona lettura
Fonte Google News
Tag:Asp, battuto, canon, canon europe, Euro, europe, fogli, foglia, gratis, Ht, inglese, Lens Work, loc, News, raccolta, Supp, velo, Veloc
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domenica, 28 novembre 2010
Visto che nel forum se ne dibatte parecchio, visto che ho avuto sia 5DII che 7D e considerato che le ho utilizzate parecchio per foto sportive… apro questo topic per riportare le mie impressioni di uso pratico della due macchine
Premesso che la fotografia “action” ha davvero molte sfaccettature, parlerò degli sport in cui ho esperienza, cercando di fare qualche analogia…
Cominciamo dal modulo AF…
…vediamo com’è fatto:
- la 5DII ha il punto centrale a croce (legge sia le linee verticali che orizzontali) ed ha gli 8 laterali che leggono le sole linee verticali. L’unico punto “assistito” è il centrale che ha intorno 6 punti (invisibili) che leggono le sole linee verticali.
- la 7D ha 19 punti, tutti a croce e si può scegliere per qualsiasi punto di farlo lavorare da solo o con l’assistenza dei punti circostanti. Inoltre ha la possibilità d’impostare diverse variabili come la sensibilità dell’inseguimento e la priorità alla velocità o al fuoco.
…e a che serve nella foto d’azione:
anche nella fotografia d’azione la composizione dell’immagine è un elemento essenziale per uno scatto ben riuscito e a differenza di generi fotografici più “statici” come paesaggi, ritratti o still life, è davvero raro che si possa mettere a fuoco e poi ricomporre. Per cui le opzioni sono due… fuocheggiare a mano o sfruttare i diversi punti dell’AF in modalità “AI Servo”
Fuoco a mano:
Quando un soggetto ha una traiettoria prevedibile o comunque obbligata si usa la tecnica del pre-fuoco, cioè si mette a fuoco il punto in cui passerà il soggetto e si scatterà nel momento esatto in cui il soggetto passerà in quel punto… per avere un margine d’errore potremo impostare un diaframma più chiuso per controllare la PDC oppure utilizzare lenti corte che garantiscono molta PDC anche a diaframmi aperti…
In questa condizione la 5DII va alla grande e dona alle immagini tutta la qualità di cui è capace… con una considerazione: la PDC del FF è di uno stop in meno e quindi , per avere la stessa PDC (a parità di scena inquadrata) se con l’APS-C fossimo ad f/4 e 1/1000 di sec., con il FF dovremo essere ad f/5,6 ed 1/500 di sec.; il che potrebbe risultare in un tempo troppo lento per congelare l’azione. In tal caso dovremmo alzare gli ISO del FF di uno stop, perdendo parte del suo vantaggio sul rumore.
Ecco un paio di esempi di fuoco a mano:
In questo primo esempio una focale corta, 15mm ad f/8, ha permesso di avere una grande PDC

In questo secondo esempio, l’utilizzo dei flash risolve il probelema di un eventuale tempo troppo lento

Utilizzo dell’Auto Focus (in modalità AI Servo):
in altre situazioni l’utilizzo del fuoco manuale è, almeno per i comuni mortali, impossibile e ci si deve affidare all’AF. Quindi decideremo, ai fini della composizione, la posizione che il nostro sogetto dovrà avere nel fotogramma ed imposteremo il punto Af più adatto… Quì la 5D inizia a mostrare concretamente tutti i suoi limiti perchè i punti esterni sono poco lontani dal centro (problema per la composizione), usano solo le linee verticali (quindi molto meno precisi, in particolare su superfici uniformi o lisce), non sono assistiti dai punti contigui (il nostro soggetto non sempre si muoverà in modo prevedibile) e non possiamo regolare la sensibilità dell’inseguimento (che fine fa la messa a fuoco se s’interpone un altro elemento, anche solo per un attimo, tra noi ed il soggetto?)… LA 7D, dal canto suo, ha una risposta a tutte queste esigenze… a patto di impostarla nel modo giusto 
Partiamo dal punto AF… negli scatti quì sotto vediamo come si comportano le due macchine in un panning (ci muoviamo con il soggetto e scattiamo al momento opportuno):
Con la 7D inquadreremo il nostro soggetto nel punto di riferimento (rosso) e saremo anche tranquilli che se si dovesse inclinare in modo non previsto, avremmo gli altri punti ad assisterci
AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)

Nel caso della 5DII, invece avremo un solo punto (non a croce) e per evitare di tagliare l’ombra del rider, saremo costretti a fuocheggiare su un area molto difficile come il portatarga o la forcella, il che potrebbe mettere in crisi l’AF e darci una lettura errata (fuori fuoco) o peggio perdere il fuoco (AF hunting) e quindi anche la possibilità di scattare… scatto perso!! Inoltre, l’area in questione è anche su di un piano più lontano dal busto ed il casco, il che ci obbligherà a chiudere di più il diaframma per avere maggior PDC ed il tempo, di conseguenza, sarà più lento… bene per un panning, meno bene se volessimo congelare l’azione.
AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)

Passiamo alla regolazione della regolazione della sensibilità dell’inseguimento che è molto utile nelle situazioni in cui qualcosa (un giocatore diverso dal nostro soggetto, un palo, del fango o altro) s’interpone tra noi ed il nostro soggetto.
In questo scatto d’esempio le gocce avvolgono il soggetto ed un AF settato in modo standard potrebbe mettere a fuoco sull’acqua invece che sul soggetto (o peggio perdere il fuoco) facendoci, anche in questo caso, perdere lo scatto.
In questo particolare esempio, visto che le gocce sono abbastanza vicine al rider, un rimedio semplice potrebbe essere quello di aumentare la PDC chiudendo il diaframma, con le conseguenze già descritte e la perdita di parte della sfocatura dello sfondo. Ma se l’ostacolo fosse più grande o vicino, non potremmo fare molto… In queste circostanze l’AF della 7D ci viene decisamente in contro e ci permette di regolare la sensibilità dell’inseguimento (per non perdere il fuoco) e la priorità allo scatto vs l’aggancio della messa a fuoco (per scattare anche con una MAF non perfetta, ma scattare e portare a casa la foto comunque)
AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)

ed ecco la stessa immagine con la 5DII… il puto cade in un’area molto difficile ed il mantenimento della MAF diventa più che altro una questione di fortuna.
AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)

Ecco un altro esempio dove l’atleta ha alzato la tavola e quindi assunto una posizione più raccolta del previsto…
Con la 5DII il rider sarebbe uscito dalla zona coperta dall’AF ed avremmo messo a fuoco lo sfondo o peggio non avremmo potuto scattare per la perdita totale del fuoco
AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)

Al contrario, con la 7D riusciremmo a mantenere la messa a fuoco e la composizione che avevamo progettato
AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)

Per ora abbiamo parlato solo di messa a fuoco ma, anche nel caso di messa a fuoco a mano, la 5DII potrebbe darci del filo da torcere anche nalla situazioni in cui serve velocità di scatto o raffica…
Velocità di scatto… la 5DII ha un tempo di oscuramento del mirino al momento dello scatto di circa 150ms. In questo lasso di tempo noi non vediamo nulla e, se ci aggiungiamo che stamo seguendo il nostro soggetto con un solo punto AF (senza assistenza dei laterali), potremmo perdere il controllo della scena inquadrata.
La 7D ha un buio di circa 100ms e l’assistenza dei punti contigui il che ci permette di avere maggior controllo sullo svolgersi dell’azione.
La raffica… i 4 fps scarsi della 5DII sono un po’ pochini per registrare una sequenza o trovare l’attimo perfetto in cui il gesto atletico è all’apice. Poter contare su 8fps, ci da la possibilità di catturare il momento migliore o sequenze come questa…

Per concludere… la 5DII, se conosciuta a fondo e se ci si adatta ai suoi limiti, permette di spaziare anche nel campo della fotografia d’azione ma non pùo essere lo stumento primario per un fotografo che annovera questo genere tra i suoi preferiti.
Lunghetta eh?? …spero almeno possa essere utile a qualcuno
Fonte Google News
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domenica, 28 novembre 2010
Sono recentemente passato a Windows 7 64 bit.
Possiedo uno scanner Canon 4200F che ho utilizzato con Xp e con Vista.
Senonchè il nuovo sistema operativo e lo scanner non sono completamente compatibili.
In particolare per quanto riguarda la scansione di negativi e diapositive.
In pratica il pc riconosce lo scanner e carica i driver. In “Raccolta Multimediale di Windows” me lo riconosce mentre, se invece provo ad entrare dal mio programma di photo-editing tramite File/Importa lo scanner viene dato per inesistente. Quando lo utilizzavo con Vista invece mi apriva ScanGear CS.
Ho provato quindi con un software di scansione diverso, scaricandomi la versione di prova di ScanVue, ma le librerie (32 e 64 bit) non sono compatibili. Ho scritto al produttore del software il quale mi ha confermato la incompatibilità e mi ha consigliato di installare un emulatore di XP sul pc.
L’emulatore windows però non è installabile con la versione Home Premium ma solo dalla Professional in sù. Al tempo stesso preferirei evitare emulatori, specie se di terze parti
Ho scritto quindi alla Canon la quale mi ha a sua volta confermato i noti problemi di incompatibilità (non hanno intenzione di aggiornare il software di CanoScan 4200F) consigliandomi invece di ricercare sul web un buon software di scansione con driver twain/wia. A mia richiesta mi hanno aggiunto di non poter suggerire programmi di terzi e di fare quindi da me una ricerca approfondita.
Ci ho provato ma non sono riuscito a trovare nulla che sembri fare al caso mio.
Chiedo suggerimenti e consigli. Almeno voi, spero, potrete indicarmi qualche buon software di scansione compatibile con la mia attrezzatura. Oppure, se qualcuno ha avuto il mio stesso problema potrà suggerirmi come risolverlo.
Grazie a tutti.
Fonte Google News
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domenica, 21 novembre 2010
Nome File: Tutorial sulla fotografia notturna
Inviato da: canonclubitalia
Inviato il: 16 Jan 2009
Categoria File: I migliori articoli nel Canon Club
Dato che mi cimento da vario tempo, con molta passione e risultati accettabili, in questo genere fotografico ho pensato ad una mini guida; diciamo che forse è più una raccolta di consigli che vengono dalla pratica.
Affronto anche argomenti che per molti possono sembrare scontati o ovvi, ma visto che c’è anche chi parte da zero…ovviamente ogni aggiunta vostra è ben gradita…come anche commenti o critiche.
foto esempio per capire di cosa stiamo parlando: …..
Clicca qui per scaricare questo file
Fonte Google News
Tag:canon, canon club, Cimento, da zero, fotografia, guida, molti, pratica, raccolta, Vario
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lunedì, 19 aprile 2010

Oggi verrà presentato ufficialmente Photoshop CS5 e vogliamo proporvi una raccolta di ben 70 azioni.
Potete trovare sicuramente quella più adatta ai vostri gusti perché si va da effetti molto semplici a ritocchi molto più pesanti. Le azioni sono molto utili anche se a volte vengono un po’ abusate senza personalizzazioni da chi è alle prime armi dando alle foto un tono un po’ troppo comune e mainstream.
Se siete interessati ad approfondire l’argomento potete dare un’occhiata a Come creare un’azione con Photoshop.
Via | CreativeNerds
Fonte Google News
Tag:azioni, Cs5, effetti, Gusti, Mainstream, photoshop, raccolta
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domenica, 22 novembre 2009
“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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domenica, 5 luglio 2009
fino al 15.VII.2009
Ileana Florescu
Roma, Pino Casagrande
Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta…
pubblicato lunedì 8 giugno 2009
Ritorna l’acqua. In questo nuovo ciclo, l’elemento preferito da
Ileana Florescu (Eritrea, 1960; vive a Roma) ricorre non come protagonista, ma come splendida e vibrante cornice delle opere in mostra, o forse sarebbe meglio dire del “concetto†in mostra.
L’artista ha provocatoriamente gettato in mare dei libri “
con la consapevolezza della casualità â€, come spiega lei stessa; libri scelti tra i grandi autori come Dante e Shakespeare, fino agli scrittori contemporanei come Roberto Saviano, senza negarsi una vena ironica e giocosa, come in
Orto, manuale pratico della semina e della raccolta o nei
Ristoranti d’Italia delle guide “L’Espressoâ€.
Si potrebbe pensare che il destino abbia agito curiosamente nell’accoppiare un libro con il rispettivo effetto di luce e ombra che appare in fotografia, tanta è la sorprendente attinenza e piena realizzazione del significato dell’uno nell’apparenza delle seconde; invece sono le parole di Diego Mormorio, storico della fotografia e curatore della mostra, a mettere in luce i propositi dell’autrice: “
Non ha proceduto seguendo l’accidentalità , ma cercando la forma. Ha cioè, per ogni libro e per ogni frase che aveva in mente, cercato di ritrovare nell’acqua una forma appropriataâ€.

L’effetto finale non è orientato a un’estetica delle forme puramente westoniana; anzi, nell’opera di Florescu c’e sicuramente la volontà di ricreare la realtà attraverso un occhio poetico, sospingendo l’immaginazione sul limitare di un mondo fiabesco. La scelta dell’elemento acquatico ha in quest’ultimo una grande partecipazione, poiché è in grado di distruggere le frasi e le illustrazioni, ma allo stesso tempo può anche fungere da lente d’ingrandimento, dando risalto a singole parole, restituendone tutta la pregnanza o, al contrario, la futilità .
Si compone così, pagina dopo pagina, il diario intimo della vita dell’artista o, meglio, dell’umanità stessa: riunendo testi arabi, cinesi, europei, americani si dispiega un breve compendio dello scibile umano che, nei 149 scatti in mostra, riesce a offrire una straniante panoramica del nostro vivere moderno. Magari non sarebbero proprio questi i titoli che vorremmo fossero salvati da un ipotetico incendio, ma non farebbe differenza, perché quello di Florescu può essere anche un gesto provocatorio per richiamare l’attenzione sul fatto che la società , il mondo, si sta inabissando.

A chiudere la molteplicità di livelli di lettura di una mostra che rappresenta una vera sorpresa per la ricchezza delle riflessioni che sa suscitare, al centro della sala si trovano quattro teche con altrettanti volumi-scultura recuperati dalle acque del mare e fatti asciugare. Resi ormai illeggibili, è il loro status di classici a parlare, oltre alla loro forma così particolare e casuale, che li rende simili a strani anemoni o stelle marine. Come creature degli abissi tratte dal loro ambiente naturale.
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chiara ciolfi
mostra visitata il 15 maggio 2009
dall’undici maggio al 15 luglio 2009
Ileana Florescu – L’umana sintesi
a cura di Diego Mormorio
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande
Via degli Ausoni, 7/a (zona San Lorenzo) – 00185 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 17-20
Ingresso libero
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel./fax +39 064463480; gallcasagrande@alice.it
Tag:5d, 6x, a4, acqua, ambiente, ambiente naturale, americani, amica, appare, apparenza, arte, arte contemporanea, attenzione, autori, aveva, azioni, canon, chiara, concetto, contempora, cornice, Cultura, curiosa, e digital, editoria, elemento, enzo, esce, europe, eva, exibart, f9, filo, filosofia, finale, florescu, forme, foto, Fotografi, fotografia, frasi, funge, fungere, gesto, gioco, guida, il destino, illustrazioni, images, incendio, ingresso libero, intera, l espresso, la fotografia, la mostra, la vita, lati, lente, libero, libri, libro, luce e ombra, mail, mare, mmo, montata, mostra, natura, News, notizia, occhi, occhio, ombra, opera, opere, orto, pace, piena, pino, pino casagrande, poeti, proposta, protagonista, provo, raccolta, realizzazione, renzo, resa, resi, riflessi, ristoranti, roberto saviano, roni, salvati, san lorenzo, scoperta, scultura, segue, semina, shak, simili, sintesi, sorpresa, spiega, studi, tanti, test, testi, tito, titoli, vena
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martedì, 2 giugno 2009
pubblicato da Cut-tv in: Photobucket
Guardare il Popolo Israeliano attraverso lo sguardo del fotografo Adi Nes è un’esperienza che consiglio a tutti, perché aiuta a guardarsi dentro e a osservare con occhi diversi una popolazione spesso oggetto di pregiudizi e luoghi comuni. Il suo popolo di eroi della strada, reietti, soldati, prigionieri … esibisce prosaicamente la propria dignità e un’identità comune, quella ebraica, attraverso riferimenti biblici, artistici, pittorici e culturali comuni a tutti.
I suoi soldati Israeliani emergono da una società e una cultura che li esibisce sui media, nella storia locale, nell’arte, al cinema e soprattutto in strada, per mostrare la loro umanità tutt’altro che dura e aggressiva e tutto quello che non è solo un numero su una divisa. I suoi soldati si riuniscono intorno ad un tavolo, strizzando l’occhio all’ultima cena di Leonardo Da Vinci (1999 work Untitled, ultima foto di questa gallery) e anticipano il taglio stilistico e scenografico ancora più evidente in Bible Stories, l’ultima serie fotografica di Adi Nes che riconduce tutto all’origine, per mostrare qualcosa di nuovo su di se e il mondo dal quale proviene.
Per approfondire la conoscenza di questo fotografo israeliano ‘gay dichiarato’, con tutto quello che ciò comporta anche in una città liberale, moderna e occidentale come Tel Aviv, consiglio questa illuminante intervista, mentre una buona raccolta delle sue serie fotografiche è visibile alla Sommer Contemporary Art di Tel-Aviv, che lo rappresenta insieme alla Jack Shainman Gallery di New York e alla Gallery Praz Delavallade di Parigi.
Il Popolo di Adi Nes

Continua a leggere: L’dentità del popolo Israeliano di Adi Nes
Tag:1d, 3D, 5d, 7d, arte, artisti, blog, canon, chiara, cinema, comporta, conduce, conoscenza, consiglio, contempora, contemporary art, conti, Cultura, dichiara, dichiarato, dw, f5, fondi, foto, Fotografi, fotografo, grafica, hp, images, intervista, lava, luoghi comuni, mostra, News, occhi, occhio, oggetto, parigi, photo, photobucket, pittori, polo, raccolta, soldati, stili, storia, strada, taglio, tel aviv, trad, wikipedia
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domenica, 17 maggio 2009
pubblicato da Cut-tv in: Mostre e gallerie

Da divoratrice di libri e mondi di parole con una valenza fisica, tattile e sensoriale molto forte, vi segnalo con piacere una mostra fotografica che parla di libri, di acqua e catarsi.
La galleria Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande di Roma (via degli ausoni 7A), ospita fino al 15 luglio L’Umana sintesi di Ileana Florescu, la provocatoria mostra fotografica che ritrae libri gettati in acqua, elemento usato come lente per ingrandire e/o deformare le parole scritte e per macerare, responsabile della scomparsa della parola scritta e di tutto quello che rappresenta.
I libri ‘annegati’ negli scatti, sono stati scelti non senza un pizzico di ironia tra grandi autori del calibro di Dante Alighieri, Shakespeare o Dostoevskij e testi più profani come la serie I ristoranti d’Italia, guida de l’Espresso o ‘Orto, manuale pratico dalla semina alla raccolta’, del quale è immortalata la spiegazione di come si semina una rapa ed è dedicato a tutti i giovani che credono che le rape nascono sugli alberi.
La personale conta un centinaio di scatti suggestivi per le variazioni cromatiche apportate dall’elemento liquido e per le riflessioni che innescano. In sede trovate anche un catalogo completato da apparati biografici, nel quale le immagini sono introdotte dal testo critico dello storico della fotografia e curatore della mostra Diego Mormorio. L’ingresso è libero e se vi trovate nei paraggi (zona San Lorenzo) consiglio una visita.
Via | Undo.net
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domenica, 15 febbraio 2009
Dal 18.02.09 al 14.03.2009 a Bolzano presso la Gallerie foto-forum
Francesco Cianciotta presenta “Concrete Pause, Always in Progress”, una raccolta di scorci “visionarii” di città rubate attraverso brevi spostamenti in taxi
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