Articoli marcati con tag ‘scala’
Dove sbaglio?
domenica, 28 novembre 2010
Ciao a tutti,
sono nuovo del forum anche se vi seguo da settembre circa quando ho acquistato una 40D +(nei mesi successivi) Tokina 12-24 f4 Pro DX II + Sigma 24-70 f2.8 EX DG.
Da subito ho notato errori giganteschi perchè mi dimenticavo delle regole basilari del gestire l’esposizione, mi sforzavo di non usare il cavalletto (”tanto non mi serve”.. si è visto poi
) e tante altre cose banali. Ora sto migliorando anche se ho ancora qualche perplessità.
Questo weekend sono andato in montagna e mi sono sforzato di concentrarmi sull’accoppiata diaframma/tempo. Non avendo il cavalletto, ho cercato di tenere tempi non superiori all’inverso della focale (non c’era molta luce ma era accettabile) e di usare diaframmi che fosserò all’incirca a metà della scala (tra 4 – 5,6 – 8). Devo dire che è migliorato molto il risultato, però per esempio in questa foto paesaggistica fatta con il tokina non sono soddisfatto per nulla della pdc e della nitidezza (neanche PS ha potuto niente).
Voi che dite? Dove ho sbagliato?
http://i55.tinypic.com/33li7px.jpg
Grazie anticipatamente!
Gianluca
foto "dall’alto"
domenica, 28 novembre 2010
Ciao,
mi è stato chiesto di fare alcune foto di famiglia, con tanto di bambino piccolo.
La madre ha già in mente una fotografia e si tratta di un ritratto di loro 3 distesi, teste vicine, ripresi dall’alto.
Non ho mai fatto niente di simile ed ho qualche idea, se qualcuno ha già esperienze però mi può evitare inutili sperimentazioni 
Pensavo di utilizzare una scala/scaleo o qualcosa per non far comparire i miei piedi nella foto ed evitare ombre, 1-2 flash wireless, come obiettivo credo andrà bene il 18-55IS diaframmato.
Come “sfondo” sentirò la padrona di casa, ma pensavo ad un telo/plaid per avere uno sfondo omogeneo e non invadente
Prova della 7D
domenica, 28 novembre 2010
Ho appena acquistato la 7D e ne sono proprio soddisfatto
Per quanto riguarda tutte le discussioni che ho letto su rumore e morbidezza volevo dirvi della prova che ho fatto.
Ho impostato ISO 12800 ed ho fatto una foto in casa alla sera con la sola luce di casa.
Ho impostato la riduzione rumore ad alti ISO al massimo e poi su disattivata.
Quindi ho scaricato le foto e ne ho copiato un pezzettino in una parte scura che ho poi incollato su di un’immagine a 300 dpi ed su una a 150 dpi senza scalare l’immagine originale ma utilizzando i pixel dell’originale mettendoli a 300 dpi o 150 dpi ottenendo quindi due immagini una il doppio dell’altra come dimensioni fisiche.
Ho messo nella parte alta dell’immagine la foro scattata a 12800 ISO senza riduzione rumore e sotto quella con riduzione rumore.
Quindi ho stampato le due immagini su carta fotografica lucida in formato 10×15.
In pratica sulle due stampe ho una parte dell’immagine completa a 300dpi e a 150dpi corrispondenti ad una dimensione di tutta la foto pari a:
1) 5184 x 3456 pixel che a 300dpi portano a 5184:300×2,54 = 43,98 cm x 3456:300×2,54 = 29,26 cm
2) 5184 x 3456 pixel che a 150dpi portano a 5184:150×2,54 = 87,78 cm x 3456:150×2,54 = 58,52 cm
Prese in mano le due stampe si nota subito che la parte senza riduzione del rumore è molto ben dettagliata mentre quella con riduzione rumore impostata su massimo è morbida anche in stampa.
Per quanto riguarda il rumore, lo si nota se si guarda da vicino la foto, ma ponendosi alla distanza di visione della foto totale a dimensione reale di stampa il rumore praticamente non si vede e si vede una foto con un buon dettaglio.
Tenendo presente che ho scattato a 12800 ISO il risultato mi sembra veramente ottimo anche tenendo presente che quando scattavo con la pellicola le stampe 13×18 a soli 400 ISO erano visibilmente rumorose molto di più di quello che adesso posso ottenere a 12800 ISO.
Altra cosa che ho notato rispetto alla mia precedente 350D e 500D è che il bilanciamento del bianco in automatico dà risultati ottimi senza necessità di impostare un bilanciamento personalizzato ed inoltre la grana del rumore della 7D mi sembra migliore rispetto alle precedenti reflex che ho usato.
Recensione Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM
domenica, 28 novembre 2010
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248961-IMG-6013.jpg.html
Ci sono ancora poche cose che si possono solo fare con una reflex full frame.
Arrivare ad una focale minima di 12mm effettivi non è più una di queste da quando Sigma ha presentato il grandangolare estremo con focale 8-16mm, uno zoom destinato a fotocamere con sensore ridotto e che equivale su queste a un 12-24mm circa (a seconda se si usi Canon che ha un fattore di moltiplicazione di 1,6x oppure Nikon che invece ha un fattore di 1,5x).
Un grande merito va riconosciuto a questa azienda, leader nel campo delle ottiche universali, ed è quello di presentare ancora oggi nuovi obiettivi proprio in quei campi in cui i grandi sembrano sonnecchiare. Ineguagliato rimane infatti anche il 12-24mm che copre il formato pieno ed è attualmente lo zoom più corto disponibile sul mercato per sensori a formato pieno e pellicola 35mm, oppure il nuovo 30mm f/1.4, obiettivo fisso dedicato ai corpi APS-C.
Ma veniamo al dunque: l’8-16mm si presenta come al solito nella scatola di cartone nera in cui troviamo una buona quantità di manuali d’uso, foglietti di garanzie oltre alla notevolissima custodia imbottita in Nylon a cui Sigma ci ha abituati da tempo. La sua fattura è ottima ed essendo dotata di passante può essere attaccata alla cintura dei pantaloni oppure ad uno zainetto offrendo comodità e protezione allo stesso tempo.
Di solito anche il paraluce fa parte della dotazione di casa Sigma (a differenza di Canon che lo fa pagare a parte se non si compra un serie L) ma in questo caso esso è integrato nell’obiettivo e quindi non si può staccare. Troviamo invece un curioso anello adattatore in metallo che si innesta proprio sul paraluce fisso e consente così di usare sia filtri da 72mm che i agganciare il tappo frontale.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248963-IMG-6017.jpg.html
Sul fatto che tale adattatore fosse necessario per consentire l’aggancio del tappo non c’è dubbio, meno invece è chiara la sua utilità con i filtri. L’anello infatti entra prepotentemente nel campo inquadrato fino alla focale massima e le immagini scattate hanno una specie di effetto fisheye circolare.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248964-IMG-5429.jpg.html
Comunque, sempre meglio averlo e poter usare i filtri almeno a 16mm che nulla proprio.
E già, il fatto è che la filettatura frontale non è presente proprio su questo obiettivo e questo in virtù del fatto che la lente frontale è molto sporgente.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248966-IMG-6016.jpg.html
Per il resto la costruzione è quella tipica dei Sigma della linea EX: finitura superficiale satinata e gommata, materiali molto buoni e assemblaggio senza difetti evidenti. Le dimensioni dell’obiettivo e il suo pesa trasmettono solidità e la lunghezza complessiva sorprende un po’, perché con i suoi 106mm è piu lungo di quasi 20mm rispetto al 10-22mm Canon.
Da segnalare che l’obiettivo non si allunga né zoomando né durante la messa a fuoco.
La ghiera dello zoom oppone una resistenza consistente ma costante, probabilmente perché l’esemplare da me provato è nuovo di zecca e sarà quindi destinata ad allentarsi un po’ con l’uso.
La ghiera della messa a fuoco non ha un movimento particolarmente fluido, ma per l’uso che se potrà mai fare direi che va benissimo.
Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 non è particolarmente luminoso, però la sua focale estrema mi ha fatto temere per le prestazioni ottiche, invece è stato una grande sorpresa.
La nitidezza è eccellente a qualsiasi focale ed è quasi perfetta già ai diaframmi più aperti. Chiudere a f/8 diventa inoltre quasi superfluo per via della profondità di campo a dir poco immensa già a tutta apertura e questo non potrà che far piacere a tutti i possessori di reflex digitali di ultima generazione che grazie ai loro pixel sempre più minuscoli iniziano a soffrire del calo di nitidezza, dovuto alla diffrazione, già a diaframmi intermedi.
L’omogeneità tra centro del fotogramma e bordi è notevole e basta chiudere anche di un solo stop per rendere tutto il fotogramma nitidissimo.
Buona anche la resa cromatica anche se io noto ancora quella tipica tendenza al giallo di Sigma, molto meno evidente che in passato ma ancora presente.
Sorprendente anche la resistenza ai controluce!
Avendo avuto il 10-20mm f/4-5.6 mi aspettavo un mezzo diastro nelle inquadrature in cui il sole è all’interno del campo inquadrato e appena fuori e invece i trattamenti antiriflesso sono stati curati molto bene. Da un confronto con il 17-40mm di Canon, montato su 5D, direi che siamo quasi alla pari. Il Sigma 8-16mm ha esibito solo qualche piccolissimo riflesso indesiderato che non è mai arrivato a rendere minimamente inutilizzabile le foto.
La distanza di messa a fuoco di soli 24cm rende poi possibile scattare fotografie inusuali e da prospettive molto creative.
La velocità di messa a fuoco non è quello che io chiamerei un fulmine, però è un aspetto poco rilevante per un grandangolo così spinto. Il motore ultrasonico di Sigma non si dimostra nemmeno silenziosissimo come quello di Canon, ma stiamo davvero a cercare il pelo nell’uovo.
Strana invece una certa incertezza nella messa a fuoco se manualmente la si porta alla distanza minima e poi di inquadra un oggetto lontanissimo, come le nuvole, facendo partire l’AF.
A volte la scala delle distanze finisce correttamente su infinito, come dovrebbe, mentre certe altre volte si ferma anche a 0,8 metri.
Ora probabilmente la differenza in questi due casi sarà difficilmente percepibile poiché la profondità di campo è sempre enorme, però voglio comunque segnalare questo fatto.
La sigla DC nel nome di questo 8-16mm suggerisce che si tratta di un’ottica progettata esclusivamente per l’uso su fotocamere a sensore ridotto tuttavia l’innesto non presenta la tipica protuberanza degli obiettivi EF-S di Canon che ne impedisce fisicamente il montaggio su Full Frame e corpi analogici.
E allora perché non provare questo strepitoso grandangolo anche su EOS 5D?
Alla focale minima la vignettatura è evidente almeno quanto è divertente. Grazie al paraluce integrato infatti i bordi neri avranno una forma che ricorda molto una cornice e potrebbe tutto sommato essere usata anche come espediente creativo. Ritagliandola fino a far sparire le parti nere otterremo un inquadratura equivalente a quella di un 12mm e questo vuol dire che non avremo guadagnato nulla rispetto all’uso su una fotocamera con sensore APS-C.
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248965-IMG-5988.jpg.html
Zoomando le parti nere si assottigliano sempre di più fino a sparire completamente a 16mm, focale in cui il Sigma copre tutto il fotogramma 35mm.
Questo vuol dire insomma che l’uso su Full frame non è completamente escluso.
Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM è sicuramente un’ottica specialistica di cui non tutti sentiranno la necessità e consente oggi di godere di focali cortissime senza aver bisogno di usare un corpo con sensore a formato pieno. Il suo prezzo (tra i 650€ e gli 800€) non è certo basso, però il rapporto qualità prezzo è sicuramente a suo favore considerando anche il fatto che al momento non ci sono modelli equivalenti di nessun altro marchio.
Le qualità ottiche ci sono tutte e se non è un problema rinunciare all’uso dei filtri non ci sono altre controindicazioni.
Microregolazione AF
domenica, 28 novembre 2010
Ciao a tutti
Oggi ho perso un po di tempo a controllare i miei obiettivi
e mi sono reso conto che due avevano alcuni problemi di Front e Back Focus
Grazie alla funzione della 7D sono riuscito a migliorare le cose ,
Al Canon 24-105 ho dovuto aumentare a +8
mentre al Canon 10-22 ho diminuito a -3 .
Volevo sapere se è una cosa abbastanza normale o se mi consigliate di
far controllare gli obbiettivi.
Secondo voi quale è la tolleranza ammissibile di errore basandosi
sulla scala della microregolazione AF.
Saluti
Alberto
Seminario di studio a Milano: Metodologie di analisi di paesaggio
giovedì, 24 settembre 2009

METODOLOGIE DI ANALISI DI PAESAGGIO
IL PARCO AGRICOLO SUD DI MILANO
MILANO, 30 SETTEMBRE - 9 OTTOBRE 2009
A dieci anni dalla sottoscrizione della Convenzione Europea il paesaggio è entrato ampiamente nelle pratiche amministrative ed accettato negli ambiti delle discipline accademiche. Tuttavia l’applicabilità delle implicazioni paesaggistiche nella pianificazione come nella progettazione a grande scala risulta tuttora assai complessa e dibattuta: vengono meno cioè nella fase di valutazione tutte quelle metodologie scientifiche impiegate per esempio nella definizione dei parametri di analisi e degli indicatori delle qualità ambientali, al contrario ampiamente misurabili, impiegati nella valutazione di un progetto. Tuttavia le scienze umane, geografia in primis, che hanno studiato analiticamente il paesaggio, permettono di considerare anche i valori culturali, la gerarchia delle tracce e le sedimentazioni storiche e di fornire questi elementi di valore e senso nella contemporaneità . Attraverso il caso studio del Parco Agricolo Sud di Milano si intende individuare, nell’attuale produzione immateriale di modelli organizzativi, geografici, economici e sociali, il contesto generale su cui indirizzare un lavoro di ricerca per la definizione di un modello generalizzabile.
ATTIVITA’/ PROGRAMMA
Il seminario contempla una serie di apporti teorici giornalieri e si svilupperà attraverso un lavoro di ricerca e di analisi sul territorio (raccolta materiali, sopralluoghi, elaborazione dati ecc).
ISCRIZIONI
Il seminario è destinato principalmente a neolaureati e studenti in architettura ma proposto anche a tecnici e professionisti come momento di aggiornamento professionale. Il seminario di 100 ore fa parte del programma di Formazione Continua della UPC di Barcellona. I 10 crediti ECTS sono spendibili anche all’interno del programma del Master in Architettura del Paesaggio della UPC di Barcellona che ACMA organizza a partire dal 2009 a Milano. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.
Per informazioni e iscrizioni:
ACMA Centro di Architettura
via Antonio Grossich 16, 20131 Milano
Tel. +39 02.70639293 Fax. +39 02.70639761
acma@acmaweb.com | www.acmaweb.com
Leaf ricomincia a produrre
sabato, 5 settembre 2009
pubblicato da Derfy in: CuriositÃ

Dopo essere stata salvata a giugno, ora Leaf ha ricominciato a produrre.
I dorsi APTUS II potrebbero essere pronti in circa due settimane secondo quanto afferma Photoscala. Si tratta di un periodo molto complicato per il mondo del formato medio con attori nuovi come Leica ad entrare nella mischia.
Purtroppo per le aziende gli equilibri sono traballanti ed alcune aziende non hanno dei conti molto floridi. Speriamo che questa concorrenza possa tenere in vita le aziende migliori e far rifiorire la concorrenza e l’innovazione del segmento.
Via | 1001NoisyCameras
Vision Research ha presentato una nuova fotocamera della serie hantom Miro eX con la capacità di realizzare dai 500 ai 1200 scatti al secondo
venerdì, 14 agosto 2009
pubblicato: giovedì 13 agosto 2009 da Derfy in: Fotocamere
07.01.09 – Due nuove Optio da Pentax – www.fotoup.net
sabato, 10 gennaio 2009
Anche Pentax ha sfruttato il CES (Consumer Electonic Show) in corso di svolgimento a Las Vegas per presentare due novità in fatto di compatte digitali.
La prima si chiama Optio P70 ed è una fotocamera da 12 megapixel dal design ultracompatto come testimoniano i soli 20mm di spessore che riescono però miracolosamente a ospitare uno zoom ottico 4x che offre anche un valido grandangolo (27,5mm di lunghezza focale in scala 35mm). tra le altre caratteristiche chiave della nuova Pentax si segnalano il display LCD da 2,7 pollici, il supporto di una sensibilità massima pari a 6400 ISO e la possibilità di registrare filmati HD a 720p (ma con la limitazione di 15 fps).
La seconda novità si chiama invece Optio E70 ed è una 10 megapixel con zoom ottico 3x (35-105mm equivalente), destinata al mercato entry level, cui offre anche un dispaly LCD da 2,4 pollici e batterie usa e getta da 1,5 volt (AA).
Entrambe le nuove arrivate sono dotate anche di una tecnologia di stabilizzazione digitale chiamata Pixel Track e di un sistema di riconoscimento facciale proprietario e molto veloce (occorrono in media 0,03 secondi per individuare correttamente fino a un masimo di 32 volti nella stessa immagine).
Le due nuove fotocamere sono attese sul mercato a partire da febbraio con prezzi che vanno dai 140 dollari statunitensi per la E70 e di circa 200 dollari per la P70.








