ciao a tutti, vorrei provare a fotografare le stelle di notte con esposizioni lunghe, anche di ore, per ottenere le famose linee formate dal movimento delle stelle in cielo. Ho letto però che i sensori digitali tendono a scaldare e comunque i files escono assolutamente sgranati quando non addirittura inutilizzabili. chiedo a voi, amanti della notte, di ragguagliarmi, tenendo conto che userei una eos 1d mk 4.
sono molto graditi consigli anche sull’apertura e sui tempi, per ottenere effetti deni di nota e piacevoli.
Buongiorno a tutti. Ho una Canon 20D vorrei mettere su un ottica tuttofare buona! Da mettere sulla fotocamera e non toglierla mai! Budget di spesa 500/600 euro. Sono indeciso tra: - Canon EF-S15-85 f/3.5-5.6 USM - Sigma 17-50mm F2.8 EX DC OS HSM Qualcuno di voi li ha mai provati? Come sono? Ho letto/visto sul famoso sito di comparazione sensori fotocamere digitali che il Sigma supera di gran lunga il Canon su questa fotocamera! Guardate un po’ http://www.dxomark.com/index.php/eng/Lens-…a/Lens-rankings Sarà vero? I test vengono eseguiti in modo “tecnico” e “scientifico”….ecc Mi ero convinto al 90% a prendere il Canon ma, leggendo un po’ di qua e un po’ di là ho notato quest’ottica della Sigma che non sembra davvero male!!
Grazie mille per le risposte e BUONE FESTE!!! (ormai si può dire!)
Ciao. Ho fatto una prova in una condizione abbastanza critica con delle ampie zone d’ombra.
Volevo sapere una vostra opinione su questa foto. La foto è stata scattata a 3200 ISO a mano libera con una EOS 7D e Canon EF 50mm f1,2
I dati di scatto sono questi:
Modello fotocamera Canon EOS 7D FirmwareFirmware Version 1.2.2 Data/ora scatto 11/22/10 00:12:37 Autore fpl1966 Photography Avvertenza copyright All Rights Reserved Nome proprietario xxxxx Modalità di scatto AE priorità diaframma TV (Velocità otturatore) 1/40 AV (Valore diaframma) 1.2 Modalità di misurazione della luce Misurazione di valutazione Compensazione esposizione +2/3 Velocità ISO 3200 Velocità ISO automatica OFF Obiettivo EF50mm f/1.2L USM Distanza focale 50.0mm Dimensione immagine 5184×3456 Qualità immagine RAW Flash Off Blocco FE OFF Bilanciamento del bianco Tungsteno Modalità AF One-Shot AF Modalità selezione area AF Selezione Manuale Spot AF Stile Foto Neutro
Non sono stati usati riduttori di rumore. La tecnica è stata solo quella di sovraesporre leggermente e poi recuperare dopo in ACR. La riduzione del rumore è stata usata solo quella per il Croma noise.
Cosa ne pensate? Secondo me è un ottimo risultato, e in stampa la qualità è veramente molto buona. Credo anche a schermo non ci si può chiedere di più. Ho capito che con queste macchine un po’ “spinte” è importante esporre correttamente ed in caso sovraesporre leggermente (ovviamente senza bruciare i bianchi) e poi in caso recuperare dopo. Ma generalmente l’errore che si fa è quello di sottoesporre leggermente per avere colori più vividi. In realtà questo provoca un aumento significativo del rumore nel caso di recupero delle zone d’ombra in PP. Ho anche 5D Mark II e 1D Mark III, non incominciate la lotta dei sensori che non serve a nulla . Si parla solo di tecnica per avere il miglior risultato.
Sempre più spesso, sia sul forum che in altri ambienti fotografici, si sente dire che la gamma dinamica, o latitudine di posa (cioè la gamma dai neri pieni ai bianchi pieni registrabili) del sensore FF è decisamente superiore a quella dei sensori di minori dimensioni perchè l’area è significativamente più grande…
Ora, siccome non ho mai riscontrato nella pratica tutte queste differenze, mi sono andato a rivedere i dati relativi ai sensori, rilevati con la strumentazione elettronica dal noto sito internazionale dpreview, e sono rimasto decisamente sorpreso…
Latitudine di posa a 100 ISO delle più recenti Canon FF, Aps-H ed Aps-C:
- Canon 5D mkII (FF): 8,4 EV - Canon 1D mk IV (aps-H): 8,6 EV - Canon 7D (Aps-C): 8,3 EV
La “vecchia” Canon 5D aveva una latitudine di 8,2 EV (addirittura inferiore a quella dell’attuale 7D)…
La 1D mkIV (aps-h) è addirittura superiore alla 5D mkII (FF) a dimostrazione che lo sviluppo tecnologico fatto sui sensori ha un peso di assoluto rilievo… inoltre, da un punto di vista pratico, sulle Canon di ultima generazione c’è anche la funzione “priorità alte luci” che consente un’incremento effettivo del dettaglio registrabile di 1/1,5 EV
Dunque… dove sta la superiore latitudine di posa attribuita ai sensori FF??
http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248961-IMG-6013.jpg.html Ci sono ancora poche cose che si possono solo fare con una reflex full frame. Arrivare ad una focale minima di 12mm effettivi non è più una di queste da quando Sigma ha presentato il grandangolare estremo con focale 8-16mm, uno zoom destinato a fotocamere con sensore ridotto e che equivale su queste a un 12-24mm circa (a seconda se si usi Canon che ha un fattore di moltiplicazione di 1,6x oppure Nikon che invece ha un fattore di 1,5x). Un grande merito va riconosciuto a questa azienda, leader nel campo delle ottiche universali, ed è quello di presentare ancora oggi nuovi obiettivi proprio in quei campi in cui i grandi sembrano sonnecchiare. Ineguagliato rimane infatti anche il 12-24mm che copre il formato pieno ed è attualmente lo zoom più corto disponibile sul mercato per sensori a formato pieno e pellicola 35mm, oppure il nuovo 30mm f/1.4, obiettivo fisso dedicato ai corpi APS-C.
Costruzione e dotazione
Ma veniamo al dunque: l’8-16mm si presenta come al solito nella scatola di cartone nera in cui troviamo una buona quantità di manuali d’uso, foglietti di garanzie oltre alla notevolissima custodia imbottita in Nylon a cui Sigma ci ha abituati da tempo. La sua fattura è ottima ed essendo dotata di passante può essere attaccata alla cintura dei pantaloni oppure ad uno zainetto offrendo comodità e protezione allo stesso tempo. Di solito anche il paraluce fa parte della dotazione di casa Sigma (a differenza di Canon che lo fa pagare a parte se non si compra un serie L) ma in questo caso esso è integrato nell’obiettivo e quindi non si può staccare. Troviamo invece un curioso anello adattatore in metallo che si innesta proprio sul paraluce fisso e consente così di usare sia filtri da 72mm che i agganciare il tappo frontale. http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248963-IMG-6017.jpg.html Sul fatto che tale adattatore fosse necessario per consentire l’aggancio del tappo non c’è dubbio, meno invece è chiara la sua utilità con i filtri. L’anello infatti entra prepotentemente nel campo inquadrato fino alla focale massima e le immagini scattate hanno una specie di effetto fisheye circolare. http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248964-IMG-5429.jpg.html Comunque, sempre meglio averlo e poter usare i filtri almeno a 16mm che nulla proprio. E già, il fatto è che la filettatura frontale non è presente proprio su questo obiettivo e questo in virtù del fatto che la lente frontale è molto sporgente. http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248966-IMG-6016.jpg.html Per il resto la costruzione è quella tipica dei Sigma della linea EX: finitura superficiale satinata e gommata, materiali molto buoni e assemblaggio senza difetti evidenti. Le dimensioni dell’obiettivo e il suo pesa trasmettono solidità e la lunghezza complessiva sorprende un po’, perché con i suoi 106mm è piu lungo di quasi 20mm rispetto al 10-22mm Canon. Da segnalare che l’obiettivo non si allunga né zoomando né durante la messa a fuoco. La ghiera dello zoom oppone una resistenza consistente ma costante, probabilmente perché l’esemplare da me provato è nuovo di zecca e sarà quindi destinata ad allentarsi un po’ con l’uso. La ghiera della messa a fuoco non ha un movimento particolarmente fluido, ma per l’uso che se potrà mai fare direi che va benissimo.
Qualità ottica
Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 non è particolarmente luminoso, però la sua focale estrema mi ha fatto temere per le prestazioni ottiche, invece è stato una grande sorpresa. La nitidezza è eccellente a qualsiasi focale ed è quasi perfetta già ai diaframmi più aperti. Chiudere a f/8 diventa inoltre quasi superfluo per via della profondità di campo a dir poco immensa già a tutta apertura e questo non potrà che far piacere a tutti i possessori di reflex digitali di ultima generazione che grazie ai loro pixel sempre più minuscoli iniziano a soffrire del calo di nitidezza, dovuto alla diffrazione, già a diaframmi intermedi. L’omogeneità tra centro del fotogramma e bordi è notevole e basta chiudere anche di un solo stop per rendere tutto il fotogramma nitidissimo. Buona anche la resa cromatica anche se io noto ancora quella tipica tendenza al giallo di Sigma, molto meno evidente che in passato ma ancora presente. Sorprendente anche la resistenza ai controluce! Avendo avuto il 10-20mm f/4-5.6 mi aspettavo un mezzo diastro nelle inquadrature in cui il sole è all’interno del campo inquadrato e appena fuori e invece i trattamenti antiriflesso sono stati curati molto bene. Da un confronto con il 17-40mm di Canon, montato su 5D, direi che siamo quasi alla pari. Il Sigma 8-16mm ha esibito solo qualche piccolissimo riflesso indesiderato che non è mai arrivato a rendere minimamente inutilizzabile le foto. La distanza di messa a fuoco di soli 24cm rende poi possibile scattare fotografie inusuali e da prospettive molto creative. La velocità di messa a fuoco non è quello che io chiamerei un fulmine, però è un aspetto poco rilevante per un grandangolo così spinto. Il motore ultrasonico di Sigma non si dimostra nemmeno silenziosissimo come quello di Canon, ma stiamo davvero a cercare il pelo nell’uovo. Strana invece una certa incertezza nella messa a fuoco se manualmente la si porta alla distanza minima e poi di inquadra un oggetto lontanissimo, come le nuvole, facendo partire l’AF. A volte la scala delle distanze finisce correttamente su infinito, come dovrebbe, mentre certe altre volte si ferma anche a 0,8 metri. Ora probabilmente la differenza in questi due casi sarà difficilmente percepibile poiché la profondità di campo è sempre enorme, però voglio comunque segnalare questo fatto.
Si ma su Full Frame?
La sigla DC nel nome di questo 8-16mm suggerisce che si tratta di un’ottica progettata esclusivamente per l’uso su fotocamere a sensore ridotto tuttavia l’innesto non presenta la tipica protuberanza degli obiettivi EF-S di Canon che ne impedisce fisicamente il montaggio su Full Frame e corpi analogici. E allora perché non provare questo strepitoso grandangolo anche su EOS 5D? Alla focale minima la vignettatura è evidente almeno quanto è divertente. Grazie al paraluce integrato infatti i bordi neri avranno una forma che ricorda molto una cornice e potrebbe tutto sommato essere usata anche come espediente creativo. Ritagliandola fino a far sparire le parti nere otterremo un inquadratura equivalente a quella di un 12mm e questo vuol dire che non avremo guadagnato nulla rispetto all’uso su una fotocamera con sensore APS-C. http://www.canonclubitalia.com/public/forum/post-a248965-IMG-5988.jpg.html Zoomando le parti nere si assottigliano sempre di più fino a sparire completamente a 16mm, focale in cui il Sigma copre tutto il fotogramma 35mm. Questo vuol dire insomma che l’uso su Full frame non è completamente escluso.
Considerazioni finali
Il Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 HSM è sicuramente un’ottica specialistica di cui non tutti sentiranno la necessità e consente oggi di godere di focali cortissime senza aver bisogno di usare un corpo con sensore a formato pieno. Il suo prezzo (tra i 650€ e gli 800€) non è certo basso, però il rapporto qualità prezzo è sicuramente a suo favore considerando anche il fatto che al momento non ci sono modelli equivalenti di nessun altro marchio. Le qualità ottiche ci sono tutte e se non è un problema rinunciare all’uso dei filtri non ci sono altre controindicazioni.
Il corso avanzato si terrà il giovedì sera dalle 20.30 alle 22.30.
Comprende 5 lezioni in aula e 3 lezioni sul campo che si svolgeranno di domenica.
Il costo del corso avanzato è di 160 euro. Per iscriversi bisogna versare un anticipo di 40 euro tramite bonifico bancario sul conto dell’Associazione (in fondo alla mail) e comunicare via
email (a corsi@fnur.it) l’avvenuta iscrizione allegando i riferimenti del bonifico effettuato.
I corsi sono a numero chiuso. La priorità di partecipazione è data in base al versamento del bonifico.
La sede in cui verranno svolte le lezioni in aula è in Viale Tiziano 66, presso il Circolo Sportivo Paolo Rosi.
COORDINATE BANCARIE:
intestazione conto: FNUR Cassa di
Risparmio di Fermo codice IBAN = IT90R0615003200CC0370026178
causale del versamento: anticipo corso avanzato
Programma del corso:
• Giovedì 20 maggio: I lezione teorica
La macrofotografia – Il rapporto di riproduzione – Obiettivi macro – Tubi di prolunga – Lenti addizionali – Flash TTL e manuali – Flash anulari – Macro con grandangolari e teleobiettivi – Macro in luce ambiente – Pannelli riflettenti – Staffe – Cavalletto
• Domenica 23 maggio: I lezione sul campo
Macrofotografia •
Giovedì 27 maggio: II lezione teorica Reflex digitali ed analogiche – Sensori a formato pieno e ridotto – L’esposizione – Esposimetro Matrix, semi-spot, spot – Il bilanciamento del bianco – Formati di file prodotti dalle digitali – Le pellicole – Obiettivi manuali, autofocus dinamico e predittivo, obiettivi stabilizzati – Duplicatori di focale – Fotografia con il flash – Flash di notte – Flash fill-in – Flash Slow Sinc – Pannelli riflettenti – Il cavalletto, i filtri ed altri accessori
• Giovedì 3 giugno: III lezione teorica
Fotografia di paesaggio – La composizione dell’immagine – Regola dei terzi, orizzonti, riprese verticali e orizzontali, linee di fuga – Pattern – Grandangolari e teleobiettivi – Filtri sfumati neutri – Polarizzatori – Fotografia notturna
• Domenica 6 giugno: II lezione sul campo
Fotografia di paesaggio
• Giovedì 16 giugno: IV lezione teorica
Fotografia di animali e piante in ambienti naturali e controllati – Fotografare le persone – Il mosso creativo – Seconda tendina – Il panning – Flash nella fotografia d’azione
• Domenica 20 giugno: III lezione sul campo
Fotografare gli animali, le piante, le persone
• Giovedì 24 giugno: IV lezione teorica
Analisi delle fotografie scattate durante le lezioni sul campo. Consegna degli attestati di partecipazione al corso.
Prerequisito per la partecipazione al corso è la conoscenza delle nozioni di base della fotografia e la loro generica applicazione pratica. Le lezioni sul campo si svolgeranno, di domenica, in parchi e aree faunistiche di Roma e del Lazio.
L’università di Stanford ha deciso di entrare nel mondo della fotografia con una piccola rivoluzione: una fotocamera open source.
L’idea è quello di realizzare una piattaforma in cui chiunque possa espandere le funzionalità semplicemente modificando il programma o scaricando aggiornamenti dalla rete come accade già oggi per sistemi come l’iPhone.
Attualmente stanno lavorando con un sistema che sfrutta linux, una scheda madre texas instruments, il modulo fotografico di un Nokia N95 ed obiettivi Canon.
L’obiettivo è arrivare ad utilizzare sensori simili a quelli delle reflex attuali e proporli ad un prezzo sotto i 1000$. A studenti e ricercatori queste fotocamere verranno vendute al prezzo di costo.
Canon ha presentato la tecnologia di un nuovo stabilizzatore: Hybrid image stabilization system.
La differenza rispetto ai normali stabilizzatori è la possibilità di compensare sia i movimenti lineari sia quelli di rotazione. Una funzionalità offerta per ora solo da Pentax. Hybrid IS utilizza nuovi algoritmi che sfruttano al meglio i dati sul movimento forniti dai sensori.
La cosa più succulenta per i maniaci dei teleobiettivi è la notizia secondo cui entro la fine del 2009 vedremo un obiettivo dotato di questa tecnologia. Che si tratti proprio del Canon 70-200mm f/2,8 di cui sembra vicina la fine produzione?
Camera Axe è un progetto che vi consente di realizzare in casa un camera trigger con sensori per luci, suoni o altro.
Sono presenti tutte le specifiche compresi i diagrammi per la realizzazione della basetta, la lista dei componenti, il software e la realizzazione completa. Uno strumento di qualità elevata che si può costruire con poco più di 100$ di componenti.
Inoltre sono presenti gli schemi per la realizzazione di sensori per la luce, i suoni o trigger per i flash. Un’occasione da non perdere per realizzare uno strumento professionale con un costo contenuto.