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Articoli marcati con tag ‘sequenza’

13.01.11 – Vinci una Leica M9

giovedì, 13 gennaio 2011
listen it it 13.01.11   Vinci una Leica M9

ed8a1 182 13.01.11   Vinci una Leica M9Leica ha lanciato una competizione fotografica internazionale: Leica Oskar Barnack Award.

I fotografi che vogliono partecipare devono inviare online le proprie immagini dal 15 gennaio al 1° marzo 2011 sul sito www.leica-oskar-barnack-preis.de.

Quest’anno il valore della gara si eleva significativamente, per la prima volta il vincitore del concorso riceverà una Leica M9 con obbiettivo dal costo totale di 9.500 euro.

Possono prendere parte al concorso tutti i fotografi professionisti con un minimo di 25 anni. Sarà premiata la creatività e la capacità di catturare la relazione tra gli esseri umani e l’ambiente in una sequenza di 12 immagini.

Scopri i termini e le condizioni qui: www.leica-oskar-barnack-preis.de.

Articolo tratto da Fotoup.net tramite servizio RSS

 13.01.11   Vinci una Leica M9

 13.01.11   Vinci una Leica M9

 13.01.11   Vinci una Leica M9

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Ombra paraluce con 24-105

domenica, 19 dicembre 2010
listen it it Ombra paraluce con 24 105

Proprio ieri ho ritirato il 24-105, non potete immaginare che emozione 5ffc2 moved Ombra paraluce con 24 105 , sono veramente felice!
Le prime impressioni, naturalmente, sono subito buone…ad un certo punto però, ho rischiato l’infarto 5ffc2 ohmy Ombra paraluce con 24 105 ! Con una pompetta ad aria stavo cercando di togliere un paio di maledetti granelli di polvere dal sensore (purtroppo sono ancora li! 5ffc2 angry Ombra paraluce con 24 105 ), quindi rimonto la lente, scatto una foto al muro a f/22 ed oltre ai due maledetti puntini di polvere mi compare un alone nella parte inferiore 5ffc2 eek yello Ombra paraluce con 24 105 !
A questo punto in sequenza: sudorazione algida, tachicardia e dolore precordiale! Da buon infermiere capisco che è in corso un infarto 5ffc2 dead Ombra paraluce con 24 105 ma dopo qualche secondo in cui il miracolo a fatto rientrare tutto cerco di ragionare e di capire il perché di quell’alone. Inizialmente pensavo di aver fatto danni con la pompetta ad aria, ma mi sembrava assurdo, va bene che la pompetta si chiama tornado, ma il getto che manda non sembra proprio adatto al suo nome! 5ffc2 blink Ombra paraluce con 24 105
Alla fine capisco che scattando a 24mm con il flash incorporato si crea un ombra del paraluce! 5ffc2 wacko Ombra paraluce con 24 105 Mi confermate che è a tutti così? C’è un modo per rimediare oltre che a togliere il paraluce?

Thanks!!! 5ffc2 biggrin Ombra paraluce con 24 105

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Sequenza in Lightroom

lunedì, 13 dicembre 2010
listen it it Sequenza in Lightroom

Vorrei ordinare della foto per un libro ma conservando il nome originale del file se fosse necessario un successivo ritocco.
Con il comando Esporta posso nominare Nomefile-sequenza ma io vorrei fare il contrario, e cioè Sequenza-nomefile ma non trovo la soluzione.
C’è?

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Acquisto Obiettivo

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Acquisto Obiettivo

Ciao a tutti mi chiamo Emanuele ed ho un grande bisogno di ognuno di voi … sicuramente questo argomento sarà stato trattato migliaia di volte ma mai mi era
capitato di provarlo sulla mia pelle.
Vado al dunque …… da circa 3 mesi ho acquistato una 5D mark II correlata con un 24-70 F/2.8 L.
Essendo amante della fotografia di paesaggi e di ritratti sento il bisogno di aggiungere al mio corredo uno zoom.
E qui cominciano i dubbi ….. Tre sono gli obiettivi che mi interessano ma la mia indecisione cresce giorno dopo giorno .
In sequenza gli obiettivi :
- canon 70-200 f/4 L IS …. obiettivo leggero ma poco luminoso
- canon 70-200 f/2.8 L ….. luminoso ma pesante e senza stabilizzatore
- canon 70-200 f/2.8 L IS ….. sarebbe l’ideale ma il problema è che con l’uscita del nuovo IS II sembrerebbe introvabile

Qualcuno mi può aiutare a risolvere i dubbi?
Io sarei indirizzato maggiormente sul 70-200 f/2.8 L ma ho paura che a mano libera si senta la mancanza della stabilizzazione

Help me

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Problema pulsante di scatto 40d

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Problema pulsante di scatto 40d

Ciao a tutti, scrivo a nome di un amico.

Vorrei sapere se avete mai avuto problemi con il pulsante di scatto della 40D. Praticamente quando scatto finchè premo a metà per la messa a fuoco è tutto regolare. Appena premo fino in fondo per scattare, a volte scatta a volte no, e ha bisogno di una maggior pressione. Spesso però questa maggior pressione genera due scatti in sequenza veloce. A qualcuno è mai capitato?
Avete indicazioni al riguardo?

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Canon 5D mkII e 7D… nello sport

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Visto che nel forum se ne dibatte parecchio, visto che ho avuto sia 5DII che 7D e considerato che le ho utilizzate parecchio per foto sportive… apro questo topic per riportare le mie impressioni di uso pratico della due macchine

Premesso che la fotografia “action” ha davvero molte sfaccettature, parlerò degli sport in cui ho esperienza, cercando di fare qualche analogia…

Cominciamo dal modulo AF…
…vediamo com’è fatto:
- la 5DII ha il punto centrale a croce (legge sia le linee verticali che orizzontali) ed ha gli 8 laterali che leggono le sole linee verticali. L’unico punto “assistito” è il centrale che ha intorno 6 punti (invisibili) che leggono le sole linee verticali.

- la 7D ha 19 punti, tutti a croce e si può scegliere per qualsiasi punto di farlo lavorare da solo o con l’assistenza dei punti circostanti. Inoltre ha la possibilità d’impostare diverse variabili come la sensibilità dell’inseguimento e la priorità alla velocità o al fuoco.

…e a che serve nella foto d’azione:
anche nella fotografia d’azione la composizione dell’immagine è un elemento essenziale per uno scatto ben riuscito e a differenza di generi fotografici più “statici” come paesaggi, ritratti o still life, è davvero raro che si possa mettere a fuoco e poi ricomporre. Per cui le opzioni sono due… fuocheggiare a mano o sfruttare i diversi punti dell’AF in modalità “AI Servo”

Fuoco a mano:
Quando un soggetto ha una traiettoria prevedibile o comunque obbligata si usa la tecnica del pre-fuoco, cioè si mette a fuoco il punto in cui passerà il soggetto e si scatterà nel momento esatto in cui il soggetto passerà in quel punto… per avere un margine d’errore potremo impostare un diaframma più chiuso per controllare la PDC oppure utilizzare lenti corte che garantiscono molta PDC anche a diaframmi aperti…
In questa condizione la 5DII va alla grande e dona alle immagini tutta la qualità di cui è capace… con una considerazione: la PDC del FF è di uno stop in meno e quindi , per avere la stessa PDC (a parità di scena inquadrata) se con l’APS-C fossimo ad f/4 e 1/1000 di sec., con il FF dovremo essere ad f/5,6 ed 1/500 di sec.; il che potrebbe risultare in un tempo troppo lento per congelare l’azione. In tal caso dovremmo alzare gli ISO del FF di uno stop, perdendo parte del suo vantaggio sul rumore.

Ecco un paio di esempi di fuoco a mano:
In questo primo esempio una focale corta, 15mm ad f/8, ha permesso di avere una grande PDC

c4045 MX2 Canon 5D mkII e 7D... nello sport

In questo secondo esempio, l’utilizzo dei flash risolve il probelema di un eventuale tempo troppo lento

c4045 MTB 1 Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Utilizzo dell’Auto Focus (in modalità AI Servo):
in altre situazioni l’utilizzo del fuoco manuale è, almeno per i comuni mortali, impossibile e ci si deve affidare all’AF. Quindi decideremo, ai fini della composizione, la posizione che il nostro sogetto dovrà avere nel fotogramma ed imposteremo il punto Af più adatto… Quì la 5D inizia a mostrare concretamente tutti i suoi limiti perchè i punti esterni sono poco lontani dal centro (problema per la composizione), usano solo le linee verticali (quindi molto meno precisi, in particolare su superfici uniformi o lisce), non sono assistiti dai punti contigui (il nostro soggetto non sempre si muoverà in modo prevedibile) e non possiamo regolare la sensibilità dell’inseguimento (che fine fa la messa a fuoco se s’interpone un altro elemento, anche solo per un attimo, tra noi ed il soggetto?)… LA 7D, dal canto suo, ha una risposta a tutte queste esigenze… a patto di impostarla nel modo giusto c4045 wink Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Partiamo dal punto AF… negli scatti quì sotto vediamo come si comportano le due macchine in un panning (ci muoviamo con il soggetto e scattiamo al momento opportuno):

Con la 7D inquadreremo il nostro soggetto nel punto di riferimento (rosso) e saremo anche tranquilli che se si dovesse inclinare in modo non previsto, avremmo gli altri punti ad assisterci

AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
c4045 MX1 7D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Nel caso della 5DII, invece avremo un solo punto (non a croce) e per evitare di tagliare l’ombra del rider, saremo costretti a fuocheggiare su un area molto difficile come il portatarga o la forcella, il che potrebbe mettere in crisi l’AF e darci una lettura errata (fuori fuoco) o peggio perdere il fuoco (AF hunting) e quindi anche la possibilità di scattare… scatto perso!! Inoltre, l’area in questione è anche su di un piano più lontano dal busto ed il casco, il che ci obbligherà a chiudere di più il diaframma per avere maggior PDC ed il tempo, di conseguenza, sarà più lento… bene per un panning, meno bene se volessimo congelare l’azione.

AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
c4045 MX1 5D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Passiamo alla regolazione della regolazione della sensibilità dell’inseguimento che è molto utile nelle situazioni in cui qualcosa (un giocatore diverso dal nostro soggetto, un palo, del fango o altro) s’interpone tra noi ed il nostro soggetto.

In questo scatto d’esempio le gocce avvolgono il soggetto ed un AF settato in modo standard potrebbe mettere a fuoco sull’acqua invece che sul soggetto (o peggio perdere il fuoco) facendoci, anche in questo caso, perdere lo scatto.
In questo particolare esempio, visto che le gocce sono abbastanza vicine al rider, un rimedio semplice potrebbe essere quello di aumentare la PDC chiudendo il diaframma, con le conseguenze già descritte e la perdita di parte della sfocatura dello sfondo. Ma se l’ostacolo fosse più grande o vicino, non potremmo fare molto… In queste circostanze l’AF della 7D ci viene decisamente in contro e ci permette di regolare la sensibilità dell’inseguimento (per non perdere il fuoco) e la priorità allo scatto vs l’aggancio della messa a fuoco (per scattare anche con una MAF non perfetta, ma scattare e portare a casa la foto comunque)

AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
c4045 Wake3 7D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

ed ecco la stessa immagine con la 5DII… il puto cade in un’area molto difficile ed il mantenimento della MAF diventa più che altro una questione di fortuna.

AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
525b2 Wake3 5D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Ecco un altro esempio dove l’atleta ha alzato la tavola e quindi assunto una posizione più raccolta del previsto…

Con la 5DII il rider sarebbe uscito dalla zona coperta dall’AF ed avremmo messo a fuoco lo sfondo o peggio non avremmo potuto scattare per la perdita totale del fuoco

AF Canon 5DII (in rosso il punto AF scelto)
525b2 Wake1 5D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Al contrario, con la 7D riusciremmo a mantenere la messa a fuoco e la composizione che avevamo progettato

AF Canon 7D (in rosso il punto AF scelto in azzurro quelli d’assistenza)
525b2 Wake1 7D Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Per ora abbiamo parlato solo di messa a fuoco ma, anche nel caso di messa a fuoco a mano, la 5DII potrebbe darci del filo da torcere anche nalla situazioni in cui serve velocità di scatto o raffica…

Velocità di scatto… la 5DII ha un tempo di oscuramento del mirino al momento dello scatto di circa 150ms. In questo lasso di tempo noi non vediamo nulla e, se ci aggiungiamo che stamo seguendo il nostro soggetto con un solo punto AF (senza assistenza dei laterali), potremmo perdere il controllo della scena inquadrata.
La 7D ha un buio di circa 100ms e l’assistenza dei punti contigui il che ci permette di avere maggior controllo sullo svolgersi dell’azione.

La raffica… i 4 fps scarsi della 5DII sono un po’ pochini per registrare una sequenza o trovare l’attimo perfetto in cui il gesto atletico è all’apice. Poter contare su 8fps, ci da la possibilità di catturare il momento migliore o sequenze come questa…

525b2 Sequence Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Per concludere… la 5DII, se conosciuta a fondo e se ci si adatta ai suoi limiti, permette di spaziare anche nel campo della fotografia d’azione ma non pùo essere lo stumento primario per un fotografo che annovera questo genere tra i suoi preferiti.

Lunghetta eh?? …spero almeno possa essere utile a qualcuno c4045 wink Canon 5D mkII e 7D... nello sport

Fonte Google News

Problema editing filmati Canon 5D

domenica, 28 novembre 2010
listen it it Problema editing filmati Canon 5D

Ciao a tutti!
Ho girato un filmato utilizzando la reflex digitale Canon 5d impostandola nel migliore dei modi 1080p 25fps
Ho importato i file della scheda sul mio HD esterno. I video si vedono con una pulizia dell’immagine perfetta.
Ho lavorato con Premiere CS5 importando i filmati con la sequenza del preset impostata su “Digital SRL, 1080p, DSLR 1080p25″.
Una volta concluso il montaggio ho esportato utilizzando questi parametri:

formato: Quick time
video codec: Nessuno
Qualità: -dimensione 1920 x 1080
-frame rate 25
-field type progessive
-render at maximum depth: Progressive
-depth 32 bit
Poi ho selezionato la casella dove dice renderizza al massimo dettaglio.

Il problema è che il file cosi creato perde la qualità del prodotto iniziale ed, a sua voltam nel creare un dvd il prpdotto mostra chiare imperfezioni. Visti i numerosi video creati con la Canon 5D, con una pulizia d’immagine perfetta, mi chiedo se ho sbagliato qualcosa nelle impostazioni, se devo fare magari qualche passaggio ulteriore per ottenere il miglior prodotto possibile.
Attendo il vosto aiuto, grazie mille!

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eos 1D Mark IV e 5D "old"

domenica, 28 novembre 2010
listen it it eos 1D Mark IV e 5D "old"

Ciao a tutti, vi chiedo aiuto per una riflessione che mi tiene occupato negli ultimi giorni.
Sto valutando di acquistare una eos 1D Mark IV da affiancare alla mia 5D “old”, ma visto il tipo di spesa vorrei potere avere quante più informazioni possibile. E’ scontato che non ci sia paragone fra le due in quanto a qualità costruttiva, velocità di sequenza e focus. Non è su questo che chiedo il vostro parere. La mia riflessione riguarda invece la qualità dell’immagine dal punto di vista della fedeltà della resa cromatica e della gamma dinamica e la fruibilità del jpeg senza doverci lavorare sopra; su questi aspetti vorrei sapere da chi magari ha la fortuna di averle possedute entrambe se vale la pena di sobbarcarsi il costo di un apparecchio così professionale. Vi confesso che mi convince molto anche il fatto che la 1 D abbia un sensore ancora non troppo carico di megapixel e questo già me la fa preferire alla futura eos 5d Mark 3 o come si chiamerà, che sicuramente sarà ancora più carica di pixel, che nel mio caso ingombrerebbero solo lo spazio del disco rigido.
naturalmente mi riferisco ad un confronto sulla qualità in generale dell’immagine e sulla sua fruibilità a parità di obiettivi, che nel mio caso sono il 135 f2 l, il 50 f1,4, il 35 f 1,4 l ed il 17-40 f4 l.
grazie per i vostri contributi! af13e cool eos 1D Mark IV e 5D "old"
Andrea

Fonte Google News

50D Funzioni personalizzate

domenica, 28 novembre 2010
listen it it 50D Funzioni personalizzate

Salute a tutti!

Ho da pochissimo una 50D e, dalle discussioni lette sul forum, ho notato che questa macchina, da quando è nata la 60D, è giunta ad una seconda giovinezza 0c29f biggrin 50D Funzioni personalizzate
Parte delle discussioni sono relative alle funzioni personalizzate che, per chi come me, è passato dalla “elementare” 0c29f baby4 50D Funzioni personalizzate 400D alla “media” 0c29f elvis 50D Funzioni personalizzate 50D hanno creato un iniziale imbarazzo.

Mi permetto di riassumere qui di seguito quanto da me impostato e vi chiedo di girarmi dei pareri motivati per parametri diversi in modo che alla fine si possa arrivare alla migliore sintesi possibile.
Prego i moderatori di considerare questa non come l’ennesima discussione per quanto in titolo ma al contrario una possibilità di dare un parere “statisticamente” definitivo con le opportune eccezioni dovute alla creatività di ognuno.

Ecco il punto di inizio! (per qualcuno si chiama X0).

Qualità = RAW
Correz. ill. perif.=Disattiva

Compensazione esposizione = 0
Bilanciamento bianco = auto (AWB)
Correzione bilanciamento bianco = A2 (tendeva al blu)
Spazio colore = sRGB

Picture Style = Immag. fedele
Nitidezza = 0
Contrasto = 0
Saturazione = 0
Tonalità = 0

C.fn I Esposiz.
1 Incrementi livello esposiz. = 0 (1/3 stop)
2 Incrementi impost. veloc. ISO = 0 (1/3 stop)
3 Espansione ISO = 0 (Off)
4 Annullamento auto bracketing = 1 (Off)
5 Sequenza bracketing = 0 (la devo ancora capire 0c29f smile 50D Funzioni personalizzate
6 Rettifica = 0 (Disattivata)
7 Velocità sincronizzazione flash modo Av = 2 (1/250 fisso)

C.Fn II: Immagine
1 Riduci disturbo lunghe esposizioni = 0 (Off)
2 Riduzione disturbi alta velocità ISO = 3 (Disattivato)
3 Priorità tonalità chiare = 0 (Disattivato)
4 Ottimizzazione automatica della luce = 3 (Disattivato)

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12.02.09 – Padova Aprile Fotografia 2009

domenica, 15 febbraio 2009
listen it it 12.02.09   Padova Aprile Fotografia 2009

È giunta alla quinta edizione la rassegna internazionale Padova Aprile Fotografia che quest’anno ha come titolo Forme dell’Identità, e che risulta centrata su di una serie di mostre che scandagliano, appunto, un’idea d’identità e le diverse relazioni che questa assume con il mondo e la realtà.

La manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e curata da Enrico Gusella e Alessandra De Lucia, comprende un percorso di tre esposizioni: una collettiva dal titolo “10 Fotografi d’oro” e due personali, di cui una dedicata a Douglas Kirkland e l’altra all’opera del fotografo Peter Feldstein e dello scrittore Stephen G. Bloom intitolata “The Oxford Project”.

La kermesse padovana si apre nel Museo Civico di Piazza del Santo venerdì 3 aprile con la mostra Douglas Kirkland. Portraits (inaugurazione ore 17,00). Curata da Elena Ceratti per l’agenzia Grazia Neri e Enrico Gusella, l’esposizione presenta una galleria di ritratti di singolare qualità ed efficacia che sottolineano la capacità dell’autore di scavare in profondità nell’identità del soggetto. Infatti, una sessantina di opere  a colori e in bianco e nero ripropongono lo straordinario percorso dell’artista costituito da rapporti, amicizie e complicità all’interno dei set cinematografici, dello show biz ma anche della realtà quotidiana con cui entra in contatto. Al celebre fotografo, che si tratti di una grande stella di Hollywood o di un passante per strada, non fa alcuna differenza, in quanto egli è teso a scandagliare volti e fisionomie dei soggetti per fissare un sentimento o un’emozione, cercando la componente umana o la spontaneità. “I ritratti di Douglas Kirkland vanno al di là dell’apparenza fisica dei suoi soggetti; egli cattura la vera essenza del loro essere con una disarmante onestà e sensualità.”
Kirkland ha iniziato la sua carriera tra gli anni ’60 e ’70, ha collaborato con importanti riviste americane, ma noti sono soprattutto i suoi ritratti di celebrità e star dello spettacolo, tra cui Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Sean Connery, Robert De Niro, e di uomini della scienza, come Stephen Hawking. “Complice” e singolare autore che ha vissuto accanto ai personaggi – attori, registi, produttori, direttori della fotografia – più importanti dell’industria cinematografica di Hollywood e Cinecittà, passati alla storia e diventati oramai leggende.

The Oxford Project è un lavoro ideato dal fotografo Peter Feldstein e dallo scrittore Stephen G. Bloom. La mostra, curata da Amy Worthen e Enrico Gusella, che si inaugura venerdì 3 aprile (ore 17,45) nella Galleria Sottopasso della Stua, presenta una ventina di opere tese a descrivere una sorta di racconto americano fatto di immagini. I primi scatti di questo progetto risalgono al 1984: sono ritratti di ogni singolo residente (676 gli abitanti della piccola comunità) della città di Oxford realizzati in uno studio improvvisato lungo la strada principale del paese. Nel 2004, a distanza di vent’anni, Feldstein fotografa nuovamente le stesse persone incontrate nel 1984: i bambini sono diventati adulti, magari padri o madri di famiglia, e gli adulti di allora sono oramai vecchi. Qualcosa però accomuna gli scatti recenti con quelli storici: non si tratta di elementi tangibili, quanto del senso di appartenenza che mette in relazione tutti. questi individui, ciò che li lega alla loro città e che fa di questo lavoro una sorta di descrizione dell’archetipo di comunità americana. The Oxford Project rivela un’analisi quasi antropologica sul concetto di identità.

Conclude il percorso della rassegna 10 Fotografi d’oro, curata da Enrico Gusella e Italo Zannier (inaugurazione alle ore 18,30) alla Galleria Civica Cavour e, a seguire (alle ore 19,15) al Museo Diocesano. Si tratta di un’originale collettiva con fotografie di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Paolo Gioli, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Fulvio Roiter, Marco Zanta. Oltre un centinaio di opere che costituiscono la prima di una serie di mostre dedicate ai più grandi fotografi italiani, il cui obiettivo è una ricognizione organica sulla fotografia italiana contemporanea. I fotografi coinvolti indagano, ognuno a proprio modo, il concetto di identità. Così Gabriele Basilico presenta un lavoro intitolato Milano. Ritratti di fabbriche: una sequenza di immagini della periferia milanese, risultato di una lunga indagine fotografica compiuta tra il 1978 e il 1980. Gianni Berengo Gardin, da sempre attratto dalla semplicità dei luoghi e dei contesti di fusione culturale, propone alcuni significativi scatti relativi alla realtà delle comunità di nomadi e zingari che popolano le città italiane. I sei grandi lavori di Luca Campigotto sono dedicati ai notturni de Il Cairo: fotografie in bianco e nero che aprono la visione a minareti, piramidi e architetture egiziane. Le immagini di Giovanni Chiaramonte riguardano invece l’itinerario, attraverso il territorio lombardo, del fiume Olona, inteso come metafora della propria vita. Mario Cresci presenta i due tipi di ricerca che hanno segnato il suo percorso artistico: i lavori sulle avanguardie storiche e in particolare sul design, e l’indagine sugli aspetti etnografici e antropologici delle regioni del Mezzogiorno d’Italia. De Biasi presenterà una selezione di fotografie tratta dal reportage storico dedicato a Budapest del 1956. Le fotografie di Franco Fontana esprimono chiaramente la ricerca storica dell’artista sul colore, realizzata mediante un costante interesse per il paesaggio urbano, in particolar modo americano, e la composizione astratta. Mimmo Jodice presenta dieci scatti in bianco e nero che rivelano uno studio profondo e appassionato sulle impronte del passato, sul presente e sulle radici lontane della cultura mediterranea. Infine Marco Zanta con i suoi scatti percorre gli ambienti industriali, luoghi fatiscenti che diventano manifestazione nel silenzio dell’inoperosità.

Padova Aprile Fotografia 2009 si dimostra essere così una vetrina di singolare attualità del panorama fotografico contemporaneo, un quadro del tempo e delle complessità, tra cui, appunto, l’identità.

Forme dell’Identità
5ª edizione
4 aprile – 20 giugno 2009

Inaugurazione venerdì 3 aprile, dalle ore 17,00