Articoli marcati con tag ‘testi’
domenica, 28 novembre 2010
Ciao a tutti,
ho da 2 settimane una 7d. La fotocamera la uso abbastanza anche per fotografie sportive (partite calcio) ma la 7d, non avendo ancora avuto l’occasione, non l’ho ancora provata per questa tipologia di scatti.
Ho preso un pò di dimestichezza con i vari menu e le varie personalizzazioni (o almeno così credo), quindi non apro l’ennesimo post per chiedere come si imposta una cosa o come si imposta l’altra perchè avrei risposte già girando in rete.
Per tutte le altre foto (salvo rarissimi casi eccezionali) utilizzo il solo punto centrale per la messa a fuoco, quindi nessuna novità rilevante.
Le possibilità di personalizzazione e utilizzo, quindi novità visto che provengo da una 500d, riguardano appunto le foto di azione.
Quello che vorrei chiedere a chi utilizza questa macchina (o macchine con AF simile….sulla 1D il concetto dell’AF dovrebbe essere simile, no?) è come di solito utilizzate l’AF in situazioni sportive.
Per adesso, per quelle pseudo-prove di movimento che ho fatto, mi pare che la modalità di utilizzo che fa per me è la seguente:
- mod. AI SERVO
- Priorità 1°/2° AI SERVO: AF/INSEGUIMENTO(C.Fn IV – funzione n.2)
- Punto centrale con espansione dei 4 punti circostanti
Che dite? Sbaglio qualcosa? Qualche consiglio per migliorare l’AF per casi sportivi?
Mi viene il dubbio che utilizzare l’intera zona centrale dell’AF (9 punti af totali) possa essere forse meglio…..che dite?
Ogni testimonianza e consiglio sono ben accetti?
Grazie in anticipo per le risposte.
Fonte Google News
Tag:1d, 7d, Abb, appunto, Apro, Art, Arti, asta, atto, autofocus, azioni, Calcio, casio, China, concetto, consiglio, costa, Cr, Dano, Dov, dubbi, E Meglio, eva, eventi, eventi sportivi, fn, Focus, foto, fotocamera, Fotografi, fotografie, fuoco, Gia, Imp, Impost, intera, Ira, irc, Le Con, Leva, lito, Mac, macchina, macchine, messa a fuoco, Mov, movimento, nessuna, News, Nn, occasione, orti, Ossa, Parti, Partite, polo, porti, post, posta, prova, prove, Pseudo, Quell, Quelle, Quello Che, Rand, Reso, rete, segue, Servo, settima, simile, Sol, solito, Solo, Sport, stanza, Tali, tanti, test, testi, testimoni, Tipologia, Totali, Uso, Utili, venti, vr, Zona Centrale
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domenica, 28 novembre 2010
ciao a tutti,
uso questa stampante da circa 4 anni con grande soddisfazione !!
all’inizio ho usato gli inchiostri originali, nel tempo, per ovvi motivi (economici), ho deciso di usare quelli compatibili !!
fino a ieri non ho mai avuto problemi, oggi , all’ accensione del PC la spia luminosa gialla di reset continua a lampeggiare !!
dando un occhiata ai vari thread di questo forum, ho pensato che il pbl potesse consistere nell’otturazione delle testine.
Ho quindi estratto il porta inchiostri dall’alloggiamento ed ho provveduto a lasciarlo l’intera nottata nel liquido di pulizia adatto !
Stamani, dopo un accurata asciugatura delle testine, ho rimontato il tutto ed ho provato a stampare !!
RISULTATO : il lampeggiante di RESET continua imperterrito, ho provato a pulire le testine da “manutenzione” ma continua a segnalare errori per qualsiasi operazione io voglia fare !!
ERRORE OPERATORE, premere il pulsante RIPRENDI sulla stampante.
se l’errore non viene eliminato,annullare la stampa e quindi spegnere e riaccendere la stampante !!
l’avro’ gia’ fatto 20 volte oggi senza nessun risultato !!
potrebbe essere un pbl di driver ?
qualcuno ha mai avuto questo pbl ??
grazie a chiunque possa darmi una mano !!
Fonte Google News
Tag:ada, Ala, Alloggi, Ama, Amp, Anni, armi, asc, atto, Avro, Ciu, conti, Cura, Emi, Estratto, Gia, Gia Fatto, Gialla, Giant, Grazie A Chi, Imp, inchi, inchiostri, inizio, intera, irc, Iso, la stampa, Liquido, luminosa, Mai, Mano, Manutenzione, Motivi, News, Nn, nomi, occhi, opera, Ossa, Pbl, Pens, Pia, porta, prova, Quell, Rand, rito, rive, segna, Senz, Sod, stampante, test, testi, testine, Tin, Uso, vr
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domenica, 28 novembre 2010
ieri sera, ad una cena tra amici, ho avuto modo di usare un po’ una nikon d3000, e confrontata con la mia canon 450d che avevo portato…
nella nikon non mi sono piaciuti la disposizione dei testi e la scarsità di quelli dedicati, tipo quello per gli iso che non c’è, la funzione suggerimenti che la macchina dava come “soggetto troppo scuro” e altri suggerimenti così, funzione credo disattivabile, e il menù un po’ incasinato e troppo colorato…e non so se sia possibile selezionare i punti di messa a fuoco, dato che diventavano tutti rossi anche se il soggetto era solo su uno di essi….
detto questo…
sono rimasto impressionato dai materiali, dall’ergonomia, dal mirino con le utili righe della regola dei terzi, e dalla silenziosità e assoluta mancanza di vibrazioni dell’otturatore (difetto della mia canon di cui più volte mi sono lamentato su forum ma senza avere mai ricevuto un riscontro da altri utenti)
alla fine sono giunto a queste considerazioni:
- se fossi un indeciso tra canon e nikon, col solito ballottaggio tra 1000d e d3000, non avrei paragone a scegliere la seconda, che per certi aspetti supera anche la 450-500-550d…
- dal momento che appena potrò passerò a una 50d se ancora ne troverò, o una 7d, spero di non dover scoprire una equivalente nikon così superiore, ovvero, spiegandomi meglio, spero che nella fascia semi-pro sui materiali tornino a giocarsela alla pari!
Fonte Google News
Tag:450D, 50d, 7d, Alt, Ama, Amara, asc, Asp, azioni, canon, canon 450d, China, Ciu, Considerazioni, Cr, d30, d300, dava, dedicati, detto, Dic, difetto, disposizione, diventa, Diventavano, Dov, Dove, Dover, Edi, Emi, eq, Equi, ergonomia, Ero, Essi, fascia, Fr, fuoco, Gio, gioca, Imp, Isa, Iso, iva, Lame, lente, Lez, lezi, lito, Mac, macchina, Mai, manca, mara, messa a fuoco, Nda, News, Nik, nikon, nikon d3, nikon d300, nomi, oggetto, Paragone, Pia, Piega, porta, Quell, regola, Rino, Rossi, Scon, Senz, silenzio, Sin, Sol, solito, Solo, spiega, Superi, test, testi, Utili, Vibrazioni, vr
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sabato, 19 dicembre 2009
“GRAZIE ZINCO!”
Concorso fotografico a tema sulle opere zincate.
Prima edizione.
La Zincheria Valbrenta di Rosà indice la prima edizione del concorso fotografico a tema “Grazie Zinco!”. Le fotografie ammesse al concorso dovranno avere come soggetto opere zincate (ponti, funivie, impianti, elementi architettonici inseriti in contesti diversi).
La scadenza per la partecipazione è il 31 marzo 2010.
Informazioni e regolamento su www.zincherie.com, oppure scrivendo a info@zincherie.com.
Tag:anno, Architetto, Art, arte, azioni, cadenza, concorso, concorso fotografico, concorso fotografico architettura, corso, corso fotografico, Dice, elementi, foto, Fotografi, fotografic, fotografico, fotografie, informazioni, oggetto, opere, Prima, ranno, regola, Regolamento, riti, rive, test, testi, vr, Zincate, Zinco
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martedì, 22 settembre 2009
La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà , senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)â€
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità , assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensivaâ€
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agireâ€
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 â€
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà , uguaglianza, sicurezza e dignità ; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.â€
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.â€
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. â€

La mano di Raffaella e di una donna boscimane
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mercoledì, 19 agosto 2009
Saranno in più di 1000 (incluse alcune tv e radio private) a seguire su Facebook in diretta la prossima avventura di Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto.
Dopo Australia, Alaska, Tibet, Nepal, la meta ora è il Botswana , in Africa. Partenza domenica 23 agosto.
“Pochissimi viaggiatori hanno affrontato quelle zone in solitaria (Okavango, Kalahari, Limpopo) e molto probabilmente sono l’unica donna” dice Raffaella Milandri.
Abbiamo chiesto come è la preparazione per un viaggio in solitaria, ecco i dettagli.
Mappe e guide alla mano, Raffaella Milandri ha valutato un percorso di massima, temperatura e condizioni climatiche, condizioni delle strade, eventuali pericoli, equipaggiamento e mezzi di trasporto.
Solito check up dei vaccini con la aggiunta di quello per la febbre gialla e profilassi antimalarica , sotto il consiglio dell’utilissimo Centro Medicina del Viaggiatore offerto dal SSN.
Ha prenotato solo il volo e noleggiato un fuoristrada con GPS, contattato l’Ambasciata Italiana competente per le emergenze. In valigia: borsa di medicinali ampia e generosa, repellente per insetti ed energetici a rilascio immediato. Kit di pronto soccorso.
” Il mio bagaglio più importante è costituito da tre cose: il sorriso, un profilo basso e il mio sesto senso ” dice la Milandri. “Il mio viaggio, oltre ad essere una spedizione in fuoristrada di 5000 km, ha anche il fine di raccogliere immagini e testimonianze a fini umanitari. La fotografia è per me soprattutto uno strumento sociale, che evidenzi realtà distrutte da una globalizzazione avida di denaro e povera di Progresso. La fotografia è anche uno strumento di aiuto economico e umanitario:
ringrazio la ANFFAS Onlus di Varese che, chiedendomi alcune foto in dono per una mostra fotografica con asta di beneficenza che si terrà ad ottobre, mi ha dato modo di contribuire in modo fattivo alla loro causa. ”
La Milandri ha già al suo attivo una mostra sul lavoro minorile in India, e una su Nepal e Tibet, con asta di beneficenza, in favore di un centro di anziani nepalesi senzatetto.
Al rientro dal viaggio la viaggiatrice annuncerà una mostra su alcune tematiche sociali e umanitarie.
“Per scaramanzia ne parliamo quando torno”
Il link all’evento su Facebook per seguire il suo viaggio è
http://www.facebook.com/editevent.php?picture&eid=118743176361#/event.php?eid=118743176361
Tag:a4, africa, aiuto, alaska, ambasciata italiana, arte, asta, asta di beneficenza, australia, avventura, Book, borsa, canon, cina, consiglio, conta, cose, costi, detto, domenica, dono, ebook, energetici, eq, erge, evento, facebook, filo, flickr, foto, fotografa, Fotografi, fotografia, giunta, gp, grafica, hp, images, immagini, insetti, la fotografia, lavoro, lente, limpopo, lito, mappe, medici, mila, milandri, mostra, Mostra Fotografica, nepal, News, nomi, okavango, onlus, orto, partenza, pelle, porto, priva, radio, radio private, raffaella, raffaella milandri, sara, sesto senso, solitaria, solito, sorriso, sott, ssn, strada, strade, test, testi, testimoni, tibet, tibet nepal, trad, trasporto, valuta, varese, viaggi, viaggiatrice, viaggio
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domenica, 16 agosto 2009
L’Associazione Culturale Impulsesart, con il patrocinio del Comune di Vigarano Mainarda (FE)
è promotrice di un evento articolato tra arte e musica ispirato al personaggio ed alle musiche di
Fabrizio De André.
1) Il giorno 26 settembre 2009 concerto, patrocinato dalla “Fondazione Fabrizio De André O.N.L.U.S.”, del gruppo “MILLE ANNI ANCORA” presso il KONTIKY di Vigarano Mainarda (FE).
Ne cover ne tribute band ma musicisti originali che hanno accompagnato Fabrizio De André in diversi suoi concerti.
Ellade Bandini, Giorgio Cordini e Mario Arcari sono tra i musicisti di spicco che caratterizzano la band.
Nel lontano 1979, De André con la PFM, si esibirono proprio al Kontiky. 30 anni dopo i MILLE ANNI ANCORA ci faranno
rivivere le emozioni e le atmosfere di allora con uno spettacolo che propone, nella sua prima parte, “Storia di un impiegato”
e, nella seconda, tante altre storie scritte da Fabrizio.
Ospite speciale della serata lo scrittore LUIGI VIVA ,socio fondatore della Fondazione De André, autore della biografia di Fabrizio De André ( Non per un dio ma nemmeno per gioco-Vita di Fabrizio De André.16a edizione UE Feltrinelli). Dalla sua voce ascolteremo testimonianze ed aneddoti riguardanti il rapporto professionale ed amichevole con Fabrizio che ha reso possibile la realizzazione di quello che è ritenuto il testo di riferimento per quanti vogliano approfondire la conoscenza del grande cantautore (www.luigiviva.com).
Prima del concerto si svolgeranno le premiazioni degli artisti che si sono distinti al concorso descritto al punto 2.
2) “IDEAndré” è un concorso artistico on line che ha preso il via il giorno 15 giugno 2009 e rimarrà aperto fino al
10 settembre 2009.
Sono interessate le seguenti discipline artistiche: PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA, GRAFICA E POESIA.
Gli artisti possono partecipare con due opere per ogni categoria versando un simbolico contributo di € 10 tramite bonifico bancario.
Verranno selezionate, dallo staff dell’Associazione, 12 opere che sarranno inserite in un calendario 2010 dedicato al cantautore
ed all’evento in oggetto. I vincitori potranno assistere gratuitamente al concerto e verranno premiati con l’originale trofeo Impulsesart.
Per avere informazioni più dettagliate basterà collegarsi al sito: www.impulsesart.it e seguire i link dedicati agli eventi in oggetto.
Lo Staff

logo del concorso
Tag:30 anni, a3, aned, aperto, arte, artisti, artistico, associa, associazione, associazione culturale, atmosfere, autore, azioni, canon, cantautore, certo, cina, collega, colte, concerto, concorso, conoscenza, Cultura, De André, dedicati, dedicato, discipline, doti, emozioni, eventi, evento, f1, fondi, foto, Fotografi, fotografia, gara, gioco, grafica, gratuita, gruppo, images, informazioni, la serata, lato, luigi, mario, marr, music, musica, News, oggetto, opere, orto, pira, poesia, porto, premi, prima parte, propone, realizzazione, ritratto, scultura, segue, sfere, sito, spettacolo, storia, tenuto, test, testi, testimoni, venti, vincitori, voce
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domenica, 5 luglio 2009
fino al 31.VII.2009
Gabriele Basilico
Roma, A.A.M.
Quando frazioni di quartiere e vedute storiche di città s’immobilizzano dietro la posa eterna di ritratti urbani. Fotografie in bianco e nero di una riconoscibile e riconosciuta poeticità . Ricordando il fotografo dalla semplice e insieme “stupita fissità †della visione…
pubblicato giovedì 21 maggio 2009
Omaggiato a MiArt con una selezione personale delle fotografie più rappresentative della sua carriera,
Gabriele Basilico (Milano, 1944) torna dopo trent’anni nella sede di Architettura Arte Moderna e, tanto per non smentire la commemorazione in suo onore, sono proprio le immagini dei palazzi di Milano e i suoi angoli più noti ad accogliere il visitatore nella sala d’ingresso.
La bella architettura tra attonite sospensioni e stupite fissità testimonia la costruzione razionalista urbana degli anni ‘30, grazie al nome di un artista che non si è mai scostato dal suo modo di osservare il mondo: quel suo fotografare sembra poetizzare il luogo, fissandolo nel tempo di uno scatto che si compiace di un unico oggetto d’immagine e d’indagine. Che siano gli angoli dei palazzi di Milano, le strade di Firenze o i ponti sul Tevere, Basilico non muta il suo approccio al paesaggio e la sua ricerca fotografica resta la stessa: il romanticismo della visione, in grado di esaltare una semplicissima parte di quartiere, è focalizzato sull’attenzione di quella porzione d’immagine e regala allo scatto un carattere distinto, peculiare.

Il lavoro memoriale della A.A.M. porta così a termine un percorso espositivo che “approfitta†del dialogo di Basilico con le sue città per ricordare
Giuseppe Vaccaro,
Giuseppe Terragni,
Adalberto Libera,
Aldo Andreani, e ancora
Angiolo Mazzoni,
Franco Albini e
Giovanni Muzio. Dunque, ciò che più si accosta al criterio espositivo adottato è espresso in una sorta di “revival†anni ‘70-’30; anni, i primi, in cui Basilico dava vita a queste immagini, concrete edificazioni urbane sorte nell’immediato dopoguerra, lungo un ventennio che si protrae dal 1919 al 1939.
La mostra diviene così quasi una sorta di rievocazione, capace d’invitare il pubblico al silenzio proprio dell’osservatore, suggerito dal consueto bianco e nero delle immagini. Sì, perché l’estetica di Basilico si fa forza della posa di ripresa e dei suoi attenti contrasti, ammaliando la città in questione con quel bianconero addomesticatore. Le sue fotografie sembrano diventare una sorta di cimelio ossequioso, in bilico fra la semplicità di ciò che si osserva – immagini/ritratto di un angolo urbano – e la semplicità con cui egli riesce sempre a far raccontare di sé.

Non resta dunque che passeggiare cautamente nelle tre sale espositive, scorgendo come quella semplicità risieda nella complessa diversità d’ogni singola architettura fotografica. Proprio da questa diversità prende forza la concezione ritrattistica di Basilico: la descrizione in soggettiva di un luogo, priva di un’assoluta connotazione propagandistica o sociale.
articoli correlati
Basilico alla Fondazione Merz
flavia montecchi
mostra visitata il 10 aprile 2009
dal 3 aprile al 31 luglio 2009
Gabriele Basilico – Ritratti di Architettura
a cura di Francesco Moschini
A.A.M. – Architettura Arte Moderna
Via dei Banchi Vecchi, 61 – 00186 Roma
Orario: tutti i giorni ore 16-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 0668307537; fax +39 064815807; info@aamgalleria.it; www.aamgalleria.it
Tag:3x, adalberto, albe, aldo, aldo andreani, altare, andrea, angiolo mazzoni, angoli, angolo, anni 30, architettura, argento, arte, arte moderna, attenzione, azioni, bani, basi, bianco, bianco e nero, bianconero, bini, canon, carriera, consueto, conta, contare, dava, diventa, eq, esce, exibart, f1, f5, Firenze, fissa, focali, forza, foto, fotografa, Fotografi, fotografie, fotografie in bianco e nero, fotografo, franco, franco albini, gabriele, gabriele basilico, giovanni, giovanni muzio, giuseppe, giuseppe terragni, grafica, il fotografo, images, immagine, immagini, indagine, ingresso libero, la mostra, lati, lavoro, libero, mail, memoria, miart, mila, Milano, mmo, mostra, muta, News, ngi, nome, notizia, oggetti, oggetto, onor, onore, osservatore, pace, paesaggi, paesaggio, palazzi di milano, piace, poeti, posa, primi, priva, resa, resta, rete, ricerca, rita, ritratto, saggi, scatto, selezione, selezione personale, silenzio, soggetti, sorta, sorte, strade, test, testi, testimoni, tevere, trad, vaccaro, visione
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domenica, 5 luglio 2009
fino al 15.VII.2009
Ileana Florescu
Roma, Pino Casagrande
Da un gesto provocatorio può nascere un’intera filosofia di vita. La pensa così Ileana Florescu, in una guida alla (ri)scoperta dell’essenzialità del sapere. Sul filo di una scandalosa proposta…
pubblicato lunedì 8 giugno 2009
Ritorna l’acqua. In questo nuovo ciclo, l’elemento preferito da
Ileana Florescu (Eritrea, 1960; vive a Roma) ricorre non come protagonista, ma come splendida e vibrante cornice delle opere in mostra, o forse sarebbe meglio dire del “concetto†in mostra.
L’artista ha provocatoriamente gettato in mare dei libri “
con la consapevolezza della casualità â€, come spiega lei stessa; libri scelti tra i grandi autori come Dante e Shakespeare, fino agli scrittori contemporanei come Roberto Saviano, senza negarsi una vena ironica e giocosa, come in
Orto, manuale pratico della semina e della raccolta o nei
Ristoranti d’Italia delle guide “L’Espressoâ€.
Si potrebbe pensare che il destino abbia agito curiosamente nell’accoppiare un libro con il rispettivo effetto di luce e ombra che appare in fotografia, tanta è la sorprendente attinenza e piena realizzazione del significato dell’uno nell’apparenza delle seconde; invece sono le parole di Diego Mormorio, storico della fotografia e curatore della mostra, a mettere in luce i propositi dell’autrice: “
Non ha proceduto seguendo l’accidentalità , ma cercando la forma. Ha cioè, per ogni libro e per ogni frase che aveva in mente, cercato di ritrovare nell’acqua una forma appropriataâ€.

L’effetto finale non è orientato a un’estetica delle forme puramente westoniana; anzi, nell’opera di Florescu c’e sicuramente la volontà di ricreare la realtà attraverso un occhio poetico, sospingendo l’immaginazione sul limitare di un mondo fiabesco. La scelta dell’elemento acquatico ha in quest’ultimo una grande partecipazione, poiché è in grado di distruggere le frasi e le illustrazioni, ma allo stesso tempo può anche fungere da lente d’ingrandimento, dando risalto a singole parole, restituendone tutta la pregnanza o, al contrario, la futilità .
Si compone così, pagina dopo pagina, il diario intimo della vita dell’artista o, meglio, dell’umanità stessa: riunendo testi arabi, cinesi, europei, americani si dispiega un breve compendio dello scibile umano che, nei 149 scatti in mostra, riesce a offrire una straniante panoramica del nostro vivere moderno. Magari non sarebbero proprio questi i titoli che vorremmo fossero salvati da un ipotetico incendio, ma non farebbe differenza, perché quello di Florescu può essere anche un gesto provocatorio per richiamare l’attenzione sul fatto che la società , il mondo, si sta inabissando.

A chiudere la molteplicità di livelli di lettura di una mostra che rappresenta una vera sorpresa per la ricchezza delle riflessioni che sa suscitare, al centro della sala si trovano quattro teche con altrettanti volumi-scultura recuperati dalle acque del mare e fatti asciugare. Resi ormai illeggibili, è il loro status di classici a parlare, oltre alla loro forma così particolare e casuale, che li rende simili a strani anemoni o stelle marine. Come creature degli abissi tratte dal loro ambiente naturale.
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La precedente mostra nello Studio Casagrande
chiara ciolfi
mostra visitata il 15 maggio 2009
dall’undici maggio al 15 luglio 2009
Ileana Florescu – L’umana sintesi
a cura di Diego Mormorio
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande
Via degli Ausoni, 7/a (zona San Lorenzo) – 00185 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 17-20
Ingresso libero
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel./fax +39 064463480; gallcasagrande@alice.it
Tag:5d, 6x, a4, acqua, ambiente, ambiente naturale, americani, amica, appare, apparenza, arte, arte contemporanea, attenzione, autori, aveva, azioni, canon, chiara, concetto, contempora, cornice, Cultura, curiosa, e digital, editoria, elemento, enzo, esce, europe, eva, exibart, f9, filo, filosofia, finale, florescu, forme, foto, Fotografi, fotografia, frasi, funge, fungere, gesto, gioco, guida, il destino, illustrazioni, images, incendio, ingresso libero, intera, l espresso, la fotografia, la mostra, la vita, lati, lente, libero, libri, libro, luce e ombra, mail, mare, mmo, montata, mostra, natura, News, notizia, occhi, occhio, ombra, opera, opere, orto, pace, piena, pino, pino casagrande, poeti, proposta, protagonista, provo, raccolta, realizzazione, renzo, resa, resi, riflessi, ristoranti, roberto saviano, roni, salvati, san lorenzo, scoperta, scultura, segue, semina, shak, simili, sintesi, sorpresa, spiega, studi, tanti, test, testi, tito, titoli, vena
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lunedì, 22 giugno 2009

Sarebbe riduttivo parlare solo di una serie di questo artista, o mettere in luce solo una parte del suo lavoro, dato che il suo modo di sperimentare in campo fotografico è davvero molto interessante e sempre differente. John Clang è un artista-fotografo di origine cinese trapiantato ormai da tanti anni a New York, dove vive e lavora sia su commissione in ambito commerciale, sia con progetti più personali e sperimentali.
Entrambe le sezioni vedono lavori ben realizzati sia dal punto di vista tecnico che di contenuti, ma ovviamente un occhio di riguardo in più meritano i suoi progetti personali, presenti nella sezione Project del sito. Ogni serie che vediamo affronta un modo nuovo e del tutto personale di vedere la fotografia, dove Clang mescola sapientemente ambientazioni e soggetti, attraverso dei montaggi in post produzione, oppure con piccoli interventi fatti al momento dello scatto.
Il fotografo gioca ad esempio con montaggi di soggetti da lui ritratti in contesti urbani che poi vengono ri-inseriti in altri completamente differenti, come ad esempio dei luoghi desolati e sperduti. In un altro lavoro abbiamo invece una panoramica “temporale†di uno stesso scorcio cittadino, dove il montaggio riguarda le persone che passano in quella zona. Ogni scatto viene montato come un collage, dove ogni “striscia†fotografica sembra strappata da una immagine e utilizzata per creare una nuova e personale visione dello stesso posto.
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