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fireblade

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12 Jun 2011
Genova, porto antico.

Partenza di una nave passeggeri.

Zenzanon 80mm su Bronica SQ Ai con dorso 645

Fuji provia 100F sviluppo in colortec E6

Scansione a 2400dpi con Epson V750 pro



buon divertimento!
31 May 2011
Dal porticato inferiore a ponente, sabato pomeriggio, con una luce particolare che c'è solo nel mese di maggio, entra dai lucernari e si riflette sul pavimento di marmo, illuminando le statue da sotto.

Pellicola diapositiva Provia 100F, su Zenza Bronica con Zenzanon 80/2.8 F/2.8 1/60"

Immagine Allegata - monthly_05_2011/post-239-1306821990.jpg


Immagine Allegata - monthly_05_2011/post-239-1306821969.jpg
26 May 2011
Piazza della Vittoria vista dalle mura delle cappuccine.


Immagine Allegata - monthly_05_2011/post-239-1306392776.jpg



Zenza Bronica SQAi con dorso 6x4.5 ed obiettivo zenzanon PS80/2.8

Diapositiva Fuji T64 sviluppo in Colortec E6 Tetenal

Versione ad alta risoluzione: http://tinyurl.com/3n74car
2 Mar 2011
Sulla base della mia esperienza, corroborata dalla lettura di libri che in alcuni casi sono vecchi di 40 anni, ma che confermano quanto sto per scrivere, ho tracciato i 10 passi fondamentali dell'apprendista fotografo moderno.

Naturalmente la questione è puramente scherzosa, se qualcuno dovesse sentirsi offeso, chiedo scusa anticipatamente, ma declino ogni responsabilità per eventuali episodi di gastrite.

1.
Compra la fotocamera.
Senza nemmeno degnarsi di leggere il manuale e di fare ricerche, comincia ad riempire il forum di domande canoniche. Ad esempio:

- Come posso inserire la data nelle foto?
- Che differenza c'è tra adobergb e srgb?
- Perché è cambiata la numerazione delle mie foto?
- Perché vedo i colori diversi tra monitor e stampa?
- Che differenza tra 350D-50D-7D-1Ds??

e la domanda più gettonata:

- con cosa sostituisco il plasticotto?

Chi proviene dalla compatta ha una domanda speciale:

- quanti "per" ha il mio zoom?

Prima di arrivare al passo successivo viene colto da terribili incertezze sulla messa a fuoco dei suoi obiettivi. Inizia quindi la serie dei test delle pile, e per i più smaliziati il test della focus chart, del quale si digerisce a malincuore che sia stato redatto da un nikoniano.
Spesso in questa fase viene colto da una sindrome insidiosa: l'horror millimetrum che si manifesta col bisogno ossessivo di coprire tutti i buchi di focale.

2.
Scopre i grandangolari.
E naturalmente, affascinato da foto viste in giro dove nessun palazzo rimane a piombo, e dove le piazze sembrano quadri di De Chirico, compra uno zoom grandangolare, possibilmente un 10-20.
Il forum viene quindi intasato di prospettive distorte, persone con testa a siluro, panorami con soggetti annegati nello sfondo, ritratti dai lineamenti grotteschi.
Resosi conto che i panorami vengono malissimo, passa automaticamente alla tecnica HDR, e realizza foto dove il primo piano in ombra è più rischiarato della faccia degli intervistati a linea verde la domenica mattina.

3.
Scopre i teleobiettivi, naturalmente zoom.
Comincia la rassegna stampa di uccellacci&uccellini in tutte le salse, rigorosamente croppati e con piumaggio costantemente bruciato. Talvolta il crop è così spinto che le foto sembrano di plastica, ma tutti plaudono, specialmente i compagni di merenda.
Il passo successivo è ovviamente comprare il duplicatore, per poi accorgersi che l'autofocus non funziona più; immediatamente viene posta la domanda del trucchetto dello scotch.
Qualcuno invece rimane affascinato dai teleobiettivi catadiottrici, specialmente quelli di produzione attuale con menisco in plastica. Quando ci si rende conto che F/8 in combinazione con il tremore nel mirino è una tagliola tremenda e si tenta di rivenderli ci si rimane di stucco: bisogna regalarli.

4.
Si rende conto dell'incredibile utilità dei dati EXIF.
Quindi comincia a tormentare coloro che realizzano belle foto per chiedere i dati di scatto, prefigurandosi di impararli rigorosamente a memoria.
Gli utenti più smaliziati, avvezzi a creare sudditanza psicologica verso i loro lavori omettono sistematicamente di indicare i dati e non rispondono mai a richieste in tal senso.

5.
Scopre la desaturazione selettiva.
Comincia l'ondata degli elementi rigorosamente rossi annegati nel grigio uniforme.
Quasi contemporaneamente si scopre l'immenso mondo dei filtri e se ne comprano una quantità e varietà che sarebbero sufficienti per le successive sette generazioni.
Naturalmente è d'obbligo girare col filtro UV sempre montato, altrimenti la sabbia del deserto proveniente dalla Libia potrebbe creare gravi danni all'obiettivo.

6.
Inizia la fobia verso lo sporco nel mirino. I pelucchi assumono un'importanza tale da impedire letteralmente la visione della scena. Si narra di utenti impazziti, che abbiano cambiato corpi macchina come fossero mutande, alla ricerca della camera asettica della CIA dell'area 53.
Allo stesso tempo lo sporco sul sensore viene vissuto come il licenziamento dal posto di lavoro. Pare che alcuni utenti presi da attacchi di panico, abbiano usato cateteri ginecologici per aspirare lo sporco dal sensore; l'insuccesso dell'operazione li ha portati all'esaurimento nervoso.

7.
Si rende conto della cronica mancanza di nitidezza.
Comincia la serie delle maschere di contrasto -che-più-artificiali-non-si-può-; pare addirittura che qualche utente sia stato bannato per aver creato fantasmi che poi gli si sono ritorti contro peggio degli zombie.
Contestualmente si rende conto della poca saturazione delle foto, e si passa allora alla rassegna delle foto ipercolorate; le palette di photoshop girano vorticosamente ed i più furbi combinano le due tecniche ma naturalmente se le foto vengono male è colpa del monitor non calibrato.

8.
Si rende conto che l'esposizione è un terno al lotto.
Qui comincia la crisi mistica. Non riesce a rassegnarsi all'idea del -grigio-medio-18%- e non capisce perché la valutativa non valuti un fico secco e quale differenza vi sia tra grigio 12%, 18%, 50%.
Insieme all'esposizione si crolla sul bilanciamento del bianco. Comincia la tragica sequenza di giocatori di basket dalla pelle verde, ma è sempre colpa del monitor.
Se qualcuno gli fa osservare che sarebbe bene che leggesse qualche libro, risponde ironicamente che i libri non servono, e che è meglio farsi da sé stessi, provando e riprovando. Quindi le successive rassegne di foto differiscono solo per quantità di bruciatura e colore della dominante.

9.
Si rende conto che il mondo è pieno di ladri.
Comincia quindi ad appestare le foto con firme fantasiose ed appariscenti quasi sempre composte da due parole, di cui una è photographer e rigorosamente accompagnate da cornici o barre nere, come se si stesse vedendo un film cinemascope sul televisore da 12 pollici phonola.

Da qui in poi, il cammino si divide, in base alla consistenza del conto in banca, o delle carte di debito ricaricabili con rateo mensile bassissimo.

10a. (fotoamatore abbiente)
Comincia la scalata agli iperluminosi, ai supertele, agli ultracorpi, come nel film dei baccelli e del cagnetto.
Fa le stesse foto di prima, però gongola perché negli exif c'è scritto con cosa le ha fatte; ovviamente si premura di inserire nome e cognome nei dati exif tramite eos utility.
Gli utilizzatori di linux non ci riescono e si disperano peggio dei possessori di fotocamere Minolta negli anni 80.
Qualora per qualche misterioso motivo non si leggano i dati exif delle sue foto è colto da crisi febbrili, ed aggiunge i dati di scatto manualmente ad ogni sua foto, rimarcando con L rosse la qualifica dei suoi obiettivi, che finiscono tutti in firma, insieme agli zaini, schede di memoria, treppiedi, software, profumi e callifughi preferiti.
Ogni volta che si approssimano febbraio ed agosto, comincia il tormentone dei rumors. Si chiede come mai non sia stato ancora aggiornato il 100-400 con lo stabilizzatore nucleare.
Tutti tremano all'idea dell'adozione di lenti di plastica e cominciano a collezionare superteleobiettivi, sperando che in futuro l'investimento possa fruttare enormemente.

10b. (fotoamatore meno abbiente)
Scocca l'invidia nei confronti della categoria superiore.
Allora si lancia nelle recensioni di oggetti che non conosce, e nelle comparazioni tra mele, arance e patate.
Suggerisce ai novizi di comprare obiettivi che non conosce e non si può permettere, vantandone le qualità come se li tenesse sotto il cuscino tutte le notti; il più delle volte riporta pedissequamente i test di DPreview e di Photozone come fossero il vangelo secondo Matteo.
Sostiene che le sue foto sono identiche a quelle prodotte dalla categoria superiore, ed ha ragione da vendere.



Esiste infine una minoranza etnica atrocemente perseguita e disprezzata che, dopo aver percorso questo lungo cammino decide di ripudiare l'agnello d'oro e rifiuta di bruciare i libri del sapere.
Seguendo i consigli dei pochi sopravvissuti alla cancellazione elettronica della personalità, impara a ragionare, comincia a leggere e si rende conto di cosa è veramente la fotografia.

Qualcuno riesce a fare foto veramente emozionanti, condividendo la sua vita con pochi altri come lui; si scambiano di nascosto fotografie stampate su pezzi di carta, usano terminologie arcaiche parlando in codice e rifiutano di girare per la strada imbardati come muli e rigonfi come l'omino michelin.
Hanno finalmente capito che per fotografare un fiorellino non occorre portarsi dietro 25 chili di plastica e vetro.

Per loro l'apprendistato è terminato.



29 Oct 2010
Finalmente ho affrontato anche io lo sviluppo casalingo delle diapositive.

Ho utilizzato il kit tetenal a 4 bagni perché il kit ornano ormai non è più in produzione.

Per evitare le seccature derivanti dal mantenimento della temperatura (38° con scostamento di 0,3°), ho comprato una sviluppatrice usata Jobo CPE2, che è una vasca in plastica, della cacapità di 15 litri, dotata di una resistenza ed un termostato che permette di mantenere l'acqua alla temperatura voluta. Nella stessa vasca tramite una rastrelliera è possibile tenere a bagno maria 4 flaconi da 600ml per l'acqua di lavaggio e 4 cilindri da 260ml per i prodotti chimici.
Nella stessa vasca, tramite un motore, viene fatta ruotare la tank per lo sviluppo, accoppiata ad esso tramite un magnete (per lo sgancio rapido)

Il grande vantaggio del kit tetenal è che è possibile frazionare i prodotti per preparare i 250ml di prodotto necessari per le operazioni.

In pratica il frazionamento per preparare 250ml di prodotto è il seguente:

a) Primo sviluppo
- acqua: 200ml
- parte 1: 50ml

b) Sviluppo cromogeno
- acqua: 170ml
- parte 1: 50ml
- parte 2: 30ml

c) sbianca-fissaggio
- acqua: 150ml
- parte 1: 50ml
- parte 2: 50ml

d) stabilizzazione-imbibente
- acqua: 225ml
- parte 1: 25ml


Le avvertenze importanti (non elencate nelle istruzioni) sono:

1) ossigenare la sbianca dopo averla miscelata, inserendola in una bottiglia tappata ed agitando energicamente per un minuto

2) Effettuare un prelavaggio in acqua per evitare di inquinare troppo il primo sviluppo. Ciò consente di riutilizzarlo meglio e più a lungo

3) Frazionare i lavaggi per renderli più efficaci. In particolare l'ultimo lavaggio che toglie i residui corrosivi di sbianca deve essere di 6 minuti invece di 4 e composto da 6 lavaggi da un minuto ciascuno, cosa che permette una migliore eliminazione dei residui.

In pratica dopo avere preparato i chimici, e dopo averli collocati nella vasca, si attende che il complesso vada in temperatura. Riempiendo la vasca con acqua già calda (ma non superiore ai 38°) il processo diventa più rapido.

Si carica la tank in totale oscurità e si inizia con le varie fasi.

Per le pellicole fuji il tempo del primo sviluppo deve essere maggiore di quello indicato, altrimenti sorgono dominanti cromatiche.

Ecco le operazioni da fare:

1. Preriscaldamento con acqua: 5'
2. Primo sviluppo, rotazione veloce: 7'15"
3. Lavaggio: 1'15"
4. Lavaggio: 1'15"
5. Sviluppo cromogeno, rotazione veloce: 6'
6. Lavaggio: 1'15"
7. Lavaggio: 1'15"
8. Sbianca-fissaggio, rotazione veloce: 6'
9. Sei lavaggi da 1' ciascuno
10. Stabilizzazione, rotazione lenta per non fare schiuma: 1'

A questo punto si può aprire la tank ed appendere la pellicola.

In realtà il primo esperimento non mi era riuscito bene, in quanto avendo sviluppato solo una pellicola 135, invece delle 2 consigliate dal manuale, non ho inserito la seconda spirale vuota, e questo ha comportato un livello del liquido più basso, chiazzandomi di rosso un lato della pellicola:



In questo secondo esperimento invece, non volendo sprecare la velvia in formato 135, visto che al momento non se ne trova, ho usato il formato 120, caricata su una yaschica mat 124 del 1960, il cui esposimetro ha una lettura errata a causa dell'uso di una pila di voltaggio diverso da quello nominale.

Mi direte che sono condizioni perfette per un sonoro fallimento. Invece confidando nel mio esposimetro occhiometrico....


1.


2.


3.


4.


5.



Ed ora due conti.

Il kit tetenal per realizzare 5 litri di prodotto finito costa 77 euro.

Ipotizzando di gettare i chimici ogni volta, si possono sviluppare 60 rulli di diapositive.

Il che significa che lo sviluppo di ogni rullo viene a costare 1.28 euro.

Considerando che il laboratorio dove mi servivo io chiede 7 euro per lo sviluppo di un rullo, il risparmio è di 5.72 euro.

Il risparmio totale quindi, moltiplicato per 60 rulli ammonta a 343 euro. Mi ci sono pagato la sviluppatrice, che mi è costata 200 euro ed il kit di sviluppo.

In realtà invece di gettare i chimici ogni volta, si può recuperarli, aumentando i tempi di sviluppo ad ogni riutilizzo, per questo i lavaggi frazionati sono consigliati, perché i prodotti chimici si inquinano meno.

Se ipotizziamo di riutilizzarli 4 volte il costo passa a 32 centesimi a rullo.

I prodotti miscelati durano 4 settimane, mentre i chimici puri sino ad 8 mesi, ed usando la tecnica del riempimento con gas per evitare l'ossidazione, durano anche un anno.

L'operazione in sé non è difficile, basta avere un cronometro, e scriversi le operazioni da fare. Munirsi magari di qualche caraffa per i travasi intermedi.

E' molto importante impedire l'inquinamento dello sviluppo cromogeno con altri prodotti, cosa che ne comprometterebbe immediatamente le caratteristiche.

Se qualcuno avesse bisogno di informazioni supplementari, sono a completa disposizione.

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