Controluce sul salto: la traiettoria di Enrico verso la luce
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Ieri al mare c’era un sole splendido e vento forte così mi è venuta un’idea; perché non provare a scattare in “controluce”.
Ma il sole non era sul mare era già sulla spiaggia, dovevo entrare in acqua per ottenerlo.
Era un po che ci volevo provare e finalmente ho trovato la condizione giusta e avevo anche a disposizione il rider giusto. Io e Enrico facciamo kite assieme oramai da 18 anni, spesso surfando la stessa onda o saltando assieme vicini vicini….
So che di lui mi posso fidare, difficilmente sbaglia una manovra.
Così ho chiesto “Enry hai voglia di saltarmi in testa?” e lui ha accettato, non gli sembrava vero, era pure contento……a quel punto son rientrato in acqua ma con la reflex e il 24mm.
Enry arrivava a palla dal largo, mi puntava e a pochi metri da me staccava il salto. Passandomi sopra alla testa mi faceva gesti ignobili con la mano destra e poi…. poi andava in orbita, dritto verso il sole.
Canon 7dii
Canon 24-105 f/4 II usato a 24mm
(Straccio in microfibra per asciugare ottica e reflex……)
Priorità di tempi e ISO automatici
Pochi punti centrali di messa a fuoco
Indicativamente ho esposto a: 1/1500 F/4 100ISO
Spero che questa interpretazione del controluce vi piaccia?
Qualunque suggerimento è gradito.
Ciao
Cesare
Miniature Allegate
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Analisi dalla Redazione
Il gesto di Enrico, sospeso sopra l’obiettivo con il braccio disteso, è il vero centro narrativo dello scatto. Non si tratta soltanto di congelare un salto: la posizione del corpo, la tavola inclinata e la vela che sale verso il margine superiore costruiscono una traiettoria obliqua, leggibile come una spinta verso la luce. Il momento scelto è efficace perché conserva insieme dinamismo e riconoscibilità del gesto, anche se la figura rischia di diventare una massa scura poco articolata.
La scelta del controluce è radicale e coerente con l’idea iniziale. Il sole, fuori campo sulla destra, produce una vasta zona sovraesposta e una cascata di riflessi e gocce che dà profondità alla superficie blu. Tuttavia la distribuzione luminosa è fortemente sbilanciata: il lato destro tende a perdere dettaglio, mentre il rider è quasi interamente in silhouette. È una soluzione espressiva, ma una minima apertura nelle ombre avrebbe potuto restituire qualche informazione in più su volto, braccia e struttura dell’attrezzatura, senza compromettere il carattere del controluce.
La prospettiva dal basso è il punto di forza più evidente: trasforma il salto in un passaggio sopra lo spettatore e rende fisicamente percepibile la vicinanza dell’azione. Il 24 mm amplifica questa sensazione, ma introduce anche una certa dispersione ai bordi; la vela, infatti, sfiora il limite superiore e appare leggermente sacrificata. Un’inquadratura appena più larga, o un anticipo di una frazione di secondo, avrebbe potuto includere meglio l’intero sviluppo della vela e lasciare più spazio nella direzione del movimento.
Il colore è spettacolare ma quasi monocorde. Una successiva regolazione delle alte luci e un controllo della dominante ciano aiuterebbero a separare maggiormente acqua, cielo e spruzzi. La Redazione
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