Schiacciata a muro nella pallavolo: geometrie in bianco e nero
ripropongo questo scatto convertito in B/N
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La schiacciata e il muro…in B/N
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Analisi dalla Redazione
La conversione in bianco e nero sposta l’attenzione dalla consueta spettacolarità cromatica della pallavolo alla geometria dell’azione: rete, linee del campo, braccia sollevate e corpi disposti su più piani costruiscono una trama visiva energica. Il punto di maggiore tensione è ben individuato: la palla, quasi sospesa tra le mani delle giocatrici a muro e l’attaccante, concentra lo sguardo e rende leggibile la dinamica della schiacciata.
La posizione bassa della fotocamera valorizza il gesto atletico e conferisce alle protagoniste una presenza imponente. Anche la giocatrice in primo piano, con il numero 10, funziona come elemento di profondità: non è il soggetto principale, ma introduce una diagonale che accompagna verso la rete. La scelta, tuttavia, comporta un rischio. Il suo corpo occupa una porzione consistente dell’inquadratura e, con la testa abbassata e il volto non visibile, può sottrarre immediatezza all’azione centrale. Un’inquadratura leggermente più stretta o uno spostamento laterale avrebbero potuto ridurre questa interferenza, mantenendo comunque la stratificazione dei piani.
Il bianco e nero è coerente con la struttura grafica della scena, ma la resa appare piuttosto contrastata: alcune zone scure dello sfondo e delle divise perdono dettaglio, mentre il pavimento chiaro tende a diventare una superficie dominante. Sarebbe utile controllare meglio i neri, soprattutto sulle maglie, e conservare più informazioni nelle alte luci del campo. La luce del palazzetto, inevitabilmente uniforme e poco modellante, non aiuta a separare i soggetti; proprio per questo il momento dello scatto è determinante, e qui è scelto con precisione sufficiente a trasformare un’azione rapida in una composizione leggibile. Un taglio appena più verticale avrebbe potuto accentuare ulteriormente il duello sopra la rete.
La Redazione