Massimo Lovati con Canon in mostra a Moneglia

Le tecnologie di imaging di Canon al servizio del celebre fotografo grazie al quale le immagini si trasformano in vere e proprie emozioni 

Sarà inaugurata il 10 agosto a Moneglia la mostra “Fotogrammi di una Ricerca: da 1/8 a 1/1000″ di Massimo Lovati, noto fotografo, artista e giornalista. Organizzata da Canon Italia e parte dell’evento itinerante Canon “Capture the Future Tour”, la mostra presenterà 30 fotografie di sport selezionate tra i più significativi scatti dal celebre fotografo in oltre trent’anni di lavori.

Dopo l’inaugurazione della mostra, seguirà una proiezione di fotografie sul tema della documentazione e dell’interpretazione nella fotografia sportiva, con commento e approfondimento dell’autore. Il tema della proiezione fotografica verterà su come interpretare il movimento, l’azione, o bloccare il movimento: cioè creatività e comunicazione nel fotografare un evento di sport.

Tutte le fotografie della Mostra sono state realizzate con fotocamere Canon con le quali il fotografo è riuscito a catturare anche i più impercettibili istanti di grandi imprese sportive, trasmettendo la sensazione di movimento e la velocità delle azioni. Inoltre, tutte le fotografie sono state stampate con tecnologia Canon Océ Arizona e montate su 15 pannelli bifacciali di dimensioni 1m. x 2m grazie al prezioso contributo di FdF, partner Canon. Tutto ciò ha permesso di riprodurre fedelmente gli scatti, dando risalto a forme, colori e corpi in movimento, e ancora più realismo al movimento, alla dinamicità, all’azione e ai gesti degli atleti rappresentati.

La mostra sarà visitabile dal 10 al 20 agosto 2019 dalle ore 20.00 alle ore 23.00.

Brevi note su Massimo Lovati

Massimo Lovati esordisce come pittore e grafico, allievo di Rocco Borella. Nel 1976 aderisce al collettivo R.E.C. (Ricerche Estetiche Concrete) espone il suo progetto “Sequenze cromatiche complementari” e fonda con altri artisti il Centro di Produzione.
Partecipa a diverse mostre collettive di prestigio, tra cui “Costruttivismo, Strutturalismo, Neoconcretismo, Nuova pittura” e presenta in quegli anni diversi progetti: “Il monolite, ovvero il panorama occluso, riflesso, fotografato”, l’Azione/installazione: “Il monumento come supporto, il monumento che nasconde”, “Strutture modulari” e “Spazio Cromatico”.
Inizia a sperimentare in fotografia con immagini in bianco e nero per le strade di Genova, dando un volto agli “invisibili”, agli emarginati e agli homeless, con scatti spesso ripresi dai quotidiani della città e pubblicati alcuni anni dopo nel minibook “I diseredati”, a cura dell’associazione culturale 1015.

Seguono, nel 1981, la performance “Automanifestazione e autoidentificazione corporea” con l’uso della Polaroid, e le mostre “Carene” e “Garibaldi vis a vis sé guardante precario doppio”.
Negli anni 80 inizia le sue ricerche sul dinamismo ed entra in contatto con il mondo dello Sport.
Due sono i versanti tematici di Lovati: verosimiglianza e de-formazione. Con l’uso esasperato di grandangoli e teleobiettivi, la verosimiglianza lo porta a esaltare l’azione e il gesto degli atleti nelle più importanti manifestazioni sportive internazionali, contribuendo ad innovare la fotografia tradizionale sportiva. Con la de-formazione, invece, reinterpreta creativamente e artisticamente le forme e i colori del movimento e del dinamismo, sia in fase di ripresa che in fase di elaborazione. Lovati ha continuato ad operare sul versante della comunicazione e dell’arte in parallelo fino al 2000, anno in cui ha spostato l’attenzione principalmente sulla macchina fotografica come strumento per produrre arte. Il suo sguardo non è rivolto solo allo sport, ma entrano il paesaggio, tradizionale e urbano, e l’individuo, sempre interpretati fotograficamente in chiave “dinamica” e concettuale.

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