N O T I Z I A R I O del Circolo Fotografico LA GONDOLA Associazione di Promozione Sociale

N O T I Z I A R I O del Circolo Fotografico LA GONDOLA Associazione di Promozione SocialeEncomiabile e Benemerito della Fotografia Italiana

ANNO XXXVI Numero 12

 Dicembre 2011

 

I soci del Circolo Fotografico La Gondola si riuniscono ogni venerdì alle ore 21 presso la Sede Sociale alla Giudecca c/o il Centro Civico

Recapito postale P.O.BOX120 – Venezia, tel. Presidente 041-5237116

 

 

CALENDARIO DI DICEMBRE 2011

UN MONDO POSITIF

 

Martedì 13 dicembre alle h.18 presso la Fondazione Querini Stampalia in Venezia S.M.Formosa 5252 verrà inaugurata la mostra sociale del Circolo La Gondola :

Espongono 22 soci con complessive 29 fotografie:

 

Enrico”Gigi”Bacci, Antonio Baldi, Aldo Brandolisio, Fabrizio Brugnaro, Lorenzo Bullo, Paola Casanova, Carlo Chiapponi, Simonetta  Gasparini,  Gianfranco  Giantin,  Matteo  Miotto, Aldo Navoni, Giorgio Nicolini, Federica Osto, Stefano Pandiani, Alessandro Rizzardini, Aurelio Rizzo, David Salvadori, Giorgio Semenzato, Massimo Stefanutti, Fabrizio Uliana, Giovanni Vio, Emilio Zangiacomi Pompanin.

 

La tendenza contemporanea della fotografia d’informazione ma anche di ricerca tende a dar maggior risalto agli aspetti negativi della vita, alle situazioni più esasperate e difficili.

!             Ciò  dipende  senz’altro  dalle  innegabili  difficoltà  del vivere d’oggi ma, probabilmente, da un orientamento sorto sin dall’inizio del   ‘900 quando si scoprì l’ efficacia mediatica della fotografia per denunciare condizioni di sfruttamento e degrado, come avvenne per le indagini del sociologo americano Lewis Hine.

Tuttavia il positivo intento, nel corso degli anni, lasciò il passo a un atteggiamento più speculativo    volto a cogliere l’esteriorità eccezionale degli avvenimenti tale da conferire alle immagini un prevalente interesse visivo    più che una vera partecipazione al fatto narrato.

!             In tal senso, esemplare fu tanta fotografia neorealista del secondo dopoguerra quando si  scoprì il Sud d’Italia in cui le arretratezze storiche si sommavano alle devastazioni della guerra appena conclusa oltre a un vivere quotidiano ingiustamente classificato come “folkloristico”.

!             Se  sul  piano  sociale  fecero  scalpore  i  rigorosi reportages, come quello su Africo di Tino Petrelli, la fotografia di Cartier-Bresson, Giacomelli e altri, si preoccupò, come nel celeberrimo caso di Scanno,  di tradurre visualmente una realtà “fotogenica” ancorché di reale sofferenza.

Ancor oggi, frequentando le grandi rassegne internazionali, ci si accorge che l’occhio del fotografo privilegia


che rappresentano le ancore morali, spirituali e materiali alle quali ci riferiamo per superare le difficoltà dell’oggi e poter guardare  al  futuro  con  sufficiente  fiducia;  assieme  a  questi, quegli episodi quotidiani spesso sottovalutati, se si vuole d’ispirazione zavattiniana, che costituiscono la sfera dell’equilibrio di ciascuno: piaceri leciti, piccole soddisfazioni, un positivo (ecco il titolo della mostra) modo di porsi nei confronti degli altri, della natura e della bellezza.

!             Nella buona sostanza, la mostra intende capovolgere, pur nella limitatezza della sua estensione, un trend espressivo non sempre giustificato.

Compito certamente non facile, poiché si correva il rischio di travisare la realtà traducendola con accenti retorici e falsamente  consolatori;  un  rischio  cui  speriamo  di  esserci sottratti grazie all’impegno profuso e al rigore critico che accompagnano da sempre le mostre del Circolo.

 

AUGURI

 

A tutti i Soci, agli amici, ai simpatizzanti del Circolo La Gondola e alle loro famiglie, i migliori Auguri di buon Natale e sereno

2011.

 

LʼOSPITE DEL MESE

 

Venerdì 16 sarà ospite della Gondola Umberto Verdoliva; nato a Castellamare di Stabia nel 1961, laureato in pianificazione del territorio, vive da circa 25 anni a Treviso dove lavora nel settore dell’ edilizia pubblica.

Ha iniziato a fotografare solo da sette anni prediligendo   la “street  photography”  o  fotografia  di  strada  con  la  quale  ha immediatamente raggiunto un interessante livello produttivo. Lavora per progetti; tra i più significativi : “Città mentale”, “Realtà parallele”, “Retrovisore”.

L’Autore ci presenterà una selezione dei suoi ultimi lavori.

 

MONTI RITROVATO

 

Come preannunciato nello scorso Notiziario, il 22 novembre scorso si è svolto l’incontro di studio su Paolo Monti in occasione della presentazione del suo archivio, riordinato e catalogato.

E’ stato un interessante pomeriggio per molte ragioni, la prima delle quali è che, sia pure in modo sommario, è finalmente iniziata una riflessione sull’ampiezza e complessità dell’opera del Maestro.

In questo senso il riordino del fondo costituisce indubbiamente un passaggio fondamentale.

Ma andiamo con ordine.

 

Dopo i saluti di rito (Claudio Salsi, direttore del settore musei del

Comune di Milano, Antonio Padoa Schioppa presidente della

 

BEIC proprietaria dell’Archivio, Giorgio Zanchetti dell’Università degli  Studi  di  Milano,  Silvia  Paoli  Conservatore  del  Civico Archivio Fotografico di Milano) il prof. Carlo Bertelli ha tracciato il clima culturale e artistico veneziano del dopoguerra, a partire dalla Biennale del 1948, mettendo in evidenza l’influenza di questo sull’avvio della produzione montiana.

Ha fatto seguito il prof. Andrea Emiliani il cui primo contatto con Monti era avvenuto nel 1965 in occasione del progetto per la “Storia della Letteratura Italiana” di Garzanti di cui Monti curava l’apparato iconografico.

La collaborazione con Emiliani proseguì     nell’imponente campagna di rilevamento dell’ Appennino tosco/emiliano  seguita dal  censimento  fotografico  del  centro  storico  di  Bologna  che servì di base per il piano di vincolo.

Emiliani ha definito di grande importanza il lavoro di Monti – condotto, ha precisato, con eccezionale impegno fisico –  che fu esemplare nella scelta   progettuale e nel definire le modalità di registrazione del paesaggio.

Pierangelo Cavanna ha spiegato le metodologie di riordino del fondo composto da circa 240.000 esemplari di cui circa 10.000 stampe fotografiche e 220.000 negativi.

Il lavoro di catalogazione cui si sono dedicate oltre a Cavanna e a Silvia Paoli anche Veronica Lisino e Jessica Brigo, non è stato lunghissimo, appena due anni.

Diviso il fondo in tre parti – fotografie e negativi, documenti, libri

– si è proceduto alla schedatura preceduta da una serie di lavori preparatori che hanno incontrato qualche difficoltà a causa, ad esempio, dell’assenza di date sui negativi.

Si sono dovuti perciò incrociare i negativi con le fatture dei lavori per avere almeno una cronologia attendibile.

Cavanna ha sottolineato come la maggior parte dei documenti riguardi l’attività commerciale di Monti mentre sia quasi del tutto assente la corrispondenza privata; anche il fondo librario è assai esiguo in relazione all’intenso impegno intellettuale del Maestro. Circa  le  metodologie  applicate,  interessante  è  apparso  l’aver raggruppato immagini aventi coerenza di soggetto creando così schede omogenee.

Si sono descritte     tutte le tematiche affrontate da Monti indipendentemente dalla quantità delle fotografie anche se le difficoltà non sono state poche specialmente per quanto riguarda lo sperimentalismo e la ricerca.

Cavanna ha poi precisato che l’operazione catalografica non ha seguito alcun criterio critico; in questo senso le fotografie di ricerca hanno avuto lo stesso peso delle immagini su commissione con lo scopo ultimo di fornire un’idea complessiva dell’opera di Monti.

Dopo Cavanna si è aperta una tavola rotonda moderata da Silvia Paoli cui hanno partecipato Gianni Berengo Gardin, Andrea Emiliani e chi scrive; sono state affrontati diversi aspetti della produzione  montiana  in  special  modo  la  ricerca  e  l’iniziale periodo veneziano evidenziando gli stretti rapporti tra l’opera di Monti e l’arte contemporanea.

L’incontro si è chiuso con vari auspici tra cui  l’avvio di un ciclo di studi, favorito dal recupero dell’archivio ora consultabile anche dal pubblico, un’ interconnessione tra i vari giacimenti archivistici (Milano, Venezia, Bologna, ecc.), e così via.

Il giorno successivo abbiamo potuto esaminare de visu l’archivio, conservato in un’ala del Castello Sforzesco.

Il  fondo  fotografico  non  è  condizionato  ma  conservato,  sia positivi che   negativi, ancora nelle scatole nelle quali giaceva presso l’ex Istituto di Fotografia Paolo Monti.

Abbiamo scelto a campione due/tre scatole contenenti i positivi

30×40 riguardanti la ritrattistica e la ricerca.

Fermo restando il grande interesse sotto  il profilo  storico/critico, abbiamo trovato diverse immagini   ripetute o variate per minimi dettagli, com’è normale in un archivio, altre che presentavano difetti di stampa,   meritevoli comunque, a criterio di Monti, di essere conservate.

Quanto alla parte documentaria che ci interessava non poco, confermiamo che la stragrande maggioranza dei reperti riguarda la fatturazione commerciale; comunque, con una certa fortuna,


abbiamo trovato in un faldone un’interessante corrispondenza del 1960 tra Monti, Berengo, Bruno e Dell’Agnese relativa al richiamo di Monti alla presidenza della Gondola prima della scissione (1961) che diede origine a “Il Ponte”.

Come si capisce, l’Archivio Monti riserverà agli studiosi ancora delle sorprese; in ogni caso c’è abbondanza di materiale per completare, crediamo definitivamente, il profilo artistico e intellettuale del Maestro specie se sarà possibile   creare un “sito”(?) virtuale dove far confluire tutti i repertori iconografici e documentari sparsi tra i vari Archivi e Musei.

Manfredo Manfroi

 

L’annuale rassegna di Paris Photo si è svolta dal 9 al 13 novembre nei nuovi spazi del Grand Palais. Su queste pagine pubblichiamo le impressioni del prof. Pier Paolo Fassetta che da diversi anni  segue la kermesse parigina.

In relazione alle sue intenzioni operative più recenti, pubblichiamo anche una riflessione di Fassetta, (ricordiamo la sua carriera di artista concettuale iniziata negli anni ’70 sperimentando diverse modalità espressive, soprattutto fotografia ), sul ruolo della webcam e più in generale sulla ripresa fissa attraversata da inconsapevoli “attori” su cui poi l’artista lavora recuperando metodologie artigianali.

 

ECHI DI PARIS PHOTO

 

La  quindicesima  edizione  di  “PARIS  PHOTO”  si  è  svolta nellʼimponente spazio del Grand Palais, tempio della modernità e oggi luogo aperto a tutte le arti, con la partecipazione di 135 espositori, tra galleristi ed editori, in rappresentanza di 23 paesi. Al posto dʼonore la fotografia africana grazie alla collaborazione con la “Biennale africana di fotografia” e il Ministero della Cultura del Mali, che ha visto la presentazione di opere di autori già affermati come Seydou Keita, Malik Sidibé, Samuel Fosso oltre a un  nutrito  numero  di  giovani  emergenti  per  un  totale  di  56 presenze

Nella zona centrale della vasta area espositiva hanno trovato posto due sezioni la prima con le recenti acquisizioni operate da grandi istituzioni internazionali come Tate di Londra, ICP di New York e il Musée de lʼElysée di Losanna, la seconda con il collezionismo fotografico privato.

Stimolante, per lʼoriginalità di alcune proposte, “Mutation”, percorsi di ricerca strutturati secondo quattro assi di sviluppo: territorio, tecnologia, media e corpo.

Un  discorso  a  parte  merita  lo  stand  dedicato  allʼeditoria  di settore, presente in fiera grazie allʼistituzione del “Premio del Libro Paris Photo” assegnato a uno dei sessanta volumi selezionati pubblicati negli ultimi 15 anni. Al visitatore è stato offerto un ampio panorama di materiali anche rari, dalle origini ai giorni nostri, facilmente consultabile grazie ad un allestimento funzionale sia dal punto di vista della presentazione che della documentazione.

Riguardo ad alcuni aspetti     logistico/ambientali cʼè da sottolineare che la sistemazione al Grand Palais,  se da un lato ha regalato un grande respiro alla manifestazione, dallʼaltro ha creato non pochi problemi di luce e calore visto lʼeffetto serra dovuto alle coperture in vetro. A soffrirne maggiormente le foto sotto vetro. Non a caso le ore migliori per gustare le opere esposte sono state quelle serali grazie al clima mite di questo mese di novembre.

Difficile  raccontare  in  sintesi  “Paris  Photo”  come  del  resto accade anche per altre manifestazioni come la Biennale. La vastità e la complessità dellʼofferta ha detto molto sul mondo della fotografia che oggi vive una fase caratterizzata da una profonda revisione linguistica, con molti autori interessati ad assumere come punto di riferimento lʼosservazione di una realtà dove la dimensione privata sconfina in quella pubblica grazie allʼinvadenza  dei  canali  informativi.  Emozionante  e  sempre carico di stupore lʼincontro con le opere dei grandi maestri, resoconto straordinario di un secolo, quello appena trascorso,

 

ha saputo restituire come tempo lungo dello sguardo e della

memoria.

Allʼinterno di un evento mondano comʼè “Paris Photo” cʼè spazio anche e forse soprattutto per il mercato, spesso cinico e opportunista, sempre pronto ad intercettare e a promuovere le forme più facili del gusto, o meglio del cattivo gusto, mettendo in discussione la sua stessa credibilità con operazioni spericolate da tutti i punti di vista.

Tantʼè,  questo  è  il  mondo  non  solo  della  fotografia  ma  in generale dellʼarte, oggi come ieri, con le sue contraddizioni e le sue mal celate furbizie di mercato ma, per nostra fortuna, anche con le sue splendide utopie. La vitalità di questa manifestazione è  dimostrato  dallʼeffetto domino  su  tutta  Parigi  che  in  questi giorni sembra letteralmente impazzire per la fotografia visto il numero degli eventi che costringono gli appassionati a lunghe ed estenuanti code.

Bastano alcuni esempi: il primo festival della fotografia organizzato da 46 gallerie denominato “Saint-Germain-des-Pres

2011”(www.photo-saintgermaindespres.com), “Photography Art Fair”, 45 espositori allʼEspace Pierre Cardin, lʼimperdibile esposizione dedicata a “Diane Arbus” nelle sale del Jeu de Paume (www.jeudepaume.org), infine la “Maison Europeenne de la Photographie” con nove mostre in contemporanea di alto livello. (www.mep-fr.org) e tanto altro ancora.

Pier Paolo Fassetta

 

 

LO SGUARDO DELLA WEB CAM

 

Lo sviluppo planetario delle webcam,  posizionate per osservare lo  spazio urbano nella più assoluta indifferenza della gente che passa, pone molte e inedite questioni, sia di carattere etico che professionale, a quanti operano nel mondo della comunicazione, consapevoli che questi strumenti  hanno potenzialità che vanno ben oltre gli scopi immaginati, per arrivare ad essere proiezioni virtuali dei nostri sguardi sulla realtà.

Queste  postazioni  che  operano  in  automatico,  caratterizzate dalla variabilità del punto di vista e da una bassa risoluzione, in azione ventiquattro ore su ventiquattro, fanno emergere una nuova dimensione della vita metropolitana dominata dalla  figura del “passante” che non incrociamo per strada o intravediamo dai tavolini di un caffè, ma che entra nel nostro privato come frammento di una storia tradotta per immagini.

In virtù di ciò, nuovi stili di lavoro si stanno affermando con lo sviluppo di piattaforme operative libere da pregiudizi pronte a cogliere il soggetto tra le cosiddette “situazioni invisibili” caratterizzate  da  una  accentuata  permeabilità  connaturata  al loro essere entità anonime, di passaggio,    prive di barriere protettive, quindi, assolutamente indifese.

Come performer inconsapevoli, senza una percepibile tensione emotiva, i “passanti”  ruotano attorno alle loro inquietudini come se appartenessero ad un qualsiasi reality show.

Un automatismo espressivo e gestuale riconducibile ad un non senso performativo che, una volta registrato, può essere letto anche  come  archivio  segnaletico  dellʼuomo  metropolitano identificabile,  per  i  suoi  comportamenti,  secondo  categorie sociali riconoscibili e collocabili nelle diverse ore della giornata. Sono momenti segnati dallʼassenza di ogni coinvolgimento del singolo  o  del  gruppo,  di  vuoto  di  dati  certi  immediatamente riscontrabili  e  decifrabili,  di  attese  che  possono  essere  colte utilizzando  indicatori  sensibili  in  grado  di  registrare  il  mentre accade, il già accaduto o in procinto di accadere.

Il  tempo  è  misurato  non  dalla  durata  dello  scatto,  quanto dallʼintervallo delle riprese in una selezione non predeterminata. Quelle  che  irrompono  sui  nostri  schermi  sono  entità fenomeniche,  segmenti  di  un  flusso  probabilistico  che  non ammette repliche e che produce, al suo interno, un numero n di variabili che potranno essere assunte, a posteriori, come ipotesi per nuove configurazioni dellʼesistente.


intervenire su di essa mediante procedimenti di stampa, in parte

manuali, significa ritornare a metodologie operative artigianali, non seriali, che nella loro rituale gestualità ci permettono di entrare nella dimensione di un tempo lento dove lo sguardo è libero di vagare  riconoscendo la dignità della memoria racchiusa in ogni singola   foto.

Pier Paolo Fassetta

N.B. Il testo è stato pubblicato nel nov. 2011 su Punto di Svista – Arti Visive in Italia

www.puntodisvista.net. Ringraziamo per la gentile concessione.

 

 

RICORRENZE

 

Il Gruppo Fotografico Antenore ha celebrato i vent’anni di attività con una mostra antologica tuttora esposta (fino al 18 c.m.) a Palazzo Zuckermann, Corso Garibaldi 33  Padova.. All’inaugurazione della mostra è seguito   un dibattito presso il Centro Culturale Altinate  cui hanno partecipato  Fulvio Merlak, Elio Ciol, Mario Lasalandra e Renzo Saviolo.

E’  stato  anche  presentata  la  monografia  edita  dalla  FIAF “1911-2011 Gruppo Fotografico Antenore”

Al  Gruppo Antenore e al suo attivissimo Presidente Gustavo

Millozzi, nostro Socio Onorario, i migliori auguri.

 

 

NOVITAʼ DAL SITO WWW.CFLAGONDOLA.IT

 

La home page del sito è dedicata questo mese al fotografo Ugo Zovetti (Korcula 1926-Milano 2010) che è stato un importante testimone della metropoli milanese dal dopoguerra agli anni del boom “percorrendo i quartieri centrali e le periferie studiandone la continua mutazione edilizia e componendo memorabili ritratti delle strutture come dei volti dei cittadini: ragazzi smarriti, vecchi seduti, coppie in cerca di solitudine” (Cesare Colombo 2010). Zovetti è stato               co-fondatore del Circolo Il Naviglio; nel 1987 pubblicò “Monte Stella”, dedicato alla famosa collinetta presso San Siro fatta con i detriti delle case bombardate durante la seconda guerra mondiale.

 

Di Ugo Zovetti l’Archivio della Gondola conserva 5 fotografie.

 

 

 

Fotografia di Ugo Zovetti

© Archivio C.F. La Gondola

 

 

Il sito presenta inoltre quattro recentissimi portfolios dei soci Aldo Navoni con “Venice Graffiti”, Fabrizio Brugnaro con “L’attesa”, Gianfranco Giantin con “Rastera” e infine Stefano Pandiani con “Italian Landscape”.

Tutti  i  lavori  sono  stati  presentati  al  Circolo  con  ottima accoglienza.

 

 

LUTTI NEL CIRCOLO

 

Lo scorso 15 novembre è scomparso all’età di 83 anni

Eugenio De Luigi, socio dei primi anni della Gondola (dal

1950 al 1953 circa); qualche anno fa si era riavvicinato al

Circolo donando all’Archivio alcune fotografie.

Proveniente da una famiglia di artisti, fu amico e allievo di Ferruccio Leiss da cui apprese le  più raffinate tecniche di sviluppo e stampa.

Alla famiglia le più vive condoglianze

 

 

 

Fotografia di Eugenio De Luigi

© Archivio C.F. La Gondola

 

Con  vivo  dispiacere  apprendiamo  la  notizia  della scomparsa,  avvenuta  il  9  novembre  scorso,  di  Paola Borgonzoni  vedova  di  Luigi  Ghirri  di  cui  era  stata insostituibile sostegno nella vita e nell’attività fotografica. Dopo la morte di Ghirri, Paola Borgonzoni si era dedicata alla  diffusione  dell’opera  del  marito  cercando  con un’azione ininterrotta di mantenerne viva la memoria.

Ai familiari le più sentite condoglianze.

 

Lunedì 21 novembre è scomparso a Venezia il prof. Bruno Rosada, italianista, storico e   critico dell’arte, personalità tra le più note e attive del panorama culturale veneziano.

Persona  di  grande  generosità  non  si  era  mai  negato  a qualsivoglia iniziativa che trattasse di letteratura, arte, cultura. Anche la Gondola lo ebbe qualche tempo fa come ospite in una bella serata dedicata all’agire artistico in Italia tra ‘800 e ‘900.

Alla famiglia le più sentite condoglianze.

 

MOSTRE

 

“Viaggio intorno alla nuvola di Kengo Kuma” è il titolo della mostra di Stanislao Farri che si tiene (fino al 2 c.m.) presso l’ex Oratorio di San Quirino in Borgo Romagnosi 1A a Parma.

Orario: feriale 10,30/12,30 – 16,30/18,30; festivo chiuso.

 

 

AFFERMAZIONI DEI NOSTRI SOCI

 

Sono di Andrea Avezzu’ le fotografie che corredano il volume “Ferdinando Ongania (1842-1911) La vita, le opere”che verrà tra poco pubblicato in 100 soli esemplari editi dalla casa editrice Lineadacqua Edizioni Eventi dic.2011.


di Neil Harris.

 

Il Socio Onorario Elio Ciol inaugura il 1 dicembre una sua ampia personale (circa 150 fotografie) alla Gallery of Classical Photography sita in Mosca, Savvinskaya Nab.23 corpus B.

Sono  trattate  alcune  delle  tematiche  predilette  da  Ciol comprendenti anche molte delle sue fotografie più recenti

 

Gianfranco Giantin espone la  personale “Somége” negli spazi del Bistrot de Venise; la rassegna a cura di Andrea Zaccarelli presenta alcune tematiche tra le preferite dall’autore. Inaugurazione sabato 10 dicembre alle h.17.30 – Calle dei Fabbri

4685 Venezia – fino al 10 gennaio

 

Paola Casanova assieme alle sodali del rinomato gruppo fotografico “Le Fatue” ha partecipato alla mostra “Barbablù” incentrata sul  tema della violenza sulle donne. La mostra è stata esposta dal 18 al 30 novembre presso la Scoletta dei Calegheri a San Tomà, Venezia.

 

Sempre alla Scoletta dei Calegheri Manfredo Manfroi ha partecipato il   10 novembre scorso con Giovanni Pelizzato e Alessandro Martoni alla presentazione del libro fotografico di Silvia Camporesi “Terza Venezia”edito dalla LT2

 

Il 3 c.m. Massimo Stefanutti tiene un workshop dal titolo “Diritto&Fotografia-Istruzioni per l’uso” presso il CinemAvvenire di Roma; l’organizzazione è a cura dell’ A.P.S. Laboratorio Visivo

 

 

DONAZIONI ALLʼARCHIVIO STORICO

 

Alessandro Rizzardini ha donato due belle fotografie risalenti agli anni ’50 che raffigurano l’indimenticato campione della pallacanestro Reyer, della BorOlimpia Milano nonché della nazionale italiana Sergio Stefanini.

Lorenzo Bullo ha aggiunto altre 13 immagini alla sua già generosa donazione; si tratta di fotografie in parte degli anni ’70 tra cui alcune raffiguranti attori e cantanti dell’epoca tra i quali Renato Rascel, Marisa Sannia, Alida Chelli, ecc.

 

Da   Francesco   Fontana

riceviamo  quattro  fotografie        © Archivio C.F. La Gondola inedito Mario De Biasi durante alcuni  safari fotografici in giro per il mondo.

Stefano Pandiani ha donato 8  stampe della sua produzione più

recente; Giorgio Semenzato altre 13 fotografie dal suo archivio. Grazie a tutti i donatori.

 

 

AUGURI

 

Sotto i segni del Sagittario e del Capricorno sono nati in questo mese i soci Gianfranco Giantin, Enrico “Gigi” Bacci, Izabella Vegh. Auguri vivissimi.

 

 

Tutti i testi e le fotografie edite su questo notiziario sono di proprietà del Circolo Fotografico La Gondola A.P.S. e dei singoli autori, se indicati, ed ogni riproduzione è riservata. A norma della vigente legge sul diritto d’autore e del codice civile, è vietata la riproduzione dei testi o di parte di essi e delle fotografie con qualsiasi mezzo.

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