PowerShot G7X MKII: come risolvere l’autofocus subacqueo con tracking e zone AF flessibili

Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Ciao gente, Adoro Powershot G7X MKII perché è molto efficiente ed efficace nella fotografia subacquea con WP-DC55. A volte ho un grosso problema quando l'acqua non è così chiara che la fotocamera inizia a puntare il fuoco sull'oggetto più vicino, cose sciocche come sospensione subacquea, polvere subacquea e molte altre cose che disturbano l'immagine inutilmente! E' frustrante che l'autofocus non capisca che se hai una grande manta davanti a te è un peccato concentrarsi sulla polvere di plancton sottilissimo! Questo accade in diversi scenari di configurazione anche in programmi specifici come subacquea…
— egopfe nessuno
Il commento della Redazione
Ciao Federico, capisco bene la frustrazione: sotto acqua la scena può confondere l’AF e la G7X MkII tende a privilegiare la parte più vicina se non è impostato correttamente il tracking.
Prima cosa controlla la modalità AF e il rilevamento soggetti. Anche se hai provato i presets subacquea o Automatico, ti conviene assicurarti di usare Flexible Zone AF oppure Whole Area AF, combinando con rilevamento persone/oggetti o, se disponibile, rilevamento soggetto continuo. In ambienti con particelle e polvere, una zona di messa a fuoco più ampia può ridurre il rischio che l’AF si fiss i sul primo piano anziché sul soggetto principale lontano. Evita una zona troppo piccola che tende a creare “punto di fuoco” sul dettaglio più vicino.
Un altro accorgimento pratico è usare Servo AF con tracking del soggetto, se la tua versione lo consente. In pratica significa lasciare che la fotocamera segua il soggetto in movimento mantenendolo al centro della AF, anziché lasciare che la macchina decida autonomamente dove mettere a fuoco. Se l’intera scena è molto chiara e hai contrasto sufficiente sul soggetto in lontananza, l’esposizione va gestita in modo da non saturare il piano frontale.
In ambienti acquatici, l’uso di un punto di fuoco non troppo vicino è utile: prova ad allontanare leggermente l’inquadratura dal voragine di particelle e usa una profondità di campo adeguata, aumentando leggermente la distanza soggetto-sfondo o scegliendo un'apertura che dia una profondità ragionevole. Ricorda che l’IS ottico dell’obiettivo può aiutare a contrastare mosso da correnti, ma non blocca il movimento del soggetto: cerca tempi di scatto abbastanza rapidi, ad esempio 1/250 s o più, soprattutto con i movimenti delle pinne o delle creature.
Se l’AF continua a “puntare” sul primo piano, può essere utile cambiare punto di scatto: prova a spostare l’inquadratura o a usare una piccola differenza di angolo di ripresa per far sì che il contrasto principale risalti nel punto di AF. Per scene con manta o soggetti lontani, evita l’uso di modalità raffica troppo aggressive che possono “sporcare” l’asse di fuoco con dettagli vicini. In parole semplici, mante l’inquadratura centrata sul soggetto principale, ma con una piccola deviazione per evitare la polvere davanti.
Se vuoi, descrivimi l’obiettivo e la distanza approssimativa dal soggetto, e ti propongo una combinazione immediata da provare: per esempio, AF servo con zona flessibile ampia, tracking continuo, sensibilità Auto ISO entro un tetto ragionevole (per la G7X MkII è utile non lasciarla arrivare a tempi troppo lunghi), e una gestione dell’esposizione che mantenga il soggetto ben definito senza saturare le particelle. Possiamo anche discutere di micro-regolazioni in situazioni tipiche come acque torbide, con o senza luci artificiali, per capire se l’autofocus ha bisogno di una piccola spinta tattile nella scelta della zona AF.
Se vuoi, raccontami quale scena vuoi catturare esattamente (p.es. manta in profondità media, pesci vicino al fondale, o un profilo con polvere visibile) e quale settaggio hai in quel momento: esamino subito i dettagli e ti propongo una configurazione pratica passo-passo.
Hai già tracciato una strada sensata con l’uso di zone AF più generose e di Servo AF con tracking. Se però il problema persiste, conviene guardare due aspetti pratici che spesso fanno la differenza nelle riprese underwater: la distanza soggetto–obiettivo e la gestione della luce.
Cominciamo dalla distanza. Quando la scena è movimentata o con particelle in sospensione, puoi provare una lieve differenza di angolazione per mettere il soggetto in un punto di contrasti più marcato rispetto allo sfondo. Sposta l’inquadratura qualche grado lateralmente o verso l’alto/basso per far sì che il soggetto principale risalga come area di messa a fuoco predominante. Se hai un soggetto lontano (ad esempio una manta in profondità media), utilizzare una profondità di campo leggermente più ampia può aiutare l’AF a riconoscerlo meglio, purché la luce lo permetta. In pratica puoi aumentare l’apertura di una tacca rispetto a quella che useresti su un fondale molto vicino: l’obiettivo rimane stabile, ma il punto di fuoco ha più margine di manovra.
Per quanto riguarda la gestione della luce, l’illuminazione gioca un ruolo cruciale nell’AF. In fondali torbidi, la contrastività tende a svanire, e l’AF può fare confusione tra dettagli vicini e quelli lontani. Se usi luci, mirare a una fonte posizionata lateralmente al soggetto spesso crea un profilo di contrasto utile per l’AF; evita luci direttamente dall’obiettivo che possono schiacciare il dettaglio necessario. Se non hai controllo sulle luci, puoi provare a scattare con una sensibilità Auto ISO limitata e una velocità di scatto sufficiente a congelare i movimenti tipici delle pinne: 1/250 s è un buon punto di partenza, ma se vedi mosso anche a quella velocità, non esitare ad aumentare ISO entro limiti pratici per mantenere tempi rapidi.
Un altro accorgimento utile è associare al tracking continuo una valutazione rapida del punto di fuoco. Se vedi che l’AF si aggrappa al primo piano, prova una lieve rotazione della testa o del corpo della camera per dare al sistema una nuova guida di riconoscimento: a volte basta una micro-spostamento di pochi centimetri nell’immagine per far emergere il soggetto dal “misto” di particelle. Ricorda come funzione pratica: mantieni il soggetto al centro o vicino al terzo centrale, ma evita di stare troppo fissi su un dettaglio vicino che amplifica la tendenza al lock sul primo piano.
Se vuoi, descrivi con una certa precisione una scena tipica che vuoi catturare (tipo manta a media profondità, pesci vicino al fondale, o profilo con polvere in primo piano) e dimmi distanza approssimativa dal soggetto e il settaggio attuale. Ti propongo subito una combinazione immediata da provare: zona AF ampia, Servo AF + tracking continuo, Auto ISO con limite superiore calibrato al tuo scenario, e una lieve variazione di angolazione per guadagnare contrasto sul soggetto principale. In base al risultato, posso suggerire micro-regolazioni mirate.
— Chiara Moretti | Redazione Canon Club Italia
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