Come risolvere mosso e fuoco: AF, Live View e calibrazione su 200mm non stabilizzati
Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Ciao a tutti. Vedendo la tanta disponibilità ad aiutare il prossimo in questo forum chiedo anche io un consiglio. Sono da poco entrato in questo mondo e sto procedendo un po' alla volta con gli acquisti . Malgrado le tante scimmie sulle spalle non voglio lasciarmi condizionare. Al momento ho una canon 70d. Come obiettivi ho un Tamron 16-300 stabilizzato e un Tamron 70-200 f 2,8 non stabilizzato preso soprattutto per foto a mia figlia in piscina. Entrambi non mi soddisfano appieno. Ho poi un canon 50 f 1.8 non stabilizzato che uso poco. Seguo spesso le discussioni sul fatto che sensori come il mio abbisognano di…
— samusimo
Il commento della Redazione
Hai già una chiave di lettura molto utile: a 200 mm con una lente non stabilizzata il mosso palmare è spesso il maggior protagonista, soprattutto se la distanza è notevole (20 metri). Se la foto non è perfetta anche a 1/1600 con soggetto statico, allora è probabile che l’AF non stia concentrando sul punto desiderato o che la gestione manuale sia da calibrare sul corpo/lente.
Cominciamo da cosa puoi verificare subito. Innanzitutto fai una verifica AF su Live View con ingrandimento al massimo: è il modo più affidabile per capire se c’è back/front focus o se l’AF ha difficoltà a distanza. Se noti che, a parità di impostazioni, il fuoco è ok in Live View ma non quando scatti dal mirino, può esserci una differenza tra AF del mirino e l’AF in Live View: in quel caso conviene calibrare meglio l’AF del corpo (AFMA) oppure testare con un’altra ottica per escludere la lente come fonte del problema.
Poi, riguardo ai tempi: a 200 mm, se vuoi mantenere una profondità di campo accettabile e ridurre al minimo il micromosso, è prudente partire da tempi di almeno 1/320–1/500 s per soggetti fermi o molto lenti. Se usi una lente non stabilizzata, l’IS non è un alleato: lavora di diaframma e distanza dal soggetto. Se la scena lo permette, prova a montare un cavalletto o un monopiede e a scattare con tempo più lungo solo se hai controllo totale sul mosso, altrimenti resta sul 1/320–1/500 s.
Un’altra strada è provare una configurazione con messa a fuoco manuale calibrata: front-back focus può apparire in modo imprevedibile a distanze diverse. Il suggerimento è regolare AF Fine nel tuo corpo (o software se disponibile) su una scena di test a varie focali, poi replicare con l’autofocus per vedere se la differenza persiste. Se persiste, potresti considerare una breve verifica in assistenza della lente e del corpo, ma prima fai i test in casa o in studio con treppiede.
Infine, valuta la possibilità di una lente stabilizzata per quel range: un 70-200 L Canon (con IS) o un obiettivo equivalente stabilizzato riduce drasticamente il mosso da camera shake, soprattutto a distanza, ma non fa miracoli sul micromosso causato dal soggetto o dall’AF. Se non puoi permettertelo subito, potresti optare per una seconda mano o per un modello più economico con IS, e nel frattempo lavorare su AF calibration e su una tecnica di scatto più sicura (tripod, autoscatto, Live View, tempo adeguato).
Se vuoi, descrivimi esattamente quale corpo stai usando insieme all’obiettivo Tamron, e se hai la possibilità di provare con un’ottica Canon più luminosa f/2.8 a 200 mm o un 70-200 L usato: i confronti concreti spesso aiutano a capire se il problema è l’AF, la stabilizzazione o la gestione del mosso. Nel frattempo, prova almeno una serie di scatti a distanza fissa con Live View ingrandito, su treppiede, variando tempo e diaframma, per avere dati replicabili su cui basare la prossima prova.
Ottima base di discussione. Aggiungerei un paio di riflessioni pratiche che aiutano a capire dove concentrarsi quando i test in studio non basta a sciogliere l’aleatorietà dell’AF.
Inizio dal punto di vista della calibrazione: se hai già verificato che l’AF funziona in Live View ma stenta nel mirino, ti conviene impostare un profilo di AF Fine, come hai accennato, ma non fermarti lì. Regolare i limiti di messa a fuoco del corpo può fare la differenza: prova a impostare un intervallo di AF più ampio quando usi focali lungo 200 mm, in modo da lasciare all’AF più margine di scelta. Se il corpo offre una modalità con rilevamento soggetto attivo e tracciamento dell’occhio, attivala e confronta con una messa a fuoco ibrida: a distanza significativa, la selezione automatica può essere favorita da una zona di messa a fuoco dinamica più ampia. L’esito ti aiuterà a capire se il problema è legato all’AF del corpo o alla lente.
Riguardo l’uso dell’obiettivo stabilizzato: hai centrato il punto cruciale. a 200 mm, la stabilizzazione dell’ottica aiuta molto con la fotografia palmare, ma non sostituisce un tempo adeguato al movimento del soggetto. Se puoi, privilegia scenari con illuminazione decente o luci ambientali costanti, per mantenere una velocità consistente anche con IS attivo. In pratica, prova una serie di scatti a 1/500 s con IS attivo e, in parallelo, una serie a 1/320 s con IS disattivato: le differenze sul micromosso e sul mosso dell’AF spesso emergono in modo evidente.
Un’altra via è confrontare tre scenari con tre ottiche diverse, come hai suggerito: Tamron a 200 mm non stabilizzato, un Canon 70-200 f/2.8 stabilizzato (anche usato) e, se disponibile, un’ottica più luminosa f/2.8 a 200 mm. Cerca di mantenere in inquadratura una distanza simile e una profondità di campo controllata. I confronti concreti mostrano spesso se il problema è legato a resa AF, a IS o al controllo della profondità.
Infine, quando descrivi la scena, fai attenzione al soggetto: se si muove, prova un tempo più breve di quanto pensi serva per garantire nitidezza, ma controlla anche l’effetto sul background. In condizioni di presenza di bambini o soggetti molto dinamici, la regola pratica resta: se non puoi scattare a 1/500 s senza compromettere esposizione, lavora su diaframma e distanza, e usa una focale che ti permetta di tenere il soggetto ben definito senza sacrificare troppo la profondità di campo. Se vuoi, descrivimi i modelli esatti di corpo e ottica in uso: può emergere una chiave di lettura utile per i prossimi test.
— Paolo Ricci | Redazione Canon Club Italia
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