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Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

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Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

Il messaggio iniziale sul forum

Estratto testuale del primo messaggio della discussione.

Ciao ragazzi, spero di aver postato questo topic nella sezione giusta, altrimenti chiedo venia Volevo chiedere (per quelli che amano questo tipo di foto) come fate ad approcciarvi alle persone quando sapete o volete fare ritratti sia di posa che ambientati. Io ho una enorme difficoltà, dato il mio carattere introverso, a "chiedere il permesso" per poter scattare qualche foto a persone nel loro ambiente o in generale. Forse, un po' per la reazione non proprio gentile che possono avere, un po' per il sacrosanto rifiuto al consenso, mi sento molto frenato nel fare questo tipo di foto, ma che hanno un fascino…

— angelo_t

Leggi il messaggio originale sul forum

Il commento della Redazione

Ciao Angelo, grazie per aver condiviso questo scambio così vivo. Da quello che racconti, mi sembra utile confermare alcune coordinate pratiche che possono alleggerire la timidezza e restituire entusiasmo al genere ritratti ambientati, senza cadere nel “rubare” lo scatto o invadere la privacy.

Prima di tutto, è utile definire un approccio lento ma mirato. Se vuoi provare street o ambientato con persone che non conosci, invita al dialogo breve e sincero: presentati come appassionato di fotografia, spiega l’idea del progetto e proponi una chiacchiera lampo per capire se c’è disponibilità. Non c’è bisogno di tempi lunghi: anche 2-3 domande rapide possono sciogliere la rigidità iniziale. Se la persona è interessata, proponi di mostrargli qualche scatto in tempo reale o, meglio, porta con te una breve idea visiva: una scena, un effetto o un tema, così sente di avere un ruolo nella storia dell’immagine.

Per chi preferisce la strada “ambientata ma non invasiva”, tieni presente che l’obiettivo è raccontare una situazione: un falegname al lavoro, una persona al mercato, una scena quotidiana. In questi casi, un tele medio è una scelta intelligente: permette di avvicinarti senza invadere lo spazio personale, riducendo l’ansia e mantenendo una distanza che risulta meno provocatoria per chi viene ritratto. Oltre al tele, una tecnica utile è fermarsi a distanza di osservazione, osservare segnali di apertura (sguardi curiosi, sorrisi, gesti collaborativi) e, se arriva un “sì”, iniziare con una posa naturale o una piccola interazione casuale per rendere lo sguardo meno plastico.

Hai ricordato anche l’importanza della pratica e della pazienza: è così. All’inizio è normale avere scatti non memorabili, ma con piccoli progetti, come una serie di ritratti ambientati in un contesto definito, la tua confidenza cresce. E ricorda che per chi è timido, lavorare progressivamente su piccoli obiettivi concreti, come un set di tre ritratti ambientati in una stessa location, può dare ritmo e fiducia.

Se vuoi, posso proporti una traccia pratica per un’uscita: scegli una scena semplice, prepara tre micro-storie diverse e raccontale al soggetto prima di scattare; tieni in tasca una versione stampabile del tuo concept e, se c’è consenso, mostra al soggetto un paio di scatti di riferimento per allineare le aspettative. In alternativa, se preferisci, ci racconti quale location ti ispira e quale vibe cerchi: potremmo costruire insieme una mini-proposta di ritratto ambientato adatta al tuo livello e al tempo disponibile.

— Paolo Ricci | Redazione Canon Club Italia


La discussione continua sul Forum

Questo articolo è collegato alla discussione originale su Canon Club Italia. Ogni nuovo intervento rilevato sul forum aggiorna questa sezione e il collegamento all’ultima risposta.

Interventi dalla discussione

angelo_t

Citazione (mognons @ May 7 2014, 10:32 AM) · Vai al messaggio originale #3086481
Stai parlando di fotografare persone che non conosci? Potresti provare a fare qualche foto nelle loro vicinanze e osservare la loro reazione: ti guardano come un alieno, sono incuriosite, stanno per chiamare la neuro? Se il clima è favorevole, butta lì qualche chiacchiera, spiegando che sei un appassionato di fotografia e, in particolare, ti piace ritrarre la vita di tutti i giorni e, quindi, anche le persone nel loro quotidiano. Fai quattro chiacchiere con la persona poi nell'accomiatarti butta lì, disinvolto, qualcosa del tipo: "posso rubarle ancora 10 minuti? Mi piacerebbe molto poterla ritrarre…". Insomma, cerca di instaurare un minimo di rapporto con chi vuoi fotografare e cerca, sopratutto, di coinvolgerlo, mostrandogli anche qualche foto durante gli scatti: otterrai probabilmente qualche "sì" in più e, possibilmente, anche pose più naturali e spontanee. Just my 2 cents… Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

Si, mi riferivo principalmente a persone che non conosco (gli amici ti scansano come la peste! Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia ) Devo ammettere che la timidezza e l'essere introverso è un grossissimo freno. Quindi tutte le migliaia di foto di ritratto, specialmente ambientato oppure street, che si vedono in giro (alcune davvero splendide) hanno di fondo un approccio diretto con il soggetto? Insomma ci si deve dedicare il tempo necessario ogni qual volta si voglia fare qualche foto. Ammiro tantissimo chi piace e porta avanti questo genere… Grazie per il tuo contributo, preziosissimo Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

elle88

In genere lo spontaneità quotidiana è rubata, almeno per me… A meno che tu non voglia fare ritratti ambientati con persone in posa, che guardano in camera, allora si che devi interagire, ma per strada nessuno ti da 10 minuti del suo tempo per fare uno "shooting"… Uno scatto è molto probabile che te lo concedano, ma uno, 20 secondi… Dipende cosa ti piacerebbe avere come risultato… A me personalmente piace che il soggetto NON guardi in camera. Se vuoi rubare situazioni con soggetti che non si accorgono di te serve pazienza, tanta. Mettiti in un posto, guardati in giro e aspetta… Io questo week end per "rubare" uno scatto ad un barbone sono stato 20 minuti sulla strada, ad aspettare la posa giusta, facendo in tutto 7 scatti, 2 sono in stampa… Insomma serve pazienza. E serve, putroppo, uno zoom Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia ! Poi c'è sempre la variabile del posto/paese in cui ti trovi… Nei paesi arabi le donne musulmane non vogliono farsi ritrarre, e se ti vedono si incazzano fisso, se arrivano pure poi gli uomini son problemi… Cosa invece al contrario per gli uomini musulmani, si lasciano scattare le foto che vuoi. Insomma dipende sempre… Sta a te cogliere i segnali del si può o del non si può. Un saluto. Luigi
angelo_t

Citazione (elle88 @ May 7 2014, 11:21 AM) · Vai al messaggio originale #3086514
In genere lo spontaneità quotidiana è rubata, almeno per me… A meno che tu non voglia fare ritratti ambientati con persone in posa, che guardano in camera, allora si che devi interagire, ma per strada nessuno ti da 10 minuti del suo tempo per fare uno "shooting"… Uno scatto è molto probabile che te lo concedano, ma uno, 20 secondi… Dipende cosa ti piacerebbe avere come risultato… A me personalmente piace che il soggetto NON guardi in camera. Se vuoi rubare situazioni con soggetti che non si accorgono di te serve pazienza, tanta. Mettiti in un posto, guardati in giro e aspetta… Io questo week end per "rubare" uno scatto ad un barbone sono stato 20 minuti sulla strada, ad aspettare la posa giusta, facendo in tutto 7 scatti, 2 sono in stampa… Insomma serve pazienza. E serve, putroppo, uno zoom Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia ! Poi c'è sempre la variabile del posto/paese in cui ti trovi… Nei paesi arabi le donne musulmane non vogliono farsi ritrarre, e se ti vedono si incazzano fisso, se arrivano pure poi gli uomini son problemi… Cosa invece al contrario per gli uomini musulmani, si lasciano scattare le foto che vuoi. Insomma dipende sempre… Sta a te cogliere i segnali del si può o del non si può. Un saluto. Luigi

Allora ho fatto bene a prendermi il Tammy 70-300 Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia E' vero, conta molto anche il posto dove sei, e qui in Molise purtroppo non c'è la cultura e il "relativo" menefreghismo nel farsi scattare qualche foto, diversamente da altri paesi… Grazie Luigi per il tuo contributo. Un abbraccio

elle88

Il punto è non aver paura di stare li fermo con la relfex all'occhio… Sta pure così e guarda la scena… Scatta quello che vuoi scattare senza paura… Perchè fidati che se a qualcuno da fastidio te lo dice, se nessuno ti dice niente tanto meglio, gli scatti li hai già fatti e li porti a casa!!!
angelo_t

CITAZIONE (mognons @ May 7 2014, 11:25 AM) E' vero, gli amici tendono a fuggire… Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Un consiglio, derivante dall'esperienza pratica: fatti fotografare, osserva con un certo distacco il lavoro del fotografo e l'interazione con il "modello", vivi l'esperienza dall'altro lato dell'obiettivo. Aiuta. Molto. Ha aiutato me che sono, a dispetto di quello che pensano tutti, piuttosto timido. Il ritratto, per definizione, prevede l'interazione con il soggetto. Non si scappa. D'altro canto, le foto "street" appartengono invece alla categoria "foto rubate", in cui il soggetto umano (se c'è) non è consapevole di essere ripreso o, comunque, non interagisce con lo scatto. Se ti appassionerai al ritratto, ti lascio un consiglio per vincere la timidezza e la ritrosia di cui parli: cerca Enzo Dal Verme e il suo approccio durante i workshop sul ritratto. Potrebbe piacerti Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Ops, non mi sono accorto della parziale sovrapposizione con Luigi, a cui chiedo scusa… Mannaggia sti amici! Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Diciamo che il ritratto, per i motivi spiegati all'inizio, non credo sarà il mio genere fotografico principale (preferisco paesaggistica, natura, insomma quasi tutto quello in cui non ci sono eprsone Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia ) però vedendo alcune foto che mi sono rimaste impresse per la bellezza e le emozioni che riescono a dare mi piacerebbe provare. Credo che l'uso del tele aiuti un po', avvicinandoti al soggetto senza per forza interagire. Non conoscevo Enzo Dal Verme, grazie del consiglio, mi documenterò Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia CITAZIONE (elle88 @ May 7 2014, 11:37 AM) Il punto è non aver paura di stare li fermo con la relfex all'occhio… Sta pure così e guarda la scena… Scatta quello che vuoi scattare senza paura… Perchè fidati che se a qualcuno da fastidio te lo dice, se nessuno ti dice niente tanto meglio, gli scatti li hai già fatti e li porti a casa!!! Se per questo non ho paura di stare fermo a scattare Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Ho trovato come iniziare a sfruttare il Tammy Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Grazie mille
photodontomoto

Citazione (angelo_t @ May 7 2014, 10:49 AM) · Vai al messaggio originale #3086494
Si, mi riferivo principalmente a persone che non conosco (gli amici ti scansano come la peste! Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia ) Devo ammettere che la timidezza e l'essere introverso è un grossissimo freno. Quindi tutte le migliaia di foto di ritratto, specialmente ambientato oppure street, che si vedono in giro (alcune davvero splendide) hanno di fondo un approccio diretto con il soggetto? Insomma ci si deve dedicare il tempo necessario ogni qual volta si voglia fare qualche foto. Ammiro tantissimo chi piace e porta avanti questo genere… Grazie per il tuo contributo, preziosissimo Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

Ciao, la questione che poni penso sia importante specie per questo genere di foto. So che grandi fotografi riescono a "rubare" scatti in realtà non tanto rubandoli ma "pagandoli" con un atteggiamento "empatico", che consiste nell'entrare in sintonia con il soggetto che vuoi immortalare. Anni fa mi è capitato di fare un uscita fotografica con un fotografo che era impressionante per la capacità ed abilità di fare foto in strada (a Milano !!!! ) a gente fermata per caso. Quattro chiacchere con una persona "interessante" (strano ma erano per lo più ragazze …) e poi se c'era la disponibilità si partiva con la foto. Io che ero (sono) un po' "orsacchiotto" mi vergognavo come un "pillino" ma mi sono divertito un sacco. Ti sto parlando di tempi in cui internet non si sapeva cosa fosse, per cui era chiaro che le foto si facevano per passione personale e non per postarle dopo 1 nanosecondo su un social network. Oggi esiste il "diritto" alla privacy per cui è necessario il consenso dei soggetti che vuoi immortalare specie se risultano come soggetti principali nella tua foto (forse puoi evitarlo per gli adulti ma per i bambini è fondamentale). Credo che scambiare due parole prima di scattare sia segno di buona educazione, indipendentemente dalle risposte che ti possono dare. Alcuni possono reagire malamente, vuoi che per sfiga di capita di fotografare un pericoloso latitante mafioso …….. lì si che son "problemi"

angelo_t

Citazione (Photodontomoto @ May 7 2014, 09:23 PM) · Vai al messaggio originale #3087045
Ciao, la questione che poni penso sia importante specie per questo genere di foto. So che grandi fotografi riescono a "rubare" scatti in realtà non tanto rubandoli ma "pagandoli" con un atteggiamento "empatico", che consiste nell'entrare in sintonia con il soggetto che vuoi immortalare. Anni fa mi è capitato di fare un uscita fotografica con un fotografo che era impressionante per la capacità ed abilità di fare foto in strada (a Milano !!!! ) a gente fermata per caso. Quattro chiacchere con una persona "interessante" (strano ma erano per lo più ragazze …) e poi se c'era la disponibilità si partiva con la foto. Io che ero (sono) un po' "orsacchiotto" mi vergognavo come un "pillino" ma mi sono divertito un sacco. Ti sto parlando di tempi in cui internet non si sapeva cosa fosse, per cui era chiaro che le foto si facevano per passione personale e non per postarle dopo 1 nanosecondo su un social network. Oggi esiste il "diritto" alla privacy per cui è necessario il consenso dei soggetti che vuoi immortalare specie se risultano come soggetti principali nella tua foto (forse puoi evitarlo per gli adulti ma per i bambini è fondamentale). Credo che scambiare due parole prima di scattare sia segno di buona educazione, indipendentemente dalle risposte che ti possono dare. Alcuni possono reagire malamente, vuoi che per sfiga di capita di fotografare un pericoloso latitante mafioso …….. lì si che son "problemi"

Grazie per il tuo contributo… In effetti era quello che "temevo", nel senso che per come sono io trovo molto difficile approcciarmi e approcciare la persona che mi piacerebbe fotografare, che siano foto di posa o ritratti (ambientati e non). Discorso diverso per la figura ambientata, che puoi "tranquillamente" coglierla di nascosto o da lontano, magari mentre passeggia o fa altro (e in questo un buon tele fa la differenza). Hai ragione riguardo la privacy, hanno complicato un po' tutto il mondo di questo genere di fotografia (e in un certo senso, anche giustamente) e, a meno che non sei tanto sfacciato ed in gamba nell'approcciare le persone e convincerle a farsi fotografare, la vedo un tantino dura. Grazie anche a te, mi sei stato molto utile Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia

angelo_t

Citazione (paolo_ross @ May 8 2014, 05:01 PM) · Vai al messaggio originale #3087586
Ciao Angelo, non riesco a capire una cosa, forse è il titolo che mi trae in inganno…esattamente…che tipo di ritratti vorresti fare? Provo a spiegarmi meglio. Vorresti scattare con amiche/amici modelle/modelli in studio (ritratto) o in esterni (ritratto o ritratto ambientato) oppure vorresti andare nella bottega del calzolaio a ritrarlo mentre lavora ad esempio? Perchè i primi due casi rientrano in un campo dove cercando bene ci sono molti work, modelshering ecc (alcuni gestiti da ottimi maestri Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia presenti su questo sito) e la vergogna è passeggera. Nel senso sai che davanti hai una persona che sa di essere fotografata…e a livello "vergogna" tutto è molto più semplice! Oltretutto, anche trovare amiche/amici disposti a farsi fare due foto è più semplice di quel che si pensa…basta chiedere! Se invece quello che cerchi è qualcosa più del tipo reportage/street allora li subentra un altro tipo di emotività e di "legalità" nello scatto come già qualcuno accennava (io mi faccio sempre molti/troppi problemi). Secondo me in base a questo è più facile aiutarti e dirti le nostre esperienze. Io, potendo parlare esclusivamente del primo caso, da quando ho iniziato a prendere confidenza e fiducia nei miei mezzi, contatto le ragazze in base a quello che è il mio progetto, facendoglielo capire chiaramente e trovando spesso il loro "si". =) Un saluto, Paolo

Ciao Paolo, in effetti forse non sono stato chiarissimo e ti spiego il perché. In pratica sono un fotoamatore alle primissime armi che sta frequentando un corso base di fotografia (con un maestro di prim'ordine) il quale ci ha spiegato e poi chiesto di fare foto di ritratto (posa, ambientato, figura ambientata, ecc.). Ho chiesto già ad un amico che si è gentilmente prestato per varie foto in posa e questo già è stato per me difficile e alla fine i risultati sono stati abbastanza deludenti (foto piatte, senza cogliere emozione, le classiche foto tessera) Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia So bene che esistono possibilità di "pagare" i modelli per uno shoot, ma non è il mio caso (primo perché non ho l'esperienza necessaria, secondo perché non è un investimento economico che voglio affrontare). Quello che dovrei (vorrei) fare è la classica foto street o ambientata (il falegname in bottega, o gente per strada, per es.) e lì nasce il mio blocco dovuto alla timidezza e forse al fatto che non credo che questo stile faccia parte di quello che mi piacerebbe fare (anche se sarebbe bello). Per questo chiedevo a chi ha più esperienza di me su qual'è l'approccio e il metodo per "convincere" il soggetto a farsi fotografare, quanto tempo ci si dedica allo scatto, ecc. Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Grazie ancora, Angelo

angelo_t

Citazione (paolo_ross @ May 8 2014, 05:55 PM) · Vai al messaggio originale #3087642
Ciao Angelo, ora ci sono! =) Non riuscivo bene a capire in quale campo stavi cercando. Di mio posso dirti che le foto "fototessera" le combatti guardando quello che fanno i fotografi di un certo livello. Se guardi gli editoriali moderni la maggior parte delle foto sono fatte in ambienti "reali", e su quello ti puoi basare. Hai un amico che suona la chitarra, mettilo in casa, vestito rock, giacca di pelle, maglietta bianca jeans…foto, rumore, bianco e nero. Fallo vivere, chiedigli di divertirsi, parlate, ridete, bevetevi due birre… Idem con una ragazza. Ci sono mille cose che puoi fare. Creati l'idea e portala avanti. Foto tutte senza testa stessa posa, foto retrò gonna lunga post impastata, insomma…queste idee sono banali, ma basta davvero poco per tirarle fuori. Una borsa, un libro, un animale. Tutto può servire per creare una storia. Ovviamente ti parlo del campo in cui scatto di più. Sulla bottega e il falegname…credo basti avere un po' di faccia come il Qulo! =P Un abbraccio, Paolo

Per questo inizio ad amare la fotografia (non perché prima non mi piacesse, ma perché passato ad una reflex mi si è aperto un mondo che neanche pensavo esistesse), lo studio dello scatto, lo studiare come lo vorresti fare e soprattutto impiegarci tutto il tempo necessario affinché le foto escano come vorresti. Certo non è per niente facile (pensa che 2 mesi fa non sapevo la differenza tra diaframma ed otturatore, cos'era la PDC, ecc.), come tutte le cose per uscire bene ci si deve dedicare tempo, cosa che purtroppo (o meglio per fortuna) a me manca perché lavoro, poi tutti vanno di fretta, non hai più il tempo di scambiare due parole anche con l'amico (ma qui andiamo su elucubrazioni filosofiche che è meglio evitare Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia ). Grazie per il tuo contributo, Paolo, prezioso come quello di tutti voi altri che avete perso 2 minuti da dedicarmi Ritratti ambientati: approccio lento, dialogo breve e scena quotidiana per raccontare una storia Un abbraccio, Angelo

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