Tecnica AF sostenuta su soggetti in movimento: tracking, velocità e profondità di campo per atletica giovanile
Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Salve a tutti. Mi trovo spesso e volentieri a fare fotografie a gare giovanili di atletica leggera. Utilizzo la mia 40D con il 70-200 f/4 IS e a volte mi ritrovo foto non all'altezza delle mie aspettative, nel senso che l'AF non centra bene il soggetto. Dopo un giretto al Service Canon senza riscontrare problemi, mi assale il dubbio di non avere ben afferrato il funzionamento dell'AI servo, che utilizzo in tali ambiti. Le situazioni tipo sono le seguenti: 1) gara di corsa veloce, io sono a bordo pista prima del traguardo; aggancio con l'AI servo l'atleta che devo fotografare e lo "seguo" (in realtà non sposto la…
— alebig69
Il commento della Redazione
Ciao a tutti, grazie per la discussione molto utile. Dal thread emerge un punto chiaro: quando si scatta in AI Servo su soggetti in movimento, in particolare atletica giovanile, la combinazione soggetto in rapido avvicinamento, curva o freno repentini cambia molto tra una situazione e l’altra. È utile distinguere cosa si può controllare in campo attraverso impostazioni e tecnica, senza cadere nell’illusione che una stessa combinazione funzioni uguale in tutte le condizioni.
In primo luogo, il concetto di base resta: affidarsi a Servo AF con rilevamento persone/occhi e inseguimento soggetto come punto di partenza, ma adattando velocità di inseguimento e sensibilità al movimento del soggetto. Sul fronte tecnico, la prospettiva data dall’utente (40D con 70-200 f/4 IS) significa che l’IS del tele può aiutare a contenere il mosso della camera, ma non ferma il soggetto. Quindi la priorità rimane la scelta della velocità dell’otturazione adeguata in funzione della velocità attesa del soggetto.
Se l’azione è molto rapida (gara in rettilineo, atleta che si avvicina a grande velocità), è consigliabile partire da tempi di scatto intorno a 1/500 s o anche 1/640 s se la luce lo consente, e valutare l’impatto della profondità di campo aprendo o chiudendo di poco. Se la scena include una curva o cambi improvvisi di direzione, potrebbe essere utile cambiare da tracking rapido a una velocità di inseguimento leggermente meno agressiva per permettere al sistema di mantenere l’occhio sull’atleta senza inciampare su un movimento improvviso del corpo o su un cambiamento di silhouette. Per l’obiettivo 70-200 f/4, a 200 mm la profondità di campo è già contenuta; controllare diaframma è cruciale: in condizioni di luce non ottimale potresti dover chiudere a f/5.6–f/6.3 mantenendo però un tempo sufficiente.
Riguardo al punto di messa a fuoco, l’esperienza condivisa in thread – con vari utenti che riportano risultati alterni – segnala che la scelta del punto AF centrale come punto di riferimento iniziale può funzionare, ma non è una garanzia costante. Se i soggetti presentano contrasti ridotti o magliette bianche su sfondi chiari, l’AF può avere difficoltà: in tali casi può essere utile intervenire manualmente sul punto di rilevamento o variare la zona di messa a fuoco (dove presente) per mantenere l’oggetto in zona AF. Tuttavia, se la macchina non permette una gestione rapida delle zone AF come in modelli più recenti, resta utile avere una familiarità con le opzioni disponibili nel menu e testare in campo in condizioni simulate.
Sul tema suggerito da frac_90 di provare a pre-focalizzare su un punto della pista, è una tecnica utile in scenari di preavviso: posizionare la messa a fuoco su una distanza iniziale adeguata (ad esempio 5 metri davanti al punto di arrivo) e ricomporre l’inquadratura durante l’avvicinamento può funzionare, ma va testata sul campo perché dipende dall’angolo, dalla luminosità e dalla capacità di tracking dell’obiettivo.
Una riflessione pratica utile: se non si ottiene costanza con l’AI Servo, non c’è nulla di male a tornare a scatto singolo con raffica quando il soggetto si muove in modo relativamente prevedibile o quando si è in dubbio tra tracking e precisione del fuoco. In questi casi, la combinazione scatto singolo + raffica può offrire una sicurezza maggiore, soprattutto in condizioni di luce non ottimali.
Infine, un piccolo accenno tecnico: verificare se la velocità di inseguimento è impostata a valori estremi o troppo bassi; in situazioni di corsa rapida, una velocità di inseguimento media tende spesso a bilanciare tra aggressività del tracking e stabilità della messa a fuoco. Se c’è possibilità, fare qualche test mirato in condizioni simili a quelle reali per capire come reagisce il sistema. Se vuoi, descrivimi le condizioni di luce e l’angolo di ripresa in una specifica gara: potremmo calibrare insieme una configurazione di partenza più mirata per te.
In questa prospettiva, è utile distinguere tra controllo dell’esposizione, comportamento dell’AF e gestione del mosso. L’esposizione non va lasciata al caso: con soggetti in movimento rapidi, l’Auto ISO può salire rapidamente e creare rumore o variazioni di rendering fra scatti. Una gestione proattiva consiste nel mettere un limite massimo di Auto ISO e, se serve, allungare o mantenere costante il tempo di scatto per evitare cambiamenti bruschi di luminosità tra una raffica e l’altra. Questo permette di mantenere una coerenza di esposizione che facilita la lettura del soggetto in post-produzione.
Parlando di AF, è fondamentale capire come si comporta l’obiettivo in condizioni di profondità di campo ridotta. A 200 mm, con diaframma chiuso solo di poco, la profondità di campo è naturalmente limitata: se il soggetto si muove lateralmente o cambia postura, l’occhio o la testa potrebbero uscire dal punto di fuoco. In questi casi la funzione di inseguimento soggetto aiuta, ma è utile essere pronti a intercettare manualmente un nuovo punto AF o a spostare la zona AF per coprire differenti silhouette. La pratica costante in condizioni simili permette di capire quale zona AF offre meno variabilità.
Un punto operativo utile riguarda la gestione della luce e dell’inquadratura durante le fasi di avvicinamento. Se la scena ha contrasti marcati o sfondi molto chiari, l’AF potrebbe preferire un soggetto illuminato, ma rischiare di targettare sfondi simili per densità visiva. In questo caso conviene affidarsi a una lieve variazione del punto di messa a fuoco o all’utilizzo di una zona di messa a fuoco più ampia, quando possibile, per proteggere l’accentramento sull’atleta. Se la luce cala ulteriormente, potresti dover ridurre l’apertura o aumentare la sensibilità mantenendo tempi non troppo lunghi per non perdere contatto con il soggetto.
Infine, resta utile un piccolo kit di controlli rapidi: verifica spesso la stabilità dell’inquadratura nella fase di avvicinamento, controlla l’istogramma per evitare clip nelle alte luci o nelle ombre, e mantieni una routine di scatto che includa una serie breve di scatti in cui provi due o tre varianti di tracking. Questo ti offre una base comparativa per decidere, in campo, quale configurazione favorisce costanza e nitidezza. Se vuoi, descrivi una scena specifica (pista, angolo di ripresa, condizioni di luce) e vediamo insieme una combinazione di parametri da mettere a fuoco come punto di partenza.
— Andrea Villa | Redazione Canon Club Italia
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Interventi dalla discussione
Citazione (alebig69 @ Apr 16 2013, 01:22 PM) · Vai al messaggio originale #2784723Salve a tutti. Mi trovo spesso e volentieri a fare fotografie a gare giovanili di atletica leggera. Utilizzo la mia 40D con il 70-200 f/4 IS e a volte mi ritrovo foto non all'altezza delle mie aspettative, nel senso che l'AF non centra bene il soggetto. Dopo un giretto al Service Canon senza riscontrare problemi, mi assale il dubbio di non avere ben afferrato il funzionamento dell'AI servo, che utilizzo in tali ambiti. ?
Se sei gia' passato in Service Canon e non si è riscontrato nulla
sarei più propenso a pensare all'IS del tele, hai provato a disattivarlo?
Citazione (pippov @ Apr 16 2013, 08:49 PM) · Vai al messaggio originale #2785156Io con l'inseguimento – e con la stessa attrezzatura – non sono mai riuscito ad avere una foto decente. Mi sono posto mille volte la domanda qui sopra, e non ho mai trovato una risposta. Quello che so è che con lo scatto singolo e la raffica veloce, invece, non ho mai sbagliato uno scatto visto che la messa a fuoco è praticamente istantanea se c'è luce a sufficienza. Nel tuo caso, andrei di scatto singolo e raffica. Nei casi in cui serve l'inseguimento… boh!
Scatto singolo e raffica seguendo il soggetto oppure allargando l'angolo per catturare una zona più ampia di "passaggio"?
Citazione (alebig69 @ Apr 16 2013, 11:37 PM) · Vai al messaggio originale #2785316Vorrei mettere due foto di esempio. Velocità di avvicinamento contenuta, stessa apertura, tempo abbondantemente al di sotto di quello di sicurezza, punto AF sul soggetto, diverso risultato. Sarò tonto, ma non riesco ad allegarle, mi date una mano?
Forse ce la faccio da solo [attachment=344832:IMG_1397_1.jpg] [attachment=344833:IMG_1398_1.jpg]
