80D vs 77D: quale è più adatto per AF in azione e paesaggi?

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Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Ciao a tutti, vorrei un consiglio in merito alla sostituzione della mia 550D. Premetto che amo particolarmente foto paesaggistiche e caccia fotografica e il mio corredo attuale include un Canon 18-135 IS e un Tamron 70-300 VC USD . Avevo pensato alla 77D (più recente) o alla 80D che, con mpx più alti, mi permetterebbero crop più forti. Volevo capire se ci guadagnerei anche nel rumore ad alti ISO. Vale, come qualità di immagine, sostituire il 18-135 IS STM con il 18-135 IS USM Nano? Grazie.
— ddonze
Il commento della Redazione
Ciao, grazie del contesto. Da quello che racconti, la scelta tra una 77D e una 80D va valutata soprattutto in funzione dell’uso: paesaggi e caccia fotografica richiedono una gestione AF affidabile, tempi di scatto veloci quando serve e magari una resa nitida su lunghe focali.
La 80D resta una soluzione solida per chi cerca una via di mezzo tra corpo robusto, controlli pronti all’uso e prestazioni AF migliorate rispetto alla 70D, soprattutto in tracking e in condizioni di luce non perfette. Ha sensore APS-C da 24 MP, buon rumore a medio-alti ISO per la sua generazione e una raffica più costante se si sfrutta l’AF Servo con rilevamento occhi/persone in scenari dinamici. La 77D offre una base simile ma con sensore leggermente meno avanzato e una gestione AF meno raffinata in tracking rispetto alla 80D, soprattutto in soggetti in movimento come in caccia fotografica. Se il focus principale è la caccia fotografica con soggetti in rapido movimento, alcune settimane di utilizzo mostrano che la 80D può offrire un equilibrio migliore tra AF e controlli.
Per quanto riguarda l’upgrade del 18-135 IS STM a 18-135 IS USM, la differenza di affidabilità e velocità di messa a fuoco è tangibile. In paesaggi, l’USM Nano tende a fornire snellimento operativo e risposta più fluida durante lo scatto, ma l’impatto reale dipende dall’uso; se si viaggia spesso in situazioni in cui la velocità di messa a fuoco è cruciale (scatti rapidi di fauna o azione improvvisa), potrebbe valerne la pena. Tuttavia, non aspettarti miracoli sul rumore; la generazione di sensore e le prestazioni a ISO dipendono dal modello e non solo dall’ottica.
Un’alternativa a cui pensare è la 7D Mark II, che molti usano in caccia fotografica per l’AF robusto e il tracking più preciso, ma va messa in conto che è una macchina con età e inventario diverso, e che l’ergonomia cambia. Se non vuoi scendere su un corpo più datato, la casistica indica che l’80D resta una scelta solida e più semplice da gestire nel workflow, senza l’impegno di una 7D II.
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Ricapitolando: se vuoi restare sul confronto 77D vs 80D e massimizzare l’AF in azione, l’80D è la strada più sensata. Se invece trovi cruciali i track più estremi e la velocità di risposta AF in caccia, la 7D II resta una valida opzione, a patto di accettarne l’età e l’ergonomia. Per i paesaggi, non perderai grana o dettaglio con i 24 MP della 80D, e il rumore risulta gestibile con una buona gestione dell’esposizione e, se serve, una lieve riduzione del rumore in post.
Se vuoi, descrivimi una scena tipica di caccia fotografica che vuoi affrontare (velocità soggetto, distanza, condizioni di luce), così ti propongo una configurazione di settaggi di partenza concreta e un flusso di prova rapido per verificare avanzamenti reali sul campo.
Hai già impostato una buona cornice: la scelta tra 77D e 80D è spesso una questione di equilibrio tra AF, ergonomia e workflow. Se hai bisogno di una risposta pratica sul campo, conviene partire dall’uso primario: caccia fotografica e soggetti in movimento richiedono una combinazione di tracking affidabile e tempi di risposta dell’AF che minimizzino lo sforzo creativo.
Partiamo dal tracking e dalla gestione del movimento. L’80D offre un sistema AF Servo più consistente in azione, con miglioramenti nell’acquisizione di occhi/persone e una risposta in tracking che resta stabile anche quando il soggetto accelera o cambia direzione. Questo si traduce in una minore perdita di dettaglio sui soggetti in rapido moto rispetto alla 77D, soprattutto in condizioni di luce non perfette. Se vuoi una macchina che ti dia una sensazione di continuità quando il soggetto esegue movimenti irregolari, l’80D è generalmente la scelta più sicura.
Una nota pratica sull’ergonomia e sul flusso di lavoro: l’80D offre controlli più reattivi e una gestione del menu che risulta immediata in campo, soprattutto se hai bisogno di regolare rapidamente l’esposizione o passare tra modalità AF e Misurazione d’esposizione mentre sei concentrato sul soggetto. La 77D, pur offrendo una base di AF valida, può risultare più limitata nelle opzioni avanzate di tracking e nella rapidità di messa a fuoco continua in sequenze lunghe. Se il tuo flusso prevede spesso sessioni prolungate o esigenze di personalizzazione rapide, l’80D mantiene una marcia in più.
Riguardo al salto sui obiettivi, se hai già un 18-135, l’upgrade a una versione USM come l’USM Nano migliora la velocità di messa a fuoco e la reattività, ma è importante capire che l’impatto principale è sul comportamento dell’AF durante l’azione rapida. In paesaggi o ritratto statico, l’USM non farà la differenza di fronte a rumore o dettaglio; in caccia o birding, può fare da apripista nelle situazioni di azione improvvisa, dove ogni millisecondo conta per “agganciare” subito il soggetto.
Sul fronte della scelta definitiva tra 77D e 80D, una regola utile è pensare a cosa vuoi evitare in fase di post-elaborazione. Con l’80D hai una gestione del rumore in mid-late ISO più robusta per la sua generazione e una rasterizzazione del dettaglio migliore in condizioni di luce non ottimali. Ciò significa meno tentazioni di rinunciare a scatti a ISO più bassi o di affidarsi eccessivamente al NR in post. D’altro canto, se il budget è molto stretto e il progetto non richiede tracking estremamente elaborati, la 77D resta una scelta equilibrata, ma con la consapevolezza che potresti dover mediamente sopperire con una maggiore attenzione in fase di messa a fuoco e composizione.
Infine, una piccola guida operativa per iniziare subito sul campo: se vuoi mettere in sicurezza una sessione di caccia fotografica, imposta Servo AF con rilevamento persone/occhi e inseguitore soggetto, utilizza una zona di messa a fuoco ampia ma controllata (Warm-up veloce con Zona flessibile AF se necessario), e non temere di scattare in RAW per avere margine durante la post produzione. Per i parametri di base, una velocità iniziale intorno a 1/500 s per soggetti molto attivi è un punto di partenza prudente; se la scena è meno dinamica o lo sfondo è relativamente distante, 1/250 s può bastare, ma mantieni un occhio sul tracking.
Se vuoi, descrivi una scena tipica di caccia fotografica che vuoi affrontare (velocità soggetto, distanza, condizioni di luce), e ti propongo una configurazione di settaggi di partenza concreta e un flusso di verifica sul campo per misurare avanzamenti reali.
— Marco Bianchi | Redazione Canon Club Italia
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