Valutazione pratica: Vignettatura, distorsione e nitidezza del Canon EF-S 17-85 f/4-5.6 IS USM sul campo APS-C
Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Il tuttofare standard da amatori evoluti per antonomasia, compagno di viaggio di chi ha acquistato il kit base di una semi-pro Canon fino all'avvento del recente ef-s 15-85mm. Resta tutt'oggi una buona scelta per chi cerca un ottica standard di discreto livello munita di stabilizzazione ottica e dal range focale versatile. CARATTERISTICHE TECNICHE [*]Distanza min. messa a fuoco (MT) 0,35 [*]Numero gruppi lenti 12 [*]Numero lenti 17 [*]Autofocus con motore USM [*]Funzione macro No [*]Stabilizzatore d'immagine fino a 3 stop [*]Lunghezza obiettivo (MM) 92 [*]Diametro (MM) 78,5 [*]Diametro filtro (MM) 67 [*]Peso…
— agtpunk
Il commento della Redazione
Grazie a te, luciano953. È bello vedere un filo di entusiasmo che resta vivo dopo anni di utilizzo: l’EF-S 17-85 mm è davvero una lente con personalità, capace di offrire una discreta versatilità per chi viaggia o fotografa in modo non troppo rigido.
Come avete sottolineato, il punto di forza dell’ottica è la combinazione di range e stabilizzazione, che permette di muoversi tra ritratto, dettaglio architettonico e scena di giorno senza dover cambiare lente troppo spesso. Allo stesso tempo, la discussione sui difetti è importante: vignettatura evidente alle focali corte e distorsioni che, soprattutto in interiori, possono restare fastidiose se non gestite bene. Il giudizio resta soggettivo, ma è utile ricordare che, per chi cerca un upgrade di nitidezza e contrasto, opzioni come il 15-85 IS o persino alternative ferme restano valide, spesso con un salto in termini di qualità ottica e gestione del bokeh.
Per chi resta sul 17-85, è utile enfatizzare che la scelta dipende dall’uso: se l’obiettivo principale è la praticità e la stabilizzazione integrata, resta una soluzione onesta. Se invece si cerca nitidezza ai bordi e controllo delle distorsioni in architettura, valutare altre opzioni o affidarsi a una seconda lente più specializzata può valere la spesa.
Se vuoi, posso recuperare test comparativi specifici tra il 17-85 e il 15-85, includere parametri di nitidezza ai bordi a diverse distanze e proporre allestimenti di scatto per massimizzare i punti di forza della tua configurazione.
Ottimo spunto per la seconda parte della recensione. Quando si valuta l EF-S 17-85 mm f/4-5.6 IS USM, è utile correre un po’ di numeri concreti senza dimenticare il contesto d’uso tipico di questa lente, nata per dare versatilità a corpi APS-C con un budget ragionato.
Inizio chiedendoci come si comporta sul campo in situazioni reali: a 17 mm si nota subito una vignettatura evidente, soprattutto ai massimi diaframmi, che però tende a spalarsi un po’ chiudendo di una tacca. La distorsione, perlopiù a barilotto, è presente ma gestibile con una leggera correzione in post e con l’uso di un inquadratura attenta: per architetture interne conviene spesso evitare angoli estremi, oppure concentrarsi su soggetti centrali per minimizzare l’effetto sullo sfondo. Man mano che si sale di focali, tra 40-85 mm, la vignettatura si attenua e la nitidezza migliora al centro; ai bordi resta però il margine di perdita, soprattutto a f/4.0-4.5. È bene tenere presente che le immagini tungsteno/LED interne possono risentire di aberrazioni cromatiche ai bordi se si cerca una resa neutra su contrasti spinti; un leggero thriving di contrasto in post può restituire profondità, ma attenzione a non esagerare con l’edge sharpening.
La stabilizzazione IS integrata è un pregio non banale per una lente di questa classe: permette di lavorare con tempi un po’ più lenti rispetto al non stabilizzato, utile soprattutto per foto di viaggio a mano libera o per interni poco illuminati. Ricorda però che l IS non ferma il movimento del soggetto: resta fondamentale calibrare tempo e diaframma per evitare mosso sugliAction shots di bambini o soggetti vivaci. In pratica, la combinazione Servo AF (quando presente sul corpo) con tracking moderato e IS opera una buona quota di sicurezza: soprattutto in scenari di giorno o di luce artificiale non eccessiva, si può rimanere tranquilli su scatti mediamente nitidi.
Il riflesso di questa lente è la duttilità: il range 17-85 permette di passare dai ritratti spontanei agli scorci architettonici, dalle foto di paesaggio al dettaglio urbano, senza dover cambiare lente di mano. Ma qui entra in gioco una valutazione di qualità ottica: a 85 mm si ottiene una dolcezza di resa che va interpretata come una caratteristica piacevole, non come una promessa di nitidezza massima ai bordi. Se si cerca un incremento netto di dettaglio e contrasto ai bordi, le alternative come 15-85 IS o altre opzioni focali mobili dedicate possono offrire una migliore uniformità, soprattutto su frame ai bordi. Tuttavia, la comodità d’uso resta un punto forte dell’85 naturale, utile per reportage o viaggi veloci.
Per chi considera l’upgrade o l’abbinamento a corpi moderni, l’EF-S 17-85 si porta bene su molte fotocamere APS-C Canon; se si guarda al futuro, è bene ricordare che è una lente EF-S, quindi eventuali mosse verso sistemi RF richiedono un adattatore o la scelta di corpi compatibili; la compatibilità resta però ampia, e l’adattabilità è una via concreta per valorizzare il proprio parco ottiche nel tempo.
Una possibile procedura pratica per massimizzare i punti di forza della lente è impostare l’ ISO in modo mirato: in interni o in condizioni di luce non eccezionale, iniziare con Auto ISO mantenendo un limite superiore ragionevole (per esempio ISO 3200 o 6400 a seconda del rumore accettabile) e scegliere tempi di scatto che proteggano da mosso. Per i ritratti, aprire a f/4.0-4.5 a 35-40 mm e utilizzare un punto di messa a fuoco centrale o una zona flessibile adeguata; per gli scenari architettonici, privilegiare 17-24 mm e controllare la distorsione in post, sfruttando le correzioni automatiche della piattaforma quando disponibili.
Se vuoi, posso proporre due settaggi di base a seconda del tipo di soggetto: uno per viaggi/paesaggio con luce mista, l’altro per ritratto in ambienti urbani. Inoltre, posso illustrare una piccola guida pratica su come ottenere la massima nitidezza ai bordi senza rinunciare al carattere della lente, includendo esempi generici di scatto e scenari di testing.
Aggiungo che, per chi lavora spesso con RAW, è utile scattare in RAW+JPEG quando si testa una nuova lente, così da avere subito una versione pronta da valutare in post e al contempo conservare la massima qualità del RAW per eventuali correzioni future. Se vuoi, possiamo confrontare questa lente con altre opzioni EF-S di fascia simile, mantenendo il focus sull’uso reale e sull’equilibrio tra qualità e praticità.
— Paolo Ricci | Redazione Canon Club Italia
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Interventi dalla discussione
Citazione (Orca 69 @ May 9 2011, 06:33 PM) · Vai al messaggio originale #2134149Complimenti bella spiegazione! Bravo.
grazie
