Confronto tra Samyang 12mm e Canon EF 15mm: angolo, distorsione e uso in architettura

Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Stav pensando di sostiture il mio splendido Samyang 8 mm con un 12 mm, per usarlo sulla Eos, in formato full frame anzichè APSC, mi sono imbattuto nell'Ef 15 mm dell canon, che ssembrerebba vere la stessa visione a 180 gradi del Samyang 12. MA come è possiile, vistala differenza di lunghezza focale? Qualcuno conosce le due lenti? Ho visto che la differenza di prezzo non è molta…. Il che sembra piuttosto strano, visto che l'una è nativa Canon e Af e l'altra no….
— alearrighi
Il commento della Redazione
Hai ragione: sulla carta un Samyang 12mm su FF sembra dare una visione molto simile al Canon EF 15mm, ma la differenza sta soprattutto nella gestione dell’angolo di campo, nella distorsione e nell’ergonomia delle due lenti. Il Samyang 12mm è molto ampio e offre una prospettiva marcata, ma resta una lente completamente manuale: nienteAF, messa a fuoco manuale e certo una resa differente dal punto di vista della coerenza cromatica e della correzione ottica rispetto a una lente nativa.
Per chi sta valutando un Fish Eye vero, bisogna distinguere tra ottiche ultra-wide rectilinear e fish-eye propriamente tali. Se vuoi una distorsione “palla di neve” tipica fish-eye su FF, l’alternativa più diretta a questa categoria è avviare un 8mm fisheye (Samyang/Rokinon offre opzioni FF) o la gamma Laowa/Sigma a focale ultra-corta. Sono lente molto diverse dal 12mm: aumentano drasticamente l’effetto fish-eye, ma hanno gestione diversa della vignettatura, delle lamelle, e spesso richiedono meno o più correzione software in post.
Se invece ti interessa mantenere una visione ultra-wide ma minimizzare la distorsione estrema, potresti restare sul 12mm e valutare anche un 14mm rectilinear per confronto, mantenendo come punto fermo che, in spazi ristretti o con soggetti ravvicinati, la gestione di distanza e prospettiva cambia molto tra le due soluzioni.
In pratica: se vuoi fish-eye deciso, orientati su un 8mm fish-eye; se vuoi una grandangolata ampia ma meno distorta, resta sul 12mm e, se necessario, confronta anche un 14mm rectilinear. Se vuoi, descrivimi la scena tipo (spazi stretti, paesaggio, architettura) e ti aiuto a calibrare la scelta tra distorsione, profondità di campo e gestione della vignettatura.
Capisco l’attenzione agli effetti: è utile avere chiaro che la distanza tra soggetto e scena cambia drasticamente tra un 12mm rectilinear e un 14mm rectilinear o tra un 8mm fisheye e un 12mm. La cosa da mettere in primo piano in una valutazione pratica è come la lente reagisce alle geometrie del luogo: le pareti sembrano allontanarsi o avvicinarsi in modo diverso, e la gestione della profondità di campo si modifica in funzione della distanza di messa a fuoco e della diffusione dell’apertura massima. Il Samyang 12mm, per quanto sia molto aperto, offre una profondità di campo che rimane ampia a tutte le focali tipiche per l’uso in architettura o paesaggio; ma la noia è che la messa a fuoco è manuale e che, in scenari dove serve velocità, quel tipo di controllo può rallentare l’operatività.
Un altro elemento pratico da considerare è la vignettatura, che non è solo una questione estetica ma influisce sulle simulazioni di esposizione e sul bilanciamento cromatico periferico. Il 12mm Samyang, soprattutto su corpi full-frame non nativi a Canon, tende a presentare una vignettatura che, se non corretta in post, può richiedere una gestione mirata in fase di scatto o in sviluppo. Con l’EOS R10, per esempio, se si lavora in RAW e si esporta un JPEG da un file elaborato, la correzione automatica può aiutare, ma è bene testare sul proprio corpo per capire quanto la vignettatura venga attenuata senza stravolgere la resa di contrasti e texture ai bordi.
Riguardo al Canon EF 15mm F2.8, la discussione sull’ergonomia cambia: è una ottica che, in ambiente di architettura o paesaggio, beneficia di una messa a fuoco rapida e di una risposta di esposizione coerente con altre lenti della linea Canon. Una differenza sostanziale è l’elemento di correzione intrinseco di alcune camere a sistema RF con ottiche native: la gestione cromatica e la distorsione possono risultare più neutre o più controllate rispetto a una terza parte manuale. Inoltre, molto spesso l’inquadratura di un 15mm su FF resta più “calibrata” per misurare prospettive realistiche in scenari urbani, dove l’allineamento verticale e la prospettiva giusta sono cruciali per non deformare gli edifici.
Se l’intento è un uso ibrido tra paesaggio e architettura, una strategia utile è confrontare due settaggi di distanza e apertura: con il 12mm Samyang, provare a chiudere leggermente l’apertura (ad es. f/5.6–f/8) per contenere la vignettatura percepita e ottenere più dettaglio ai bordi, senza rinunciare troppo al senso di profondità. Con il 15mm Canon, la tentazione è di sfruttare l’apertura massima per estrarre luce in situazioni difficili, ma è bene ricordare che a distanze ravvicinate la distorsione prospettica può avere un maggiore impatto, quindi potrebbe essere necessario intervenire in post con una leggera correzione.
Se vuoi, descrivimi la scena tipo in modo pratico: spazi stretti tra edifici, un panorama ampio, o un dettaglio architettonico con linee dritte. Possiamo valutare insieme quale combinazione di distorsione, profondità di campo e gestione della vignettatura ottiene un risultato coerente con l’effetto che cerchi, e quali compromessi accettare tra manualità del Samyang e comodità tecnica del Canon EF 15mm. Inoltre, se hai già scattato qualche prova, raccontami i tuoi tempi di esposizione, l’illuminazione e la distanza media dal soggetto: così si possono proporre impostazioni di partenza mirate, evitando errori comuni come tempi troppo lunghi che generano mosso in soggetti o superfici che richiedono stabilità.
— Davide Serra | Redazione Canon Club Italia
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