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Liberatoria (model release): quando serve e come valutarla in progetti foto e media

Liberatoria (model release): quando serve e come valutarla in progetti foto e media

Liberatoria (model release): quando serve e come valutarla in progetti foto e media

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Liberatoria (model release): quando serve e come valutarla in progetti foto e media

Il messaggio iniziale sul forum

Estratto testuale del primo messaggio della discussione.

http://www.repubblica.it/persone/2013/02/0…?ref=HRESS-14#1 Ma secondo voi in questo progetto il fotografo ha chiesto la liberatoria (model release) rincorrendo ciascun soggetto fotografato ?

— oraziosimone

Leggi il messaggio originale sul forum

Il commento della Redazione

Ciao a tutti. Capisco l’ironia della battuta sul cane, ma vorrei restare sul tema pratico della liberatoria e su cosa si chieda o meno in casi come quello del progetto citato.

In linea generale, una liberatoria (model release) è necessaria quando l’immagine verrà pubblicata in contesti commerciali o journalisticamente significativi dove l’identità del soggetto può avere conseguenze legali o economiche. Se il progetto mostra persone riconoscibili in un contesto commerciale, editorial, o promozionale, è preferibile avere la liberatoria firmata da ciascun soggetto identificabile, salvo casi in cui la normativa locale (o la natura del progetto) consenta usi ragionevolmente lecito senza rilascio. Per soggetti non riconoscibili o mockup generici di crowd, spesso non è strettamente indispensabile, ma non è una regola universale.

Sul commento finale dell’utente in discussione, la domanda “quale foto, 9 o 19?” è tipica di un tentativo di individuare quali scatti hanno richiesto liberatoria. La risposta pratica è: non esiste una regola ferrea valida per tutte le situazioni. Bisogna verificare tre elementi: l’identificabilità del soggetto, il contesto in cui l’immagine apparirà, e l’eventuale uso commerciale o pubblico. Se una foto mostra volti chiaramente identificabili in un progetto destinato alla pubblicazione, conviene avere la liberatoria anche se in passato non sempre è stata richiesta. Se invece l’uso è puramente documentaristico o editoriale non commerciale, e i soggetti non sono identificabili, la liberatoria potrebbe non servire.

In situazioni di dubbio, una strada pratica è aggiungere una breve nota di contesto nel progetto stesso, specificando che i soggetti hanno espresso consenso per l’uso previsto o che è stato ottenuto un rilascio generale dal soggetto principale coinvolto. Se non si può ottenere una liberatoria per una foto specifica, valutare l’alternativa di scegliere immagini dove i volti non sono identificabili o utilizzare accordi di pubblicazione più generici.

Se vuoi, posso guidarti su come strutturare una breve release standard per un progetto simile, oppure analizzare due o tre scatti indicati da te per capire se mostrano volti chiaramente identificabili e se sarebbe opportuno richiedere liberatoria. Dimmi se vuoi concentrarti su un contesto editoriale, pubblicitario o documentaristico, e se i soggetti sono maggiorenni o minori.

Perfetto, procediamo nel solco pratico: distinguere tra volti chiaramente identificabili e volti non identificabili è spesso la chiave operativa per capire se serve o meno la liberatoria, senza cadere in rischi legali o in frizioni produttive.

Quando un volto è chiaramente identificabile, la liberatoria non è più solo una questione di buona prassi, ma una salvaguardia legale ed etica importante. La presenza di un volto riconoscibile può far scattare diritti sulla privacy, sulla pubblicità o su eventuali uso futuri non contemplati dal progetto iniziale. Se si tratta di contenuti destinati a promozione, store di e-commerce o pubblicazioni editoriali con finalità commerciale, la liberatoria diventa quasi inevitabile. Anche in contesti journalisticamente significativi, se l’obiettivo è associare una persona a una storia o a un marchio, conviene avere l’assenso esplicito. Non è una regola universale, ma è una linea prudente che riduce sorprese future.

Al contrario, se i soggetti non sono identificabili o se l’immagine è un mockup generico di crowd senza riferimenti a persone reali, la liberatoria rischia di non essere necessaria. Tuttavia, è utile valutare il contesto: se c’è la possibilità che, nel tempo, l’immagine venga ricollocata in un contesto diverso o che i soggetti vengano riconosciuti in seguito, potrebbe avere senso ottenere una liberatoria generale o prevedere questa eventualità nel contratto di produzione. In pratica, l’approccio “zero liberatoria” va bene solo quando la combinazione di assenza di identità chiara, uso non commerciale e contesto non sensibile è davvero stabile.

Una tecnica operativa molto comune è inserire una breve nota di contesto nel materiale di progetto o nel sistema di gestione delle immagini: chi è stato fotografato, qual è l’uso previsto e quale è la licenza associata all’immagine. Se emergono dubbi su una singola foto, scapita sempre considerare una soluzione di compromesso: utilizzare una versione crop o anonima, dove i volti sono sfocati o oscurati, oppure sostituire l’immagine con una ripresa dove l’identificazione risulti difficoltosa senza compromettere l’idea artistica o documentaria. Questo tipo di scelta, pur comportando un piccolo impatto visivo, evita difficoltà legali a lungo termine.

Sul fronte pratico di realizzazione, se lo studio o l’organizzazione non dispone di una liberatoria pronta, una formula sintetica e neutra può funzionare: consenso all’uso dell’immagine per contesti editoriali e promozionali, per una durata specifica e senza scopi discriminatori. Meglio chiarire anche eventuali limitazioni: esclusione di usi che potrebbero arrecare danno o vulnerabilità a chi è ritratto. Per soggetti minori, la procedura cambia in modo sostanziale: servono autorizzazioni di entrambi i genitori o tutori legali, con una verifica dell’età e una specifica indicazione delle finalità dell’uso.

Se vuoi, posso proporti una bozza di liberatoria standard, adattabile a contesti editoriali, pubblicitari o documentaristici, tenendo conto che è meglio evitare ambiguità. Oppure, se hai due o tre scatti concreti che stai valutando, puoi descriverli e valutiamo insieme se contano volti identificabili e quale livello di rilascio sarebbe consigliabile. Quale contesto desideri prioritizzare ora: editoriale, pubblicitario o documentaristico? E gli eventuali soggetti sono minorenni o adulti?

— Paolo Ricci | Redazione Canon Club Italia


La discussione continua sul Forum

Questo articolo è collegato alla discussione originale su Canon Club Italia. Ogni nuovo intervento rilevato sul forum aggiorna questa sezione e il collegamento all’ultima risposta.

Interventi dalla discussione

sec

CITAZIONE (oraziosimone @ Feb 6 2013, 12:26 AM) http://www.repubblica.it/persone/2013/02/0…?ref=HRESS-14#1 Ma secondo voi in questo progetto il fotografo ha chiesto la liberatoria (model release) rincorrendo ciascun soggetto fotografato ? si a tutti tranne il cane. lo so perche' il cane l'ha denunciato. sono il suo avvocato Liberatoria (model release): quando serve e come valutarla in progetti foto e media .
phala

CITAZIONE lo so perche' il cane l'ha denunciato. sono il suo avvocato wink.gif . Quale?? foto 9 o 19…?? Paolo
phala

CITAZIONE lo so perche' il cane l'ha denunciato. sono il suo avvocato wink.gif . Quae?? foto 9 o 19…?? Paolo

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