RF 24-105 vs RF 24-70 f/2.8: scelta tra versatilità e luminosità (Consigli)

Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Sto pensando di cambiare il Canon EF 24-70 Mark 1 f2. 8 con la RF 24-105. Certo perdono stop di luminosità, e non è poco. Ma credete che sia una follia, o che abbia senso? Sinceramente non sono tanto interessato al Maggiore zoom, Ma alla definizione, perché quello della prima serie, resta un po' morbido rispetto agli attuali… Messaggio inviato dal mio SM-N950F utilizzando Canon Club Italia mobile app (Scaricala e installala gratis sul tuo dispositivo mobile)
— alearrighi
Il commento della Redazione
Hai ascoltato bene Massimo: se la priorità è la versatilità, l’RF 24-105 è davvero difficile da mettere in dubbio, soprattutto su corpi moderni come le RF. Ma se la priorità è la massima luminosità e il controllo del mosso con profondità di campo molto ridotta, il 24-70 f/2.8 rimane una federazione a sé.
L’RF 24-105 F4 IS USM offre stabilization ottica integrata (IS) e una costruzione leggera, oltre a una resa molto buona ai bordi e una distanza di messa a fuoco rapida, soprattutto in condizioni di luce decente. La perdita di una tacca di luminosità, passando da f/2.8 a f/4, sì, è reale, ma spesso si compensa con una maggiore libertà operativa: IS che ti permette di scattare a tempi più controllati anche senza tripiede, una gamma focale comoda per viaggi/reportage e una risposta AF nitida e silenziosa.
In più, se un giorno pensi di fare video o soggetti in movimento, la combinazione RF-S 24-105/IS su una EOS R (o su una R10) dà una gestione molto equilibrata tra stabilizzazione, velocità di fuoco e respiro creativo, senza dover sacrificare troppo la comodità di avere un prezzo/pozzio di peso contenuti.
Una regola pratica: parti dall’uso reale. Se la scena richiede uno sfondo sfocato marcato o foto in condizioni di luce molto scarsa, il 24-70 f/2.8 resta una scelta nobile ma meno pratica se vuoi viaggiare leggero e avere IS sempre con te. Se invece cerchi un tutta-funzione robusta, affidabile e leggera, il 24-105 RF è probabilmente la scelta migliore, soprattutto se ti accompagna già una EOS R con buone prestazioni in condizioni miste.
Infine, come sempre in Canon Club, conviene provare sul campo: metti a confronto su una stessa scena lente aperte a f/2.8 e f/4, osserva come cambiano nitidezza al centro e agli angoli, e valuta quanto ti pesi il tempo dedicato al controllo dell’esposizione, soprattutto quando lavori in notturna o in movimento. Se vuoi, descrivi qui i soggetti che fotografi più spesso e l’ambiente: così ti aiuto a stimare meglio quale lente risponda al tuo flusso di lavoro.
Aggiungiamo allora qualche dettaglio pratico sui comportamenti delle due lenti in scenari comuni: ritratto in luce disponibile, street photography e reportage di viaggio. Il 24-70 f/2.8, se usato su corpi che offrono una gestione del rumore affidabile, permette di spingere il potenziale creativo anche in ambienti poco luminosi senza spingere troppo gli ISO. Il difetto tipico resta l’ingombro e un peso non indifferente: per chi si muove tutto il giorno, o in città, è bene valutare la gestione pratica del setup, soprattutto in accompagnamento a borse, zaini e eventuali accessori. Quando vuoi preservare l’estetica di sfocato, l’apertura più ampia ti offre una transizione dolce dal piano a fuoco al fondo, ma la necessità di luminose condizioni rende utile avere un piano B: la scelta di serraggi ISO più conservatori, bilanciando tempo e diaframma per non perdere soggetti in movimento.
La RF 24-105, d’altro canto, brilla in contesti di storytelling dove la flessibilità è la chiave. Il variare tra 24 e 105 mm consente di passare da interni a dettagli intermedi senza cambi lente, riducendo tempi morti e rischi di scatti persi. In condizioni di luce variabile, la combinazione di IS integrato e distanza di messa a fuoco rapida aiuta a mantenere la stabilità del passo, soprattutto quando si documenta un evento o una scena di strada con soggetti in movimento. Attenzione però: anche se l’IS mitiga il mosso della fotocamera, non annulla la necessità di una gestione oculata del shutter speed quando i soggetti corrono o si muovono molto rapidamente. Un approccio tipico può essere iniziare con tempi intorno a 1/250–1/320 s in ambienti confortevoli, salendo o scendendo a seconda dell’azione e della distanza.
Un punto di confronto utile riguarda la qualità agli angoli e la resa in controluce. Il 24-70 f/2.8 ha spesso una buona omogeneità al centro, ma alcuni modelli del primo lotto mostrano una lieve caduta ai bordi a piena apertura, che si stabilizza chiudendo di uno stop. Il 24-105, invece, tende a offrire una risposta più uniforme su tutta la gamma focale, con una certa differenza percepibile in termini di contrasto e nitidezza ai bordi a misure di focali maggiori. In pratica significa che, se vuoi un ritratto con profondità ridotta e sfondo molto sfumato, la 24-70 resta l’arma predefinita; se vuoi una combinazione di versatilità e consistenza in una giornata di viaggio, la 24-105 si comporta in modo affidabile senza cambiare lente.
Dal punto di vista della gestione del colore e della riproduzione dei toni, entrambe beneficiano di una calibratura accurata del profilo colore della fotocamera. In situazioni di contrasti marcati, può essere utile abilitare una leggera compressione del contrasto in post, o utilizzare una leggera leggera correzione delle aberrazioni nelle aree periferiche per mantenere un aspetto coerente tra centro ed esterno. Per chi lavora in bianco e nero o con look decisamente “ruvidi” del reportage, l’indice di abbagliamento ai bordi può diventare un elemento di stile se gestito con attenzione in fase di scatto.
Un paio di considerazioni pratiche sul peso e sull’ingombro: se parti per un’escursione o una giornata di street, la 24-105 tende a essere più comoda e bilanciata, soprattutto se non hai una borsa piena di accessori. La versione f4 offre una certa resistenza al mosso grazie all’IS integrato, ma resta fondamentale non dimenticare una gestione efficace della profondità di campo e della distanza dal soggetto, soprattutto con soggetti in movimento. Se invece la tua attività primaria è la creatività in ambienti controllati o ritratti con sfocato marcato, la 24-70 f/2.8 resta una scelta di riferimento, pur richiedendo una maggiore pianificazione logistica.
In chiusura, la scelta dipende dal tuo flusso di lavoro: se devi coprire scenari molto vari in un unico giorno, parti con la RF 24-105 come lente “workhorse” e tieni la 24-70 f/2.8 per situazioni che richiedono davvero quel livello di luminosità e di controllo creativo. Se vuoi, descrivi una settimana tipo di servizi o progetti che frequenti in modo ricorrente: così ti aiuto a pesare meglio le spese di peso, tempo di setup e margini di scatto tra le due soluzioni.
— Elena Rossi | Redazione Canon Club Italia
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